LEONARDO
Viaggi RID
Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID Altri 20 F-35 per la Corea del Sud

La sudcoreana Defense Acquisition Program Administration (DAPA) ha di recente conefrmato l’acquisto di altri 20 F-35 a partire dal 2021, quando le consegne dei primi 40 velivoli ordinati nel 2014 verranno completate. La ROKAF (Republic of Korea Air Force) ha già ricevuto 8 esemplari e conta di arrivare a 13 entro l’anno. Non è chiaro se questo ulteriore lotto comprenderà la variante convenzionale oppure quella a decollo corto e atterraggio verticale. La Corea del Sud punta infatti nei prossimi anni a sviluppare delle portaerei per contrastare gli sviluppi in questo settore tanto della Cina quanto del Giappone.

anteprima logo RID Fregate francesi per la Grecia?

La Grecia ha firmato un accordo (SOI, Statement Of Intent) con la Francia per avviare formalmente le negoziazioni per l’acquisto di 2 fregate tipo BELHARRA. Le unità costituiscono la variante export delle fregate sviluppate per la Marina Francese da Naval Group, Frégates de Défense et d’Intervention (FDI). La Marina Greca da anni prova ad acquisire nuove fregate per potenziare la propria flotta, ma la crisi economica e la mancanza di risorse finora glielo hanno sempre impedito. Vedremo se questa sarà la volta buona.

anteprima logo RID Marina Saudita, via alla costruzione delle nuove corvette AVANTE-2200

L’Arabia Saudita ha dato il via al primo atto concreto del Saudi Naval Expansion Program-2 (SNEP II), del valore complessivo stimato in 20 miliardi di dollari. Il 4 ottobre, infatti, col taglio della prima lamiera nel cantiere di Cadice, sono iniziati i lavori sulla capoclasse delle 5 corvette tipo AVANTE-2200, una variante delle unità già realizzate per il Venezuela da Navantia, che per il programma saudita ha stretto una joint venture con Saudi Arabian Military Industries (SAMI). Un mese fa era stato firmato un primo contratto da 900 milioni di euro (la metà del valore dell’intero programma) per fornitura, installazione e integrazione dei sistemi; le unità saranno costruite in Spagna, ma parte degli interventi successivi verrà effettuata in Arabia Saudita, il cui Governo punta a realizzare localmente entro il 2030 il 50% degli equipaggiamenti necessari alla Difesa. Le nuove unità saranno consegnate nel 2022-2023, e si presentano come grandi corvette lunghe quasi 100 m e con un dislocamento di 2.500 t, avanzata architettura stealth, e una sofisticata panoplia di armi e sensori, comprendente cannone SR da 76/62 mm di Leonardo, 8 lanciatori per missili antinave HARPOON Block-2, un modulo VLS a 16 celle per missili RIM-162 ESSM, radar multifunzione, sonar, 2 impianti trinati lanciasiluri ASW, ed elicottero, supportato da hangar e ponte di volo. Il rinnovamento passa infatti anche attraverso l’acquisizione, già avviata, di 14 elicotteri MH-60R SEAHAWK ottimizzati per la lotta antisom e controsuperficie (cui potrebbero aggiungersi 6 aerei P-8A POSEIDON), oltre a decine di motovedette e 2 guardacoste da 60 m di costruzione tedesca e francese, e 4 fregate tipo Multi-Mission Surface Combatant Ships (MMSC), versione customizzata e più performante – e armata con cannoni Leonardo da 76/62 mm – delle LCS FREEDOM coprodotte da Fincantieri, mentre resta nel limbo il contratto per 3 FAC tipo COMBATTANTE FS56. Ricordiamo che la Marina Saudita ha l’esigenza di sostituire 4 fregate, 4 corvette e 9 FAC costruite nei primi anni ’80, e in prospettiva, 2 rifornitori di squadra e 3 cacciamine di poco più recenti, senza contare le crescenti necessità logistiche, anfibie, e le vecchie ambizioni relative ai sottomarini.

anteprima logo RID Lo scudo e la spada dei samurai

Per alcuni il 29 agosto 2017 può essere una data priva di significato, ma sicuramente non la è stata per i responsabili della difesa e sicurezza del Giappone. Quel giorno, e per la prima volta da quando si ha memoria, un missile balistico della categoria IRBM (Intermediate Range Ballistic Missile) lanciato dalla Corea del Nord ha sorvolato la grande Isola nipponica di Hokkaido e dopo un volo di circa 2.700 km si è inabissato nell’Oceano Pacifico. Secondo fonti di Seoul e di Tokyo, l’ordigno era stato lanciato da una località nei pressi di Pyongyang, ha volato per circa 14 minuti e - come riferito dall’allora Ministro della Difesa nipponico Itsunori Onodera - non è stato intercettato perché si è valutato che esso non avrebbe colpito il Giappone. L’evento ha suscitato numerose critiche a livello internazionale, una reazione che non ha certamente impedito alla leadership nordcoreana di rivendicare la paternità del lancio e, anzi, di ritenerlo un passo avanti nello sviluppo di capacità per minacciare le basi degli Stati Uniti nel Pacifico Occidentale e anche quelle delle Nazioni alleate di Washington. L’escalation verbale fra Washington e Pyongyang seguita al lancio dell’ordigno - identificato come HWASONG-12 - ha dato il via a una serie di eventi di natura politico-diplomatica che se da un lato hanno contribuito ad allentare la tensione fra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, dall’altro hanno accresciuto nei dirigenti nipponici la consapevolezza di dover agire in maniera strutturata per fronteggiare una minaccia concreta e reale. Infatti, non è una novità che il quadrante asiatico nord-orientale sia diventato una regione instabile e foriera di crisi, uno scenario certificato non solo dall’atteggiamento bellicoso della Corea del Nord ma anche da una politica sempre più assertiva della Repubblica Popolare Cinese, fondata pure sull’impiego della forza militare nella risoluzione di contenziosi locali e regionali.

