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Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo RID Svezia, primi stanziamenti per il TEMPEST

Anche se la parola TEMPEST non compare, la Svezia ha firmato un nuovo accordo con il Regno Unito, che rinforza il MoU firmato un anno fa, per un sistema di combattimento aereo del futuro stanziando nella partnership i primi 63 milioni di dollari. A ciò bisogna aggiungere l’apertura nel Paese di un centro di eccellenza dedicato curato dalla Saab e responsabile del coordinamento delle attività industriali con i membri del team TEMPEST, ovvero, BAE Systems, Leonardo UK, MBDA UK e Rolls Royce, e con l’MoD britannico. La Svezia accelera così sul fronte della cooperazione con il Regno Unito in tema di sistemi di combattimento aereo del futuro ed inizia a posizionarsi in vista del probabile ingresso ufficiale nel programma TEMPEST. A questo punto, l’auspicio è che pure l’Italia, che lo scorso settembre aveva già firmato una serie di accordi governativi e industriali con il Regno Unito nell’ambito delle tecnologie aeree del futuro, stanzi nel piu’ breve tempo possibile i primi fondi, per rendere il suo impegno ancor piu’ credibile, e che le 2 intese fin qui bilaterali – Regno Unito-Svezia, Italia-Regno Unito - diventino una partnership organica a 3. L’Italia per il momento è dunque piu’ indietro rispetto ai partner europei, basti pensare che non vi è stata, per esempio, alcuna decisione neanche sulla grande questione del nuovo radar AESA dell’Eurofighter TYPHOON, dopo che, invece, Spagna e Germania hanno concesso all’industria i contratti, molto pesanti, per il CAPTOR-E Mk1. Il rischio, se passa altro tempo, è che l’elettronica della difesa nazionale si indebolisca rispetto a quella tedesca, finora inferiore, e che ne risenta pure il posizionamento rispetto ai programmi per i sistemi di combattimento aereo del futuro.

anteprima logo RID A Sigonella il terzo RQ-4D PHOENIX

E’ arrivato presso il sito AGS NATO di Sigonella il terzo UAV strategico da ricognizione RQ-4D PHOENIX. Sigonella è stata raggiunta dopo una trasvolata di oltre 21 ore iniziata con il decollo dalla base USAF di Edwards. Entro la fine dell’anno dovrebbero essere consegnati anche gli altri 2 velivoli rimanenti del totale previsto di 5. Il PHOENIX è un GLOBAL HAWK modificato da Northrop Grumman sulla base delle esigenze del sistema NATO AGS.

anteprima logo RID A fuoco la USS BONHOMME RICHARD

Domenica mattina è scoppiato un incendio a bordo della nave d’assalto anfibio USS BONHOMME RICHARD (LHD-6), ai lavori dal 2018 nella base di San Diego. L’incendio è ormai quasi 2 giorni divora la nave e 57 persone, tra marinai e personale della base, sono rimasti intossicati o ustionati, ma nessuno è in pericolo di vita. Sono intervenuti molti rimorchiatori con cannoni anti incendio e addirittura elicotteri con le benne antincendio abitualmente utilizzati per gli incendi boschivi. I danni sono gravissimi, l'isola e l'alberatura sono collassati, il ponte di volo ha ceduto in diversi punti. Si cerca di evitare che il fuoco, che ha ormai devastato l'hangar, raggiunga le casse di combustibile. Molti sostengono che la nave ormai sia una "total loss". Anche se così non fosse, ci sarà bisogno di molti anni di lavoro, e di enormi risorse finanziarie, per poterla rimettere in linea. Questo gravissimo incidente ha anche come conseguenza la sospensione del programma statunitense di poter disporre in modo continuativo, 365 giorni all'anno, di una piattaforma navale (LHD, LHA o CVN) equipaggiata con F-35 dislocata in prossimità delle coste cinesi.

