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Argomento Selezionato: Cielo
anteprima logo RID THAAD degli Emirati Arabi Uniti neutralizza attacco missilistico Houthi

Lunedì scorso gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato che il sistema THAAD (Terminal High Altitude Area Defense) ha intercettato, per la prima volta, un missile balistico a medio raggio degli Houthi. Tale sistema antibalistico (che utilizza un intercettore endo/eso atmosferico) ha delle prestazioni che si collocano a metà strada tra quelle del PATRIOT PAC-3 e quelle dei sistemi Standard SM-3 dell’AEGIS. Nell’attacco sopracitato gli Houthi hanno utilizzato anche dei missili da crociera e dei droni che hanno ucciso 3 civili e ferito altre 6 persone. Le aree maggiormente interessate da tale strike sono state l’aeroporto internazionale e il terminal petrolifero di Mussafah vicino la base aerea di Al-Dhafra, che ospita forze americane e francesi. Gli EAU nel 2012 avevano ordinato 9 lanciatori THAAD, operativi dal 2015, tramite un contratto FMS (Foreign Military Sales), diventando così il primo cliente straniero del sistema statunitense. Anche l’Arabia Saudita nel 2017 ha acquistato il sistema antibalistico, prodotto da Lockheed Martin, per difendersi dagli attacchi missilistici degli Houthi, con cui ormai sono in guerra da 8 anni. Attualmente gli Stati Uniti hanno schierato tale sistema in Corea del Sud, Giappone, Guam, Israele e Romania.

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anteprima logo RID La Turchia approva la produzione in serie dell’addestratore armato HURJET

La Turchia ha avviato la produzione in serie di un primo lotto di addestratori avanzati HURJET, sviluppati dalla Turkish Aerospace. Si tratta di una decisione quantomeno strana, considerando che l’aereo – dal suo “lancio” ufficiale nel 2018 - non ha ancora mai eseguito un volo e non parrebbe esistere se non sulla carta o come simulacro. Attualmente, risulterebbe in fase di assemblaggio uno dei 2 prototipi destinati alle prove di volo che, nei programmi, dovrebbero partire verso la fine del 2022. Ad essi si aggiungeranno altri 2 prototipi riservati ai test statici. Riguardo al volo del primo velivolo di serie, invece, è stata più volte indicata la volontà di eseguirlo il 18 marzo del 2023, data estremamente importante per la Turchia perché coincide con la decisiva vittoria nella battaglia di Gallipoli contro la Royal Navy durante la prima guerra mondiale – avvenuta il 18 marzo del 1914 - senza contare che il 2023 sarà l’anno del centenario della Repubblica turca. Tornando al HURJET, secondo i programmi ufficiali il suddetto primo lotto di serie dovrebbe includere 6/7 aerei nel 2023, mentre i 2 anni successivi il rateo dovrebbe attestarsi sui 20/24 aerei l’anno. I progetti turchi prevedono lo sviluppo di una variante dedicata all’addestramento avanzato, in sostituzione degli anziani 68 T-38M e dei 12 NF-5, a cui si aggiungono gli F-5 della pattuglia acrobatica turca dell’Aeronautica turca, con configurazione in tandem degli abitacoli di allievo ed istruttore, e una versione maggiormente “combat” da attacco leggero/CAS e difesa aerea. Non è chiaro quali saranno le caratteristiche specifiche di quest’ultima configurazione. Quello che si sa è che entrambe saranno equipaggiate con un singolo motore - non è chiaro se un General Electric F404-GE-102 oppure l’Eurojet EJ200 - in grado di erogare una spinta massima pari a 17,600 libbre e garantire una velocità supersonica (Mach 1,2). L’autonomia massima dovrebbe attestarsi intorno ai 2.200 km, mentre la capacità di carico utile sarà di 6.000 libbre (poco più di 2.700 kg) trasportabili su 6 punti d’attacco, dei quali 2 posti sulle estremità alari. La struttura dovrebbe consentire l’esecuzione di manovre brevi tra +8g e -3g, con capacità di manovre maggiormente sostenuto fino a 5,5 g. Sarà dotato di comandi digitali fly-by-wire e in grado di essere rifornito in volo. Entrambe le varianti verranno sviluppate con l’obiettivo di ritagliarsi una fetta di mercato nel settore AJT/LIFT e addestratori armati puntando su un costo, teoricamente, più contenuto rispetto agli attuali leader del settore M346 e T-50. Si è parlato anche di una versione imbarcata per possibili utilizzi sulla LHD ANADOLU. Tale prospettiva, tuttavia, appare quantomeno improbabile, tenuto conto della totale impreparazione turca nella progettazione di componenti critiche per un velivolo con simili caratteristiche – vedasi, ad esempio, il carrello – nonché del futuro probabilmente segnato della nave, destinata al ruolo di portadroni.