anteprima logo RID Via alle nuove corvettone finlandesi

Entra nel vivo il programma SQUADRON-2020, il più ambizioso mai avviato dalla Marina Finlandese dopo il 1927, quando erano state ordinate 2 potenti corazzate costiere e 5 sommergibili. Il 26 settembre, infatti, il Ministero della Difesa di Helsinki ha firmato i primi 2 contratti con il raggruppamento formato da Rauma Marine Constructions (RMC) e Saab, rispettivamente del valore di 647 e 412 milioni di euro, relativi alla costruzione di 4 corvette/fregate leggere classe POHJANMAA, e alla fornitura e integrazione dei sistemi imbarcati, cui provvederà l’azienda svedese. Il valore dell’intero programma è di 1,32 miliardi di euro, negli anni 2019-2027: la costruzione delle unità è prevista a partire dal 2022, con consegne nel 2025-2026 ed una capacità operativa finale entro il 2028. Queste grandi corvette saranno navi multiruolo estremamente sofisticate con scafo stealth, lunghe 105 m e da 3.300 t di dislocamento a pieno carico; l’equipaggiamento comprenderà una ricca dotazione sensoristica (CMS 9LV di Saab, al pari dei radar SEA GIRAFFE-4A a 4 facce fisse, e SEA GIRAFFE-1X, e contromisure Rheinmetall MASS, con mast integrato), e saranno armate con missili antinave GABRIEL Mk-5/Advanced Naval Attack Missile, e sup/aria RIM-162 ESSM, in modulo a 32 celle VLS, oltre al cannone Bofors da 57/70 mm SAK-3, e con capacità di operare come posamine, e sistemi antisom (lanciasiluri ASW, elicottero). Il programma è completato da quello da 223 milioni di euro avviato nel 2017, per l’ammodernamento di mezza vita entro il 2021 delle 4 FAC classe HAMINA, realizzate in 2 fasi tra 1997 e 2006, per prolungarne la vita sino al 2035, ed equipaggiarle con nuove armi (anche antisom) e sensori, in parte adottati per le nuove corvette, visto che imbarcheranno lo stesso CMS, e i missili GABRIEL Mk-5.

anteprima logo RID I missili anti-nave supersonici

Se si considerano i missili anti-nave in servizio nel mondo, una delle prime osservazioni riguarda la disparità delle velocità. Le Marine occidentali continuano a basarsi prevalentemente su missili subsonici, spesso evoluzioni tecnologiche di modelli nati negli anni '70. Al contrario, Cina, India e Russia (e Iran…) mostrano una significativa attenzione per i missili supersonici, che schierano in gran numero e, ancor più importante, continuano a sviluppare nuove armi supersoniche ed ora anche ipersoniche (oltre 5 Mach). Si assiste ad una vera e propria proliferazione, con numerosi modelli di missili anti-nave supersonici che vengono proposti sul mercato, sia per l’esportazione che per il Paese produttore, e con l’intera gamma d’impiego per quanto riguarda le piattaforme di lancio: aerei, navi di superficie, sottomarini, batterie costiere. La differenza operativa è significativa, specie per quanto riguarda i tempi a disposizione della difesa per la scoperta, identificazione e per sviluppare una reazione efficace. Un missile subsonico occidentale (EXOCET, HARPOON, TESEO, ecc.) impiega 10 minuti per percorrere 180 km. Un missile che voli a 3 Mach percorre la stessa distanza in poco più di 3 minuti. Un missile ipersonico da 5 Mach impiegherebbe meno di 2 minuti. Il ridotto tempo a disposizione rende complesso sia l’intercetto che, soprattutto, la verifica dei risultati, eliminando quindi la parte “look” della sequenza shoot-look-shoot o shoot-shoot-look, comportando quindi un consumo di munizioni molto maggiore. L’ultima linea di difesa affidata a sistemi a cortissimo raggio tipo CIWS, operanti a 1.000-1.500 m, risulterebbe poi probabilmente inefficace, visto che anche nell’ipotesi di un colpo a segno, i rottami di un missile supersonico avrebbero un’energia cinetica tale da proseguire per inerzia fino all’impatto con la nave.

  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>