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anteprima logo RID Apre il salone DEFEA ad Atene. Le fregate al centro dell’attenzione

Ieri, 13 Luglio, è stato inaugurato il salone DEFEA, il primo salone internazionale della Difesa a tenersi in Grecia dopo circa un decennio di assenza dalla scena. L’evento è stato inaugurato dal Ministro della Difesa greco, Nikolaos Panagiotopoulos, alla testa di un nutrito drappello di autorità, tra cui il Viceministro Alkiviades Stefanis e i Capi di Stato Maggiore delle FA. Il salone ha attirato 315 espositori da 22 Paesi e più di 45 delegazioni governative e militari da 35 Paesi. Un inizio decisamente promettente, soprattutto se si considera la situazione sanitaria ancora precaria. Durante i 3 giorni di salone, il Ministro Panagiotopoulos avrà incontri bilaterali con 7 dei suoi omologhi, ovvero il Ministri della Difesa di Italia (Lorenzo Guerini), Cipro (Charalampos Petrides), Slovenia (Matej Tonin), Portogallo (Joao Gomes Cravinho), Bosnia-Erzegovina (Sifet Prodzic), Macedonia del Nord (Radmila Shekerinshka) e Georgia (Juansher Butchulaze). Panagiotopoulos incontrerà anche il Direttore esecutivo dell'European Defence Agency (EDA) Jiri Sedivy. Il tema cardine attorno cui ruota il salone è la modernizzazione della Marina Greca, che prevede di sostituire 4 delle 9 fregate classe ELLI nel giro di qualche anno e ammodernare le più recenti 4 fregate classe MEKO-200HN per mantenerle in linea per almeno altri 10-15 anni. La Marina Greca è considerata una FA di ottimo livello e grande preparazione. Pertanto, vincere il bando per queste prime 4 unità (delle 13 che compongono complessivamente il suo ordine di battaglia) è un’ottima vetrina ma anche un possibile viatico per gli ordini futuri. In attesa delle nuove navi, la Grecia potrebbe inoltre necessitare di un paio di fregate come gap filler. Oltre alla qualità delle navi, il Governo greco intende rilanciare la cantieristica militare greca, ferma da oltre un decennio, ed esige quindi – tra i requisiti – che almeno una parte della produzione avvenga in Grecia, a Skaramangas. La competizione è accanita, e comprende: • Fincantieri, in competizione con le FREMM, con la versione ASW della Marina Militare Italiana come base, 2 unità classe MAESTRALE ammodernate come gap filler e un pacchetto di “partnership strategica” con il cantiere greco Skaramankas che proseguirebbe oltre la costruzione delle navi per la Marina ed abbraccerebbe anche il civile. • Damen, che propone la sua fregata multimissione 11515 e l’eventuale cessione di fregate classe KAREL DOORMAN. Molto presente nel Paese e non solo nel settore militare, Damen conta di giocare la carta della continuità. • Naval Group, che torna alla carica con la sua FTI, contando sul fatto che si tratta di un nuovo design e di un progetto molto ambizioso e avanzato (pur concreto, visto che la prima unità francese è in costruzione), che l’azienda definisce più innovativo degli avversari e che darebbe alla Grecia un rapporto privilegiato con la Francia. • Babcock, che propone l’ARROWHEAD 140, una grande unità multiruolo che definisce come “realmente custom-tailored” e, come gap filler, 2 TYPE 23 della Royal Navy. • Gli Stati Uniti, in lizza con le LCS di Lockheed Martin, più la possibilità di offrirne 2 ex-U.S. Navy come gap filler. A proposito di Stati Uniti, al salone si osserva una presenza molto forte ed un attivismo in parte inatteso. Washington ha approfittato dell’occasione per tornare a farsi sentire nel Mediterraneo ed ha preso una postura che sembra più attiva rispetto al recente passato. Il battage fatto in questi giorni è notevole e gli eventi che celebrano la collaborazione USA-Grecia si succedono. Infine, molto ampia la presenza israeliana. Israele e la Grecia condividono le preoccupazioni legate al surriscaldamento del Mediterraneo Orientale e già da tempo sperimentano un allineamento in funzione anti-turca. Grazie ai buoni rapporti bilaterali, la Grecia è un ottimo cliente per Israele, che è presente in forze con IAI, Elbit, Rafael, Israel Shipyard, Aerobird e molte altre aziende. Particolarmente interessante, ancora una volta, il mercato navale, sia in prospettiva futura per corvette e Fast Attac Craft, sia per le possibilità di vendere alla Guardia Costiera.