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anteprima logo RID Consegnati i primi 6 RAFALE alla Grecia

Sono stati consegnati all’Aeronautica Greca i primi 6 caccia Dassault RAFALE. I velivoli, che sono stati presi in carico dal cliente sulla base di Tanagra, fanno parte di un pacchetto, la cui fornitura è stata formalizzata nel gennaio 2021, comprendente 18 RAFALE – 12 prelevati direttamente dalla linea dell’Aeronautica Francese e 6 di nuova costruzione – ai quali si sono aggiunti nello scorso autunno 6 ulteriori esemplari, inizialmente previsti in opzione. Ulteriori dettagli su RID 3/21.

anteprima logo RID Primi test per il prototipo del motore destinato al dimostratore del futuro caccia dello SCAF/FCAS

In Francia sono partiti i test di quello che viene ufficialmente definito un prototipo del motore destinato al futuro caccia di 6ª Generazione del sistema di combattimwnto aereo franco-tedesco-spagnolo FCAS/SCAF. Lo scorso 10 gennaio, la DGA – l’agenzia di procurement della difesa francese – ha comunicato il completamento con successo della prima prova a terra del suddetto prototipo, effettuata alla fine del 2021, evento che si inserisce nella seconda fase del programma di sviluppo tecnologico TURENNE. In base alle informazioni disponibili, il test in oggetto dovrebbe essere stato effettuato su un dimostratore – definizione che appare più corretta rispetto a quella eccessivamente “precoce” di prototipo, considerando il livello di maturità del programma – basato sul motore Snecma M88 in uso sul caccia multiruolo RAFALE. Nello specifico, potrebbe trattarsi di una variante aggiornata del propulsore, dotata di una nuova turbina sviluppata e progettata tramite l’impiego di particolari leghe metalliche, progettazione modulare digitale, simulazioni 3D e prototipizzazione tramite manifattura additiva, secondo quanto previsto dalla prima fase del suddetto programma TURENNE. Non è da escludere, inoltre, che tale versione – o parte della nuova tecnologia legata al suo design/manifattura – possa trovare posto sui RAFALE di nuova produzione, come quelli destinati agli EAU.

anteprima logo RID Il missile METEOR operativo anche sui TYPHOON spagnoli

L’Ejército del Aire spagnolo ha reso noto di aver effettuato la sua prima missione con un velivolo TYPHOON armato con il missile aria-aria a lungo raggio MBDA METEOR, dimostrando di aver aggiunto una significativa capacità alla sua flotta aerea. Il velivolo, appartenente allo squadrone “Ala 14” della base aerea di Los Llanos ad Albacete, è uno degli Eurofighter che ha ricevuto il pacchetto di aggiornamento P2Eb che include miglioramenti nella gestione dei dati dei sistemi d’arma, e della loro interfaccia uomo-macchina, con i pod di designazione laser e con i sensori infrarossi. Il METEOR è capace di ingaggiare bersagli ben oltre l’orizzonte (tra i 20 e le 80 miglia nautiche), operare ad una quota operativa tra i 500 e i 40.000 piedi, mantenendo una velocità di Mach 4. A tali prestazioni si aggiunge l’elevata capacità ECCM (Eletronic Counter-Counter Measures), una minima traccia di scia, la disponibilità di un data link bidirezionale e la capacità di operare in ogni condizione di tempo. Secondo quanto noto, la Spagna ha acquisito circa 100 esemplari del prodotto della MBDA, risultato di un programma di sviluppo congiunto tra Germania, Regno Unito, Francia, Svezia e Italia.

anteprima logo RID Ai nastri di partenza la gara per il nuovo elicottero medio delle Forze Armate britanniche

Sta per entrare nel vivo il programma per il nuovo elicottero medio per le Forze Armate britanniche. Il Ministro Jeremy Quin, responsabile del procurement della Difesa, in una risposta scritta ad un’interpellanza parlamentare, ha rivelato che la gara si aprirà formalmente in febbraio, con l’obiettivo di concludere la selezione nel tardo 2023. Il New Medium Helicopter andrà a rimpiazzare 4 flotte attualmente in servizio, la più importante delle quali è composta da 23 elicotteri PUMA HC2 impiegati dagli Squadron RAF 33 e 230 della base di Benson. Il nuovo elicottero medio rimpiazzerà anche le residue “mini-flotte” Bell 212, Bell 412 GRIFFIN e DAUPHIN. Una manciata di Bell 212 sono impiegati dal 667 Squadron dell’Army Air Corps in Brunei a sostegno della guarnigione e della scuola di guerra in giungla; 3 GRIFFIN sono assegnati all’84 Squadron RAF di stanza ad Akrotiri, Cipro; mentre 8 DAUPHIN sono impiegati dal 658 Squadron Army Air Corps in supporto alle Forze Speciali per le operazioni urbane. Sul finire del 2021, il Joint Helicopter Command (comando interforze a 2 stelle, guidato dall’Esercito, che armonizza e mette a fattor comune le flotte elicotteri trasporto truppe) ha formulato un piano per rimuovere dal servizio i residui 212 entro settembre 2022 e i 412 entro aprile 2023. Al loro posto verrebbero temporaneamente dispiegati elicotteri PUMA HC2 in attesa delle nuove macchine. Il requisito per il nuovo elicottero medio è per un numero di macchine da determinare fra 36 e 44, con il budget disponibile che sarà fattore cruciale. I principali candidati sono l’AW-149 di Leonardo, che appare il grande favorito, e l’H-175M di Airbus: entrambe le aziende hanno promesso di assemblare gli elicotteri nel Regno Unito se vittoriosi, e di continuare la produzione nel Paese anche in seguito, per ordini export successivi. Leonardo aprirebbe una seconda linea di produzione dell’AW-149 nel suo stabilimento di Yeovil, già responsabile per AW-159 e AW-101, in aggiunta a quella italiana di Vergiate. Airbus promette di usare il suo stabilimento di Broughton, in Galles. Il terzo contendente è Lockheed Martin che offre il suo BLACK HAWK, ma con produzione in Polonia. Anche se dal punto di vista industriale quest’offerta è chiaramente la meno attraente, non bisogna sottovalutare la possibilità che sia vantaggiosa dal punto di vista dei costi e il fatto che il British Army notoriamente apprezza il BLACK HAWK e a più riprese negli anni ha spinto per acquisirlo.

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