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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo Marina Italiana 5+5 defense: Conclusa esercitazione Sea Border 2019

La Sea Border è una delle più importanti esercitazioni organizzate dalle Nazioni partecipanti al programma  5+5 defense. Lo scopo di questa esercitazione è di addestrare gli equipaggi nelle operazioni di sicurezza marittima, cooperazione multinazionale e contrasto alle attività illegali, incrementando la connettività, la conoscenza reciproca e lo scambio di informazioni, anche attraverso l’utilizzo della piattaforma VRMTC (Virtual Regional Maritime Traffic Center).

a cura della
anteprima logo RID PESCO: approvati 13 nuovi progetti

L’Unione Europa ha approvato 13 nuovi progetti PESCO ( Permanent Structured Cooperation). Tra questi, il progetto per le European Patrol Corvette, con Italia e Francia, l’Airborne Electronic Attack (AEA), con Svezia, Spagna e Franca, per lo sviluppo di una capacità modulare multi-jamming per velivoli pilotati e non, ed il Timely Warning and Interception with Space-based TheatER surveillance (TWISTER), che mette assieme Francia, Finlandia, Italia, Olanda e Spagna, per lo sviluppo di un sistema di scoperta, tracciamento ed ingaggio idoneo a fronteggiare una minaccia missilistica sempre più complessa, sofisticata ed alla portata di tutti.

anteprima logo RID Prima uscita in mare del THAON DI REVEL

Oggi, nelle acque antistanti il Muggiano (La Spezia), il Pattugliatore Polivalente d’Altura (tipo PPA Light) THAON DI REVEL ha iniziato le prove in mare effettuando la primissima uscita.

anteprima logo RID Solo 9+1 VIRGINIA nel Block V?

Dopo diversi rinvii e ritardi, sembra che la firma sul nuovo contratto di acquisto Multi-Year per i sottomarini d’attacco classe VIRGINIA da ordinare negli anni 2019 - 2023 sia imminente, ma sorprende il numero di battelli nell’accordo. Secondo il presidente della sotto-commissione della Camera per il potere marittimo, Onorevole Joe Courtney (Democratico, rappresentante del Connecticut) e il membro Rob Wittman (Repubblicano, rappresentante per la Virginia), l’accordo prossimo al completamento riguarda infatti soltanto 9 sottomarini, con un decimo battello in opzione. Di fatto, questi numeri sono appena sufficienti a garantire il piano d’acquisizione basato sull’acquisto di 2 battelli l’anno, addirittura mettendone uno in opzione. Scompare, soprattutto, l’undicesimo sottomarino, che era stato introdotto dalla Budget Request dell’Amministrazione Trump per l’anno 2020. Il budget, ancora da approvare nella sua forma definitiva, aveva infatti aggiunto un terzo VIRGINIA da ordinare l’anno prossimo. Va sottolineato che, al momento, l’US Navy e l’industria non hanno confermato né smentito le parole dei 2 onorevoli. La Marina ha iniziato l’acquisizione dei VIRGINIA nel Fiscal Year 1998, e quello da contrattualizzare è il quinto lotto (Block V) produttivo. Il Block IV include 10 battelli ordinati fra il 2014 e il 2018, mentre 8 battelli erano stati ordinati nel Block III (2009 – 2013) ed il Block II ha incluso 5 battelli (2004 – 2008). Il Block I (4 sottomarini) era stato oggetto di un “Block Buy”, un contratto cumulativo precedente all’autorizzazione alla produzione in grande serie e quindi legalmente diverso dal Multi Year Procurement. I 3 sottomarini da ordinare nel 2020 porterebbero la classe a 33 unità, sempre che il terzo scafo (SSN-812) venga confermato. Il Block V è importante perché introduce, su tutti i battelli, importanti riduzioni alla segnatura acustica e altri upgrade. La maggior parte dei sottomarini del lotto, inoltre, sarà equipaggiata con il Virginia Payload Module (VPM), una sezione aggiuntiva di scafo con 4 grandi tubi di lancio multi-missione, simili per diametro a quelli degli SSBN, per il trasporto di droni, equipaggiamento per forze speciali oppure, più comunemente, per ospitare fino a 28 missili TOMAHAWK (7 per tubo). Aggiunti ai 12 missili TOMAHAWK già presenti in lanciatori verticali a prua di ogni VIRGINIA, questi porterebbero il totale degli ordigni a bordo a 40. Il VPM è considerato un upgrade essenziale per migliorare la cosiddetta “letalità distribuita” della US Navy e per attutire la perdita capacitiva che deriverà, a partire dal 2026, dal progressivo ritiro dei 4 SSGN classe OHIO modificata, che di missili ne possono portare fino a 154 ciascuno. A settembre, un rapporto al Congresso specificava che la Marina intendeva equipaggiare di VPM il secondo dei 2 sottomarini ordinati nel 2019, il secondo e terzo dei 3 del 2020, il secondo dei 2 del 2021 e tutti i rimanenti degli anni successivi. Nel contratto da 9+1 sarebbero 7 i sottomarini con VPM. Il rapporto specificava anche che, non essendoci stato alcun ordine Long Lead precedente per il terzo battello da ordinare nel 2020, la costruzione del medesimo andrebbe, di fatto, a procedere con date simili a quelle dei battelli ordinati nel 2023. L’aggiunta all’ultimo minuto di un battello in più, in altre parole, non può comunque comprimere i tempi di acquisizione. Con il contratto Block IV si è cercato di comprimere i tempi di costruzione a 60 mesi per battello, ma entrambi i cantieri che si dividono il programma, ovvero General Dynamics Electric Boat e Huntington Ingalls Industries’ Newport News Shipbuilding, hanno incontrato difficoltà, quasi tutte dovute a ritardi dei sub-fornitori. I sottomarini stanno attualmente venendo consegnati con ritardi di 6 o 7 mesi, e il raggiungimento dell’ambizioso traguardo dei 60 mesi è ancora lontano. La complessità rappresentata dal VPM, oltre che un costo maggiore, costiuisce un potenziale ostacolo ulteriore alla rapida acquisizione di sottomarini. La differenza fra un VIRGINIA “base” e uno allungato, in termini di costo, è stimata in circa 400 milioni (2,8 miliardi contro 3,2). I ritardi preoccupano profondamente l’US Navy, che vorrebbe mettere in linea e poi mantenere una forza di 66 battelli d’attacco. Alla fine del 2018 erano però solo 51 e, con il ritiro dei più vecchi classe LOS ANGELES, si prevede che nel 2027 si toccherà un minimo di 42.

