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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID La Marina Russa prosegue i test di loitering munitions

Seguendo un trend ormai pressoché globale, anche la Marina Russa ha recentemente testato l’impiego di munizioni circuitanti/UAV spendibili. Dopo le prove effettuate lo scorso aprile da unità litoranee d'attacco veloci BK-16 RAPTOR (vedi foto), alla fine di ottobre sono stati effettuati ulteriori test in Kamchatka da parte della 40ª e della 155ª Brigata di Fanteria di Marina. Tali test, secondo fonti non confermate, avrebbero visto il coinvolgimento di una fregata classe GORSHKOV equipaggiata con sistemi di lancio tramite catapulta per l’impiego di UAV KUB e LANCET. Si tratta di velivoli già impiegati nel conflitto siriano con un peso massimo al decollo estremamente basso – rispettivamente 5 kg per i LANCET-1 e 12 kg per i LANCET-3 – che include le testate esplosive a frammentazione da 1 a 3 kg a seconda del modello - quest’ultimo stesso peso della testata presente sui KUB - e con un’autonomia varia tra i 10 ed i 30 minuti, entro un raggio di circa 40 km. Anche il concetto operativo russo prevede l’utilizzo degli UAV loitering contro obiettivi navali, come ad esempio: imbarcazioni veloci e di piccole dimensioni, centri radar e C2, veicoli e velivoli parcheggiati, al fine di facilitare le operazioni di sbarco della fanteria di Marina e delle Forze Speciali nel corso di operazioni costiere.

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anteprima logo RID La potenza di fuoco del complesso AK-630M2 russo

L’AK-630M-2 è un complesso binato da 30mm di produzione russa per la difesa antimissile e contraerea. Nel video si può vedere il sistema in azione su una Corvetta classe BUYAN-M. Grazie alle due canne è in grado di sparare fino a 10000 colpi/min, rispetto al CIWS americano PHALANX da 20mm che ne spara 4000.

anteprima logo RID Un F-35B in azione sulla portaerei CAVOUR. Grandi manovre joint nel Mediterraneo

Per la prima volta un F-35B dell’Aeronautica Militare ha appontato e decollato dalla portaerei della Marina Militare CAVOUR. L’attività si è svolta nell’ambito di un’esercitazione che ha coinvolto la portaerei italiana e la britannica QUEEN ELIZABETH, e i loro gruppi aerei imbarcati, e che si è svolta in questi giorni nel Mediterraneo Centrale. Significativo che all’attività abbiano presenziato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Amm. Giuseppe Cavo Dragone, il Capo di Stato Maggiore dell’AM, Gen. Luca Goretti, e il Capo di Stato Maggiore della MM, Amm. Enrico Credendino. Nel corso delle manovre 2 F-35B italiani sono appontati anche sulla QUEEN ELIZABETH e contestualmente 2 F-35B dello US Marine Corps, imbarcati sulla nave inglese, sono appontati sulla portaerei italiana CAVOUR. Inoltre, gli F-35B decollati dalle 2 portaerei hanno svolto un’impegnativa missione di combattimento aereo. Oltre al successo delle attività congiunte svolte dai velivoli di Marina e Aeronautica a bordo di nave CAVOUR, l'interazione con il gruppo portaerei britannico ha consentito di testare con successo le procedure tecnico-operative congiunte mirate al raggiungimento della piena interoperabilità tra le 2 Marine. Nel complesso si è trattato di un evento molto importante pure nell’ottica della capitalizzazione del bacino F-35B italiano – che a regime sarà composto da 15 aerei della MM ed altrettanti dell’AM – e del suo impiego da portaerei secondo una logica expeditionary e di forward basing da “piste corte mobili”. L’auspicio, adesso, è che il prossimo passo sia la completa carrier qualification dei piloti F-35B dell’AM per operazioni da portaerei ed un loro utilizzo durante i dispiegamenti navali italiani. A tal proposito ricordiamo inoltre che, oltre al CAVOUR, anche nave TRIESTE è dotata di skijump e di un pinte di volo “trattato” per permettere appontaggi, decolli e riarmo/rifornimento degli F-35B (seppur la navi manchi ancora delle dotazioni logistiche e di software per gestire una campagna aerea di un distaccamento di tali velivoli).

anteprima logo RID Fincantieri e il Cantiere Navale Vittoria forniranno la nuova UAM alla Guardia Costiera

