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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID Sospesa la gara per le nuove navi logistiche inglesi

La gara per selezionare il costruttore delle 2 (più una in opzione) nuove grandi navi rifornitrici di carichi “solidi” della Royal Fleet Auxiliary è stata sospesa. Per questo progetto, la Royal Navy sperava in un via libera entro dicembre 2019 per andare a contratto nel marzo 2020, così da avere le nuove unità a partire dalla metà circa della prossima decade, ma ora dei ritardi sembrano inevitabili. La ragione della cancellazione della gara è stata indicata nel fatto che nessuna delle offerte rispettava i tetti di costo, ma la vera ragione, si sospetta, è l’intenzione di fare di questo progetto una nuova impresa nazionale. Queste unità, destinate a rimpiazzare le attuali FORT VICTORIA, FORT AUSTIN e FORT ROSALIE, potrebbero dislocare fino a 40.000 t. Fra i concorrenti, oltre ad un raggruppamento di imprese britanniche in figurano, tra le altre, anche BAE Systems, Backok e Rolls Royce, c’erano anche Fincantieri, Navantia, Daewoo e la Japan Marine United Corporation. Mentre le unità “combattenti” sono sempre e solo costruite in Patria, il Governo britannico ha finora insistito a trattare le unità di supporto come navi non-militari, aperte dunque alla competizione internazionale. Le già citate TIDE sono state infatti costruite in Corea del Sud e soltanto equipaggiate nel Regno Unito, nel cantiere di Falmouth. Il futuro del programma passa a questo punto attraverso le elezioni politiche del 12 dicembre. Nel frattempo, Navantia ha concluso un accordo di collaborazione, annunciato il 21 novembre, con InfraStrata, azienda londinese del settore energetico che ha da poco rilevato lo storico cantiere navale Harland & Wolff di Belfast. Nei mesi scorsi fonti di stampa britannica avevano indicato che il MOD era favorevole ad accettare l’offerta dell’azienda spagnola, che è basata su un design dalla britannica BMT derivato dalle classe TIDE già in servizio: queste ultime sono state come anticipato costruite, su design BMT, in Corea del Sud da Daewoo. Navantia, assicurandosi l’accesso al cantiere di Belfast, è ora in grado di offrire la costruzione in loco delle unità, fattore che potrebbe risultare decisivo.   

anteprima logo RID Project 22160, le più recenti corvette russe classe VASILY BYKOV

Nell’ambito delle maggiori Marine, quella Russa è certamente una delle più interessate nei confronti delle unità leggere classificabili come corvette. A partire dalle realizzazioni risalenti agli anni ’60, ricorderemo le classi PETYA, GRISHA, PAUK, TARANTUL,NANUCHKA, fino ad arrivare alle BUYAN (vedi RID 8/2017 pagg. 36-42), alle KARAKURT (vedi RID 12/18 pagg. 82-86) e alle STEREGUSHCHY (vedi RID 5/19 pagg. 50-61). Recentemente alle ultime 3 classi se ne è aggiunta una quarta, designata Project 22160 e destinata essenzialmente alla Flotta del Mar Nero, il cui primo esemplare, battezzato VASILY BYKOV (numero identificativo 368), è stato consegnato il 20 dicembre 2018 mentre il secondo, battezzato DMITRIY ROGACHEV (numero identificativo 375), ha fatto seguito l’11 giugno 2019.

anteprima logo RID OCEAN 2020, svolta la prima dimostrazione

Si è svolta tra il 20 e il 21 novembre nel Golfo di Taranto la prima dimostrazione in mare del progetto europeo OCEAN 2020. Il progetto è guidato da Leonardo - alla testa un team di 42 partner di 15 Paesi europei, comprese industrie, enti di ricerca e i Ministeri della Difesa italiano, di Grecia, Spagna, Portogallo e Lituania – è il più importante tra quelli finanziati dall’UE nell’ambito della PADR ( Preparatory Action on Defence Research), ovvero la fase “ricerca militare” del Fondo Europeo per la Difesa. Nella dimostrazione, coordinata dalla Marina Militare, sono stati impiegati 6 navi, 9 velivoli a pilotaggio remoto, 5 satelliti 2 reti di comunicazione a terra, 4 centri nazionali di coordinamento (Maritime Operation Centers – MOC) ed un prototipo di centro di comando (EU MOC) installato a Bruxelles. Lo scenario prevedeva l’interdizione di un natante ostile e l’intercettazione di una nave posamine nemica durante una operazione anfibia, con 2 obbiettivi di fondo:_ valutare l’impiego e l’integrazione dei velivoli unmanned – tra i quali l’SW-4 SOLO e L’AWHERO di Leonardo - in operazioni di sorveglianza marittima e l’interoperabilità degli assetti e delle comunicazioni a livello europeo. Approfondimenti e dettagli su RID 1/20.

