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Argomento Selezionato: Geostrategia
anteprima logo RID Ucraina, la guerra entra in una fase nuova

Situazione ancora movimentata in Ucraina. Nonostante gli indubbi successi ucraini degli ultimi giorni ad est di Kiev, le forze russe continuano ad essere attestate nell’area di Bohdanivka, con scontri di una certa entità ancora in essere nella vicina Lukyanivka, anche perchè è da lì che sono partiti recentemente vari tentativi di colpi di mano da parte di carri della 90ª Divisione Corazzata russa in direzione di Boryspil (dove c’è l’aeroporto internazionale) puntualmente intercettati. Ad ovest della capitale, invece, se Bucha, Hostomel, e Vorzel continuano ad essere in mano russa, Irpin appare ora in mano ucraina, con gli ultimi rastrellamenti completati stamani. Un ruolo importante in questa operazione è stato giocato da ex elementi appartenenti alle forze speciali americane e britanniche facenti parte della Brigata Internazionale. Tuttavia, la linea continua che gli Ucraini sono riusciti a stabilire lungo gli insediamenti di Motyzhyn, Lychanka, Shpytky, Petrushky, Lisne e Dmytrivka, per sbarrare ai Russi la strada verso il sud della capitale, è sottoposta ada attacchi incessanti di aerei ed artiglieria. Molto interessanti anche gli sviluppi nei settori di Cernihiv e Sumy. I dintorni di Chernihiv, ancora di fatto circondati, continuano nondimeno a vedere manovre e contro-manovre che rendono i fronti continuamente cangianti. Ad esempio, a nord-est della città, il paesotto di Snovsk risulta sgomberato da truppe russe incalzate da elementi ucraini che, a rigore,  dovrebbero essere isolati. Onde evitare di essere inseguiti in profondità, i Russi hanno persino fatto saltare i ponti delle rotabile che, dall’insediamento, portano al confine bielorusso, all’interno del quale almeno parte delle loro forze si sarebbero ritirate. Dinamiche similari, soprattutto in termine di demolizioni di ponti a protezione di ritirate, si sono osservate negli insediamenti di Konotop, Stara Rudnya, Smyach, Maly Dyrchyn, e Velykyi Dyrchyn. Anche Sumy non sta subendo più attacchi terrestri, con parte delle truppe assedianti riportate nel territorio della Federazione Russa. Kharkiv, invece, continua ad essere bersagliata da fuoco indiretto (ben 180 salve di lanciarazzi multipli registrate nelle ultime 24 ore), e le truppe che la minacciano sembrano essere state rafforzate negli ultimi giorni. A Izyum, le notizie più recenti la danno come parzialmente in mano russa, con forze in preparazione (mediante l’afflusso di una Brigata di Fanteria di Marina proveniente dalla Flotta del Baltico) per il prevedibile obiettivo successivo di Slovyansk. In ogni caso, la cittadina risulta parzialmente accerchiata mediante manovre di aggiramento che hanno comportato la quasi totale conquista di Topolske, Kamyanka e Tykhotske. È da quest’ultima che starebbe avanzando una colonna in direzione di Barkinkove: nodo strategico, quest’ultimo che, qualora