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Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo RID Legge Di Paola, si cambia

Il nuovo Modello organico delle Forze Armate italiana a 150.000 uomini, introdotto dalla Legge 244/2012 “Di Paola” e da raggiungere entro il 2024, sarà con molta probabilità rivisto. Sul tema si è espresso ieri anche il Consiglio Supremo di Difesa nel cui ambito si “è convenuto sulla necessità di effettuare una verifica della Legge 244/2012, al fine di individuare eventuali correttivi in relazione al mutato contesto di riferimento, e di procedere al completamento del processo di riforma della Difesa in senso unitario e interforze”. Vedremo quali correttivi verranno adottati in tal senso. L’auspicio è che non si arrivi ad una mera deroga, o un mero aumento degli organici, ma che si riveda lo strumento militare nel suo complesso, che si ponga mano sul serio al rapporto tra componente operativa e non operativa, e che finalmente ci si indirizzi verso una Riserva nel vero senso della parola. Insomma, se si vuole davvero rivedere la “Di Paola” lo si faccia seriamente ed in maniera strategica, e non adottando provvedimenti contingenti e di breve respiro. Il Consiglio Supremo di Difesa ha affrontato pure la situazione legata alla pandemia – rispetto alla quale potrebbe crescere il ruolo della Sanità Militare – e degli scenari internazionali, con particolare riferimento alla Libia ed al Mediterraneo Orientale. Molto interessante anche il passaggio dedicato all’industria della difesa ed agli investimenti nel settore che “favoriscono lo sviluppo dell’intero Sistema Paese e fungono da traino soprattutto nei settori ad elevata tecnologia” con un riferimento all’”allocazione pluriennale delle risorse” che rimanda all’esigenza di predisporre quanto prima una legge quinquennale o sessennale per dare certezza alla pianificazione finanziaria nel settore più avanzato della manifattura italiana. Un’esigenza, quest’ultima, prevista dal Libro Bianco 2015 a cui finora non è stato possibile dare risposta poiché, ricordiamolo, l’approvazione del Disegno di Legge che avrebbe dato implementazione a buona parte del contenuto del Libro Bianco non arrivò a causa dello scadere della scorsa legislatura. L’auspicio, pertanto, è che quieto Parlamento, che ha ancora di fronte a sé un orizzonte di 3 anni, possa riprendere in mano il Libro Bianco o, quanto meno, alcuni dei suoi contenuti per consentirne l'implementazione.

anteprima logo RID Iran, annuncia la prima nave anfibia

L’Iran, tramite il proprio Capo di Stato Maggiore della Marina, Rear Admiral Hossein Khanzadi, ha annunciato sulle proprie trasmissioni di Stato e a fonti di stampa russe, il varo della prima unità anfibia (previsto per novembre), che avrà il nome di KHALIJ-E FARS (Golfo Persico). Secondo quanto dichiarato dall’Ammiraglio Khanzadi, l’unità sarà in grado di trasportare ed operare con reparti di volo dotati di elicotteri e droni, combinati con altri sistemi d’arma a lunga gittata. L’unità avrà, secondo quanto dichiarato, una notevole autonomia che gli permetterà di operare in oceano per un lungo periodo senza rifornimenti, in grado quindi di garantire una permanente presenza strategica nell’area di operazione. Sulla base delle informazioni fornite, la LHA iraniana avrà una lunghezza di 231 m e sarà in grado di imbarcare fino a 7 elicotteri, un gruppo di droni e piattaforme aeree per la guerra elettronica. I droni imbarcati potrebbero rivelarsi una combinazione di SEPEHER, SHAHAB-2 e HODHOD-4, ma l’intenzione è quella di permettere alla nuova unità di operare anche con il più grande UAV MOHAJER e con una combinazione di loitering munition. L’Ammiraglio Khanzadi ha inoltre annunciato che, sempre a novembre, verranno presentati anche l’”incrociatore” DENA, il cacciamine modello SABA e la lanciamissili ZEREH. Lo sforzo cantieristico iraniano, se si considerano le significative restrizioni dovute alle sanzioni imposte dalla Comunità Internazionale, riguarda pure la componente subacquea, con la costruzione del quarto esemplare del sottomarino FATEH che, secondo la Marina Iraniana, avrà propulsione AIP.

anteprima logo RID TEMPEST, niente fondi dall’Italia (per ora)

