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Argomento Selezionato: Terra
anteprima logo RID Nuovo carro, l’Italia guarda a Spagna e Austria

L'Italia sta guardando anche a Spagna e Austria – con la Polonia più defilata - per stabilire una cooperazione per lo sviluppo di un futuro sistema di combattimento terrestre con al centro un nuovo carro da battaglia (MBT, Main Battle Tank). Una sorta di equivalente terrestre di programmi aerei quali il TEMPEST ed il FCAS. E’ un’opzione sicuramente ambiziosa ma sulla quale si sta lavorando intensamente considerando che in Europa al momento la cooperazione franco-tedesca sul Main Ground Combat System (MGCS) è esclusiva e che altre soluzioni – come un’eventuale cooperazione bilaterale con gli Americani o con gli Israeliani – al momento sembrano più sfumate. La cooperazione con questi 2 Paesi europei – più, appunto, eventualmente anche la Polonia - avrebbe il vantaggio di poter contare su una base industriale molto solida e su un partner di primo livello come General Dynamics Land Systems Europe (GDLSE) che raggruppa le competenze e le conoscenze di 3 specialisti europei del settore veicoli da combattimento, ovvero la spagnola Santa Barbara Sistemas, la svizzera Mowag e l’austriaca Styer. Al momento, tuttavia, si tratta di una delle ipotesi sul terreno e nessuna scelta ufficiale è stata compiuta in merito.

anteprima logo RID Nuovi dettagli sul Soldato Sicuro

Sono emersi nuovi dettagli circa il programma Soldato Sicuro, del quale c'eravamo già occupati in precedenza su queste pagine (vedi RID 02/2020 pagg. 26-27 e RID 04/2020 pagg. 26-31). Il programma in realtà si chiama ufficialmente SIC (Sistema Individuale per il Combattimento) - Soldato Sicuro e costituisce la prosecuzione del SIC (Sistema Individuale per il Combattimento) - Soldato Futuro a sua volta spin-off del Soldato Futuro inserito nell'ambito degli sviluppi paralleli al progetto Forza NEC (in realtà la CD&E, ovvero Concept Development and Experimentation, di Forza NEC). Tornando al SIC - Soldato Sicuro, come noto l'Esercito ha esperesso un'esigenza complessiva di 68.900 sistemi ad un costo stimato del programma pari a circa 1,635 miliardi di euro. A livello industriale tale progetto viene gestito dal Consorzio Sistema Soldato Sicuro, una realtà che mette assieme Leonardo, che detiene il 65% della Joint Venture, e Beretta, con il restante 35%. Tale consorzio, nel quale Marco De Fazio (Leonardo) ricopre attualmente la carica di Presidente, mentre Paolo Fabbricante (Leonardo) il ruolo di Direttore Commerciale e Emilio Bagni (Beretta) quello di Direttore Generale, è stato costituito il 18 luglio 2019 e si occupa della promozione e della commercializzazione di tale sistema. Il primo contratto sottoscritto da questa nuova realtà è stato firmato a dicembre 2019 dal Direttore degli Armamenti Terrestri (DAT), Tenente Generale Francesco Castrataro, e da Paolo Fabbricante, Direttore Commerciale del consorzio. Si tratta di un accordo, del valore di 532 milioni di euro (finanziati mediante il comma 1072 della legge di bilancio 2019), che prevede la realizzazione di 19.771 kit Soldato Sicuro e si sviluppa in un arco temporale di 9 anni (dal 2019 al 2027). In realtà esso costituisce solo la Fase 1 del programma attualmente approvato dagli organi parlamentari. Le commissioni di Camera e Senato hanno infatti dato luce verde ad un progetto più ampio, del valore di circa 755 milioni di euro, che sarà suddiviso in 2 fasi: alla Fase 1 soppracitata si aggiungerà infatti anche una fase 2, del valore di quasi 221 milioni di euro (220,8), finanziata mediante il comma 95 della Legge di Bilancio 2019.