anteprima logo RID PRINCE OF WALES, pronta per la consegna

Il 16 novembre scorso, la seconda portaerei classe QUEEN ELIZABETH, HMS PRINCE OF WALES, ha fatto per la prima volta il suo ingresso nel porto di Portsmouth che sarà la base di entrambe le unità. Questo storico momento è giunto alla fine di un primo periodo di prove in mare concluse in anticipo e con pieno successo. La sorella, HMS QUEEN ELIZABETH, era nel frattempo in sosta a Norfolk, in Virginia, durante il dispiegamento WESTLANT 19 che l’ha vista impegnata in un intenso ciclo di prove con i suoi elicotteri e l’imbarco di F-35B britannici e dell’USMC. HMS PRINCE OF WALES al momento issa ancora la bandiera blu “Government Service Ensign” in quanto ancora formalmente di proprietà del costruttore. Diventerà a tutti gli effetti una nave della Royal Navy con una cerimonia programmata per il 10 dicembre, nel giorno del 78° anniversario dell’affondamento, da parte di aerei giapponesi, dell’omonima corazzata classe KING GEORGE V. L’approntamento dell’unità proseguirà a Portsmouth prima di ulteriori prove a febbraio 2020, seguite da un primo imbarco di F-35B nel 2021, nello stesso anno del primo dispiegamento operativo della sorella.

anteprima logo RID Firmato il contratto per le Type 31E

La Royal Navy si è assicurata la firma dell’importante contratto con il team Babcock – OMT per la costruzione di 5 fregate Type 31E. Il team Babcock, con il design ARROWHEAD 140 derivato dalle unità AAW danesi della classe IVER HUITFELDT, era stato scelto in settembre battendo la concorrenza del team BAE Systems – Cammell Laird, con il design LEANDER e del binomio Atlas Elektronik UK - ThyssenKrupp Marine con un design su base MEKO A-200. La rapida conclusione di un contratto definitivo era indispensabile per la Marina che ha bisogno di queste navi a partire già dal 2023 per sostituire le prime Type 23 a lasciare il servizio attivo. L’annuncio di elezioni anticipate il 12 dicembre, che ha comportato lo scioglimento dell’attuale Parlamento il 6 novembre scorso, ha fatto scattare il cosiddetto periodo di “purdah” che impedisce al Governo uscente di annunciare grandi contratti ed investimenti che possano avere un impatto elettorale. Per la Royal Navy c’erano quindi forti paure per ritardi nelle procedure, ma pur senza fanfara il progetto si è assicurato il via libera. Il contratto, del valore di 1,25 miliardi di sterline, richiede che le 5 navi, da quasi 140 m e oltre 5.700 t, vengano costruite per un costo unitario medio di 250 milioni di sterline, a cui si aggiungerà una cifra, tuttora non rivelata, costituita da materiale fornito direttamente dal Governo britannico, che includerà sistemi, armi e contromisure trasferiti dalle Type 23 pensionate. Le nuove unità sembra introdurranno comunque un importante numero di nuovi sistemi, fra cui il radar AESA NS100 di Thales e il Combat Management System, che sarà il TACTICOS Baseline 2 della stessa azienda. Nuove anche le artiglierie, che al momento pare includeranno un BAE-Bofors MK110 da 57 mm e 2 mitragliere da 40 mm. Rispettare l’ambizioso obiettivo in termini di costi sarà la sfida principale per il team vincente e la Marina. Il team Babcock – OMT ha buone possibilità di successo in virtù del fatto che le 3 IVER HUITFELDT da cui discende il design sono costate alla Danimarca soltanto 940 milioni di dollari, più 209 milioni in equipaggiamento di ri-uso fornito dal governo danese. Al cambio del 2010, 940 milioni di dollari erano circa 656 milioni di euro. L’esatta modalità di costruzione è ancora da definire, in quanto una delle promesse del programma Type 31E era di costruire le navi in blocchi in diversi cantieri, così da supportare al massimo il settore. Il cantiere di Birkenhead, di proprietà Cammell Laird, potrebbe finire con il cambiare team e costruire parti delle ARROWHEAD 140, mentre la Harland & Wolff di Belfast è stata appena rilevata dalla londinese InfraStrata, industria del settore energetico che intende concentrarsi appieno sul suo core business. Il cantiere Ferguson Marine di Port Glasgow, sul Clyde, è stato appena nazionalizzato dal Governo scozzese a causa di difficoltà economiche, mentre Appledore, nel Devon, dovrebbe salvarsi in extremis dopo che Babcock ha abbandonato il sito sul finire del 2018, con discussioni in corso con diversi acquirenti interessati. Difficile dire al momento se possano rientrare nel progetto Type 31E. Ferguson Marine era inizialmente parte del team Babcock, ma la sua condizione ora è da riconsiderare. Babcock intende comunque costruire una nuova struttura coperta nel cantiere di Rosyth, che sarà in grado di assemblare 2 Type 31 contemporaneamente. I blocchi potrebbero anche finire per essere costruiti localmente.

anteprima logo RID Tre nuovi pattugliatori per il Senegal

Il Senegal ha acquistato dalla Francia 3 nuovi pattugliatori lanciamissili denominati OPV-58. Le navi, prodotte dalla joint venture Kership – 45% Naval Group e 55% Piriou – hanno una lunghezza di 62,2 m, una larghezza di 9,5 m, una velocità massima di 21 nodi, con un’autonomia di 4.500 miglia a 12 nodi, ed un equipaggio di 24 membri (con la possibilità di ospitare a bordo fino a 48 persone). L’armamento è composto da una coppia di lanciatori binati per missili antinave leggeri MBDA MARTE MKN/N, un cannone Leonardo da 76 mm SUPER RAPIDO con scudo stealth ed un affusto MBDA SIMBAD RC con lanciatore binato per missili sup-aria a corto raggio MISTRAL. Le unità verranno prodotte nei cantieri Piriou in Bretagna, ma la manutenzione e il supporto verranno assicurati a Dakar dove Piriou dal 2017 ha una partnership con la società Ngom & Frères.

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