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anteprima logo RID Guerriglia navale in Medioriente

Azioni quasi speculari lungo le 2 principali rotte marittime del Medio Oriente. Attacchi portati dai guerriglieri yemeniti Houti con barchini-bomba radiocomandati (con esplosivo di tipo bellico) e talvolta con mine. Mine che tornano negli incidenti avvenuti a est dello Stretto di Hormuz ma anche davanti alle coste irachene. L’ultimo episodio ha riguardato la HELIOS RAY, nave di proprietà di un israeliano danneggiata nel Golfo di Oman. Sulla fiancata 2 squarci attribuiti, a seconda delle fonti, a razzi, missili e ovviamente a ordigni magnetici applicati nella parte superiore della chiglia. Il cargo, partito da Damman (Arabia S.), era diretto a Singapore.    Da Gerusalemme hanno rilanciato lo scenario che vede l’intervento di incursori iraniani a bordo di piccole imbarcazioni. Commandos che si avvicinano ai bersagli e procedono con la loro missione. Se queste ricostruzioni sono corrette si può ipotizzare la presenza di una nave-madre o di un’unità d’appoggio. Il Golfo e l’area yemenita sono attraversate ogni giorno da imbarcazioni che possono fare da copertura, i famosi dhow coinvolti in attività legali ma anche in traffici d’ogni tipo. Un rapporto dell’ONU ha riportato denunce sul coinvolgimento di contrabbandieri locali riconvertiti, dopo un addestramento, a missioni militari. E c’è sempre attenzione sul mercantile iraniano SAVIZ, che incrocia regolarmente in queste acque e che è sospettato da far da guida “ghost” per gli alleati locali.  In sintesi: minacce multiple, tattiche e mezzi diversi, possibilità di negare responsabilità, ed operazioni calibrate a seconda degli obiettivi e delle necessità.

anteprima logo RID Consegnato alla Turchia secondo P-72 ASW

La Marina Turca ha ricevuto il secondo P-72 ASW: lo ha annunciato l’SSB turco sui social. Secondo l’SSB (cioè la Presidenza delle industrie della difesa, ex Sottosegretariato alla Difesa) il pattugliatore marittimo/velivolo ASW Leonardo P-72 ASW, che fa parte del programma MELTEM 3, costituirà un elemento strategico della Marina Turca. Il primo P-72 ASW, che è noto anche come ATR-72TMPA, impiega il sistema di missione AMASCOS (Airborne Maritime Situation & Control System) ed è dotato di AIS, Link 16 e sistemi d'arma di ultima generazione, come il siluro leggero Mk 54.