anteprima logo RID Il Pentagono aumenta le spese per l’ipersonico

Con la presentazione al Congresso del documento relativo al Budget della Difesa per il 2022 (FY22), gli USA hanno confermato la massima priorità allo sviluppo di sistemi d’arma ipersonici. Con un totale richiesto di 3,8 miliardi di dollari, nettamente superiore ai 3,2 miliardi del 2021 e ai 2,6 miliardi del 2020, il Pentagono ha intenzione di fornire ulteriore slancio ai numerosi progetti attualmente in sviluppo presso le sue Forze Armate e la Defence Advanced Research Projects Agency (DARPA). Allo stato attuale sono 2 le categorie di progetti in avanzata fase di sviluppo, non solo negli USA. La prima riguarda i sistemi d’arma definiti Hypersonic Glide Vehicles (HGV), basati sul lancio di un razzo in grado di trasportare ad elevata quota un “glide” che poi scendendo a velocità ipersonica procede all’ingaggio del relativo bersaglio. La seconda categoria invece comprende gli Hypersonic Cruise Missiles (HCM), i quali sfruttano l’utilizzo di potenti propulsori di tipo “scramjet” per raggiungere le velocità richieste da un sistema d’arma di questo tipo, superiore a Mach 5, prima di colpire il bersaglio designato. Nel dettaglio del documento di bilancio, la US Navy dovrebbe ricevere 1,374 miliardi di dollari per continuare lo sviluppo del suo Conventional Prompt Strike (CPS), di categoria HGV il cui primo imbarco, come anticipato da RID, è già stato pianificato sui sottomarini nucleari classe VIRGINIA e sugli incrociatori classe ZUMWALT. Lo US Army dovrebbe invece ricevere circa 412 milioni di dollari per continuare lo sviluppo del suo Long-Range Hypersonic Weapon (LRHW), sempre di tipo HGV che, secondo quanto riportato in Congresso, sarà in grado di superare le 1.725 miglia di raggio e fornire quindi una capacità strategica alla Forza Armata in grado di contrastare le minacce A2/AD, neutralizzare le sorgenti di fuoco a lungo raggio avversarie e i suoi obiettivi sensibili o “time sensitive”. I glide dei 2 missili, ricordiamolo, sono sviluppati congiuntamente da Navy e Army - Common Hypersonic Glide Body. L’USAF procede invece nei suoi 2 progetti con l’AGM-183 Air-Launched Rapid Response Weapon (ARRW, pronunciato “Arrow”) e con il progetto Hypersonic Attack Cruise Missile (HACM), pianificando per entrambi circa 600 milioni di dollari per il FY22. Il resto dei fondi richiesti dovrebbe invece andare alla DARPA per lo sviluppo di tecnologie che supporteranno anche i progetti sopra elencati, tra cui spiccano il Tactical Boost Glide (TBG), e i concetti di Operational Fires (OpFires) e Hypersoni Air-breathing Weapon Concept (HAWC, pronunciato “hawk”).

anteprima logo RID L’US Navy sperimenta soluzioni anti-Swarm

L’unità navale sperimentale M80 STILETTO dell’US Navy ha completato con successo una dimostrazione della durata di 6 settimane incentrata su un sistema di scoperta e contrasto di sciami di veicoli unmanned a 360°.

anteprima logo RID UE, ufficiale la missione in Mozambico

L’Unione Europea ha ufficialmente lanciato la missione di training e formazione a favore delle FA del Mozambico alle prese con l’insorgenza jihadista nella provincia settentrionale del Paese di Cabo Delgado. Alla missione, il cui mandato iniziale sarà di 2 anni, dovrebbe partecipare anche l’Italia come ventilato di recente dakl Ministrod egli Esteri Di Maio in Parlamento.

anteprima logo RID Un Blackshape VTOL non pilotato per la Marina Militare?

Droni e UAV sono sempre più importanti per le operazioni militari, e ciò vale anche per le operazioni in campo navale. In questo quadro la Marina Militare ha un programma di acquisizione per 14 sistemi non pilotati, tra i candidati il Boeing SCAN EAGLE ed il RUAV Leonardo AWHERO, già sperimentati sulle unità della MM, ma anche una variante VTOL (Vertical Take Off and Landing) non pilotata (o a pilotaggio opzionale) dell’ultra leggero sportivo Blackshape PRIME, capace di operare tanto da navi a ponte continuo quanto da navi a ponte discontinuo ed equipaggiato con pod modulari per una varietà di missioni. Il velivolo dell’azienda pugliese, ricordiamolo, è già stato testato in una campagna sperimentale sul CAVOUR nel 2014. Tutti i dettagli su RID 9/21.

anteprima logo RID Mozambico, si avvicina la missione dell’UE. L’Italia parteciperà

Il prossimo mese l’Unione Europea dovrebbe approvare una missione di addestramento per le FA del Mozambico alle prese con l’insorgenza jihadista nella provincia settentrionale del Paese di Cabo Delgado. Alla misisone, la cui pianificazione è partita su iniziativa del Portagallo (ex potenza coloniale) e che su queste colonne è stata auspicata almeno da un anno, dovrebbe partecipare anche l’Italia. E’, di fatto, quanto emerso dalle recenti audizioni parlamentari dei Ministri Guerini e Di Maio, con quest’ultimo, in particolare, che ha valutato positivamente una missione europea in un’area strategica per gli interessi italiani. La provincia di Cabo Delgado è infatti ricca di risorse gasifere di recente sviluppo, con al centro il grande bacino offshore di Rovuma. ENI è operatore al 34% del blocco Coral South, appartenente al citato bacino, ed è coinvolta in maniera rilevante nel piano di sviluppo del complesso Mamba, facente sempre parte del medesimo bacino. Insomma, gli interessi dell’Italia nell’area sono significativi.