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Argomento Selezionato: Cielo
anteprima logo RID Test con drone dal gregario XQ-58A Valkyrie 

Durante il suo sesto test in volo, effettuato nell’area del poligono di Yuma, Arizona, l’UAV gregario Kratos XQ-58A VALKYRIE ha rilasciato un piccolo drone ALTIUS-600 dalla sua baia interna. L’ALTIUS-600, prodotto dall’azienda georgiana Area-I, può essere impiegato per svariate tipologie di missioni: guerra elettronica, ISR, “suicide”, ecc. Il drone - testato anche nell’ambito del programma Future Vertical Lift per il requsiti ALE (Air Launched Effects), ovvero i droni che dovranno essere lanciati dalle baie laterali apribili dell’elicottero FARA (Future Attack Reconnaissance Aicraft) – ha un peso di poco più di 12 kg ed un payload installato nel suo musetto di 2,7 kg. Il test doveva in particolare verificare il rilascio e la separazione in sicurezza del drone dalla baia del VALKYRIE.

anteprima logo RID Quali aerei da combattimento per l’USAF?

Solo pochi mesi fa gli analisti cercavano di capire cosa avrebbe comportato l'ambiziosa e costosissima strategia USA patrocinata dal Sottosegretario (USAF) Will Roper, volta non a sviluppare un nuovo caccia di 6a generazione secondo l’approccio tradizionale, bensì ad optare per un approccio “century like” (con riferimento ai velivoli da combattimento serie 100 realizzati a suo tempo negli USA), quindi per una sequenza di programmi meno ambiziosi, ma più rapidi, che avrebbe permesso di realizzare e introdurre in servizio aerei sempre allo stato dell’arte e con una vita operativa di 10-15 anni. Will Roper ha lasciato il suo ufficio con l’Amministrazione Trump, ed ecco che di “century” non si parla più. Il NGAD (Next Generation Air Dominance) rischia quindi di essere sviluppato così come accaduto per F-22 ed F-35: un super aereo da combattimento. Il che dimostra come sia bene prendere con le molle le “mode” d’oltreoceano, che spesso durano il breve spazio di una Presidenza, persino quando uno stesso Presidente ha 2 mandati. Perché i tempi necessari per cambiare davvero strategie e politiche di procurement sono molto lenti, specie in un Paese dove è presente un enorme complesso industriale-militare. Prima che un’amministrazione possa incidere davvero ci vuole tempo e tanta energia e un Congresso che supporta in pieno. Ecco però arrivare una nuova idea: l’USAF ha bisogno di un mix di capacità Hi-Lo, e quindi non può acquistare solo super-aerei come l’F-35 e il futuro NGAD, anche perché questi aerei hanno o avranno un costo operativo alto e non ha senso impiegarli in scenari e contro avversari relativamente poco sofisticati. La nuova pensata, proposta dal Capo di Stato Maggiore dell’USAF, Gen. Charles Brown, riguarda un aereo da combattimento meno avanzato, di 4,5 oppure 5a generazione, da sviluppare ed introdurre in servizio rapidamente, consentendo all’USAF di rinnovare comunque la sua linea da combattimento e magari incrementarla, senza doversi affidare completamente all’F-35 (paragonato ad una Ferrari che non si guida e non si usa tutti i giorni), spendendo meno e riducendo i tempi.

anteprima logo RID Su-34 per l’Algeria, ci siamo?