anteprima logo RID La Francia inizia la costruzione delle fregate FDI

Con la cerimonia del taglio della prima lamiera, il 23 ottobre la Francia ha dato il via alla costruzione delle sue nuove Frégates de Défense et d’Intervention (FDI), inizialmente conosciute come Frégates de Taille Intermédiaire (FTI). 

anteprima logo RID La Marina Russa: potenziamento o stagnazione?

Da alcuni anni a questa parte, la Marina Russa è al centro di una serie di eventi - la crisi siriana e l’intervento militare, l'annessione della Crimea, il confronto con la NATO nel Baltico e nel Mar Nero - che l’hanno riportata alla ribalta dopo un lungo periodo di oblio iniziato con la dissoluzione dell’Unione Sovietica. Strumento per eccellenza per proiettare influenza e potenza, la Marina della Federazione Russa, ufficialmente nota come Voyenno-Morskoy Flot Rossii, VMF-R, s’inserisce idealmente nel progetto di Vladimir Putin per restituire alla Russia lo status di potenza globale; a tal fine, nel 2011 ha preso il via un piano decennale di sviluppo e ammodernamento dello strumento aeronavale i cui primi risultati concreti si sono potuti apprezzare proprio in occasione dell’intervento militare di Mosca nel conflitto siriano. Come si ricorderà, il 7 ottobre 2015 4 unità della Flottiglia del Mar Caspio - la fregata DAGESTAN e le corvette lanciamissili GRAD SVIAJSK, UGLICH e VELIKI USTIUG - lanciarono una salva di 26 missili da crociera della famiglia KALIBR su 11 obiettivi situati in territorio siriano, segnando così il debutto operativo dell’ordigno. Il predetto piano decennale è destinato a concludersi nel 2020, ma di quello immediatamente successivo, che si spinge fino al 2027 e che dall’impegno nel conflitto siriano trae lezioni importanti, sono stato già delineate alcune ipotesi per nuove costruzioni destinate al debutto nel prossimo decennio.

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