conquistato, consentirebbe ai Russi di interrompere i collegamenti ferroviari di Slovianksk e Kramatorsk con il resto dell’Ucraina. Peraltro, le aree antistanti Kramatorsk stanno registrando una decisa pressione, per ora solo in termini di fuoco indiretto, nei fondamentali insediamenti di Toretske, Svitlodarsk, Troitske e Pisky. I dintorni di Porkovsk, invece, hanno fatto registrare i primi scontri terrestri, per ora vinti dagli Ucraini (per lo più con l’impiego della Difesa Territoriale e delle forze di polizia). Nell’area di Severodonetsk l’attenzione russa è tornata a rivolgersi sulle vicinissime Popasna e Rubizhne, con quest’ultima che ha respinto un furioso attacco sulla sua periferia nord-ovest al termine di una manovra semi-aggirante. A Mariupol forze russe sono riuscite ad avanzare parzialmente nel quartire Kalmiusky della città, ma non ancora a tagliarla in due. Nel sud, la russificazione delle zone occupate si sta consumando anche in forma di introduzione forzata del rublo come moneta di scambio, e attraverso la promessa di cancellazione di prestiti e finanziamenti bancari e di bollette arretrate per coloro che denunciano elementi “fascisti”. Al gap apertosi qualche giorno fra con la riconquista di Huliaiopole da parte degli Ucraini, i Russi hanno riposto con un leggero arretramento dell’intera linea, concomitante con intensi bombardamenti a cui la cittadina è sottoposta in queste ore. Questo non ha impedito l’avanzata ucraina sui piccoli paesotti di Poltavka e Malinivka, avvenuta tramite truppe regolari assistite da elementi della Difesa Territoriale di Melitopol “riapparsi” in loco dopo essersi “addormentati” a seguito dell’occupazione cominciata settimane fa. A est di Mykolaiv, la sacca in cui alcune forze russe sono state isolate da qualche giorno ha cominciato a restringersi con la conquista ucraina di Vynohradivka, Inhulka e Mykhailo-Laryne. Una colonna russa stamani è uscita da Kherson ed era segnalata in direzione proprio di Mykolaiv. Nel fronte “dimenticato” di Krivy Rih, infine, su cui da sempre si concentra poca attenzione nonostante l’indubbia importanza strategica, rinnovati scontri, in particolari lunghi scambi di artiglieria, si stanno registrando su Vysokopole, Bolshaya Oleksandrivka, Beryslav, Snigerivka e Stanislav. Intanto, gli Ucraini hanno iniziato a ricevere i primi sistemi antiaerei a cortissimo raggio STARSTREAK, utilizzabili tanto da lanciatori portatili quanto da lanciatori installabili su veicoli. Lo STARSTREAK ha una portata superiore a quella di uno STINGER, attorno ai 7 km, ed è caratterizzato da un sistema di guida laser a doppio fascio che lo rende sostanzialmente immune alle contromisure tradizionali, e che gli consente anche di “reggere” alle manovre evasive del bersaglio. Le altre caratteristiche sono l’altissima velocità, Mach 3, e i 3 dardi in tungsteno che colpiscono il bersaglio e che vengono rilasciati dal copro del missile nella fase terminale. Insomma, un brutto cliente per gli aerei russi.