anteprima logo RID Leonardo, nonostante il COVID bene il 2020

Il settore militare si conferma una volta ancora tra i piu resilienti, se non il piu resiliente, in epoca di pandemia. I risultati finanziari del 2020 di Leonardo, presentatati ieri, lo confermano. L’azienda guidata dall’AD Alessandro Profumo ha fatto registrare ordini pari a 13,8 miliardi di euro, di poco inferiori rispetto ai 14,1 miliardi del 2019, e ricavi molti consistenti, pari a 13,4 miliardi, anche in questo caso inferiori di soli 300 milioni di euro rispetto all’anno scorso. Insomma, c’è di che essere fiduciosi soprattutto se si pensa ai numeri, tutti con segno negativo, di altri colossi dell’aerospazio come Boeing e Airbus che hanno però un business civile-commerciale ben piu’ rilevante rispetto a quello di Leonardo. Questo lo si vede anche dai risultati del settore aeronautico, dove il calo di ordini e ricavi della Divisione Aerostrutture – da 948 milioni di euro a 481 e da 1,125 miliardi di euro a 819 milioni, rispettivamente – è stato compensato dalla crescita di ordini e ricavi – passati da 1,904 miliardi di euro a 2,031 miliardi di euro e da 2,39 miliardi di euro a 2,634 miliardi, rispettivamente - della Divisione Aeronautica. In particolare, la Divisione Velivoli ha beneficiato del programma Eurofighter – con il contratto tedesco e con il “ramp-up” della commessa Kuwait- ma anche del solido apporto del programma F-35, con 37 ali consegnate nel 2020, contro le 41 del 2019. Per il 2021 è prevista anche una crescita dei programmi proprietari come M-346 ed M-345. In generale sulla buona performance del gruppo incidono sia gli ordini sui mercati domestici – elicotteri AW-169M ed AW-249 per Esercito Italiano, vetronica e torri per la blindo pesante CENTAURO II, sempre per l’EI, contratto per il CAPTOR-E Mk2 per i TYPHOON della RAF, ecc. - sia gli ordini export, in particolare per la fornitura degli elicotteri TH-73A (AW-119) per l’US Navy e degli elicotteri NFH-90 SEA TIGER per la Marina Tedesca. Per l’azienda di Piazza Montegrappa, dunque, la scelta di puntare in questi anni sul core business della difesa si è rilevata vincente e sta garantendo al gruppo una certa solidità nell’affrontare la dura prova rappresentata dalla pandemia. Anche gli altri numeri confermano questa tenuta – con una redditività di 938 milioni di euro e un utile di 243 milioni di euro - e fanno sì che l’azienda abbia delineato una solida guidance per il 2021 con un ordini pari a 14 miliardi di euro, ricavi compresi tra 13,8 miliardi e 14,3 miliardi di euro ed una redditività oscillante tra 1.075 e 1,1125 miliardi di euro. Insomma, aspettative per il prossimo anno molto positive con il settore militare e governativo che avrà una positiva influenza su un cash flow sotto pressione per il civile e che nel medio-lungo periodo continuerà a garantire la robustezza e la resilienza del gruppo. In definitiva, come sottolineato dall’azienda, “ i fondamentali di business e le prospettive di medio/lungo termine rimangono invariati e a fronte della grave crisi che ha colpito il settore aeronautico civile e i suoi principali player mondiali Leonardo conferma di contro la sua resilienza con una performance commerciale che si mantiene sugli stessi livelli dello scorso anno, beneficiando di ordini in ambito governativo/militare da parte dei clienti domestici”. Peraltro, su queste prospettive inciderà pure la quotazione a Wall Street di DRS per una quota che potrebbe aggirarsi tra il 25% ed il 30% ed un incasso per Leonardo che potrebbe anche raggiungere il miliardo di euro. Cash che, come dichiarato dallo stesso AD Alessandro Profumo, potrebbe essere impiegato anche per nuove acquisizioni e, dunque, per un ulteriore allargamento del perimetro societario. Peraltro la performance di DRS nel 2020 è stata in linea con il 2019 con ordini e ricavi pari, rispettivamente, a circa 2,6 miliardi di euro e 2,4 miliardi.

anteprima logo RID Quanti F-35B taglierà UK?

Secondo alcune anticipazioni giornalistiche apparse sull’autorevole quotidiano britannico Times, nel prossimo documento integrato di revisione strategica riguardante le Forze Armate, l’intelligence e la politica estera, che sarà ufficialmente pubblicato il prossimo 16 marzo, verrà richiesto che il numero di F-35B per la RAF e per la Royal Navy sia tagliato del 65%, passando da 138 a soli 48 aerei da acquisire entro il 2025. In pratica, non verrebbero acquistati più velivoli dopo i primi 48 già ordinati e i fondi risparmiati verrebbero dirottati per lo sviluppo del futuro sistema di combattimento aereo TEMPEST, nonché verso un sensibile ampliamento della flotta di velivoli a pilotaggio remoto, con un focus sul programma MOSQUITO/LANCA, volto all’acquisizione di UAV gregari/loyal wingmen. Per quanto tale scelta possa trovare parziale spiegazione nella volontà di rimodulare gli stanziamenti in favore di un programma maggiormente dilatato nel tempo e che dovrebbe vedere un ampio coinvolgimento del settore industriale britannico, se confermata rappresenterebbe un rischio notevole in termini di riduzione capacitiva per il Regno Unito nel medio termine, tenuto conto che il TEMPEST non vedrà la luce prima di 15 anni. Nelle anticipazioni, oltretutto, si parla del ritiro anticipato di 24 dei più anziani TYPHOON Tr.1, ritiro inizialmente previsto intorno al 2030 dopo la loro riconversione in velivoli “aggressors” nella fase finale della loro vita operativa. Con un taglio di simili proporzioni alla flotta di F-35B, peraltro, non troverebbe spiegazione la scelta di dotarsi e mantenere le 2 portaerei classe QUEEN ELIZABETH II, a meno che non si voglia limitare l’impiego dell’intera flotta di 48 F-35B ai rischieramenti a bordo di tali unità o alternare le aliquote di LIGHTNING II tra imbarchi su una singola portaerei e schieramenti a terra. Va tenuto presente che una componente imbarcata credibile di F-35B su una singola QE viene stimata in 24 aerei, il che implicherebbe una flotta di 70 aerei, considerando i velivoli in manutenzione o impegnati in attività addestrative e rischieramenti oltremare. Al netto delle suddette anticipazioni, e alla luce di queste ultime considerazioni, si potrebbe dunque ipotizzare un’eventuale riduzione a 80-100 aerei.

