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anteprima logo RID Royal Navy, un solo cacciatorpediniere Type 45 in mare

Con l’HMS DIAMOND attualmente in Mar Piccolo a Taranto per una sosta non programmata dovuta ad un guasto nel sistema propulsivo, il Carrier Strike Group della Royal Navy è temporaneamente a corto di un caccia, con il solo HMS DEFENDER attualmente nell’Oceano Indiano con il resto della formazione. Il DIAMOND si ricongiungerà al CSG soltanto a riparazione ultimata. L’imprevisto lascia la flottiglia di 6 Type 45 priva di unità pronte per l’azione. L’HMS DRAGON sarà presto nuovamente operativo, ma al momento è in sosta di manutenzione programmata dopo un periodo in mare che ha incluso la partecipazione alla esercitazione anti-missile FORMIDABLE SHIELD tenutasi fra maggio e giugno. L’HMS DAUNTLESS è prossimo ad un importante periodo di prove in mare poiché è da poco rientrato in acqua dopo aver ricevuto i nuovi e più potenti gruppi diesel-generatori introdotti dal programma Power Improvement Programme. Il DAUNTLESS è il primo caccia ri-motorizzato e le sue prove in mare forniranno informazioni utili al proseguo del progetto. L’unità capoclasse HMS DARING è attualmente nel bacino 14 di Portsmouth dove sta attraversando una prima fase di lavori che proseguiranno poi proprio con l’installazione dei nuovi diesel. Al momento, anche HMS DUNCAN è in porto per altre attività. Per quanto nel giro di qualche settimana è probabile che 3 su 6 unità siano in mare, questo periodo di bassa disponibilità operativa dimostra nuovamente quanto i Type 45 abbiano sofferto l’effetto combinato di una architettura propulsiva bisognosa di correzioni (i nuovi diesel che vanno a ridurre il carico di lavoro delle turbine a gas) e della scarsità di personale esperto in seguito all’emorragia causata dai draconiani tagli del 2010. Il programma PIP e il miglioramento della situazione del personale puntano a garantire, dal 2023, un modello di operazioni con 4 caccia normalmente operativi sui 6 totali. Per allora, oltre a DAUNTLESS e DARING, anche una terza unità potrebbe aver ricevuto i nuovi diesel, con il programma PIP che dovrebbe concludersi attorno al 2025. I prossimi refit dei Type 45 andranno però ad integrare altri interventi piuttosto invasivi, in particolare il recentemente annunciato progetto di inserzione di 24 sellette per missili CAMM / SEA CEPTOR e l’aggiornamento di mezza vita dei missili ASTER e del sistema SEA VIPER.

anteprima logo RID La RAF torna ad addestrarsi per la dispersione

A partire dall’autunno prossimo, la Royal Air Force prevede di tornare ad addestrarsi con una certa regolarità per disperdere i propri velivoli su basi improvvisate per ridurne la vulnerabilità. L’Air Chief Marshal Mike Wigston ha annunciato l’esercitazione AGILE STANCE che vedrà pacchetti di Typhoon ed F-35 (probabilmente a gruppi di 4) lasciare le basi di Coningsby, Lossiemouth e Marham su allarme senza preavviso. I caccia prenderanno posizione su siti operativi alternativi, più o meno improvvisati. I siti più ovvi sono aeroporti civili poco trafficati e basi ex-RAF che mantengono ancora piste di volo più o meno efficienti, come Leuchars, Kinloss o Keevil, ma non è escluso l’uso di soluzioni più austere, potenzialmente con lo sfruttamento di tratti di strade e autostrade. Per l’F-35B esiste sempre anche l’opzione delle piste in AM-2: un sito addestrativo per questo tipo di operazioni è ancora esistente nel poligono STANTA (Stanford Training Area) dove l’Air Support Force dei Royal Engineers mantiene le capacità necessarie. Il Ministro per le Forze Armate Heappey, parlando il 14 luglio scorso in apertura alla Global Air Chiefs Conference 2021 di Londra, aveva espressamente parlato della necessità di “ritrovare le nostre capacità di dispersione e di operazioni expeditionary per rendere il compito più difficile ai nemici che osservano le nostre difese e pensano che un attacco missilistico su Lossiemouth, Coningsby e Marham sia sufficiente a metterci in ginocchio”. L’Air Chief Marshal Wigston ha rincarato la dose, spiegando ancora più chiaramente che i missili a lungo raggio russi, fra cui il 9M729 lanciato da terra, accusato di infrangere le limitazioni del trattato INF, sono una minaccia che non può essere ignorata. Dall’enclave di Kaliningrad, si stima che tali missili possano colpire le basi nel Regno Unito. La dispersione potrebbe spingersi anche al di fuori del suolo nazionale. La scorsa settimana, per esempio, un quartetto di TYPHOON dalla base di Lossiemouth si è dispiegato sulla base di Bodø in Norvegia, accompagnato da un’aerocisterna VOYAGER e da un team di tecnici trasportato su un cargo A400M ATLAS. L’obiettivo dell’esercitazione era dimostrare la capacità di disperdere gruppi operativi autosufficienti con minimo preavviso.

