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Notizie a cura di RIDlogo RID
anteprima logo RID FLOTLOG, impostata la prima sezione di prua

Si è svolta presso lo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia l’impostazione della sezione di prua della JACQUES CHEVALLIER, prima di 4 unità LSS (Logistic Support Ship) ordinate a Fincantieri da Chantiers de l’Atlantique nell’ambito del programma FLOTLOG (“Flotte logistique”) della Marina Francese.Le sezioni saranno costruite tutte nel cantiere di Castellammare di Stabia, con consegne a Chantiers de l’Atlantique programmate tra il 2021 e il 2027. Il programma FLOTLOG prevede la costruzione di 4 navi di supporto logistico (LSS) per la Marina Francese, derivate dalla LSS VULCANO della MM, da parte del consorzio temporaneo formato da Chantiers de l’Atlantique e Naval Group nell’ambito del programma franco-italiano guidato da OCCAR (Organizzazione per la cooperazione congiunta in materia di armamenti) per conto di DGA, la Direzione generale per gli armamenti francese, e della sua controparte italiana NAVARM.

anteprima logo RID Un MQ-8C FIRE SCOUT antisom

La Northrop Grumman e la britannica Ultra Maritime hanno annunciato di aver svolto con successo una dimostrazione impiegando il VTUAS (Vertical Take-off Unmanned Aerial System) MQ-8C FIRE SCOUT nel ruolo ASW (Anti-Submarine Warfare). Il velivolo senza pilota, derivato dall’elicottero leggero Bell 407, è stato impegnato in una ricerca acustica multistatica, con l’utilizzo di sonoboe della stessa Ultra, in una vasta area di mare della California. La ASW picture risultante è stata poi disseminata a differenti stazioni sia in mare che a terra, che hanno potuto utilizzarne i dati per pianificare le relative azioni di contrasto. Il responsabile del progetto riguardante la nuova capacità del FIRE SCOUT, Dan Redman, ha sottolineato quanto l’elevato payload della piattaforma permetta un’ampia versatilità di ruolo, spaziando dalla capacità ISTAR (Intelligence Surveillance Target Acquisition Reconnaissance) a quella di attacco, fino ad arrivare appunto anche a quella ASW. Lo stesso rappresentante della Northrop Grumman, a cui ha fatto eco il presidente della Ultra Marine, Thomas Link, ha però precisato che in quest’ultimo ruolo, il FIRE SCOUT non deve essere visto solo come un possibile sostituto delle piattaforme con equipaggio umano, quanto invece come un ottimo comprimario in grado di ampliare le capacità nell’ASW e i suoi effetti, grazie alla creazione di un binomio multiforze tra piattaforme manned e unmanned. Ulteriori dettagli su RID 4/21.

anteprima logo RID Settanta anni di Elettronica

Elettronica celebra quest'anno i suoi 70 anni di vita. L'azienda romana nasce infatti nel 1951 dall’intuizione dell’Ing. Filippo Fratalocchi, che porta in Italia una disciplina nuova, orientata al dominio dello spettro elettromagnetico per la realizzazione di tecnologie e sistemi per la protezione di piattaforme aeree navali e terrestri da sistema di offesa ostili. Nel corso di questi anni, innanzitutto grazie al sostegno e alla fiducia delle istituzioni e delle FFAA italiane e alla costante tensione verso l’innovazione, Elettronica ha equipaggiato oltre 3000 sistemi su piattaforme aeree, navali e terrestri di oltre 30 Forze Armate nel mondo. Un cammino lungo che ha portato l’azienda ad anticipare le necessità di difesa dalle minacce future, trovando risposte con le soluzioni innovative che hanno precorso i grandi passaggi tecnologici del settore per valorizzare le prestazioni delle nuove architetture di prodotto: dall’analogico al digitale, fino alle più recenti applicazioni dell’Artificial Intelligence, del Machine Learning e della Cyber resilience. Una trasformazione che ha abbracciato non solo la catena produttiva, ma anche quella di processo attraverso un percorso di Digital Trasformation integrale con ambiziosi traguardi anche per i prossimi anni. Dall’esordio a metà degli anni ’50, grazie al costante impegno nel campo della ricerca, della formazione e della strumentazione di componenti strategiche, già alla fine degli anni Sessanta Elettronica si afferma come industria di punta del mercato europeo della Difesa, trasformandosi in Elettronica S.p.A. Acquisisce subito commesse rilevanti, specializzandosi nel campo delle Contromisure Elettroniche (ECM), competenza che renderà Elettronica negli anni una “Jamming House” riconosciuta nel mondo e un’azienda di riferimento nei sistemi di contromisura allo stato solido.

