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Argomento Selezionato: Cielo
anteprima logo RID Germania, 4,5 miliardi per il FCAS fino al 2027

Il Ministero della Difesa tedesco ha inviato al Parlamento una richiesta da 4,5 miliardi di euro per coprire da oggi al 2027 le attività di ricerca e sviluppo del nuovo sistema di combattimento aereo del futuro FCAS. Nel dettaglio, i fondi servirebbero a coprire le fasi 1B e 2, e la realizzazione dei primi dimostratori, e sarebbero suddivisi in 3,3 miliardi per la ricerca sulle tecnologie abilitanti del programma e per la realizzazione dei primi dimostratori, 450 milioni a copertura degli equipaggiamenti di fornitura governativa e 750 milioni per la customizzazione nazionale. Al momento, è in corso la Fase 1A del programma FCAS con uno studio di concetto che ha sibuto già dei ritardi a causa della pandemia da COVID 19 e delle frizioni tra Berlino e Parigi.

anteprima logo RID Primo rifornimento in volo effettuato dal MQ-25

Lo scorso 4 giugno, il nuovo aerorifornitore UAV MQ-25 STINGRAY ha eseguito con successo il primo rifornimento in volo a favore di un F/A-18F SUPER HORNET del VX-23 della US Navy. 

anteprima logo RID Parte l'esercitazione FALCON STRIKE 2021

Presso la base aerea di Amendola (sede del 32º Stormo), è iniziata oggi, 8 giugno, l’esercitazione aerea multinazionale FALCON STRIKE 2021, che vedrà impegnati oltre 50 tra caccia, aerei da trasporto e da rifornimento in volo oltre a vari sistemi contraerei e di supporto. La FALCON STRIKE 2021 rappresenta uno degli eventi addestrativi più importanti dell’anno organizzati dall’Aeronautica Militare, poiché per la prima volta in Europa gli F-35A e gli F-35B di 4 diverse Nazioni potranno operare insieme. Tra i caccia coinvolti negli 8 giorni di esercitazioni vi saranno infatti, gli F-35A egli F-16 dell’USAF, gli F-35B dei Marines, gli F-35B della Joint Force britannica, gli F-35I israeliani e gli F-35A e gli F-35B dell’AM. L’Aeronautica parteciperà anche con i Gulfstream G-550 CAEW, gli Eurofighter TYPHOON, i TORNADO, gli AMX, i Leonardo T-346 e gli UAV PREDATOR. Il contributo israeliano comprenderà anche la presenza di un Gulfstream G-550. Tra i compiti dell’esercitazione, effettuata sotto la guida del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (Ferrara), vi sarà quello di riprodurre uno scenario nel quale opereranno velivoli di 5ª generazione appartenenti a diverse nazioni. Gli scenari esercitativi offriranno agli equipaggi ed ai team di supporto un contesto complesso, altamente mutevole e non permissivo, in cui potersi addestrare a varie tipologie di missioni: dalla protezione di velivoli di alto valore, alle operazioni di Close Air Support, dall’interdizione aerea (con gestione strategica e tattica), al supporto alle forze speciali a terra, fino alle operazioni di targeting dinamico. Le attività di volo vengono effettuate in spazi aerei dedicati all’addestramento, nell’ambito dei quali saranno svolte attività EW (Electronic Warfare) e SBAD (Surface Base Air Defence). Nell’ambito di quest’ultima attività, cioè la difesa aerea delle basi, opereranno anche il nuovo sistema di comando e controllo/radar SIRIUS realizzato da MBDA Italia, recente dotazione del 2º Stormo di Rivolto (Udine) e una componente dotata del sistema missilistico Eurosam SAMP/T dell’Esercito Italiano (4º Rgt. PESCHIERA di Mantova).

anteprima logo RID Missili cruise per l’elicottero d’attacco russo Mi-28?

Secondo quanto trapela da alcune fonti dell’industria russa, nei prossimi mesi l’elicottero d’attacco Mi-28NM potrebbe essere equipaggiato con un nuovo missile aria-sup con gittata di circa 100 km.