anteprima logo RID UAV rifornisce portaerei dell’US Navy

Un BLUE WATER Maritime Logistic Unmanned Aerial System (UAS) ha effettuato con successo il trasporto di “un carico leggero di carattere logistico” dal Centro di Manutenzione (MARMC) della base navale di Norfolk in Virginia alla portaerei FORD, presente in porto. Il BLUE WATER che ha condotto il rifornimento è in forza all’Air Test and Evaluation Squadron 24 (UX-24) del Naval Air System Command (NAVAIR) basato presso la NAS di Patuxent River nel Maryland. Secondo quanto dichiarato dal Contrammiraglio John Meier, Comandante del Naval Air Force Atlantic, la dimostrazione effettuata rappresenta un punto di svolta per lo sviluppo tecnologico della capacità che incrementerà sensibilmente l’efficienza logistica dell’Aviazione navale e della US Navy. Il BLUE WATER è una versione ibrido-elettrica dell’UAV V2.5, prodotto dalla texana Skyways, ed è dotato di un sistema di guida completamente autonomo che controlla ogni fase di volo tramite l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il suo raggio massimo d’azione è di circa 500 miglia, ed è in grado di trasportare un carico utile, fino a 14 kg, che può essere rilasciato su un determinato punto o portato direttamente a destinazione, anche se quest’ultima è rappresentata da un’unità navale in navigazione. Pur non rappresentando un’alternativa per i trasporti a lungo raggio che necessitano di velivoli ad ala fissa e rotante per fronteggiare le condizioni meteo e lo stress del viaggio, il BLUE WATER emerge come valida opzione complementare per i rifornimenti logistici nave-nave in mare. Per quest’ultimi movimenti, infatti, oggigiorno vengono impiegate le piattaforme pilotate (FW e RW) anche per il trasporto di pezzi di rispetto di ridotte dimensioni ma che possono essere di primaria importanza soprattutto per unità navali come le portaerei. Gli UAV come quello della Skyways presentano inoltre molteplici ed importanti potenzialità per altri compiti, come il rilascio in emergenza di rifornimenti medici ed il trasporto di documenti o informazioni classificate fra unità che, visto l’attuale impiego di sempre più performanti apparati di guerra elettronica e cyber sul campo di battaglia, ne prevengono il disturbo o l’intercettazione.

anteprima logo RID Resilienza e industria della difesa

Si svolgerà oggi in modalità digitale – piattaforma Zoom, dalle 18.30 alle 20, per partecipare: eventi@ventoeassociati.it - l’incontro del ciclo Resistenza & Resilienza - “Industria Italiana della difesa: le strategie dei grandi gruppi nazionali tra atlantismo ed europeismo”. L’evento, organizzato dalla società di comunicazione strategica Vento e Associati, sarà moderato dal Direttore di RID Pietro Batacchi e vedrà la partecipazione di Domitilla Benigni, CEO & COO Elettronica S.p.A. e Chairman CY4GATE S.p.A; Daniele Marantelli, responsabile del dipartimento Politiche Aerospaziali del Pd; dell’On. Angelo Tofalo, già Sottosegretario alla Difesa; Leonardo Tricarico, Presidente della Fondazione Icsa, già Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, e dell’On. Raffaele Volpi, Presidente del Copasir. I temi spazieranno dalla tenuta del comparto difesa a fronte della pandemia, ai grandi programmi di procurement atlantici e comunitari.