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anteprima logo RID Il Cantiere Navale Vittoria vara l'OPV Maltese

Ieri, 27 febbraio, il Cantiere Navale Vittoria ha varato l'OPV P-71 per le Forze Armate Maltesi. L'OPV maltese P-71 (da 75 m di lunghezza e circa 1.800 t di dislocamento) è l'unità più grande mai realizzata dal Cantiere Navale Vittoria di Adria (Rovigo). La cerimonia di varo è avvenuta alla presenza del brigadiere Jeffrey Curmi, comandante delle Armed Forces della Repubblica di Malta e di Luigi Duò, AD del Cantiere Navale Vittoria. Il programma per la realizzazione dell'OPV ha un valore di 48,5 milioni di euro ed è stato co-finanziato dall’UE nell’ambito dell’Internal Security Fund. L'unità sarà impiegata in operazioni di sorveglianza, vigilanza costiera, pattugliamento prolungato in alto mare e operazioni SAR. Ulteriori dettagli su RID 4/2021 in edicola a fine marzo.

anteprima logo RID Strike USA in Siria, il primo di Biden

Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio, l’Aeronautica USA ha compiuto diversi strike in Siria contro milizie sciite fedeli all’Iran. E’ il primo ordinato dalla nuova Amministrazione Biden. Nello specifico, sono state colpite diverse strutture all’interno della base militare Imam Ali, circa 6 km a sudovest della cittadina siriana di Albu Kamal. Albu Kamal è l’ultimo centro urbano prima del confine con l’Iraq lungo il corso dell’Eufrate e da metà 2017 è stata strappata a Daesh dai lealisti siriani di Assad insieme alle forze russe e al network di milizie organizzato dall’Iran. La base Imam Ali è un elemento centrale della proiezione iraniana nel quadrante: garantisce i collegamenti con l’Iraq ed è quindi parte di quel ponte di terra che collega Teheran a Beirut su cui si basa in gran parte la strategia di difesa attiva della Repubblica Islamica. Secondo il Pentagono, la base è in uso a milizie sciite di origine irachena, ma dispiegate da anni in Siria a supporto di Damasco, tra cui soprattutto Kataib Hezbollah (KH) e Kataib Sayyid al-Shuhada (KSS). Washington ha giustificato gli strike come rappresaglia per il lancio di razzi contro il settore militare dell’aeroporto di Erbil, nel Kurdistan iracheno, che il 15 febbraio aveva preso di mira le Forze della Coalizione anti-Daesh. L’attacco è stato rivendicato da una oscura milizia sciita, Saraya Awliya al-Dam, ma è stato con ogni probabilità organizzato da milizie irachene filo-iraniane di spessore ben maggiore. L’area da cui è avvenuto il lancio (Bartella, vicino Mosul) e i media da cui è provenuta la rivendicazione fanno supporre che l’autore dell’attacco sia Asaib Ahl al-Haqq (AAH) guidata da Qais al-Khazali. L’uso di proxy da parte delle milizie irachene legate a Teheran è una strategia che si è consolidata negli ultimi 2 anni e che ha lo scopo di mantenere la pressione sugli Americani limitando l’esposizione dei gruppi armati più facilmente riconducibili alla sfera iraniana. Con questo strike, la nuova Amministrazione Biden manda dei messaggi chiari all’Iran, con cui sottotraccia sono subito ripartiti i contatti per rivitalizzare il JCPOA, l’accordo sul nucleare. Colpendo in Siria in rappresaglia a un evento avvenuto in Iraq, Washington segnala che ritiene inaccettabile la dimensione regionale della proiezione iraniana tramite proxy. Cambia poi la strategia: durante l’era Trump gli USA avevano di fatto delegato a Israele il contenimento dell’Iran nella regione, astenendosi da condurre strike. Il nuovo coinvolgimento americano dà a Washington una leva in più nei negoziati con Teheran. In più, la scelta del bersaglio, non direttamente riconducibile agli autori dell’attacco di Erbil, sottolinea che gli Americani vedono la rete di milizie filo-Teheran come uno strumento unitario e coerente in mano alla Forza Qods. L’impressione è che Biden punti a trattare congiuntamente Siria e Iraq, ovvero a includere la richiesta di una qualche forma di smobilitazione del network siriano nelle discussioni sul futuro assetto iracheno (nel quadro del ritiro delle forze americane dal Paese). Non va escluso che gli USA abbiano deliberatamente colpito milizie non direttamente coinvolte a Erbil per giocare sulle divisioni interne al network filo-Iran. Infatti, il cessate il fuoco annunciato a ottobre 2020 da KH, la principale milizia sciita irachena, ha spaccato la “cupola” che regge la rete iraniana nel Paese. AAH è il gruppo armato più importante che si è subito opposto a questa decisione, preferendo continuare la campagna contro gli USA giustificandola come rappresaglia per l’uccisione dell’ex leader della Forza Qods Qassem Soleimani.