L’Italia per quest’anno non si impegnerà con una prima tranche di finanziamenti per il programma TEMPEST. La conferma – a meno di clamorose modifiche dell’ultima ora – arriva dal DPP (Documento Programmatico Pluriennale) della Difesa 2020 dove, appunto, il TEMPEST resta tra i programmi prioritari privi di finanziamento. Tutto è rimandato dunque al prossimo anno, quando è auspicabile possa materializzarsi una prima misura dell’impegno economico dell’Italia. Il nostro Paese resta dunque indietro non solo rispetto al Regno Unito, che per il programma ha stanziato 2 miliardi di sterline fino al 2025, ma anche rispetto alla Svezia, che si è già impegnata con i primi 63 milioni di euro. In questo modo, però, l’Italia rischia di vedere diminuire la sua capacità di influenzare i requisiti e si indebolisce nell’ottica delle future negoziazioni sulla suddivisione delle quote industriali. Tutti i dettagli su RID 12/20.

anteprima logo RID Francia, la nuova portaerei nel 2038 con il FCAS/SCAF

Il Ministro della Difesa francese Florance Parly ha confermato il programma per la realizzazione di una nuova portaerei che dovrà rimpiazzare la DE GAULLE attualmente in servizio a partire dal 2038. Sempre secondo quanto dichiarato dal Ministro, la nuova unità dovrà operare con una versione imbarcata del futuro caccia franco-tedesco-spagnolo FCAS/SCAF. Ciò significa che l’unità dovrà avere un dislocamento significativo ed un sistema di lancio con catapulte. Nessun dettaglio, invece, è stato reso noto al momento sul sistema di propulsione, con le 2 opzioni, nucleare e convenzionale, ancora sul tavolo.

anteprima logo RID La Corea del Nord svela nuovo ICBM

In occasione della parata per celebrare il 75° del Partito dei Lavoratori, è apparso per la prima volta pubblicamente un nuovo missile balistico intercontinentale, ICBM, dell’arsenale nordcoreano. Sul sistema d’arma non ci sono dettagli, ma a giudicare dalle foto sembrerebbe trattarsi di un ICBM pesante, più prestante degli  HWASONG-14/15 che Pyiongynag sta testando dal 2017. Il nuovo missile è trasportato su un autocarro TEL (Trasportatore Elevatore Lanciatore) dotato di 11 ruote, mentre i TEL degli HWASONG-14/15 ne hanno 9, e potrebbe essere equipaggiato pure con testate multiple di rientro, anche se su quest’ultimo aspetto è estremamente difficile giudicare dalle foto.

anteprima logo RID L’ipersonico ZIRKON colpisce il primo bersaglio in mare

Il Presidente Putin, nel giorno del suo 68° compleanno, ha ricevuto la comunicazione da parte del suo Capo di Stato Maggiore Difesa, Valery Gerasimov, del successo del primo lancio del missile ipersonico 3M22 ZIRKON (SS-N-33 per la NATO) contro un bersaglio in mare. Il missile è stato lanciato dalle celle verticali della fregata ADMIRAL GORSHKOV (project 22350), che incrociava nelle acque del Mar Bianco, ed ha colpito un bersaglio galleggiante nel Mar di Barents, a 450 km di distanza. Si tratta del secondo lancio per il missile ipersonico russo, che in gennaio, lanciato sempre dalla GORSHKOV, aveva volato dal Mar di Barentz fino a colpire un bersaglio terrestre negli Urali settentrionali, ad oltre 500 km di distanza. Lo sviluppo dello ZIRKON sarebbe stato avviato almeno nel 2011, anche se la sua esistenza è stata rivelata da Putin soltanto nel 2018 nel noto discorso con cui ha introdotto le nuove “super armi” della Russia. Alla fine dell’attuale fase di test, il missile entrerà in servizio sia su sottomarini sia sulle navi di superficie. Nel 2019 Putin aveva affermato che l’ordigno è capace di colpire bersagli a oltre 1.000 km di distanza volando a velocità prossime a Mach 9. A dicembre dello stesso anno, Putin ha affermato che lo ZIRKON sarà basato anche a terra; e già nelle fasi iniziali dello sviluppo avrebbe volato su bombardieri TU-22 BACKFIRE, suggerendo quindi anche la capacità di aerolancio. Nel suo comunicato, Gerasimov ha affermato che l’arma ha volato per 4,5 minuti a Mach 8 e ad un’altitudine di 28 km. Tempi e distanze, però, non tornano: 4,5 minuti a Mach 8 coprirebbero molto più di 450 km. Non si può escludere che il missile abbia pertanto compiuto ampie manovre “evasive”.

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