anteprima logo RID MIUS, ecco l’UCAV che opererà dalla portaerei turca ANADOLU

Con un tweet contenente le prime immagini, l’azienda turca specializzata nella produzione di droni Baykar, ha lanciato il concetto per un UCAV capace anche di operare dalla portaerei leggera della Marina Turca ANADOLU. Secondo quanto dichiarato dalla Baykar, il velivolo, denominato al momento MIUS, avrà un carico pagante di 1.500 kg e sarà in grado di impiegare armamento aria-aria, aria-superficie e missili cruise. Sarà autonomo e potrà decollare appontare utilizzando lo skijump della nave. In articolare, per il decollo il MIUS sfrutterà un sistema a rullo collocato nella sezione di prua della nave e per l’appontaggio un gancio di cui sarà dotato per l’arresto con i cavi. Sempre secondo la Baykar, il primo prototipo dovrebbe essere pronto nel 2023. Ulteriori dettagli su RID 9/21.

anteprima logo RID Il COI diventa COVI e Comando a 4 stelle

Da lunedì 26 luglio il Comando Operativo di vertice (COI) assumerà la nuova denominazione di Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) e il suo Comandante riceverà la quarta stella funzionale. Da lunedì inizierà quindi questa nuova avventura in ambito interforze di un comando di vertice della Difesa rinnovato e ampliato nelle competenze. Infatti, confluiscono alle dirette dipendenze del COMCOVI anche il COFS (Comando Operativo delle Forze Speciali), il COR (Comando Operazioni in Rete) e il COS (Comando per le Operazioni Spaziali). Il COMCOVI è di rango paritetico ai Capi di Forza Armata e, avendo responsabilità sulle operazioni interforze nei 5 domini (Terra, Mare, Cielo, Spazio e Cyber), diventa di fatto il numero 2 della Difesa nazionale.

anteprima logo RID Una prima analisi sul nuovo caccia leggero russo CHECKMATE

È la notizia della settimana. Nei giorni scorsi il conglomerato per l’export militare russo ha lasciato trapelare alcune immagini relative ad un probabile mock-up elaborato di un nuovo caccia leggero russo monoposto, designato ufficialmente LTA (Light Tactical Aircraft) Su-75/S-75 CHECKMATE, destinato a rimpiazzare, soprattutto sul mercato export, il MiG-29.

anteprima logo RID L’UE vuole una missione militare in Libia (contro la Turchia)?

L’Unione Europea starebbe definendo il perimetro e gli obiettivi di una possibile missione militare in Libia, spinta da un fattore su tutti: non lasciare il campo libero ad altri attori e in particolare alla Turchia. Lo si apprende da un documento interno e riservato del Servizio Europeo di Azione Esterna (EEAS), a cui ha contribuito anche il Comitato Militare dell’Unione Europea (EUMC), e di cui il portale di informazione EUobserver ha pubblicato ieri alcuni stralci. Dal documento si apprende che Bruxelles legge il contesto libico come una “situazione competitiva” a causa della presenza e dell’influenza di Stati terzi. Anche se non vengono esplicitati, il riferimento principale è chiaramente alla Turchia, l’unico Paese che ha “continuamente negato il permesso alle ispezioni” delle navi dirette in Libia da parte della missione aeronavale europea EUNAVFORMED – IRINI, e che “mantiene una forte presenza militare in Libia e fornisce addestramento a forze armate selezionate nella Libia occidentale”. Su questo sfondo, l’EEAS sostiene che è necessario un coinvolgimento militare dell’UE e che la via maestra dovrebbe essere quella del supporto alla riforma dei servizi di sicurezza libici (Security sector reform, SSR). “In questo contesto”, si legge nel documento, “un coinvolgimento militare dell’UE sotto la CSDP [Common Security and Defence Policy] dovrebbe essere considerato in modo da non lasciare l’intero campo di azione nel dominio militare a Stati terzi”. E continua: “Nel lungo termine e quando le condizioni lo permetteranno”, la missione dovrebbe prendere il via con il “mandato di supportare il processo di SSR”. Il supporto europeo, specifica il documento dell’EEAS, dovrebbe essere garantito a determinate condizioni, anche in questo caso volte a marginalizzare l’influenza turca. “La fornitura di equipaggiamenti” da parte di IRINI alla cosiddetta Guardia Costiera Libica “dovrebbe essere legata all’accettazione da parte delle autorità libiche di addestramento da parte dell’UE”, chiaramente a scapito delle attività di training fornite adesso dalla controparte turca. Giova ricordare che la Turchia non si limita all’addestramento della Guardia Costiera libica, ma di una platea molto più ampia di milizie e forze militari libiche, sia in sito sia con attività condotte in Turchia. Il perimetro definito dall’UE, quindi, permetterebbe soltanto di riprendere il controllo dei traffici e delle principali rotte migratorie verso l’Italia e l’Europa, ma difficilmente potrebbe incidere nella ristrutturazione degli apparati di sicurezza e delle Forze Armate libiche. Una seconda priorità individuata dal documento è il monitoraggio dei confini terrestri del Paese, incluso quello sud che svolge un ruolo fondamentale per il contrabbando, il traffico e la tratta di esseri umani, e le infiltrazioni jihadiste da e verso il Sahel. In questo senso l’UE vorrebbe l’ok delle autorità libiche per ottenere “il diritto di sorvolo da parte degli asset aerei di sorveglianza”.