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anteprima logo RID Via ai nuovi SSBN francesi

Il 19 febbraio, il Ministro delle Forze Armate francese, Florence Parly, ha il ufficialmente lanciato la fase di sviluppo del programma SNLE 3G (Sous-Marin Nucléaire Lanceur d'Engins 3eme Génération) che prevede la costruzione di 4 sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare (SSBN) di terza generazione. L'evento ha avuto luogo presso il centro di test di idrodinamica della Direzione Generale degli Armamenti (DGA Techniques Hydrodynamiques) situato a Val-de-Reuil, in Normandia. Per l’occasione è stato mostrato un modellino idrodinamico rappresentativo del futuro battello. La LPM 2019-2025 prevede la sostituzione dei 4 SSBN della classe LE TRIOMPHANT con 4 nuovi SSBN a partire dal 2035. Il numero di 4 è ritenuto il minimo per garantire la continuità della capacità di deterrenza in mare della Francia con un battello in pattugliamento ed un altro sempre a disposizione. Il primo contratto, che sarà assegnato entro fine 2021, copre gli studi di sviluppo fino alla fine del 2025, la realizzazione dei primi elementi dello scafo e del locale caldaia del primo SNLE 3G, così come l'adeguamento dei mezzi di produzione industriale di Naval Group per il programma. Il taglio della prima lamiera è atteso per il 2023, e l'operatività del primo esemplare nel 2035. Gli altri battelli seguiranno al ritmo di uno ogni 5 anni. Gli SNLE 3G rimarranno in servizio per circa 40 anni, dunque l’ultimo battello consegnato (2050) dovrebbe essere ritirato dal servizio nel 2090. In linea di massima, ci sia attende un sottomarino della classe delle 15.000 t, dunque leggermente più grande e più lungo degli attuali LE TRIOMPHANT ma con equipaggio meno numeroso (10-15 uomini in meno). Come i predecessori, il nuovo SSBN sarà capace di trasportare 16 missili balistici intercontinentali (IRBM) M-51 - nella versione più aggiornata M-51.4 – oltreché siluri pesanti F-21 ed altre armi in servizio con la Marine Nationale.

anteprima logo RID Israele e USA annunciano l’avvio del ARROW 4

Il Ministro della Difesa Israeliano ha annunciato che Israele e USA hanno avviato lo sviluppo del sistema missilistico ARROW 4. 

anteprima logo RID TROPHY sui LEOPARD 2 tedeschi

Rafael ha annunciato che la Germania ha deciso di dotare i suoi LEOPARD 2 con il sistema di protezione TROPHY. A seguito della decisione, presa dal BAAINBw e approvata dal Bundestag tedesco, Rafael si è aggiudicato un contratto per la fornitura di un lotto iniziale di sistemi TROPHY, che comprende un contratto con Krauss-Maffei Wegmann (KMW), design authority dell’MBT LEOPARD 2, e che prevedeva la fornitura di una serie di sistemi APS (Active Protection System), di “intercettori” e di ricambi, nonché formazione operativa e tecnica. I sistemi APS verranno consegnati nei prossimi anni. Si prevede che in futuro la Germania acquisterà ulteriori TROPHY per equipaggiare i propri carri LEOPARD 2.

anteprima logo RID Airbus sviluppa un sistema di lancio di UAV per l'A400M

Airbus ha sviluppato un sistema di lancio per velivoli a pilotaggio remoto (UAV) per l’aereo da trasporto A400M.

anteprima logo RID Un’analisi sull'uccisione dell’ambasciatore italiano in Congo RD

