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Argomento Selezionato: Geostrategia
anteprima logo RID Guerra Ucraina: un primo punto sulla campagna aero-missilistica russa

L’operazione militare russa in corso sull’intero territorio dell’Ucraina è stata finora caratterizzata, principalmente, da una campagna aerea e missilistica volta, in primis, alla disarticolazione della catena di comando e delle capacità di difesa aerea ucraine e, in secondo luogo, all’eliminazione di obiettivi navali e missilistici in grado di costituire un pericolo per le forze russe. 

anteprima logo RID Attacco all’Ucraina - Live

E’ partito stanotte, su ordine del Presidente Putin, l’attacco russo all’Ucraina. Si tratta di un’iniziativa su larga scala, il cui obbiettivo, a questo punto, pare sia “installare” un governo fantoccio a Kiev e creare le condizioni per un cambio di governo. Al momento sono stati lanciati attacchi aerei e missilistici contro le principali città del Paese – Kiev, Kharkiv, ecc. - basi aeree, aeroporti, depositi logistici, centri di comando e siti della difesa aerea. Secondo il Ministero della Difesa russo, le difese antiaeree ucraine sarebbero già state ampiamente degradate. Almeno un caccia ucraino Su-27 è fuggito in Romania. Nell’azione sono coinvolti bombardieri strategici Tu-95 e Tu-160, che stanno impiegando missili cruise Kh-101 e Kh-505, bombardieri tattici Su-24 e cacciabombardieri pesanti Su-34, mentre da terra vengono lanciati missili balistici tattici ISKANDER e dalle navi missili da crociera a lungo raggio KALIBR. In parallelo sembrano in corso operazioni anfibie contro il porto di Odessa – dove la piccola flotta della Marina Ucraina è in fiamme - e il porto di Mariupol, che è pure sotto il fuoco pesante dell’artiglieria russa, mentre da nord le prime colonne meccanizzate e corazzate hanno attraversato il confine dal distretto di Belgorod per puntare sulla città di Kharkiv, appoggiate dal fuoco di semoventi e lanciarazzi campali. Proprio in questi minuti le avanguardie russe hanno raggiunto i sobborghi della stessa Karkhiv. Un’altra direttrice di attacco è quella dalla Bielorussia, dove truppe russe e bielorusse hanno attraversato il confine puntando evidentemente su Kiev. A Shchastya, nel Donbass, è in corso una furiosa battaglia ed almeno 2 carri russi sarebbero stati distrutti dall’Esercito Ucraino. Si terrà al Modigliani forum di Livorno “La Partita delle Accademie”, l’evento sportivo benefico targato Marina Militare ed Esercito Italiano.

anteprima logo RID Aggiornamenti sul dispositivo militare russo in Donbass e al confine con l’Ucraina

Fino al discorso di Putin sul riconoscimento ufficiale delle Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, la presenza militare russa nel Donbass era di difficile valutazione, considerando che decine di mezzi – in particolare blindati ruotati, UAV da ricognizione e sistemi EW – erano stati da anni forniti alle milizie separatiste, senza contare i circa 4.000 consiglieri russi: elementi delle forze speciali, del GRU, ecc.

anteprima logo RID I Russi entrano in Donbass. Il video-commento del Direttore

Dopo l'annuncio del Presidente Putin del riconoscimento delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk, i primi reparti dell'Esercito Russo sono entrati nel Donbass separatista. Cosa succede adesso? Putin si fermerà? Il video-commento del Direttore Pietro Batacchi.

anteprima logo RID Crisi ucraina, via libera all’ingresso dei Russi in Donbass

Improvvisa e drammatica accelerazione della crisi ucraina. Dopo aver annunciato il riconoscimento delle 2 repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, e firmato il relativo decreto, il Presidente Putin ha ordinato l’avvio di una missione di peacekeeping delle forze russe nel Donbass. In pratica si tratta del via libera ad un intervento diretto di Mosca che prenderebbe così nelle proprie mani il controllo dell’area. Aggiornamenti nelle prossime ore.

anteprima logo RID Putin riconosce il Donbass separatista

Con un discorso alla nazione, il Presidente russo Putin ha annunciato la propria intenzione di riconoscere come indipendenti le 2 repubbliche separatiste di Lugansk e Donetsk nel Donbass ed ha subito dopo firmato il relativo decreto. Una mossa che segna un’ulteriore escalation della crisi ucraina nell’ambito di un discorso segnato da una forte impronta storico-etnografica e da attacchi all’Ucraina accusata di essere una colonia americana e di non essere mai stata un vero stato, ma un qualcosa di “artificiale” creato da Lenin ai tempi dell’URSS. Insomma, toni durissimi e particolarmente marcati, e, sopratutto, il riconoscimento del Donbass separatista come “stato” indipendente. Un passaggio formale che sigilla una situazione di fatto che durava da 8 anni e che apre potenzialmente le porte ad un intervento militare diretto di Mosca, qualora le autorità di Donetsk e Lugansk lo richiedano. Ma a quel punto il Donbass non sarebbe più una questione interna all’Ucraina ma una questione che contrapporrebbe direttamente l’Ucraina alla Russia con ciò che questo significa in termini politici e militari. Putin ha così rilanciato cambiando ancora il corso di questa crisi, mettendo fine al processo di Minsk ed ostacolando fortemente gli sforzi diplomatici. Le prossime ore saranno decisive per capire se e quando Donetsk e Lugansk avranno bisogno dell’aiuto militare di Mosca, mentre appare scontata una dura reazione da parte di NATO ed Europa.