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anteprima logo RID Vola il Loyal Wingman di Boeing Australia

Il primo esemplare di Airpower Teaming System (ATS) di Boeing Australia ha compiuto con successo il primo volo sul poligono di Woomera. L’ATS, frutto di una collaborazione fra Boeing e la Royal Australian Air Force, è un velivolo senza pilota pensato per accompagnare in missione gli aerei pilotati. Si tratta quindi di un cosidetto “Loyal Wingman”, gregario, con spiccate doti di autonomia, anche grazie all’uso di Intelligenza Artificiale che consente al velivolo un alto grado di autonomia anche nel volo in formazione. Per questo primo volo, l’ATS è stato supervisionato da un pilota Boeing in Ground Station. Il progetto veniva da una serie di test di rullaggio a terra che hanno dimostrato la maturità del velivolo, prodotto localmente in Australia con il coinvolgimento di oltre 35 firme dell’industria aeronautica locale. Lo sviluppo, grazie alle più moderne tecniche di design digitale, ha richiesto solo 3 anni. Più tardi quest’anno seguiranno altri voli e test per proseguire la maturazione del sistema. L’ATS è un velivolo monomotore di rilevanti dimensioni (11,7 m di lunghezza) e con un design improntato alla bassa osservabilità (stealth). Secondo Boeing il velivolo ha un raggio d’azione di 2.000 miglia, ma non ci sono ancora indicazioni relative alla velocità, che ragionevolmente si colloca comunque nella fascia alta subsonica o transonica. Contestualmente al primo volo, il Governo australiano ha siglato un nuovo ordine per altri 3 velivoli ATS con cui continuare lo sviluppo oltre che l’integrazione di payload di missione. Con queste aggiunte, il programma riguarda al momento un totale di 6 ATS, per un valore complessivo di 115 milioni di dollari sui prossimi 3 anni. Boeing sta già offrendo l’ATS e sviluppi derivativi dello stesso per i programmi di gregari che stanno partendo in diversi paesi, a cominciare dallo SKYBORG dell’USAF, mentre Regno Unito e Australia hanno concluso un accordo per la condivisione di dati sui rispettivi programmi anche se la RAF non ha selezionato l’ATS per il suo dimostratore MOSQUITO, atteso al primo volo entro il 2023.

anteprima logo RID Primo contratto per l’ALBATROS-NG

MBDA Italia ha ricevuto il primo contratto per il nuovo sistema navale antiaereo a corto-medio raggio ALBATROS-NG. Il sistema, basato sul missile CAMM-ER, è destinato ad un cliente export ed entrerà in servizio nella Marina del Paese in questione, la cui identità non è stata resa nota dall’azienda, nel 2024. L’ABATROS-NG è un sistema concepito per l'autodifesa di navi come corvette, fregate legger e pattugliatori e per la protezione di navi cosiddette consorti poste nelle vicinanze. Con questo sistema, sviluppato e realizzato interamente in tutte le sue componenti da MBDA Italia, l’azienda punta a rimpiazzare gli attuali sistemi ALBATROS a base ASPIDE. SU RID di aprile (RID 4/21) un’analisi completa, tecnica ed operativa, dell’ALBATROS-NG.

anteprima logo RID CAVOUR, via alle prove con l’F-35B

Sono iniziate le prove in mare per la certificazione della portaerei della Marina Militare CAVOUR all’impiego delgi F-35B con la fase d’integrazione sulla nave del velivolo. Il primo appontaggio è stato effettuato da un F-35B dei Marina appartenente alla Integrated Test Force di Patuxent River. Durante la sosta a Norfolk prima delle prove in mare, ai 580 membri di equipaggio della portaerei si è aggiunto il personale italiano addestrato ad operare sul velivolo nella base dei Marines a Beaufort, nonché il personale statunitense della ITF, fondamentale come abbiamo visto sopratutto in questa prima fase. Dopo aver accertato la compatibilità tra l’F-35B e la portaerei CAVOUR verrà dichiarata la "Ready for Operations", per avviare le attività che porteranno al conseguimento, entro il 2024, della “Initial Operational Capability” (IOC). L’iter sarà completo con l’acquisizione della “Final Operational Capability” dopo la consegna dell’ultimo velivolo previsto dal programma.