anteprima logo RID Ucraina: la situazione sul terreno e lo scenario della guerra di attrito

Le recenti dichiarazioni circa un imminente referendum della Repubblica separatista di Lugansk (LPR) per richiedere la propria annessione alla Federazione Russa dimostrerebbe tutte le difficoltà che i Russi stanno incontrando sul terreno. Benché, al momento, un’avanzata militare ucraina verso le repubbliche separatiste sia al momento del tutto da escludere, i Russi hanno ufficializzato, come preteso obiettivo dell’intera operazione militare, la finalità ultima del controllo del sud e del Donbass ed una garanzia di sicurezza per l’LPR e la DPR (Repubblica separatista di Donetsk), e non certo la conquista di Kiev, né, tantomeno, dell’Ucraina tutta. Detto questo, è bene riepilogare i più recenti sviluppi sul terreno. Cominciando proprio da Kiev, gli arretramenti russi di questi ultimi giorni hanno cominciato ad avere l’effetto di un’immediata riduzione dei bombardamenti sulla capitale. Si segnala in tal senso la liberazione dell’insediamento di Moshchun a nord di Hostomel (e a 15 km nord-est da Kiev), avvenuto ad opera del Battaglione Omega della Brigata Internazionale, composto in una certa prevalenza da ex-operatori delle forze speciali USA. A est di Chernihiv, nella giornata di sabato i Russi sono entrati a Slavutych trovando una popolazione riottosa su cui le truppe avrebbero usato gas lacrimogeni (non è il primo caso: è accaduto almeno altre 2 volte a Kherson e Melitopol. Vi sono fondati motivi per ritenere questa condotta una violazione dei trattati che proibiscono l’utilizzo di armi chimiche nei conflitti armati). Il giorno successivo, constatata l’impossibilità di aver ragione della situazione, le forze di mosca si sono completamente ritirate dalla cittadina. In ogni caso, aggirandola da sud, e procedendo velocemente fino agli insediamenti di Zolotynka e Yahidne, hanno chiuso l’ultima strada che, a singhiozzo, collegava di tanto in tanto Chernihiv con Kiev. In ogni caso, a Vishneve, circa 20 km a nord di Chernihiv, e quindi quasi 50 km in profondità dietro le linee russe, un deposito di munizione è stato fatto saltare distruggendo anche un importante dispositivo di equipaggiamenti (veicolari e non) per la guerra elettronica situato nelle immediate vicinanze. Ignote ancora le modalità di un simile attacco (si parla variamente di un lancio di TOCHKA-U, un raid di forze speciali, oppure di un attacco partigiano). Se nell’area di Kherson gli Ucraini sono riusciti a riprendere Husarivka, in quella di Sumy sono avanzati su Slavnorod e Krasnopilli, raggiungendo a tutti gli effetti il confine con la Russia. Soprattutto, hanno riconquistato Trostyanets, luogo da cui non solo i Russi avevano recentemente bombardato pesantemente la vicina Okhtyrka, ma su cui potrebbe ancora chiudersi una doppia morsa proveniente sia da Lebedyn che da Boromlya (entrambe ancora in mano ucraina ma parzialmente aggirate dai Russi); questa eventualità creerebbe una definitiva sacca su Sumy. Tutto dipenderà da quanta forza combattiva permarrà nei Russi, visto che appare confermata la cattura a Trostyanets di equipaggiamenti intatti quali T-80, semoventi MSTA-S, BMP ecc., prevedibilmente in procinto di essere immediatamente incamerati della 93ª Brigata Meccanizzata ucraina che ha operato nell’area negli ultimi 5-6 giorni. Da rilevare come, all’atto della conquista, l’unico ospedale dalla cittadina rimasto in piedi (l’altro era stato distrutto giorni fa da un attacco aereo russo) sia risultato minato. A sud di Kharkiv un rinnovato attacco multiplo, più coordinato dei precedenti, sia su Izyum che su Kamyanka sta lentamente mettendo in crisi il dispositivo locale ucraino, ed i Russi avrebbero attraversato in alcuni punti dei corsi d’acqua adiacenti, incluso uno sul fiume Seversky Donets, su