anteprima logo RID USSOCOM alla ricerca di un sostituto dell’OSPREY

Durante la 2021 Special Operations Forces Industry Conference (SOFIC), l’ufficiale responsabile dei programmi per l’ala fissa dell’US Air Force, il Colonnelo Ken Kuebler, ha confermato che lo US Special Operations Command (USSOCOM) è alla ricerca di un nuovo velivolo che possa sostituire il CV-22B OSPREY, le cui prestazioni sono state giudicate non rispondenti alle future esigenze delle Forze Speciali americane. In particolare, le caratteristiche che dovrebbero ricevere un notevole miglioramento sono quelle relative alla velocità e al raggio di azione. Il nuovo progetto di conseguenza è già stato definito High Speed Vertical Take off and Landing (HSVTOL) ed il cui successo potrebbe generare un terremoto nell’ambito delle piattaforme ad ala rotante come in quella fissa. Il primo concorrente ad accettare la sfida è stata la Bell che, come confermato dallo stesso Colonnello Kuebler, ha giá ricevuto un contratto di circa un milione di dollari dall’Air Force Research Laboratory (AFRL) per una serie di studi e valutazioni, di cui al momento non sono stati diffusi molti particolari. Le missioni da assegnare al nuovo velivolo sono quelle che attualmente svolge il CV-22B, la cui velocità massima è di circa 280 nodi (circa 520 km/h): infiltrazione, esfiltrazione e supporto logistico di team delle Forze Speciali, personnel recovery, evacuazione medica e mobilità tattica in genere. Sulla base di questi presupposti, il campo su cui si attendono maggiori novità è senza dubbio la propulsione, per il quale sono già presenti delle interessanti iniziative. Da quanto trapelato, la Bell lavora su un rivoluzionario progetto in cui si cerca di sviluppare un “motore convertibile”, che possa passare dalla modalità turboshaft a quella turbofan in modo da assicurargli le velocità richieste. L’AFRL è invece impegnato nello studio di un Distributed Propulsion Concept Vehicle, che vede la potenza prodotta da una turbina dirottata ad alimentare eliche periferiche e permettere quindi il movimento in verticale del velivolo. La Lockheed Martin è al momento impegnata nello sviluppo del suo VTOL Advanced Recoinnaissance Insertion Organic Unmanned System (VARIOUS) per rispondere ad un altro requisito operativo delle FA americane che prevede l’utilizzo di un mezzo non pilotato, ma i cui sviluppi tecnologici potrebbero essere dirottati dalla stessa società nella competizione per l’HSVTOL. La Boeing potrebbe senza dubbio partecipare alla competizione partendo dal suo dimostratore PHANTOM SWIFT dotato di 2 ventole ventrali e di un paio di innovative ventole orientabili alle estremità alari per il controllo dell’assetto e della spinta orizzontale. Il programma più futuristico è invece quello della DARPA, il VTOL X-Plane, di cui però si hanno ancora pochi dettagli.

anteprima logo RID I “Big Sukhoi” cinesi

In passato le Forze aeree cinesi – PLAAF (People’s Liberation Army Air Force) e PLANAF (People’s Liberation Army Naval Air Force) – si sono sempre distinte per i loro grandi numeri, ma non certo per le qualità dei loro aerei da combattimento. Bisogna infatti considerare che velivoli come i J-5, J-6, J-7 erano modelli piuttosto obsoleti, spesso copie non autorizzate di aerei dell’Unione Sovietica (rispettivamente MiG-17, MiG-19, MiG-21). Qualche discreto prodotto nazionale è stato sviluppato alla fine degli anni sessanta (caccia Shenyang J-8) e una ventina di anni dopo (aereo d’attacco Xi'an JH-7), oltre al caccia leggero JF-17 in collaborazione con il Pakistan (per i dettagli su JH-7 e JF-17 vedi RID 12/19). Ma è solo negli ultimi anni che la Cina ha fatto il salto di qualità con i seguenti progetti locali: J-10, J-20 e J-31 (con i primi 2 già in produzione). Tuttavia è stato ancora un aereo russo, ovvero il Sukhoi Su-27 (FLANKER in codice NATO) che ha permesso per primo, dagli anni 1990, la modernizzazione delle forze aeree cinesi grazie ad una produzione su licenza e ad un’evoluzione su base locale. In totale stiamo parlando di oltre 600 esemplari realizzati. È quindi opportuno esaminare i “Big Sukhoi” cinesi, per quanto possibile data la nota riservatezza locale, che si sono via via evoluti con modifiche ed equipaggiamenti prodotti dall’industria nazionale. In Cina oggi la famiglia dei grossi bimotori da combattimento Sukhoi originati dal Su-27 è di certo la più importante per numero e capacità operative. Il Chengdu J-10, anch’esso ormai presente in notevole numero nell’Aeronautica Cinese, pur offrendo buone capacità, essendo più leggero (e monomotore), non può competere con i grossi Sukhoi ma piuttosto rappresentare un buon gregario. In questo Pechino ricorre anche al tipico mix High-Low (come il classico binomio F-15 e F-16), ovvero ad un caccia pesante bimotore e ad uno medio (più che leggero) monomotore. Esattamente come per F-16 ed F-15, entrambi sono equipaggiati con lo stesso propulsore. Quanto al nuovo Chengdu J-20, accreditato di notevoli capacità operative e delle qualità di una macchina di Quinta Generazione, oltre a essere al momento operativo in numero ridotto, lo vediamo come aereo più specializzato nell’intercettazione piuttosto che come un velivolo multiruolo da ampio impiego.

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