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Argomento Selezionato: Geostrategia
anteprima logo RID TEMPEST, Italia firma MoU trilaterale

Il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha sottoscritto insieme al Segretario di Stato per la Difesa del Regno Unito Ben Wallace e della Svezia Peter Hultkvist, un MoU (Memorandum of Understanding) che disciplina i principi generali per una collaborazione paritaria tra i 3 Paesi nell’ambito del programma per il sistema di combattimento aereo del futuro TEMPEST. L’accordo riguarda tutte le attività comprese la ricerca, lo sviluppo preliminare e gli studi di concetto, e sarà seguito da un Project Arrangement e dallo sviluppo di dettaglio, Full Development, che dovrebbe partire nel 2025. Ulteriori dettagli su RID 2/21.

anteprima logo Esercito Italiano Libano, esercitazione Green Zone 2020

Attuare il piano messo a punto dal comando di UNIFIL mediante procedure d’intervento immediato da adottare in caso di rischio ambientale e sanitario, determinato da sorgenti di inquinamento rilevate all’interno e all’esterno delle basi ONU dislocate nel Libano del Sud.

a cura dell'
anteprima logo Stato Maggiore Difesa EAU: l'Ambasciatore negli Emirati Arabi Uniti visita la FLAB

In occasione delle imminenti festività natalizie, Sua Eccellenza l'Ambasciatore d'Italia negli Emirati Arabi Uniti, Nicola Lener, ha fatto visita al contingente italiano presso la Forward Logistic Air Base di Al Minhad, Unità di stanza presso gli Emirati Arabi Uniti.

a cura dello
anteprima logo RID Il programma TWISTER, opportunità per l’Europa

A partire dal 2017, il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato 47 nuovi progetti militari nell'ambito del programma di Cooperazione Strutturata Permanente (CPS o PESCO), che potranno essere finanziati dal Fondo Europeo per la Difesa (EDF) a partire dal 2021 con un budget inizialmente previsto di 13 miliardi di euro, poi ridotto ad 8. L’ultima fogliata di 13 progetti selezionati, comunicata il 12 novembre 2019, include uno dei progetti più ambiziosi mai varati dai Paesi europei in collaborazione. Si tratta del programma TWISTER, acronimo di Timely Warning and Interception with Space-based TheatER surveillance. Il programma è guidato dalla Francia, Paese che si è molto speso per creare – ed ora per ottenere – finanziamenti a livello UE che potessero aiutare i bilanci nazionali ad investire in R&T ed R&D nei settori nei quali i Paesi europei soffrono di gap maggiori con le grandi potenze (USA, Cina e Russia in primis, naturalmente). Infatti, TWISTER mira a sviluppare un sistema antimissile basato su un intercettore endoatmosferico multiruolo in grado di contrastare, genericamente, “le minacce emergenti”. Sebbene non specificato dal programma, ci si riferisce senza ombra di dubbio a missili balistici a raggio intermedio, missili da crociera ipersonici o ad alto potenziale, glider ipersonici, cruise e aerei da combattimento di nuova generazione. Sulla natura di questa minaccia, rimandiamo agli articoli apparsi sugli scorsi numeri di RID. Come suggerisce l’acronimo, la parte che riguarda la sorveglianza e l’ingaggio iniziale del bersaglio dovrebbe essere assicurata da un sistema di allerta precoce basato su sensori satellitari. Al programma partecipano fin dall’inizio Italia, Finlandia, Olanda e Spagna. Al momento in cui scriviamo, la Germania si è aggiunta ai Paesi partecipanti e, dunque, ai potenziali acquirenti del futuro sistema. Il punto di partenza è il sistema missilistico SAMP/T sviluppato congiuntamente da Francia ed Italia, che già oggi è in fase di evoluzione per poter integrare capacità antimissile più spiccate per mezzo del nuovo intercettore ASTER 30B1 NT. In linea di principio, l’intercettore del progetto TWISTER andrebbe a colmare un vuoto di capacità nel settore, e permetterà ai Paesi europei che se ne doteranno di dare un contributo più sostanziale alla missione di difesa del territorio e delle forze della NATO, soddisfacendo al tempo stesso il livello di ambizione dell'Unione Europea nel campo della difesa missilistica (antibalistica e non solo), ovvero una maggiore autonomia da fornitori esterni, in questo caso gli Stati Uniti e i loro onnipresenti Raytheon PATRIOT (ma anche THAAD, vista la natura del sistema, come vedremo in seguito).