anteprima logo RID U-212 NFS, ecco la firma sul contratto

Con la firma sul contratto di oggi tra Fincantieri e l’OCCAR (Organisation Conjointe de Cooperation en matiere d’Armement, l’Organizzazione internazionale di cooperazione per gli armamenti) prende ufficialmente il via il programma per la costruzione dei primi 2 nuovi sottomarini per la Marina Militare U-212 NFS, sul totale previsto di 4. Il valore complessivo del contratto per i primi 2 battelli, comprensivo del relativo supporto logistico, è di 1,35 miliardi di euro. Gli U-212 NFS costituiscono una radicale evoluzione rispetto agli U-212A da cui derivano e segnano il ritorno dell’Italia alla piena produzione sovrana di sottomarini. La proprietà intellettuale dei battelli, infatti, è di Fincantieri il che vuol dire che questi potranno essere anche esportati, mentre tutto il contenuto industriale “italiano” è cresciuto notevolmente nel suo complesso, a cominciare dal nuovo CMS, sviluppato da Leonardo con la collaborazione di Fincantieri che curerà l’integrazione a bordo. Le consegne dei primi 2 battelli sono previste nel 2027 e 2029.

anteprima logo RID Cinque acquirenti per Piaggio Aerospace

Il Commissario di Piaggio Aerospace, Vincenzo Nicastro, ha comunicato che per l'acquisizione della società in amministrazione straordinaria sono in short list 5 acquirenti. Ulteriori dettagli non sono stati forniti, se non che si tratta di soggetti “dislocati in 3 continenti” e che questi hanno tempo fino al 5 marzo per presentare le offerte definitive per per l’acquisto della società.

anteprima logo RID Parte la costruzione delle 2 nuove FREMM per la MM

E’ stata tagliata la lamiera della prima delle 2 nuove FREMM destinate a rimpiazzare in seno alla flotta della Marina Militare le 2 unità cedute all’Egitto. Le 2 nuove FREMM saranno in configurazione GP (General Prupose) come le navi che andranno a rimpiazzare. Una buona notizia per la Marina Militare, che vede compensata la “perdita” di 2 unità di prima linea, e per Fincantieri, che vede crescere il suo portafoglio FREMM a 12 unità (alle quali vanno aggiunte le 10 FFGX per l’US Navy), mentre domani è attesa anche la firma sul contratto per i nuovi sottomarini U-212 NFS.

anteprima logo RID Test ipersonico per il Su-57?

Secondo alcune fonti industriali russe, non confermate ufficialmente, nelle scorse settimane il nuovo caccia a bassa rilevabilità Su-57 FELON avrebbe testato il prototipo di un nuovo missile ipersonico aria-sup destinato all’impiego contro sistemi di difesa aerea e missilistica e lanciatori di vettori balistici/cruise. I test si sarebbero limitati al trasporto di una coppia di simulacri in scala 1:1 dei nuovi ordigni che, sebbene privi di apparato propulsore, carburante e testata bellica, ricalcavano fedelmente le dimensioni ed il peso - al netto dei suddetti elementi mancanti – del nuovo missile. Inoltre, pare che i simulacri fossero equipaggiati con seeker e circuiti elettrici al fine di testare la compatibilità di questi ultimi con l’interfaccia relativa alla gestione dei sistemi d’arma del velivolo. Gli ordigni sarebbero stati trasportati all’interno delle baie armi dei FELON, e ciò implicherebbe una lunghezza degli stessi non superiore ai 4,3 m, con un peso inferiore ai 700 kg. Per quanto concerne le caratteristiche, il nuovo missile dovrebbe raggiungere velocità ipersoniche (superiori a Mach 5) e avere capacità manovranti. Tali caratteristiche lo differenzierebbero dai vettori subsonici Kh-58UShK (antiradiazione) e Kh-59Mk2/Kh-69 (destinato all’eliminazione di bersagli fortificati), anch’essi in via di sviluppo, avvicinandosi maggiormente alle caratteristiche del BRAHMOS II indiano o ad una più semplice variante miniaturizzata del missile balistico aviolanciabile Kh-47M2 KINZHAL. Secondo le voci che trapelano dagli ambienti industriali russi, i test di lancio dei primi missili dovrebbero avvenire entro la fine del 2021.