anteprima logo RID Un "braccio" più lungo per l'artiglieria USA

"Le grandi battaglie si vincono con l'artiglieria" scriveva Napoleone. Oggi, a molti secoli di distanza, benché "l'arte della guerra" sia profondamente mutata, stiamo assistendo ad un grande ritorno di interesse proprio nei confronti dell'artiglieria più "tradizionale", quella che, in qualche modo, trae le sue origini dall'epoca di Bonaparte. Si tratta di un ritorno di interesse che è guidato dagli Stati Uniti, uno dei Paesi che, in passato, ha maggiormente trascurato questa componente e, proprio perché deciso da Washington, sarà probabilmente seguito un po' ovunque (si sa quanto gli USA riescano ad "influenzare" gli alleati e tutto il mondo occidentale..). Sono molti anni, infatti, che l'artiglieria americana "tradizionale", composta da un mix di obici/cannoni trainati e pezzi semoventi, versa in una situazione piuttosto critica, soprattutto per quanto riguarda il settore dei semoventi cingolati. \Come evidenziato in molti studi e ricerche, ultimo in ordine di tempo quello effettuato dalla RAND nel 2019, questa componente dell'US Army (e pure quella dei Marines) è surclassata, per numeri e per prestazioni, da quelle avversarie in quasi tutti gli ipotetici scenari analizzati. Ormai, infatti, la componente artiglieresca statunitense soffre non soltanto il confronto con la controparte russa (ricordiamo che, da sempre, Mosca dedica molte risorse allo sviluppo di questo tipo di capacità), ma anche quello con la Cina e persino quelli contro avversari "più modesti" come la Corea del Nord o l'Iran. Per fornire qualche "numero" di massima a corroborare queste affermazioni, ricordiamo che le Forze Armate statunitensi (US Army e Marines) dispongono di poco meno di 6.000 bocche da fuoco, tra semoventi da 155/39 mm (tipo M-109 nelle varie versioni), pezzi trainati (M-777, M-198) sempre da 155/39 mm e cannoni leggeri da 105 mm (M-119). Tale cifra si deve raffrontare con i circa 40.000 pezzi d'artiglieria (cannoni, obici e semoventi (1)) russi, con i circa 15.000 cinesi, con i 3.500 nordcoreani e con i 2.000 iraniani. Senza dimenticare, poi, che tutti i Paesi sopracitati dispongono di bocche da fuoco con gittate e prestazioni nettamente migliori rispetto a quelle americane: queste ultime sono sostanzialmente standardizzate sul pezzo da 155/39 mm, un'arma valida ma non certo modernissima (con una gittata massima standard di 24 km che sale a 30 km con il proietto tipo RAP, Rocket Assisted Projectile).

anteprima logo RID Via al nuovo carro franco-tedesco

Anche se a distanza, a causa della pandemia, i Ministri della Difesa tedesco e francese, Annegret Kramp-Karrenbauer e Florence Parly, hanno firmato un Framework Agreement che definisce l’organizzazione del progetto e la struttura del management congiunto per il programma Main Ground Combat System riguardante lo sviluppo di un nuovo MBT. 

anteprima logo RID Carri e artiglieria cinese contro Boko Haram

Con una spedizione effettuata a tempo di record è stato consegnato, presso il porto di Apapa, il primo lotto di 17 mezzi corazzati all’Esercito Nigeriano da parte della China North Industries Corporation (NORINCO).

anteprima logo RID L'Esercito pensa ad un nuovo AIFV

E' ufficiale: l'EI sta studiando un nuovo AIFV con il quale rimpiazzare il DARDO.

Il "Rapporto Esercito 2019", da poco reso pubblico, riporta infatti tra i programmi (prioritari) di ammodernamento dell’EI nel lungo periodo il Nuovo Veicolo Corazzato da Combattimento (VCC): si tratta di una nuova piattaforma cingolata da combattimento per la fanteria (destinata ai reparti di "fanteria pesante") con la quale rimpiazzare il VCC DARDO. Il Nuovo Veicolo Corazzato da Combattimento sarà caratterizzato da un generale innalzamento delle prestazioni in termini di sopravvivenza, precisione e letalità di ingaggio e comando e controllo. Il progetto è complesso ed è stato inserito anche nell’iniziativa UE “PeSCo”. L'Esercito sta esplorando diverse strade, tra cui anche quelle della cooperazione internazionale insieme a Paesi i cui Eserciti abbiano un’esigenza similare. Ulteriori dettagli su RID 04/2020 in edicola il 26 marzo (forse prima).

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