anteprima logo RID Un mini lanciatore per le operazioni distribuite

Lockheed Martin ha sviluppato un lanciatore quadrinato per i suoi nuovi missili leggeri polivalenti JAGM (Joint Air to Ground Missile), denominato JQL (JAGM Quad Launcher). Il sistema può essere installato sia su piccole unità navali da pattugliamento sia su veicoli terrestri, ed è dotato di un quinto tubo per lo sfogo del gas di scarico del missile. In alcuni rendering rilasciati dall’azienda, il JQL viene mostrato installato sia sui veicoli tattici JLTV, sia sulle motovedette Mk VI, sia, ancora, sulle fregate leggere MMCS. Il JAGM nasce originariamente come arma anticarro aria-superficie, ma poi è evoluto in arma polivalente capace anche di ingaggio superficie-superifcie (esattamente come l’HELLFIRE da cui deriva). Lo sviluppo di questo mini-lanciatore rientra a pieno titolo nel concetto di letalità distribuita che sta indirizzando la recente dottrina americana e non solo. Ulteriori dettagli su RID 2/21.

anteprima logo RID F-35 per EAU, vendita sempre più vicina

Come noto, lo scorso 10 novembre il Dipartimento di Stato americano ha approvato la vendita di un pacchetto di armamenti – comprensivo di 50 cacciabombardieri F-35A LIGHTNING II, 18 UCAV MQ-9B REAPER e munizionamento vario – agli Emirati Arabi Uniti, per un valore di circa 23 miliardi di dollari (dei quali 10,4 relativi ai LIGHTNING II). Tale vendita, tuttavia, è stata fortemente contestata da 3 senatori (2 democratici ed un repubblicano) tanto da spingerli, lo scorso 9 dicembre, a presentare in Senato una doppia proposta volta a bloccare l’accordo, proposta respinta seppur con un margine ridottissimo. Teoricamente il via libera del Senato avvicina ulteriormente la vendita degli F-35A agli EAU che, tuttavia, potrebbe essere rivista o bloccata da Biden nel caso in cui l’accordo non venga finalizzato entro le 5 settimane che mancano al suo insediamento. Le perplessità rispetto alla chiusura dell’accordo, soprattutto per la parte concernente gli F-35, derivano dalla discutibile preoccupazione di molti – pare anche all’interno della futura Amministrazione – riguardo alla cessione di un sistema d’arma particolarmente avanzato ad un Paese che, anche nel settore difesa, mantiene rapporti molto stretti con Cina e Russia. Tali preoccupazioni, tuttavia, non tengono in debita considerazione il fatto che gli EAU già dispongono di una delle varianti più avanzate dei caccia F-16 (gli F-16E/F Block 60 DESERT FALCON), nonché di sistemi missilistici PATRIOT e THAAD, tralasciando la costante presenza di F-35A dell’USAF presso la base emiratina di al-Dhafra. Un’altra motivazione, maggiormente pertinente, addotta dal fronte contrario all’accordo considera la vendita, al netto del suo enorme valore economico e geopolitico - i velivoli emiratini rappresenterebbero un ulteriore deterrente rispetto all’Iran, il che spiega la non opposizione israeliana - un elemento che verrebbe visto dall’Iran come ulteriore minaccia alla propria sicurezza, rendendo ancor più difficile la ripresa di un dialogo con Teheran, considerato uno dei punti fondamentali della politica estera annunciata da Biden. Tornando ad aspetti maggiormente commerciali, in caso di chiusura dell’accordo quella emiratina diverrebbe la 19ª forza aerea - la prima nell’area del Golfo Persico – a disporre del LIGHTNING II.

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