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Argomento Selezionato: Geostrategia
anteprima logo RID COVID, 19 si muove il fronte in Libia

In piena crisi da COVID 19, ci sono stati diversi ed importanti cambiamenti sul terreno in Libia

anteprima logo RID Cina, con il COVID 19 cresce l’attività nello Stretto di Taiwan

La Cina è stato il Paese dove è partita la pandemia da COVID 19, ma è stato anche il primo a uscirne. Soprattutto, la Cina – in virtù di tutta una serie di caratteristiche che no stiamo qui a ricordare – ha dimostrato di saper gestire l’emergenza sfruttando una serie di vantaggi che questa poteva presentare ed approfittandone in chiave regionale/internazionale. E’ così che a partire da gennaio, Pechino ha condotto una serie di esercitazioni e manovre militari nell’area a sud-ovest dell’Isola “ribelle” di Taiwan il cui unico obbiettivo era dimostrare a “terze parti”, leggi gli USA, che un eventuale ingresso in conflitto tra Cina e Taiwan a protezione della seconda sarebbe troppo costoso (rispetto al beneficio ottenibile) e, dunque, impraticabile. L’ultima di queste manovre è stato condotta negli scorsi giorni quando sono state inscenate missioni a lungo raggio con bombardieri di teatro H-6, scortati da velivoli AWACS KJ-500 e caccia pesanti J-11.

anteprima logo RID Wuhan, riparte il complesso militare-industriale

Le attività economiche stanno progressivamente ripartendo a Wuhan, in Cina, epicentro mondiale della pandemia del COVID19, e tra queste figurano anche le attività riguardanti il settore militare. Dopo i 3 mesi di serrata, infatti, secondo la stampa locale il complesso militare-industriale nella città sta tornando alla normalità preparandosi a recuperare il “tempo perduto" con l'obbiettivo di limitare l'impatto sui programmi di riarmo e modernizzazione in corso. La Cina non vuole, difatti, restare indietro rispetto ai suoi concorrenti regionali - essenzialmente Giappone, India e Corea del Sud – e, pure, rispetto agli Stati Uniti, che stanno in questi giorni vivendo la fase acuta della pandemia, e, anzi, l'intenzione è evidentemente quella di avvantaggiarsi. Pechino può del resto contare sul fatto di avere già sostanzialmente arginato il virus e su un sistema meglio strutturato, rispetto a quello occidentale, per affrontare certi tipi di emergenza.

anteprima logo RID L’UE dà il via a IRINI, la nuova SOPHIA. Update.

L’Unione Europea ha dato ufficialmente il via alla missione EUNAVFORMED IRINI che rimpiazza SOPHIA nel Mediterraneo. La missione, guidata sempre dall’Italia e comandata dal Contrammmiraglio Fabio Agostini, parte formalmente domani ed ha come obbiettivo principale l'implementazione dell’embargo ONU sulle armi alla Libia attraverso l’uso di assetti aerei, satellitari e navali. In tale ottica, le navi di SOPHIA potranno ispezionare nell’alto mare al largo delle coste libiche le imbarcazioni sospettate di trasportare a e da la Libia armi o materiale relativo. Al core business bisogna poi aggiungere altri compiti, quali: monitoraggio e raccolta di informazioni sull’esportazione illecita di petrolio dalla Libia, il contributo al capacity building ed al training della Guardia Costiera e della Marina Libica e il contributo allo smantellamento del “modello di business” su cui si basano le reti dedite al traffico di migranti mediante la raccolta di informazioni e le attività di pattugliamento degli aerei della missione. Il mandato di IRINE ha una durata iniziale di un anno.

anteprima logo RID Prosegue l’escalation nella provincia di Idlib

Negli ultimi giorni il conflitto siriano ha visto un sensibile aumento del livello di scontro tra le truppe governative di Assad e le forze regolari turche e milizie jihadiste loro alleate. 

anteprima logo RID TAKUBA, i dettagli della nuova missione nel Sahel

Stanno emergendo i primi dettagli circa TAKUBA, la missione europea di forze speciali che opererà nei prossimi mesi in Mali a fianco delle Forze di sicurezza locali per il contrasto dei gruppi jihadisti legati ad Al Qaeda e allo Stato Islamico, ed alla quale l’Italia ha deciso di partecipare con un proprio contributo in via di definizione. Il primo dato interessante che abbiamo appreso è che la missione dovrebbe essere comandata nei primi 6 mesi dai Francesi dopodichè il comando ruoterà tra i Paesi partecipanti. Si parla inoltre di una durata di 3 anni, mentre la missione dovrebbe essere lanciata ufficialmente questo mese per essere operativa a gennaio 2021. Venendo piu’ nel dettaglio dei compiti, si tratta di una missione per accompagnare, assistere e consigliare le forze locali nelle operazioni contro i terroristi. In pratica stiamo parlando di una missione di assistenza militare e contro-terrorismo pura, dunque di una missione ad alto rischio. Del resto in tutta l’area l’instabilità e la minaccia jihadista si stanno aggravando ed espandendo tanto che nella “Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2019”, redatta dai nostri apparati di intelligence e presentata in questi giorni al Parlamento, si parla esplicitamente di regione sahelo-sahariana quale “potenziale epicentro del jihad globale”. Parole che danno il senso della sfida e dei rischi che attendono TAKUBA. E che la situazione sia molto peggiorata nell’ultimo anno e mezzo lo dimostra pure il fatto che i Francesi sono stati costretti ad aumentare il proprio contingente nell’ambito dell’Operazione BARKHANE ed a chiedere all’Unione Africana l’invio di 3.000 soldati di rinforzo che opereranno nei prossimi mesi nel contesto della stessa BARKHANE ed fianco delle forze del G5 Sahel. Per quanto riguarda il contributo italiano a TAKUBA, questo è come si accennava in fase di definizione. Tuttavia, secondo fonti di RID, oltre ad un contingente di forze speciali, l’Italia dovrebbe mettere a disposizione pure assetti elicottersitici, fondamentali per movimentare le truppe in uno sterminato teatro come quello del Sahel.

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