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Argomento Selezionato: Geostrategia
anteprima logo RID Lo spettro della guerra in Ucraina e le grandi manovre della NATO

Dopo mesi di manovre e “build-up” russo ai confini, e lo spettro di una guerra in Ucraina, la NATO sta correndo ai ripari cercando di mettere in campo una risposta per riportare a più miti consigli Putin. Proprio ieri è iniziata nel Mediterraneo l’esercitazione NEPTUNE STRIKE 2022 che coinvolge unità danesi, norvegesi e non solo ma, sopratutto, la portaerei americana USS HARRY TRUMAN passata per l’occasione sotto il comando diretto della NATO, in particolare di STRIKFORNATO, ovvero il Comando navale proiettabile di SACEUR ( Supreme Allied Commander Europe’s). Con la TRUMAN anche l’incrociatore classe TICONDEROGA USS SAN JACINTO. Nei giorni scorsi, altri Paesi NATO si erano già espressi circa la crisi ucraina. La Danimarca, per esempio, ha deciso di schierare una fregata nel Baltico e 4 F-16 in Lituania a supporto della missione NATO Air Policing, mentre anche la Spagna sta inviando non meglio precisate unità nel Mediterraneo Orientale e considerando lo schieramento di caccia in Bulgaria. Il Presidente Macron si è detto disponibile a inviare truppe francesi in Romania, sotto comando NATO, e pure l’Olanda dispiegherà in Bulgaria 2 F-35 a partire da aprile, sempre nel quadro della missione Air Policing. Tutto questo mentre il Pentagono ha messo in massima allerta 8.500 soldati sul suolo americano: in 5 giorni, qualora le circostanze lo richiedessero, potrebbero essere rischierati in Europa (sia nell’ambito della NATO Response Force sia esternamente a tale ambito). Insomma, la NATO sta prendendo delle contromisure per rispondere al rafforzamento del dispositivo militare russo sul confine ucraino. L’obbiettivo dell'Alleanza è duplice. Da un lato, rassicurare i Paesi membri del fianco orientale, dall’altro rafforzare il proprio deterrente segnalando a Putin che ogni eventuale iniziativa russa in Ucraina avrebbe un costo molto alto.

anteprima logo RID Gli Houthi attaccano Abu Dhabi

I ribelli yemeniti Houthi hanno condotto un attacco contro Abu Dhabi impiegando droni siucidi. Si tratta di una notizia clamorosa, considerando le distanze in gioco e le difese antiaeree/antimissile degli EAU. Nell’attacco sono0 stati colpiti un sito di stoccaggio della Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC) ed un sito in costruzione del comprensorio dell’aeroporto internazionale di Abu Dhabi. Ci sarebbero anche 3 vittime e alcuni feriti. L’attacco sarebbe una risposta alla recente offensiva nella parte centro meridionale dello Yemen delle milizie “sudiste” filo-emiratine che ha sottratto diverso terreno agli Houthi alleggerendone la pressioen contro la strategica città di Maarib. Al momento non sono disponibili ulteriori dettagli, ma l’azione potrebbe essere stata effettuata impiegando droni a lungo raggio della famiglia SAMAD, caratterizzata dall’adozione di ricevitore satellitare e carenautra dorsale per accogliere una maggiore quantità di carburante.

anteprima logo RID La Corea del Sud prepara la sua bolla A2/AD

Nel corso di un seminario sulle operazioni spaziali sponsorizzato da 2 parlamentari sudcoreani a metà dicembre 2021, è stato rivelato che la locale Agenzia per lo Sviluppo della Difesa (Agency for Defense Development) ha approntato una pianificazione strategica finalizzata a dissuadere le attività navali della Marina della Repubblica Popolare Cinese nel Mar Giallo e incentrata sulla creazione di una bolla A2/AD. La caratteristica principale di questa pianificazione è la combinazione sinergica fra missili balistici antinave (ASBM) e satelliti, poiché le caratteristiche ambientali e geografiche del teatro coreano rendono complicati per i sistemi tradizionali la scoperta a lungo raggio e il tracciamento delle unità navali avversarie, nonché il loro ingaggio cinetico. Secondo l’ADD, queste restrizioni possono essere superate tramite il collegamento via datalink di una costellazione di satelliti da ricognizione orbitanti a bassa quota sulla penisola coreana e destinati alla scoperta e al tracciamento dei potenziali obiettivi in navigazione nel Mar Giallo e anche più a sud: questa costellazione sarebbe collegata ad altri satelliti, dedicati alle comunicazioni e al rilancio delle informazioni ai centri di comando e controllo a terra e in mare. Sulla base delle informazioni sui bersagli, la distruzione di obiettivi nemici a terra e in mare verrebbe affidata a ordigni balistici antinave, secondo un concetto d’impiego A2/AD paragonabile a quello ideato da Pechino con i DF-21D per impedire ai Carrier Strike Groups dell’US Navy di penetrare nelle aree marittime che circondano la Repubblica Popolare Cinese. L’ordigno prescelto per creare la bolla A2/AD sudcoreana sarebbe il missile balistico HYUNMOO-2B, accreditato di una portata di 500 km e alimentato da combustibile solido; l'ADD ritiene che quest’arma potrebbe distruggere un bersaglio dopo averlo individuato nella fase terminale, a condizione che il missile abbia un seeker adeguato che rilevi con precisione i bersagli in mare. In un’infografica che accompagna la notizia, si deduce che un missile HYUNMOO-2B dislocato nella zona di Seoul sia in grado di coprire - e dunque interdire - una significativa porzione del Mar Giallo, nonché tutto il territorio della Corea del Nord. Da ciò è possibile ipotizzare che il concetto di bolla A2/AD abbia una funzione deterrente anche nei confronti di Pyongyang; inoltre, il predetto concetto assumerebbe una valenza maggiormente significativa se i missili - balistici antinave e/o da crociera - fossero dispiegati a bordo di unità navali di superficie e/o subacquee, accrescendone la flessibilità intrinseca e, al contempo, le difficoltà di monitoraggio da parte degli avversari, reali e potenziali, di Seoul.Ulteriori dettagli in uno dei prossimi numeri di RID