anteprima logo RID Nuove frizioni sullo SCAF/FCAS

Venerdì scorso, nel corso della riunione del Consiglio franco-tedesco di Difesa e Sicurezza, il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha sostenuto le rivendicazioni degli industriali tedeschi che chiedono un ruolo maggiore all’interno del programma SCAF/FCAS. In particolare, i Tedeschi mal digeriscono la leadership di Dassault Aviation e preferirebbero un maggior carico di lavoro per il gruppo Airbus. Altro grande nodo irrisolto è la proprietà del know-how acquisito tramite il programma. Lo ricordiamo, la Germania proviene dall’esperienza Eurofighter, nella quale tutti e 4 i paesi partner (Italia, Germania, Gran Bretagna e Spagna) hanno portato qualcosa delle loro conoscenze al progetto comune ma poi possiedono interamente le conoscenze sviluppate per il programma. A quanto pare, gli industriali tedeschi chiederebbero un trattamento simile per lo SCAF/FCAS, ma da quanto si capisce la controparte francese gradirebbe invece che la posizione di leader consentisse di mantenere l’esclusività su una parte delle tecnologie. Una posizione che mal si concilia con la ripartizione degli oneri finanziari che da qui al 2025-2026 (primo volo atteso del dimostratore) ammontano a circa 6 miliardi di euro – ripartizione equa tra Francia e Germania ed un contributo minoritario da parte spagnola. Il dibattito tira in ballo anche il carro franco-tedesco, in quanto le aziende francesi coinvolte (essenzialmente Nexter, ma anche la filiera di subfornitori correlata) temono che se Parigi la spunterà sul caccia sarà in cambio di analoga concessione in favore delle industrie tedesche per il carro – e quindi in questo caso con minore accesso francese alle tecnologie del programma. D’altronde, il vero collo di bottiglia di ambedue i programmi è il Bundestag tedesco (la Francia non ha bisogno di passaggi parlamentari per i singoli programmi), che deve dare il proprio consenso per l’erogazione dei fondi e che lo farà soltanto se ritiene che l’interesse tedesco è sufficientemente rispettato.

anteprima logo RID Primo volo per il KC-46 giapponese

La prima aerocisterna Boeing KC-46 destinata alla Japan Air Self-Defense Force (JASDF) ha effettuato ieri con successo il suo primo volo. Ora il velivolo passa alla fase di certificazione dello sviluppo.

anteprima logo RID Ammodernamento per gli F-16 turchi

Impossibilitata ad acquistare gli F-35A LIGHTNING II (almeno per il momento) in seguito alla decisione dell’Amministrazione Trump – confermata anche da quella Biden – di espellerla dal relativo programma come sanzione per l’acquisizione di sistemi missilistici antiaerei russi S-400, la Turchia ha avviato un programma di estensione della vita operativa (Service Life Extension Program – SLEP) della propria flotta di F-16C/D FIGHTING FALCON. Decisione che trova spiegazione anche alla luce dei tempi lunghi riguardanti l’eventuale sviluppo del proprio caccia indigeno di 5ª, il cosiddetto TF-X, e dei rischi di ulteriori sanzioni e allontanamento dall’Alleanza NATO in caso di accordo – comunque difficile - con la Russia per l’acquisto di Su-35 FLANKER o Su-57 FELON. Il programma d’aggiornamento dei FIGHTING FALCON di Ankara, inoltre, viene percepito come ancor più prioritario dopo la recente acquisizione di caccia multiruolo RAFALE, nonché in vista della futura acquisizione di F-35, da parte della Grecia. Stando a quanto dichiarato dal Presidente delle Industrie della Difesa turche, Ismail Demir, il programma di aggiornamento strutturale degli F-16 Block 30/40/50 è attualmente in corso e viene effettuato dalla Turkish Aerospace, fin dagli anni ’80 responsabile della produzione su licenza del 70% degli aerei turchi, percentuale che include la fusoliera e le ali, oltre all’assemblaggio dei motori GE F110. Nello specifico, lo SLEP prevede, per ogni aereo, la revisione/sostituzione di 1.200/1.500 parti individuali (acquisite nella prima metà del 2019, prima delle sanzioni USA giunte a luglio di quell’anno) per circa 160 velivoli, su un totale di 240/245 attualmente annoverati nell’Aeronautica Turca nelle varie configurazioni. Il suddetto refit dovrebbe consentire un incremento di 4.000 ore di volo per ogni velivolo (da 8.000 a 12.000). Con tale programma la Turchia punta a mantenere gli F-16 come principale piattaforma da combattimento aereo almeno fino al 2028, data della teorica entrata in servizio dei primi TF-X. Tuttavia, ammesso che il futuro caccia indigeno veda mai la luce, bisognerà valutarne prestazioni, capacità nonché il numero di aerei eventualmente acquisiti. Tenuto conto delle esperienze di altri Paesi - Cina, Corea del Sud, Giappone e Russia - nello sviluppo di aerei di nuova generazione con notoriamente elevati contenuti tecnologici, è verosimile ritenere che, anche alla luce del suddetto ed esteso programma SLEP (non dissimile da quello operato dall’USAF sui propri FIGHTING FALCON per il loro mantenimento in servizio fino al 2048), gli F-16 turchi resteranno in servizio almeno per un’altra ventina d’anni.