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Argomento Selezionato: Forze Armate
anteprima logo RID I Marines addestrano truppe di Taiwan nel Pacifico

Circa 40 Marines appartenenti alla 99ª Brigata del Taiwan’s Republic of China Marine Corps (ROCMC) sono stati schierati sull’isola di Guam per svolgere un mese di addestramento con lo USMC. Il Plotone ha partecipato ad attività joint e combined anfibie e aerotrasportate, con simulazioni in ambiente urbano e nella giungla, tese a testare le tattiche di combattimento e l’interoperabilità tra i due Paesi. La notizia è stata riportata da alcune testate giornalistiche asiatiche ma, quello che invece rappresenta una novità, è il fatto che è stata confermata dai vertici politici e militari taiwanesi. Il Ministro della Difesa di Taiwan, Chiu Kuo-cheng, ha inoltre aggiunto, durante un’intervista rilasciata nei giorni scorsi, che: “esiste una lunga tradizione di programmi di scambio di personale militare e cooperazione con le Forze Armate statunitensi, con interazioni ad ogni livello”. Il Dipartimento della Difesa americana, alla richiesta di conferme di alcuni giornalisti americani, per il tramite del proprio portavoce, Tenente Colonnello Martin Meiners, non ha confermato l’esistenza di specifiche operazioni, interazioni o addestramenti con le forze di Taiwan, sottolineando però che: “il supporto americano per e in difesa di Taiwan rimane confermato contro l’attuale minaccia rappresentata dalla Cina, in linea con il Taiwan Relations Act e la politica del One China”. A dare maggiore eco alla notizia si è aggiunta la Presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen, che in un’intervista con la CNN, ha confermato la presenza di istruttori e consiglieri militari statunitensi sul proprio territorio, impegnati nella preparazione e miglioramento delle difese dell’isola-Stato. Nonostante tale presenza non possa essere considerata una sorpresa per i servizi di intelligence cinesi, la dichiarazione ufficiale della Presidente Tsai ha provocato delle forti reazioni a Pechino, dove è stata giudicata “un tentativo politico di provocazione della Cina”. Nonostante il Ministro della Difesa di Taiwan, Chiu Kuo-Cheng, abbia sottolineato come tali dichiarazioni non possano essere classificate come delle provocazioni, dato che i “consiglieri” americani non sono stanziati in maniera permanente sull’isola, ma partecipano solo ad alcune attività addestrative, il fatto che Taiwan mostri ormai apertamente tale supporto al resto del mondo, rappresenta un ulteriore passo avanti nella ormai innescata escalation di confronto tra le due “Cine” e gli Stati Uniti.

anteprima logo Stato Maggiore Difesa COLLOQUIO TELEFONICO TRA GUERINI E IL MINISTRO DELLA DIFESA DELLA REPUBBLICA DEL GHANA DOMINIC ADUNA BINGAB NITIWUL

Guerini "Italia e Ghana condividono le sfide alla sicurezza nel Golfo di Guinea e nel Sahel. La collaborazione fra i nostri due paesi è di fondamentale importanza  per la stabilità della regione. Il mio auspicio è che si possa giungere al più presto alla ratifica dell'Accordo di Cooperazione generale in materia di Difesa, che i nostri Paesi hanno sottoscritto nel 2019, uno strumento che potrà consentirci di strutturare meglio la nostra già efficace cooperazione bilaterale, contribuendo ulteriormente all'elaborazione di risposte condivise alle sfide comuni in materia di sicurezza". 

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anteprima logo Marina Italiana L’AMMIRAGLIO ENRICO CREDENDINO NUOVO CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA MARINA

“La lunga navigazione che in 160 anni ha condotto la Marina fin qui è contraddistinta da un solido apprezzamento internazionale, risultato dell'efficace contributo alla sicurezza dei mari, in particolare negli ultimi anni nell'ambito dell'Unione europea, della Nato e dei consessi sovranazionali e multinazionali di cui l'Italia fa parte.”

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa Il Gen. Vecciarelli in visita a Segredifesa

Al termine del suo mandato quale capo di stato maggiore della Difesa, il generale Enzo Vecciarelli ha fatto visita al Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale per gli Armamenti.

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anteprima logo Aeronautica Italiana G20, Roma: il contributo dell'Aeronautica Militare alla cornice di sicurezza per il Vertice internazionale dei Capi di Stato e di Governo

Nell'ambito del dispositivo di sicurezza messo in campo dal Ministero della Difesa per il G20, il personale ed i velivoli dell'Aeronautica Militare hanno contribuito in particolare alla salvaguardia dello spazio aereo su Roma

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anteprima logo RID J-20 e FC-31, a che punto siamo?

Nel giro di meno di 2 anni, tra il gennaio 2011 e l’ottobre 2012, in Cina hanno volato 2 diversi nuovi aerei da combattimento considerati della cosiddetta 5ª Generazione. Le 2 aziende che hanno lanciato questi sviluppi sono entrambe parte del complesso statale denominato AVIC, Aviation Industry Corporation of China, che raggruppa tutte le aziende aeronautiche cinesi, anche se viene lasciata una certa indipendenza e concorrenza tra le stesse. Per esempio, la Chengdu produce il J-10 e il J-20, oltre al JF-17 in collaborazione con il Pakistan, mentre la Shenyang è incaricata della produzione dei vari modelli di Sukhoi. Oggi, ad anni ormai dal via al loro sviluppo, ci sembra opportuno, pur con le sempre limitatissime e poco affidabili informazioni disponibili sugli armamenti cinesi, tornare ad esaminare questi fondamentali programmi in termini sia industriali sia di impatto sulle capacità militari della Cina (RID 12/2013). Il Chengdu J-20. Il caccia Chengdu Aerospace Corporation (CAC) J-20 WEILONG (POTENTE DRAGONE) - da qualcuno designato J-20A perché sembra che sia già in produzione dal 2020, o prossima a essere lanciata una versione J-20B migliorata - ha costituito una grandissima sorpresa per lo scettico mondo tecnico e militare occidentale circa le capacità cinesi nel settore. Il primo dimostratore infatti volò per la prima volta l’11 gennaio 2011, mentre un secondo ha volato a maggio del 2012. Ma in effetti già dal 1997 circolavano voci dell’esistenza di un programma J-XX su cui lavoravano in competizione la Chengdu e la Shenyang Aircraft Corporation (SAC). Fu subito evidente che si trattava di un aereo della cosiddetta 5a Generazione (4a nella terminologia cinese), in pratica solo il terzo del genere al mondo dopo l’F-22 e l’F-35 americani, caratterizzato dunque da bassa osservabilità, in particolare nello spettro elettromagnetico, ovvero bassa rilevabilità ai radar, da un sistema sensoriale e avionico di alto livello per consentire la piena capacità di gestire lo scenario tattico. Non meno notevole è stata la doverosa, obiettiva constatazione che, malgrado la costante quanto inutile ricerca di somiglianze o copiature da modelli occidentali, l’aereo appariva nel complesso originale – a parte le diverse soluzioni ormai consolidate in tutti i progetti di 5a Generazione – e, a un’analisi accurata, costituire la risposta ai presumibili requisiti operativi peculiari emessi dall’Aeronautica Cinese.

Tutto l'articolo è disponibile su RID 11/21

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