Il 15 novembre scorso è stato firmato, a Roma nella sede del Comando Generale delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera, il contratto per la progettazione e la costruzione della nuova Unità d’Altura Multiruolo (UAM). La firma è avvenuta tra il Comandante Generale, l’Ammiraglio Ispettore Capo Nicola Carlone, e l’Amministratore Delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, quest’ultimo in rappresentanza delle 2 società coinvolte e cioè la stessa Fincantieri e il Cantiere Navale Vittoria: le 2 società infatti opereranno congiuntamente attraverso un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI). L’ordine, che conclude la procedura di gara di appalto ed ha un valore di circa 80 milioni di euro, prevede la costruzione di un’Unità d’Altura Multiruolo (più 5 anni di supporto), oltre a prevedere anche un’opzione per ulteriori 2 unità. Il progetto coniuga le esigenze operative della Guardia Costiera con l’esperienza maturata con le precedenti DATTILO e DICIOTTI (consegnate da Fincantieri nel 2013 e 2014). L’unità navale, lunga 85 m, sarà caratterizzata da un’eccellente tenuta del mare nonché da un’elevata manovrabilità, garantita da un sistema di propulsione elettrico di tipo azimutale (2 azipod) coadiuvato da 2 eliche di manovra prodiere. LA UAM sarà un’unità ampiamente multiruolo grazie alla presenza di un ampio ponte di lavoro con gru off-shore (dotato di una rampa di imbarco per veicoli ruotati), associata ad un ponte di volo per l’impiego di elicotteri e ad una serie di rescue zone (dotate di RHIB), più svariati sistemi antinquinamento e una zona ospedale. La nuova Unità d’Altura Multiruolo, grazie alle sue peculiari caratteristiche, potrà infatti operare nell’assolvimento delle diverse mission affidate alla Guardia Costiera: dal soccorso in mare alla sicurezza della navigazione, dalla tutela dell’ambiente marino a quella delle risorse ittiche, fino ad arrivare all’impiego nell’ambito della protezione civile. L’unità navale potrà essere impiegata in missioni d’altura a lungo raggio, con un’autonomia logistica di almeno 20 giorni (superiore a 4.800 miglia) nelle quali potrà assumere, grazie alle tecnologie e ad avanzati sistemi di comunicazione e scoperta presenti a bordo, anche il ruolo di Comando e Controllo per il coordinamento di mezzi aeronavali.

anteprima logo RID Esercitazione navale tra USA, Israele, EAU e Bahrain in Mar Rosso

Per 5 giorni le forze navali della 5ª Flotta degli Stati Uniti, Israele e due Paesi arabi del Golfo, Emirati Arabi Uniti (EAU) e Bahrain, hanno effettuato insieme attività addestrative in mare, parte di un’esercitazione congiunta svolta nel Mar Rosso. Quest’ultima ha avuto come principale obiettivo la condotta di addestramento mirato alle tattiche di Visit, Board, Search and Seizure (VBSS) su navi mercantili, nell’occasione la USS PORTLAND, una trasport dock ship. Tale importante esercitazione, dalla non comune composizione delle forze, puó essere considerata come il frutto di due principali eventi di natura geostrategica e diplomatica: la normalizzazione delle relazioni tra gli UAE e il Bahrain con Israele, nonostante le forti critiche di molti altri Paesi arabi ed in particolare delle comunità palestinesi, e al tempo stesso le comuni preoccupazioni provocate dall’Iran, in particolare riguardo la minaccia posta dalle forze di quest’ultimo verso il traffico mercantile, e non solo. A questo si aggiungono altri due elementi che avvicinano gli Stati partecipanti all’esercitazione. Da una parte Israele accusa l’Iran di continuare a contrabbandare sistemi d’arma e munizioni ai nemici di Gerusalemme, oltre ad aver condotto una serie di attacchi navali ad alcune imbarcazioni israeliane in Oceano Indiano; eventi questi che obbligano la Marina israeliana ad una costante presenza in Mar Rosso e Oceano Indiano, come in Mar Mediterraneo, per la protezione dei propri confini ed interessi. Dall’altra gli UAE, impegnati insieme all’Arabia Saudita nella lotta per supportare le forze governative in Yemen, contro gli Houti supportati dall’Iran che negli ultimi anni hanno più volte attaccato, anche con successo, il trasporto marittimo di greggio degli Emirati. Positive le risposte dei partecipanti all'attività, per voce dell’Ammiraglio Brad Cooper, Comandante delle Forze Navali Americane del Comando Centrale americano, che ha elogiato l’importanza della cooperazione multinazionale nella protezione della libertá di navigazione. Va inoltre sottolineato che nelle settimane antecedenti, è stata effettuata una similare esercitazione anche tra i membri delle rispettive Aeronautiche militari.

anteprima logo RID Corea del Sud, un nuovo video della futura portaerei CVX mostra le similitudini con la LHD TRIESTE

L’8 novembre, per celebrare il 76° anniversario della fondazione, la Marina Sudcoreana (ROK Navy), una delle realtà più vivaci e in crescita di un’area strategica ormai da un decennio interessata da una vera e propria corsa al riarmo soprattutto aeronavale, ha presentato una video-animazione che anticipa il ruolo previsto dopo il 2033 per la sua prima portaerei VSTOL da 30.000 t CVX. La clip (https://www.youtube.com/watch?v=Tmc0HeYJ3x0), che sostituisce un precedente video relativo all’allora progetto LPX, oltre a mettere in vetrina e in sinergia i prodotti di punta della ROK Navy del prossimo futuro, dai super caccia AEGIS KDX-III in fase di raddoppio, ai sottomarini AIP KSS-III, a navi scorta e supporto di nuova generazione, F-35 e aerei radar E-737 dell’Aeronautica, mostra il design della CVX. Design che però assomiglia poco a quello del modellino presentato a MADEX-2021 dalla Hyundai Heavy Industries, su 2 isole nettamente separate, di cui la seconda spostata verso una poppa “a sbalzo” per ospitarvi dei droni, e sky-jump stretto e pronunciato a prua. Nel video la CVX infatti somiglia di più al progetto concorrente avanzato da DSME, in collaborazione con Fincantieri, dopo l’accordo siglato nel giugno scorso, con ponte di volo allargato e compatto, e doppia isola meglio distanziata. Un design che riprende con alcune modifiche e ampliamenti quello della LHD TRIESTE in allestimento.

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