cui sono stati gittati 2 ponti. La manovra sta fortemente minacciando di aggiramento le forze ucraine presenti nell’area, dove però sta affluendo la 92ª Brigata Corazzata, nei giorni scorsi responsabile della distruzione di almeno 3 Battle Group russi a Mala Rohan, Vilkhivka, e Husarivka. Nella zona di Severodonetsk (tenuta da 2 Brigate più elementi del Reggimento DONBAS della Guardia Nazionale), la pressione sembra essere ora concentrata su Lysychanksk, colpita non solo dalle solite salve di lanciarazzi multipli, ma persino da un inusuale sbarramento di missili balistici TOCHKA-U. Più a sud, Pokrovsk, Avdiivka e Mariinka continuano a respingere deboli attacchi terrestri pur rimanendo continuamente martellati dall’artiglieria, mentre la vicina Horlivka è stata quasi del tutto abbandonata dagli Ucraini, che non sono riusciti a prevenire la penetrazione di una piccola colonna russa fino all’insediamento arretrato di Panteleimonivka, su cui sta combattendo in queste ore. Parimenti persa risulta Verkhnotoretske, da cui, tuttavia, un ulteriore sviluppo operativo verso Novobakhmutivka è stato arrestato dalle truppe ucraine. A Mariupol, la linea tenuta dai Russi da ovest fino al centro città, e stabilizzatasi attorno alla Chiesa dell’Intercessione, è stata potenziata col 68° Reggimento Corazzato della Guardia (a rinforzo della 810ª Brigata di Fanteria di Marina e della 150ª Divisione Motorizzata), di cui si dovrà attendere o il tentativo di rinnovare la marcia sulle arterie che conducono al porto (avvenuta nei giorni passati, ma sempre rintuzzata), o il ricongiungimento sul fiume Kalmyus con la parte est della città, e in particolare con quegli impianti delle acciaierie Azovstal su cui da giorni insistono le truppe cecene. Una manovra di questo tipo, se di successo, chiuderebbe in una sacca l’intera porzione nord di Mariupol. È il caso di ricordare come, probabilmente, le forze ucraine ivi presenti (oltre al fin troppo citato Reggimento AZOV, una Brigata di Fanteria di Marina, una della Guardia Nazionale, e mezza Brigata di Fanteria) siano, a differenza della città di per sè, in gran parte intatte, con poche dozzine di perdite subite finora (che però hanno riguardato soprattutto gli elementi corazzati di dotazione). Nel sud dell’Oblast di Zaporizha, gli Ucraini hanno riconquistato Huliaiopole, ma è presto per dire se riusciranno a riaprire un gap nella morsa che ivi si era chiusa qualche giorno fa. Nell’occupata Melitopol si è consumato un fallimentare tentativo di riproporre l’altrettanto disastroso referendum di Kherson per mezzo di una finta folla di acclamanti fatta affluire dalla Crimea. Anche in questo caso, la popolazione residente ha stravolto tali piani con dimostrazioni di opposizione. Come in altre aree occupate del sud dell’Ucraina, in città si stanno segnalando sempre più casi di unità della Rosgardya (Guardia Nazionale russa) invitanti la popolazione a denunciare gli elementi “nazisti” delle loro comunità, e ad astenersi dall’esporre simboli “fascisti” (cioè la bandiera Ucraina). Sia a Melitopol che a Berdyansk, comunque, i Russi hanno interrotto le attività dei ripetitori per reti mobili, e anche i segnali televisivi e radio provenienti dalle zone ancora sotto controllo governativo stanno venendo scollegati o disturbati. Risulta inoltre che le scuole stiano venendo riaperte con insegnamenti solo in lingua russa. Nella zona di Kherson, gli Ucraini hanno liberato il villaggio di Novovorontsovka da una colonna russa che, percorrendo la strada costeggiante il Dnipr, stava guadagnando terreno in direzione di Nikopol. Da Mykolaiv, inoltre, la liberazione da parte degli Ucraini di Piervoyske e Kyselivka ha chiuso in una sacca un imprecisato numero di truppe russe al momento risultanti del tutto disconnesse dalle linee “amiche” di Kherson.

