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Argomento Selezionato: Cielo
anteprima logo RID LITENING e RECCELITE sul 346FA

RAFAEL ha annunciato l'integrazione dei pod di targeting e da ricognizione LITENING-5 e RECCELITE sul velivolo d'attacco leggero Leonardo M-346FA. Grazie all'integrazione con il pod di targeting multispetrale LITENING-5, il velivolo disporrà di capacità stand-off di designazione bersagli. Il pod Rafael LITENING-5, impiegato da 27 aeronautiche e integrato su 25 differenti piattaforme, è dotato di telecamere IR (FLIR + SWIR) per la visione notturna e camere TV ad alta definizione (HD) per la visione diurna. Il LITENING-5 permette di impiegare un'ampia gamma di armi intelligenti aria-superficie: a guida laser, a guida GPS e EO/IR. In più, con il sistema ISR (Intelligence, Surveillance e Reconnaissance) RECCELITE, l'M-346FA sarà in grado di eseguire la ricerca del bersaglio, utilizzando forme di intelligenza artificiale avanzata, di effettuare l'ATR (Automatic Target Recognition) e, presso la stazione di terra, l'ulteriore interpretazione dei dati per la chiusura del loop sensor-to-shooter. Gli apparati equipaggeranno gli esemplari di M-346 FA dedicati al cliente di lancio non reso noto da Leonardo. Ulteriori dettagli su RID 6/2020.

anteprima logo RID Un nuovo AESA per caccia da Saab

Lo scorso 8 aprile la Saab ha effettuato il primo test di volo del nuovo radar AESA in banda X destinato, principalmente, alla flotta di JAS-39C/D GRIPEN.

anteprima logo RID Gli UAV nei nuovi scenari operativi

Con l’evoluzione degli scenari in senso sempre più ibrido e convenzionale, il ruolo ed i compiti degli UAV (Unmanned Aerial Veihicle) sono destinati ad ampliarsi. Già oggi in ogni conflitto – dalla Libia, allo Yemen, passando per la Siria – UAV e droni di tutti i tipi sono ampiamente utilizzati per una molteplicità di ruoli, e non solo per il “classico” compito ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance). Gli UAV, infatti, nascono principalmente per svolgere compiti di ricognizione e sorveglianza, ma pian piano sono stati utilizzati sempre più per compiti d’attacco, anche perché l’UAV armato garantisce una straordinaria flessibilità operativa potendo scoprire con i propri sensori un target e neutralizzarlo immediatamente senza aspettare un intervento esterno che potrebbe dar modo allo stesso target di venire meno. In questo, l’esempio dell’MQ-1 PREDATOR è lampante. Nato come piattaforma ISR pura, è stato poi trasformato in piattaforma per la ricognizione armata fino ad evolvere nel più prestante MQ-9 REAPER, un vero e proprio ricognitore unmanned di teatro porta-bombe. Oggi sono sempre più numerosi i modelli di UAV tipo MALE (Medium Altitude Long Endurance) armati, ma stanno crescendo pure i numeri di UAV di categorie inferiori, come quella tattica o sub-tattica, armati. Non solo, ma come ha dimostrato soprattutto il conflitto siriano, dove i Russi in questo hanno messo in campo eccellenti capacità, l’UAV si caratterizza pure come uno strumento ideale per il controllo ed il coordinamento del fuoco dell’artiglieria. Ma non dimentichiamo neppure i compiti di guerra elettronica, la scorta ad assetti aeroportati pregiati, ma sempre più vulnerabili, come aerorifornitori o AWACS, per esempio, e così via. Insomma, un vero e proprio moltiplicatore di forza che sta seguendo diverse tendenze di sviluppo, ma tutte quante riconducibili in qualche misura a scenari operativi che si collocano in un continuum dove il polo “basso” è rappresentato dall’ibrido ed il polo “alto” dal convenzionale (“near peer” o “peer”). La prima tendenza è quella dello sviluppo di UAV, o meglio, di droni gregari spendibili/attritable e/o di remote carrier, ovvero di piattaforme a basso costo, dunque non necessariamente recuperabili al termine della missione, che devono fare diversi compiti in numeri significativi. La seconda tendenza riguarda invece l’evoluzione nel design e nei sistemi degli UAV in quanto tali, ovvero di macchine chiamate sempre di più ad operare in scenari a maggiore contrasto militare, e dove la sopravvivenza, per un UAV “non a perdere”, diventa un requisito fondamentale. In questa sede ci occuperemo di questa seconda tendenza, soffermandoci anche su ciò che si sta facendo in questo campo negli USA ed in Europa, lasciando invece droni e gregari ad un approfondimento successivo.

