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Notizie a cura di RIDlogo RID
anteprima logo RID Una nuova arma non letale arriva in Italia: il BOLAWRAP

La Polizia Locale di Genova sarà la prima in Italia a sperimentare il BOLAWRAP, una nuova arma non-letale, definita “dispositivo di contenimento da remoto”. BOLAWRAP consiste di un lanciatore di dimensioni compatte, poco più grandi di uno smartphone, che, con l’ausilio di una cartuccia a salve calibro .308, scaglia un cavetto in Kevlar lungo 2,3 m estremamente resistente dotato alle estremità di 2 ancorette. Il cavetto viene espulso con un ampio angolo, ad una velocità di circa 150 m/sec, che scende a 82 m/sec alla distanza di 3 m. Quando il cavetto entra in contatto con le gambe o il tronco del soggetto le ancorette, a causa dell’energia d’inerzia, tendono ad avvolgersi immediatamente intorno al soggetto stesso, ruotando 2 o 3 volte, e una volta a contatto col vestiario, si agganciano rendendo difficile/impossibile ogni tentativo di fuga. Il BOLAWRAP, soprannominato da qualcuno “il Taser gentile”, è attualmente in servizio in 55 diversi Paesi, mentre negli Stati Uniti è adottataoda 450 forze di polizia. Il sistema funziona tra 3 e 8 metri, ed un laser verde associato all’arma consente di mirare al tronco o alle gambe. La sperimentazione di Genova inizia a breve, con armi assegnate al Reparto Sicurezza Urbana e al Pronto Intervento, impiegando personale appositamente addestrato dall’azienda statunitense che lo costruisce. Alla presentazione hanno anche assistito rappresentanti dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, dell’Esercito e della Marina Militare (Gruppo Operativo Incursori), oltre ad un membro della Sicurezza Vaticana, ente che, è bene ricordarlo, ha acquisito il TASER diversi anni prima delle Forze di Polizia italiane, e senza alcuna polemica. Rispetto al TASER e ad altre armi non-letali, BOLAWRAP offre il vantaggio di non causare dolore o potenziali rischi di salute, pur necessitando di una distanza minima dal soggetto di almeno 3 m.

anteprima logo RID La Difesa conferma l’acquisto di 90 F-35

Per la prima volta la Difesa conferma, in un documento pubblico ufficiale, l'acquisizione di 90 F-35 per le Forze Armate italiane. Nel DPP 2021 viene, difatti, ufficializzato l’avvio della Fase 2B che prevede l'acquisizione di 35 velivoli – che, aggiungendosi, ai 28 della Fase 1 ed ai 27 della Fase 2A, porta il totale, appunto, a 90 esemplari – ad un costo complessivo fino al 2031 di 7 miliardi di euro. Tutti i dettagli su RID 10/21.

anteprima logo RID Inizio lavori per la prima corvetta ADA turca destinata all’Ucraina

Il 7 settembre è stata impostata la prima di 2 corvette stealth derivate dal progetto turco ADA/MILGEM ordinate dall’Ucraina. L’unità, la cui lavorazione è iniziata ad aprile nei cantieri turchi RKM Marine, dovrebbe essere consegnata all’Ucraina nel 2023 per completare l’allestimento presso il polo nazionale STM Okean di Mykolaiv, con operatività prevista nel 2024, benché sui tempi ci siano ancora margini di incertezza, così come per il numero finale di unità. L’accordo di cooperazione firmato nel 2020 da Turchia e Ucraina, e che riguarda anche altri sistemi d’arma (come UAV TB-2 BAYRAKTAR da luglio in consegna alla Marina Ucraina), comprendeva infatti un pacchetto di 4 corvette derivate dalle ADA, 3 delle quali interamente da realizzare a Mykolaiv. Nelle settimane scorse tuttavia funzionari della Difesa ucraina e fonti stampa hanno lasciato trapelare che il contratto – del valore stimato in 200 milioni di euro, variabile a seconda della configurazione finale del sistema di combattimento – riguarda per ora solo 2 unità lunghe quasi 100 m, e con una velocità di 29 nodi. Le unità dovrebbero essere equipaggiate con missile antinave (HARPOON, dato come prescelto, NMS o ATMAKA della Roketsan), un modulo VLS, assente sinora dai rendering, per VL-MICA sup/aria, cannone SR da 76/62 mm di Leonardo, CIWS MILLENNIUM da 35 mm Rheinmetall-Oerlikon e un impianto binato remotizzato da 12,7 mm Aselsan STAMP, associati a radar 3D e sofisticati apparati di tiro e contromisure. La difesa antisom è affidata a 2 impianti binati per siluri MU-90, sonar a scafo ed elicottero con hangar e ponte di volo impiegabili anche da UAV. Configurazioni non completamente congelate, come accennato, al pari del numero finale di navi, anche a seconda della disponibilità economiche di un paese ancora in difficoltà e col conflitto nel Donbass filo-russo in corso. Le nuove unità dovranno infatti modernizzare le capacità difensive nazionali in Mar Nero, per ora incentrate su una vecchia corvetta tipo KRIVAK-III del 1993 e una decina tra pattugliatori e cannoniere (comprese le moderne ma piccole GURZA-M nazionali in costruzione a lotti) di limitato valore bellico.