anteprima logo RID Gli Ucraini contrattaccano a est di Kiev e i Russi avanzano dentro Mariupol. Le ultime

La giornata di ieri è stata contraddistinta dall’attacco alle navi russe ancorate nel porto di Bersyansk. Secondo alcune fonti si sarebbe trattato di un lancio (molto fortunato…) di un TOCHKA-U, che ha colpito alcune navi da sbarco, affondandone una (classe ALLIGATOR), e danneggiandone, piuttosto gravemente, altre 2. Va detto che i video che circolano circa l’evento non confermano inequivocabilmente l’impatto di un missile, ma soltanto una serie di conflagrazioni continue che confermerebbero come almeno la nave poi affondata avesse a bordo munizionamento che, attivato, ha poi investito i battelli contigui. L’ipotesi di un incidente al posto di un vero e proprio attacco, dunque, non è ancora del tutto da escludere, così come quella dell’attacco di un drone, ipotesi che circola oggi, o della ricaduta di frammenti di un TOCHKA-U intercettato dalla contraerea russa. A Kiev, le notizie sui semi-aggiramenti di truppe russe dislocate a ovest della città che le forze ucraine sono riusciti a mettere in atto nei giorni passati hanno oscurato eventi di più ampia portata verificatisi ad est della Capitale. È oramai accertato, difatti, come contrattacchi ucraini abbiano forzato i Russi a ritirarsi da Brovary fino a Bohdanivka. Ancora più significativa è l’avanzata delle truppe ucraine fino a Lukashi e in direzione Nova Basan. Oltre ad aver liberato in tal modo gran parte della minaccia che gravava sull’autostrada collegante la Capitale con Poltava, la manovra ha permesso agli Ucraini di rientrare nell’Oblast di Cehrnihiv. È ancora presto per dire se la sacca russa su quest’area sarà spezzata, ma è un fatto che i Russi potrebbero essere costretti a stabilire una linea difensiva ad est del fiume Suply. Altre forze rimaste a sud della suddetta autostrada, negli insediamenti di Hostroluchchya, Voitove e Usivka, sono sottoposte a un intenso rastrellamento, e probabilmente, quasi del tutto isolate. A questi rovesci i Russi stanno rispondendo con bombardamenti violentissimi su Chernihiv, che oltre ad aver causato dozzine di incendi nella città, avrebbero distrutto anche un ponte sul fiume Desna. A sud-est di quest’area, dalla zona di Sumy, anch’essa sottoposta a permanenti bombardamenti ma mai completamente circondata, negli ultimi giorni i Russi hanno sviluppato una manovra in direzione sud, chiaramente intesa a giungere a Poltava. È così che da 3 giorni si stanno combattendo violentissime battaglie sia a Okhtyrka che Trostyanets; di quest’ultima, almeno la metà dell’insediamento risulterebbe occupato. Poltava costituisce un nodo strategico, e, se persa, potrebbe offirire ai Russi la possibilità di minaccia sia di Dnipro e Kremenchuk, sia, soprattutto, Karkhiv, a rischio di essere aggirata alla spalle. A sud di quest’ultima, in ogni caso, continuano ad aver luogo, senza soluzione di continuità, gli assalti e contrassalti su Izyum, che al momento nuovamente risulterebbe “divisa” a metà. Ancora più a sud, Rubizhne, Severodonetsk e Popasna stanno conoscendo una sorta di pausa operativa dai tentativi di investimento terrestre, ma non dai terribili bombardamenti che ormai si stanno consumando quasi ora per ora. Diversa la situazione sul fronte Avdiivka-Toresk, dove un attacco combinato di forze russe e filo-russe sono riuscite a conquistare l’insediamento di Verkhnotoretske. Sebbene l’avanzata possa sembrare modesta, ben 2 linee difensive sarebbero stato travolte, nei fatti aprendo un gap nel dispositivo ucraino le cui conseguenze verranno probabilmente valutate nelle prossime ore: l'abbandono di Horlivka, di fronte a Donetsk, per esempio, costituisce un’eventualità non remota. Ma in questa fase è Mariupol l’obbiettivo principale per Mosca. Truppe russe e cecene sono segnalate sulle arterie che collegano il centro città al porto, in qualche caso accompagnate da camion che non altoparlanti diffondono notizie circa la caduta di Zaporizha e perfino Odessa, invitando la popolazione ad approfittare del corridoio umanitario che i Russi offrirebbero sino a Novoazovsk, in pieno terriotrio del Donbass separatista. Il dato che circola relativo a circa 15.000 residenti che avrebbero optato per questa possibilità è probabilmente reale. Ci risulta che a queste persone venga poi ritirato il passaporto ucraino e venga offerta una residenza e un posto di lavoro in località remote che vanno dagli Urali a, persino, le isole Shakalin. Continuiamo a ritenere che il futuro di una Mariupol occupata vedrà forme più o meno mascherate di trasferimenti di popolazione residente a beneficio di nuovi abitanti provenienti dalle repubbliche separatiste. Più ad ovest, il contrattacco ucraino dei giorni passati verso Kherson comincia a riprendere di mordente in forma di un esteso bombardamento di lanciarazzi multipli che, la notte scorsa, avrebbe investito l’aeroporto della città, con danni ancora da valutare. È noto come i Russi abbiano cominciato a costruire, con unità del genio fatte affluire dalla Crimea, una linea difensiva attorno alla città, al contempo tentando di aggirare l’avanzata ucraina con una contromanovra mirata a tagliarle la “coda” che la collega a Mykolaiv. Non sembra che l’iniziativa stia avendo gran successo, anche a causa di un incidente di fuoco amico in cui una colonna corazzata impegnata nella manovra è stata distrutta da una improvvida azione di attacco al suolo da parte di... aerei russi.