anteprima logo RID Prima missione combat per i REAPER dei Marines

I Marines hanno reso noto che, lo scorso 20 marzo, piloti ed operatori del Marine Unmanned Aerial Vehicle Squadron 1 (VMU-1) ‘Watchdogs' di stanza a Yuma hanno eseguito la prima missione operativa di un UCAV MQ-9A REAPER nel teatro mediorientale. Nello specifico, il velivolo utilizzato era uno dei 2 messi a disposizione degli USMC dalla General Atomics – di cui manteneva le anonime insegne di fabbrica - al fine di valutarne le prestazioni in teatro, dopo oltre 7.000 ore di volo di test generali, partiti nel settembre del 2018 ed effettuati sempre su apparecchi di proprietà e gestione della General Atomics. Durante la missione in oggetto, il REAPER ha fornito supporto avanzato ad un distaccamento operativo di Marines in un luogo imprecisato (probabilmente nell’area di Helmand in Afghanistan). Va ricordato che nel 2018 i Marines hanno deciso dotarsi di una componente di REAPER autonoma, ampliando le proprie capacità ISR, attualmente basate su droni catapultabili e di minori dimensioni e prestazioni RQ-21 BLACKJACK, che hanno rimpiazzato gli RQ-7 SHADOW nel 2018, ed ISR. La decisione va letta anche come volontà, da parte degli USMC, di acquisire esperienza diretta nell’utilizzo di apparecchi a pilotaggio remoto di maggior dimensioni e capacità ad elevate altitudini, componente fondamentale nelle operazioni marittime distribuite. Peraltro, l’acquisizione dei REAPER servirà come testbed in attesa dell’avvio del programma Marine Air Ground Task Force Unmanned Aircraft System Expeditionary (comunemente chiamato MUX e strettamente legato al concetto di DMO, Distributed Maritime Operations). Per quanto concerne la formazione, dal giugno del 2018 un numero imprecisato di piloti ed operatori del Corpo ha partecipato a corsi di formazione dell’USAF per ottenere l’abilitazione all’utilizzo dei droni appartenenti, secondo la classificazione del Pentagono, al “Gruppo 5” (vale a dire velivoli con peso massimo al decollo di 1.320 libbre), che includono RQ-4 GLOBAL HAWK, MQ-9C TRITON e, appunto, MQ-9 REAPER. Inoltre, per finanziare l’acquisizione di REAPER destinati agli USMC, negli ultimi 2 bilanci del Pentagono (2020/2021) erano stati previsti stanziamenti – il primo dei quali di 77 milioni di dollari per l’anno fiscale e 2020, scesi poi a 53,1 - per l’acquisto di 2 lotti da 3 MQ-9A Block 5 nel biennio 20/21. Tuttavia, la citata diminuzione dei fondi consentirà l’acquisto di soli 2 apparecchi per l’anno in corso, mentre i 3 inizialmente previsti per il 2021 sono stati cancellati dall’ultima richiesta di budget presentata lo scorso febbraio.

anteprima logo RID Germania, sì a 93 nuovi Eurofighter TYPHOON

Secondo l’agenzia AFP, il Ministro della Difesa tedesco  Annegret Kramp-Karrenbauer ha confermato l’intenzione del Governo tedesco di ordinare 93 nuovi caccia Eurofighter TYPHOON, in aggiunta a 30 F/A-18EF SUPER HORNET ed a 15 E/A-18G GROWLER. In particolare, 55 TYPHOON ed i 30 SUPER HORRNET verranno acquistati per rimpiazzare la flotta di cacciabombardieri TORNADO IDS, mentre gli altri 38 TYPHOON sostituiranno i 33 TYPHOON T1 attualmente in servizio (progetto QUADRIGA). I 15 GROWLER, invece, rimpiazzeranno i TORNADO ECR. Si tratta di un progetto molto ambizioso, che compenserebbe in larga parte Airbus e l’industria aerospaziale europea, con importanti ricadute anche sul comparto Italiano – a cominciare da Leonardo, ma senza dimenticare Elettronica, Aerea, Avio Aero, MBDA Italia, ecc. - ma sulla cui fattibilità nei numeri indicati pesa la necessità di garantire adeguati finanziamenti anche al programma FCAS/SCAF, soprattutto alla luce del fatto che la Germania, così come la Francia, dovrà fare nel settore dei caccia tattici da combattimento un salto di un’intera generazione, dalla quarta alla sesta, non avendo acquistato l’F-35. Alla fine, pertanto, la scelta più logica per Berlino sarebbe stata acquistare un piccolo numero di F-35 al posto dei SUPER HORNET – per il compito dello strike nucleare con la bomba a caduta B-61/12 - e gli Eurofighter per le altre esigenze, guerra elettronica compresa, con la variante Eurofighter ECR proposta da Airbus.

anteprima logo RID SUPER HORNET Germania, ci siamo?

Le voci si rincorrono sempre di più. L’ultima è stata rilanciata dal Der Spiegel secondo il quale la Difesa tedesca avrebbe ufficialmente comunicato agli Stati Uniti la decisione di acquistare 45 caccia multiruolo F/A-18E/F per rimpiazzare i cacciabombardieri TORNADO. Il pacchetto, come da tempo riporto anche su Portale Difesa e RID, sarebbe di 15 15 EA-18G GROWLER per la guerra elettronica e 30 SUPER HORNET per i compiti di strike nucleare con la bomba a caduta B-61/12.