Negli ultimi giorni, diverse voci provenienti da Francia e Russia hanno riproposto l’imminente acquisto di 14 cacciabombardieri russi Su-34 FULLBACK da parte dell’Algeria. Gli aerei verrebbero consegnati entro il 2023, in 3 lotti, il primo dei quali costituito da 6 Su-34. Questi ultimi dovrebbero essere pronti entro la fine del 2021 – quindi, teoricamente, già in produzione - ed utilizzati in Russia, a partire dai primi mesi del 2022, per la formazione degli istruttori e del personale manutentivo. La presunta acquisizione, riproposta abitualmente negli ultimi 6 anni, farebbe del Paese maghrebino il primo acquirente estero dei FULLBACK. È vero che da anni – in particolare dal 2016, in seguito agli ottimi risultati ottenuti dai Su-34 nel teatro siriano – Algeri valuta il loro l’acquisto come naturali e, soprattutto, necessari sostituti dei 35 Su-24 FENCER ancora in servizio. Tali aerei rappresentano attualmente la principale piattaforma d’attacco dell’Aeronautica Algerina ma, nonostante i vari aggiornamenti anche recenti, come quello che li ha portati allo standard M2, iniziano a risentire del peso degli anni. Tuttavia, nonostante negoziati durati anni, l’acquisizione non si è mai concretizzata, soprattutto per il rifiuto algerino di accettare velivoli depotenziati nell’avionica rispetto a quelli utilizzati dai Russi. Il presunto accordo, infatti, sarebbe stato siglato sulla base di una variante “simil-standard” del FULLBACK, denominata Su-34ME, che differirebbe dalla versione russa nei sistemi di identificazione IFF e di comunicazione/trasmissione dati. Lo stesso accordo, ancora non ufficialmente confermato, parla di un’opzione per ulteriori 28 aerei necessari per la costituzione di 3 squadroni d’attacco completi, attualmente basati sui FENCER.

anteprima logo RID TYPHOON, primo uso combat dello STORM SHADOW

Il missile aria-superficie standoff land attack MBDA STORM SHADOW è stato usato per la prima volta in combattimento da un Eurofighter TYPHOON. L’arma è stata utilizzata da 2 TYPHOON della RAF contro bersagli “in cava” dello Stato Islamico nel nord dell’Iraq nell’ambito dell’Operazione SHADER). Il raid era partito dalla base cipriota di Akrotiri ed è stato effettuato in supporto di elementi del CTS (Counter Terrorism Service) iracheno (le truppe di elite di Baghdad).

anteprima logo RID Consegnato all’USAF il primo F-15EX

Ieri, 11 marzo è giunto ad Eglin il primo Boeing F-15EX dell’USAF. Il velivolo, denominato EX1 e contrassegnato con le lettere "ET" sulla coda (emblemi del 96th TW, 40th Flight Test Squadron), ha iniziato il giorno successivo (12 marzo) i primi voli di familiarizzazione. Prima dell’inizio della fase di valutazione, effettuata dalla Operational Flight Program Combined Test Force, gli equipaggi hanno infatti iniziato una serie di voli preliminari propedeutici alle prove vere e proprie. Queste ultime saranno prove combinate di sviluppo e operative, volte ad assicurare la consegna dei velivoli di serie il più rapidamente possibile.

anteprima logo RID L’USAF testa ancora la loitering GOLDEN HORDE

L’US Air Force ha annunciato di aver condotto con successo il secondo test della GOLDEN HORDE, la loitering munition autonoma attualmente in fase di sperimentazione da parte del Air Force Research Laboratory (AFRL). Il test è stato effettuato nei pressi della Holloman Air Force Base in New Mexico e ha visto il rilascio di 4 Collaborative Small Diameter Bombs (CSDB) GOLDEN HORDE da parte di un F-16D VIPER del 40th Flight Test Squadron di base a Eglin in Florida. Il Generale di Brigata Heather Pringle, Comandate del AFRL, non ha però fornito ulteriori dettagli sui risultati del test di quello che viene definito uno dei più importanti programmi in corso dell’USAF. Le CSDB del GOLDEN HORDE sono SDB modificate nel loro sistema di guida e di volo, ed inserite in un sistema definito di “collaborative networking” autonomo basato sull’intelligenza artificiale, in cui le munizioni lavorano insieme per identificare gli obiettivi e poi scegliere in maniera autonoma l’opportuna manovra di attacco “a sciame”. Le difficoltà del progetto sono di conseguenza identificate in: assicurarsi che il sistema d’arma abbia la capacità di recepire e reagire ai cambiamenti del campo di battaglia in tempo reale, e al tempo stesso, comunicare con ogni singola munizione, per assumere il miglior profilo di attacco all’obiettivo. Ancora non chiaro se l’USAF avrà intenzione di elevare il GOLDEN HORDE a sistema d’arma operativo o se quest’ultimo rimarrà il banco di prova per i test di sviluppo della tecnologia che potrà essere successivamente utilizzata su ordigni futuri.

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