anteprima logo RID I democratici americani snobbano la portaerei cinese Type 003

Alcuni ambienti Democratici “gettano acqua sul fuoco” riducendo le preoccupazioni del pubblico americano relative agli sviluppi dei cantieri navali cinesi, in particolare nell’ambito delle portaerei, e snobbando le nuove Type 003, di cui si prevede l’ingresso in servizio nel 2025. Secondo quanto dichiarato da alcuni rappresentanti della Foundation for Defence of Democracies, la nuova portaerei cinese, nonostante costituisca un’importante testimonianza dello sviluppo tecnologico raggiunto dalla Cina e le sue Forze Armate, non rappresenta una nuova minaccia, o un “game-changer”, per l’US Navy, nel delicato scacchiere del Pacifico. Non preoccupano quindi le tecnologie che verranno imbarcate sulla nuova portaerei cinese che, secondo quanto anticipato da molti servizi d’informazione asiatici, riguarderanno in particolare i sensori e i sistemi soft e hard kill di guerra elettronica e protezione della piattaforma. A questi si aggiungerà un moderno sistema di lancio dei velivoli imbarcati di tipo Catapult Assisted Takeoff But Arrested Recovery (CATOBAR) che, ad oggi, solo Francia e Stati Uniti posseggono. Come sottolineato dal Ministro della Difesa di Taiwan, queste nuove capacità permetteranno alla Marina Cinese di proiettare le sue forze ben oltre la “first island chain”, la zona dell’Oceano Pacifico che si estende dalla penisola di Kamchatka fino a quella della Malesia, includendo delicate aree che sono sotto la forte influenza statunitense come Taiwan, le Filippine e Singapore. Attualmente la Marina Cinese opera con 2 portaerei che utilizzano un sistema STOBAR, o Short Takeoff But Arrested Recovery, basato su uno skijump che garantisce il decollo dei velivoli senza la necessità di utilizzare catapulte, a vapore o magnetiche. Tale sistema però pone significative limitazioni relative al peso dei velivoli, con ripercussioni sia sul carico utile che sulla quantità di carburante imbarcabile, e quindi sull’autonomia operativa dei velivoli.

anteprima logo RID La Corea del Sud entra nel club dei “sottomarini strategici”

Nei giorni scorsi la Marina Sudcoreana (ROKN) ha testato il lancio di un missile balistico a corto raggio, effettuato per la prima volta nella sua storia da un sottomarino – e un inedito anche nel settore dei battelli convenzionali AIP. 

anteprima logo RID GA-ASI dimostra un sistema portatile per il comando dei Loyal Wingman

Con il crescente interesse di varie aeronautiche maggiori per i Loyal Wingmen senza pilota, un tema fondamentale da affrontare è quello dell’interfaccia uomo-macchina. Con la gran maggioranza dei caccia condotti in battaglia da un singolo pilota, limitare il carico di lavoro e adottare un’interfaccia comoda ed intuitiva è indispensabile. General Atomics Aeronautical Systems, (GA-ASI) ha annunciato di aver completato con successo un’importante dimostrazione in cui un pilota, in volo in questo caso su un biturbina Beechcraft King Air usato come surrogato di un caccia, ha comandato un velivolo senza pilota AVENGER sfruttando una App installata su un tablet. Il test, annunciato il 3 settembre scorso, risale al 25 agosto ed ha avuto luogo sopra la California meridionale, con l’AVENGER decollato dalla base GA-ASI nel deserto del Mojave e il King Air dall’aeroporto “Montgomery-Gibbs” di San Diego. Il test ha avuto una durata di circa 2 ore. L’uso di un AVENGER, una variante a getto e stealth del REAPER, è indicativo delle capacità che si vogliono ottenere dai Loyal Wingman, che dovranno essere velivoli “Group 5”, ovvero i più grandi e capaci secondo la classificazione statunitense. Per essere efficaci, i wingmen senza pilota dovranno avere un’ampia autonomia per, ad esempio, mantenere la formazione senza intervento del pilota umano. Quest’ultimo però deve necessariamente mantenere il comando e controllo tattico, impartendo specifici comandi ai droni, e, nel caso, autorizzando l’uso di armamenti. Il tablet, che un pilota può indossare assicurato alla coscia, è una possibile soluzione al problema di come portare i droni “dentro” velivoli che non sono stati pensati come posti comando volanti. Modificare il cockpit avrebbe costi e implicazioni proibitive, mentre il tablet, equipaggiato con l’applicazione RCU-1000 Advanced Human Machine Interface, messa a punto da Autonodyne, rappresenta una soluzione plug and play. L’RCU-1000 offre un’interfaccia intuitiva che mostra al pilota le informazioni provenienti dai droni e consente di impartire loro ordini, sia singolarmente sia a gruppi, sfruttando i data link del caccia.

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