anteprima logo RID I parà e gli Spetsnaz russi riportano (per ora) l’ordine in Kazakistan

Con un intervento fulmineo, richiesto dal Presidente Tokayev, le truppe della CSTO (l'Organizzazione del trattato per la sicurezza collettiva, che oltre a Russia per Kazakistan include Armenia, Bielorussia, Kirghizistan e Tagikistan) hanno riportato sotto controllo la situazione in gran parte del Kazakistan, almeno per ora, assicurando la sicurezza degli obbiettivi sensibili legati alle infrastrutture strategiche del Paese. Secondo fonti di RID, il contingente della CSTO dovrebbe contare su circa 4000 soldati, la gran parte, circa 3.000, messi a disposizione da Mosca e entrati nel Paese in poche ore grazie ad un ponte aereo con cargo IL-76 e AN-124 partiti da Orenburg, Pskov, Ivanovo, Seshsha e Mosca-Shkalovsky. I miliari di Mosca sono nella quasi totalità appartenenti alle forze aviotrasportate e paracadutiste - Vozdušno-Desantnye Vojska (VDV) – ed agli Spetsnaz del GRU, la famigerata intelligence militare del Cremlino. SU RID 2/22 tutti dettagli in un approfondimento dedicato.

anteprima logo RID Un Eurofighter TYPHOON della RAF abbatte un drone ostile in Siria

Il Ministero della Difesa britannico ha annunciato che un Eurofighter TYPHOON della RAF ha abbattuto un drone in Siria. Si tratta del primo ingaggio aria-aria confermato e reso noto da parte del velivolo. L'abbattimento è avvenuto nel Settore di Al Tanf dove sono di stanza forze ribelli anti-governative appoggiate da forze speciali e militari americani. Difatti, secondo il Ministero della Difesa britannico, il drone costituiva in quel momento una minaccia, presumibilmente proprio ai danni del contingente statunitense, ed è stato per questo neutralizzato mediante un missile aria-aria a corto raggio MBDA ASRAAM da un TYPHOON in pattugliamento nell’area.

anteprima logo RID Ucraina: il rischio dell’errore di calcolo

Esattamente come la scorsa primavera – all’epoca il tutto era legato al “rinnovo” degli accordi di Minsk sul Donbass – la Russia è tornata a schierare le truppe nell’area al confine con l’Ucraina. Si parla di circa 100.000 soldati – appartenenti in gran parte alla 41ª Armata Armi Combinate ed alla 1ª Armata Carri della Guardia – appoggiati da carri, artiglieria e sistemi terra-aria: le immagini mostrano carri T-80, SAM BUK-M1, semoventi MSTA-S, 8x8 BTR-80, ecc. In molti a Kiev ed Occidente temono un’invasione russa dell’Ucraina, mentre il Presidente Biden ha minacciato contro Mosca sanzioni “mai viste” autorizzando nuove forniture militari a Kiev. Tuttavia, Putin non crediamo abbia in questo momento l’intenzione di imbarcarsi in un’azione militare su larga scala : i rischi sarebbero troppo grandi e le conseguenze economiche sulla Russia ancor peggiori. Meglio, dunque, agitare lo spettro dell’invasione e giocare sulle percezioni per ottenere il vero obbiettivo di fondo: mantenere neutrale l’Ucraina evitandone o ritardandone all’infinito l’ingresso nella NATO. In certi casi è più utile minacciare l’uso della forza piuttosto che usarla, lasciando poi che la diplomazia “rinforzata” faccia il suo corso e raggiunga il compromesso mano mano che, sul terreno, si porta sempre più avanti la soglia del confronto. Si chiama, usando un termine inglese, brinkmanship, ovvero una strategia che punta deliberatamente a spingere sempre più avanti il rischio di guerra confidando sull'indisponibilità della controparte ad accettarlo. A volte va bene, e si porta a casa un risultato importante, ma a volte la soglia della guerra viene superata, anche in maniera non voluta perché il calcolo risultava sbagliato.

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