anteprima logo RID Cina via alla produzione dell’Y-20

Come confermato da alcune foto satellitari diffuse dalla società americana Planet Labs, la Cina ha avviato la produzione di serie dell’aerocisterna Xi’an Y-20U, colmando così un gap significativo nelle capacità di power projection della propria Aeronautica (PLAAF). Nel dettaglio, le immagini diffuse si riferiscono all’aeroporto di Xi’an-Yanliang e mostrano 4 velivoli Y-20 nella loro versione Uniform (aerocisterna), come confermato dalla presenza di vistosi pod da rifornimento sotto le loro ali e nella coda dei velivoli stessi. Il sistema selezionato dai cinesi per il rifornimento in volo infatti, è del tipo a sonda flessibile o “a cestello”, dove la sonda rilasciata tramite un tubo flessibile dall’aerocisterna, si collega con la sonda rigida del velivolo da rifornire. Il primo prototipo della versione Uniform del famoso velivolo da trasporto cinese risale al 2018, ma la presenza di ben 4 velivoli di questo tipo, anche se sono stati individuati fino a 16 Y-20 nelle settimane precedenti, conferma che il programma sia ormai passato alla produzione di serie. E’ probabile che i nuovi velivoli siano inoltre il banco di prova per i nuovi turbofan autoctoni WS-20 che dovrebbe sostituire i russi Soloviev D-30KP-2 su tutta la linea Y-20. Fino a qualche mese fa la PLAAF era limitata all’utilizzo di circa una ventina di aerocisterne basate su velivoli H-6U e H-6DU, varianti del bombardiere a lungo raggio Xi’an H-6, su velivoli Il-78, acquistati dall’Ucraina, e sui più vecchi Il-76 di provenienza russa. Le limitate capacità di carico di queste ultime piattaforme, non nate come aerocisterne, unite alle limitate capacità di imbarco di serbatoi subalari dell’H-6, hanno da sempre rappresentato una significativa lacuna per le capacità d’attacco a lungo raggio cinesi. La presenza di un nuovo velivolo, adibito a questo scopo, e con numeri sostenuti tali da garantire un’elevata efficienza operativa, rappresentano una significativa svolta per le Forze aeree cinesi, orientate ad ampliare sempre più il proprio raggio di azione.

anteprima logo RID Concetti e tendenze nel progetto delle unità di superficie

La fine della Guerra Fredda ha innescato cambiamenti assai rilevanti su priorità operative, dimensioni e struttura delle principali Marine mondiali. La conclusione del confronto fra le Nazioni del blocco occidentale da una parte e l’ex Unione Sovietica e i suoi alleati dall’altra ha avuto come evidente conseguenza una marcata contrazione nel numero di unità navali in servizio in diverse flotte, perché il cosiddetto - e illusorio - dividendo della pace ha indirizzato altrove parte dei finanziamenti normalmente assegnati ai programmi militari. Inoltre, numerose Marine hanno dovuto inventarsi un nuovo approccio di sviluppo per giustificare anche la loro stessa esistenza, perché diverse priorità strategiche valide in precedenza - in primo luogo il contrasto contro le unità subacquee negli spazi oceanici - hanno perso, seppur temporaneamente, la loro rilevanza. La conseguenza è stata, almeno per le principali Potenze marittime, uno spostamento del focus operativo verso capacità expeditionary globali per combattere una crescente minaccia d’instabilità localizzata e anche diffusa generata dal collasso del vecchio ordine mondiale.

anteprima logo RID L’evoluzione dell’Eurofighter TYPHOON

Nato come caccia da superiorità aerea puro, con prestazioni a nostro avviso inferiori in Occidente solo all’F-22, l’Eurofighter TYPHOON si è evoluto nel corso degli anni in una moderna macchina swing role con ottime prestazioni nell’aria-suolo, ma anche nella ricognizione del campo di battaglia. Questa evoluzione è destinata a proseguire con gli aggiornamenti previsti dalla Long Term Evolution Strategy (LTE) che consentiranno al TYPHOON di affrontare al meglio i prossimi 20-30 anni, contraddistinti da profondi cambiamenti negli scenari operativi di riferimento all’insegna di una più alta densità di minaccia. Insomma, c’erano tutti presupposti per fare un po' il punto della situazione sulla macchina, in particolare alla luce di ciò che di importante è accaduto in campo Eurofighter negli ultimi tempi. Sì, perchè nel 2020 ci sono state importanti notizie che hanno interessato il programma ed il suo sviluppo, tanto da assistere ad una vera e propria “seconda giovinezza del Tifone”, mentre nelle prossime settimane sono attesi gli esiti delle gare in Finlandia e Svizzera e, magari, qualche novità sulla campagna condotta da Leonardo in Egitto. Il 2020, in particolare, si è aperto con la notizia delle attività di volo del TYPHOON nella configurazione per l’Aeronautica del Kuwait, che, ricordiamolo, ha ordinato 28 velivoli con prime contractor Leonardo e consegne di un primo lotto di 8 velivoli che dovrebbero partire a breve (al momento della lettura di queste note potrebbero essere già iniziate). L’ attività è stata effettuata sul velivolo ISPA 6 (Instrumented Series Production Aircraft) di Leonardo dallo stabilimento di Torino/Caselle e si è conclusa in estate. Il velivolo è stato il primo a decollare con il radar AESA CAPTOR E (nella configurazione Mk-0 di cui parleremo abbondantemente più avanti) e con gli aggiornamenti previsti dallo standard PE3b, Phase Enhancement 3b, che, oltre al missile aria-sup land attack STORM SHADOW e al missile aria-aria a lungo raggio METEOR, prevedono pure l’integrazione del missile aria-superficie leggero polivalente BRIMSTONE, così come l'integrazione del missile antinave MARTE ER, tutti prodotti da MBDA.