anteprima logo RID USMC, via al ritiro degli ABRAMS

Con una cerimonia solenne effettuata presso la base del Marine Corps Air Ground Combat Center Twentynine Palms in California, la 1st Marine Division ha ritirato dal servizio il suo ultimo M-1A1 ABRAMS in forza al 1° Battaglione Carri dello USMC. Il preventivo pensionamento è stato avviato sulla base della nuova direttiva Force Design 2030 del Corpo dei Marines, decisa dall’attuale Comandante del Corpo, Generale Berger. Come noto, la decisione di ritirare assetti pesanti dalla prima linea, come i carri armati, deriva dalla necessità di modernizzare e re-allineare le capacità, le unità ed il personale verso aree di maggiore interesse operativo come quelle, tra l’altro, degli UAV e dei sistemi missilistici. Il 1° Marine Tank Battalion, destinato di conseguenza ad essere sciolto, era nato nel 1941 presso la base di Cap Lejune, ed è sempre stato parte integrante della 1st Marine Division operante sul versante Pacifico del Continente americano, dalla Seconda Guerra Mondiale fino alle recenti battaglie mediorientali. La scelta di rinunciare alla componente carri da parte dei Marines è stata criticata, ma con il mutamento degli scenari, ed il focus sull’Asia-Pacifico, altre capacità diventano automaticamente prioritarie, a dispetto di un sistema, l’MBT, con un treno logistico molto pesante e con tempi di dispiegamento che mal si conciliano con le nuove esigenze dell’USMC.

anteprima logo RID Londra rimuove l’embargo contro Riad

La Gran Bretagna ha rimosso l’embargo temporaneo sull’esportazione di armi verso l’Arabia Saudita. Nel giugno 2019 la Corte d’Appello britannica, infatti, deliberando su una causa intentata dall’organizzazione Campaign Against Arms Trade (CAAT), aveva imposto uno stop sulle nuove esportazioni di sistemi d’arma verso Riad obbligando il Governo a condurre una valutazione sugli episodi di violazioni dei diritti umani, in particolare bombardamenti con perdite civili, da parte saudita con l’eventuale utilizzo di armi di fornitura britannica. Nell’anno trascorso, il Governo britannico ha rivalutato i precedenti e tutta la questione e, malgrado siano confermati senza dubbio diversi casi di violazioni dei diritti umani nel conflitto In Yemen, è stato concluso che i casi non siano sufficienti a ritenere che l’Arabia Saudita costituisca un pericolo sistematico per il rispetto dei diritti umani. Da adesso in avanti, dunque, potranno essere perfezionati nuovi contratti. Durante questo periodo sono state comunque mantenute tutte le forniture già avviate in precedenza e il supporto sulle licenze già approvate. Il ban ha riguardato soltanto nuove richieste, che sono state dunque tutte sospese durante questi mesi. L’Arabia Saudita è un partner fondamentale per il Regno Unito ed anche il maggiore fra i clienti “fissi” delle industrie belliche britanniche. Riad come noto ha acquistato ed impiega Panavia TORNADO, Eurofighter TYPHOON, BAE Systems HAWK e relative armi fra cui PAVEWAY IV (Raytheon UK), BRIMSTONE e STORM SHADOW (MBDA).

anteprima logo RID Usa-Cina, prove di forza e la tensione sale

Gli USA stanno conducendo in questi giorni una serie di manovre nel Mar Cinese Meridionale con la portaerei REAGAN e la portaerei NIMITZ, culminate con una dimostrazione di forza che ha visto un B-52H del 2° Stormo Bombardieri dell’USAF unirsi ai gruppi di volo delle 2 unità dopo essere decollato dalla sua base stanziale di Barksdale, in Lousiana. Il velivolo ha effettuato una missione di ben 28 ore, prima di ridislocarsi sulla base di Andersen, a Guam. Una tale tipologia di missione rientra nel concetto Dynamic Force Emplyement, recentemente adottato dall’USAF per tenere nell’incetrezza gli avversari, leggi Cina e Russia, circa le linee e le direttrici di dispiegamento dei propri assetti. In pratica, il concetto, discendente dalla dottrina delle oeprazioni multi-dominio e distribuite, prevede di limitare al massimo il dispiegamento peramente dei velivoli in base avanzate, a vantaggio di dispiegamenti temporalmente limitati utilizzando anche basi secondarie e siti improvvisati. A tal proposito, da almeno un anno gli Stati Uniti stanno potenziando le installazioni presso l’atollo di Wake, a ovest delle Guam, per consentire il dispiegamento ed il supporto di bombardieri ed altre tipologie di velivolo e non solo la sosta intermedia per dislocamenti nel Pacifico. Probabilmente, l’intenzione degli USA è trasformare Wake, fuori dal raggio di azione dei missili a medio raggio e raggio intermedio cinesi, in una sorta di backup di Guam e in un grande hub per le operazioni aeree nel Pacifico. Contestualmente, la Cina sta svolgendo una serie di esercitazioni nei mari regionali - Mar Cinese Meridionale, Mar Cinese Orientale e Mar Giallo – con il coinvolgimento di Marina, Aeronautica ed Esercito. La crisi del COVID 19 ha accentuato la competizione tra Pechino e Washington e dallo scorso gennaio si è assistito ad una vera e propria escalation di manovre militari nella regione da parte di di entrambe le potenze.

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