anteprima logo RID Ucraina, la situazione sul campo dopo 28 giorni di guerra

La situazione sul campo di battaglia in Ucraina non sembra dare segni di grandi cambiamenti rispetto ai giorni precedenti. Sul fronte di Kiev, nonostante l’afflusso di alcuni giorni fa di 2 brigate russe di fanteria di marina (una trasferita addirittura da Vladivostok), gli Ucraini sembrano aver ripreso la cittadina di Makariv, circa 60km ad ovest della capitale. Addirittura sembra che, con una manovra semi-aggirante imperniata sul villaggio di Moshchun, alcune unità russe siano state chiuse una sacca a Bucha, Irpin e Hostomel. Al momento, però, non è possibile verificare queste notizie. Anche a Brovary, al termine di un confuso combattimento notturno, forze meccanizzate russe sarebbero state disperse, e a rastrellamenti ancora in corso starebbero partecipando civili armati. Peraltro, sempre nel settore di Brovary, gli stessi Russi si stanno ormai da giorni trincerando, segno che l’offensiva in questo momento non ha slancio. A nord-est, in pochissimi giorni, la sacca di Chernihiv è riuscita a restringersi sulle periferie della città, oramai quasi completamente occupate dai Russi. La città, da diverso tempo in un decadimento pressoché totale dei servizi essenziali, è in procinto di affrontare una situazione che potrebbe portare a scenari simili a quelli di Mariupol. Spostandoci nel Donbass, nella zona di Izyum, ancora fortemente contesa con quasi quotidiani assalti e contrattacchi he se il Pentagono continua a darla per occupata dai Russi), sembra stiano affluendo truppe russe di fanterie di marina provenienti dalle flotte del Baltico e di quella Nord. Contese risultano pure le sempre più sofferenti Rubishne, Severodonetsk, Popasnaya e Vugledar, mentre a Marynka un assalto russo, sostenuto per giorni, è stato infine respinto. Kramatorsk, Konstantinivka, Avdiivka e Slovyansk da un paio di giorni risultano investiti da un picco di attacchi aerei e missilistici, mentre a Mariupol lo sforzo offensivo maggiore sarebbe oramai soprattutto imperniato sull’attività delle truppe cecene, impantanatesi però nelle gigantesche fabbriche Azovstal e, di nuovo, come nelle prime settimane dell’assedio, nei quartieri ad est del fiume Kalmyus. Il centro cittadino continua però ad essere bersagliato senza sosta con l’artiglieria. La città è sempre più isolata, dal momento che il sud dell’Oblast di Zaporizha è stato oramai tagliato fuori dal resto dell’Ucraina dalla morsa che insisteva su Huliaiopole da un lato, e la colonna proveniente da Volnovaha dall’altro. Da notare come sia stato confermato anche da fonti russe il grave danneggiamento patito da un pattugliatore Project 03160 RAPTOR,evidentemente avvicinatosi troppo alle coste di Mariupol, a causa di un missile controcarro 9M113 KONKURS sparato dagli ostinati difensori. Altro settore in movimento è quello fra Mykolaiv e Kherson. Mentre la controffensiva ucraina su quest’ultima si è arrestata abbastanza presto, alcuni contrattacchi russi si sono verificati sui paesi di Alexsandrivka e Bereznehuvate, che comunque risultano ancora in mano ucraina. I tentativi russi in direzione di Krivyi Rih, invece, sembrano ormai aver preso una direttrice che segue grossomodo il corso del Dnipr, con una manovra finora arrestata nei paesi di Hannivka e Mala Kostromka e sulla cittadina di Zelenodolsk.

anteprima logo RID UE: approvata la versione finale della "Bussola Strategica"

Oggi a Bruxelles si è discussa ed approvata la versione finale della Bussola Strategica (Strategic Compass). Con la conclusione dei lavori, l'Unione Europea raggiunge un traguardo importante, rafforzando la capacità di difesa comune in un momento storico che segna un autentico spartiacque in tema di sicurezza collettiva.

 

anteprima logo RID Ucraina, le forze di Kiev contrattaccano verso Kherson, ma i Russi prendono Izyum

Giornata importate in Ucraina, soprattutto sui fronti meridionale ed orientale. Le notizie sono frammentarie – e le propagande incrociate “mordono” forte – ma siamo comunque in grado di fare un quadro. A sud, le forze ucraine hanno alleggerito la pressione su Mykolaiv ed hanno contrattaccato con successo in profondità verso Kherson, favorite anche da un ristorno di forze russe verso Mariupol e supportate da elementi della 28ª Brigata dell’Esercito provenienti da Odessa. Nei fatti, si tratta del primo vero contrattacco degli Ucraini dall’inizio della guerra: un fatto che, ancora una volta, dimostra l’insufficienza delle forze russe e dei loro limiti a livello di ISR (Intelligence Surveillance Reconnaissance). Restando sempre nel sud, a Mariupol si combatte ferocemente casa per casa. La sacca cittadina sotto controllo ucraino si riduce poco a poco, mentre le forze russe e le milizie separatiste della Repubblica di Donetsk, appoggiate da unità di fanteria leggera cecena, stanno provando a dividere in 2 i difensori. Nel Donbass, le forze russe avrebbero, dopo una giorni di durissima battaglia, catturato la città di Izyum. Nostre fonti locali ci confermano la notizia. Adesso bisognerà capire se i Russi saranno in grado di consolidare questa conquista. Se ci riuscissero potrebbero minacciare alle spalle le forze ucraine dispiegate nel settore di Sloviansk e Kramatorsk, tagliandole praticamente fuori. Ieri i Russi sono entrati anche a Rubizhne, sempre nel Donbass, stringendo ancor di più la morsa su il grosso centro di Sievierodonetsk.