L’uccisione dell’Ambasciatore italiano Luca Attanasio, assieme al Carabiniere di sorta, Vittorio Iacovacci, e l’autista porta drammaticamente all’attenzione anche in Italia la situazione nella regione orientale del Congo RD. L’attacco, mentre l'ambasciatore viaggiava in un convoglio della missione ONU MONUSCO nel Paese, è avvenuto a Kanyamahoro, ad alcune decine di chilometri da Goma, capitale del North Kivu, al confine con il Ruanda. Si tratta di una delle aree più pericolose del pianeta dove operano milizie a base etno-tribale e criminale di ogni genere, e dove si sovrappongono interessi diversi, ma tutti ricondicibili alla ricchezza di un sottosuolo che nasconde oro, coltan, pietre preziose, ecc. A ciò bisogna aggiungere i traffici ed i contrabbandi legati al parco nazionale del Virunga, famoso in tutto il mondo per la presenza dei gorilla di montagna, che si estende per quasi 8000 km² proprio in questa regione. Non a caso i Ranger del parco, un piccolo esercito di quasi 1.000 unità, sono spesso bersaglio di attacchi e agguati. Quest’area è stata teatro di uno dei più feroci, atroci e violenti conflitti dopo la Seconda Guerra Mondiale, un conflitto che ha coinvolto più stati africani – tanto da essere etichettato anche come guerra mondiale d’Africa – e che è stato originato dal genocidio in Ruanda della primavera del 1994 e dalla fuga in Congo RD dei miliziani e di tutto quel pezzo di stato ruandese hutu protagonista della mattanza ai danni dei Tutsi. Dopo di allora, il Fronte Patriottico Ruandese (tutsi), che pose fine al regime hutu e che dal 1994 detiene ininterrottamente il potere a Kigali con Paul Kagame - prima Vicepresidente e poi, dal 2000, Presidente - non ha mai rinunciato al disegno di controllare la regione nordorientale del Congo RD interferendo nelle sue vicende interne a più riprese. In pratica le grandi guerre provocate dal genocidio del 2004 non sono mai del tutto finite ed i loro effetti si fanno sentire in diverse forme ancora oggi. Ed ecco che nella regione operano oltre che milizie a base territoriale di ogni genere e risma (ma tutte accomunate dalla sistematica violazione di ogni genere di diritto umano e dall’uso come strumenti “operativi”di maceti, stupri, schiavizzazioni, sodomizzazioni di bambini e così via), gruppi di etnia tutsi, spalleggiati dal Ruanda e da Kagame, ma anche le famigerate FDLR (Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda) che raggruppano ciò che resta dei “genocidari” del ‘94. Le FDLR hanno perso molta della loro influenza negli ultimi tempi, ma mantengono una certa capacità operativa anche grazie al supporto del regime militare (hutu) di Évariste Ndayishimiye nel vicino Burundi (un altro modello in quanto a rispetto dei diritti umani...). Insomma, Hutu e Tutsi continuano ancora a combattersi. Ma un’altra realtà influente nella regione è rappresentata dalle ADF (Alleanza delle Forze Democratiche), un gruppo islamico in lotta contro l’Uganda del Presidentissimo Museveni che di recente ha intensificato i propri contatti con la galassia jihadista: una vicinanza che si è tradotta nel 2019 in un’affiliazione allo Stato Islamico di una parte dei suoi miliziani e nella nascita della Provincia dello Stato Islamico in Africa Centrale, SIAC. Quest’ultima organizzazione ha contatti pure con Ansar al-Sunna, protagonista e causa della recente stagione di instabilità nella provincia di Cabo Delgado, nel Nord Mozambico, uno dei fronti del Jihad in Africa attualmente più caldi (assieme a quello sahelita). Non è da escludere, dunque, che il SIAC abbia deciso di alzare il tiro e colpire un bersaglio ad alto valore – come, appunto, un convoglio della MONUSCO - per accreditarsi ulteriormente sul piano internazionale. Ma nulla, a queste latitudini, può essere escluso a priori.

anteprima logo RID Un nuovo caccia per rimpiazzare l’F-16

L’USAF ha lanciato uno studio che dovrà stabilire entro il 2023 la composizione futura della linea caccia ed in tale ambito sta prendendo in considerazione l’idea di sviluppare un nuovo caccia per rimpiazzare la sua flotta di F-16 FIGHTING FALCON. In particolare, l’USAF vorrebbe un velivolo di nuovo disegno, di quarta generazione e mezzo, o di quinta “minus”, con un sistema di missione aperto e realizzato ricorrendo in modo massiccio alla progettazione digitale. L’obbiettivo, difatti, è contenere i costi di progetto e riorientare la linea dei caccia tattici su un mix cosiddetto “hi-low” consolidando ed approfondendo una tendenza inaugurata con l'acquisizione dell’F-15 EX. Al momento, gli F-16 dovrebbero essere rimpiazzati dall’F-35A di cui è previsto il procurement di un totale di 1.763 esemplari, tuttavia già da un po' di tempo circola l’indiscrezione che l’USAF potrebbe ridurre i propri ordinativi di F-35A a 1.050 esemplari.