LEONARDOFincantieri
Viaggi RID
Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID IRINI, la missione prende forma

Pur con qualche ritardo, dovuto a problemi e rimpalli di natura politica, la missione nel Mediterraneo IRINI che ha rimpiazzato SOPHIA sta prendendo forma. Al momento, la missione ha iniziato ad operare con una nave francese e 2 velivoli da pattugliamento – uno lussemburghese ed uno polacco – ed è curioso che l’Italia, che ne detiene il Comando con l’Amm. Fabio Agostini e che ne ospita il Quartier Generale – non abbia ancora implementato il proprio impegno. Ieri il Ministro degli Esteri Di Maio ha detto che il contributo del nostro Paese, che verrà formalizzato nel Decreto Missioni a breve in Parlamento (presumibilmente la prossima settimana), riguarderà una nave, un MPA P-72A ed un UAV REAPER per un dispositivo complessivo di circa 500 uomini.

anteprima logo RID Portaerei, la confusione dell’US Navy

Il Segretario dell’US Navy ad interim James McPherson, d’accordo con il Segretario in pectore Kenneth Braithwaite, ha deciso di interrompere lo studio Future Carrier 2030 che avrebbe potuto portare al taglio del programma per le nuove portaerei FORD, limitandole a 4 esemplari, ed all'acquisizione di portaerei più piccole a propulsione convenzionale. Lo studio era stato lanciato dal precedente Segretario Thomas Modly, dimessosi dopo aver silurato il Comandante della portaerei THEODORE ROOVELT per la vicenda COVID 19, e la sola notizia del suo avvio aveva immediatamente suscitato le levata di scudi delle lobby congressuali legate alla cantieristica americana. L’US Navy sembra dunque voler proseguire con il programma FORD, ma resta comunque l’ipotesi sul tavolo di rinunciare a 2 unità della classe con il numero delle portaerei che si ridurrebbe così da 11 a 9. Del resto i costi delle FORD sono esorbitanti e l’US Navy deve valutare bene se un investimento così massiccio è realmente costo-efficace alla luce dei nuovi scenari a più alto contrasto militare e della proliferazione di sistemi a lungo raggio antinave balistici e da crociera, e di loitering munitions e droni. Non a caso, la US Navy, unitamente ai Marines, ha elaborato la dottrina delle DMO (Distributed Maritime Operations) che richiede l’impiego di forze navali – incluse nuove tipologie di unità piccole e non pilotate, o a basso livello di pilotaggio - in grado di operare in maniera dispersa e distribuita per offrire al nemico una minore impronta di targeting, più linee d’attacco e “dilemmi” con i quali mandarne in confusione il dispositivo e ribaltare l'iniziativa a proprio vantaggio. In questo contesto, è stato avviato una revisione delle forze – INFSA (Integrated Naval Forces Structure Assesment) – che porterà alla ristrutturazione delle forze navali americane e che verrà resa pubblica nelle prossime settimane.

anteprima logo RID Corvette europee, i dettagli

Le nuove corvette europee stanno iniziando a prendere forma. Il programma - che rientra nel pacchetto PESCO (Permanent Structured Cooepration) e che al momento vede ufficialmente partecipare Italia (nazione guida), Francia, Spagna e Grecia – prevede la realizzazione di una famiglia di corvette modulari adattabili a esigenze diverse. Nella fattispecie, la Marina Militare, nel cui ambito le EPC sono ancora denominate PPX, punta ad un grosso pattugliatore polifunzionale – a differenza, per esempio, dei Francesi che vogliono una corvetta – da circa 3.000 t di dislocamento ed attorno ai 110 m di lunghezza con il quale rimpiazzare le classi COMANDANTI (nella foto) e CASSIOPEA con un’esigenza quantificata in 8 esemplari. L’armamento prevede un modulo da 8 celle per missili MBDA ASTER o CAMM ER – ancora la Marina non ha preso nessuna decisione in merito – ed un cannone Leonardo SOVRAPONTE da 76 mm con munizionamento VULCANO per il tiro controcosta. Il sensore principale sarà il Leonardo AESA GRAND NAVAL. Al momento non è prevista la dotazione di missili sup-sup antinave MARTE ER o TESEO EVO, mentre per quanto riguarda eventuali capacità antisom non si esclude la possibilità di dotare le navi di una cortina trainata. Riguardo a quest’ultimo aspetto c’è, per esempio, una grande differenza con la Grecia che vuole il sonar a scafo per le proprie navi. L’apparato propulsivo sarà diesel-elettrico e le unità avranno un ponte di volo dimesionato per operare con un elicottero NH-90 armabile con missili antinave MBDA MARTE ER. Come si vede, dunque, la Marina al momento sembra intendere le EPC come pattugliatori a cui affidare compiti di “seconda linea” mentre quelli di prima linea e più combat verrebbero lasciati a FREMM, PPA e DDG. A tal proposito non ci sono novità circa la vendita di 2 FREMM GP alla Marina Egiziana e le eventuali forme di compensazione per la MM che resterebbe con 2 unità combattenti in meno, uno scenario francamente inaccettabile a fronte della “gara navale” in atto in tutto il Mediterraneo.

anteprima logo RID Una nave anfibia leggera per lo USMC

Su queste colonne ne parliamo ormai da più di un anno – periodo durante il quale in diverse occasioni abbiamo affrontato l’argomento sulla base di quanto andava maturando sul piano dottrinale negli USA – ma adesso arriva anche l’ufficialità. La US Navy ed i Corpo dei Marines vogliono un’unità anfibia leggera di nuova generazione – LAW (Light Amphibious Warship) – per operare nell’ambito dei 2 nuovi costrutti dottrinali/operativi delle operazioni marittime distribuite (DMO, Distributed Maritime Operations) e delle EABO (Expeditionary Advance Base Operations). L’obbiettivo è acquisire 30 esemplari di questa nuova unità. La nave, il cui concetto è stato per la prima volta reso pubblico durante un recente briefing del Naval Sea Systems Command, sarà un ibrido tra un’unità convenzionale ed un mezzo da sbarco, e potrà per questo pure spiaggiare, avrà un’area cargo di 743 m², una velocità di crociera di 14 nodi, una gruetta da 13 t, per l'immissione in acqua di carichi o barchini d’assalto, una lunghezza di 60 m ed un’autonomia di 3.500 miglia nautiche. Sarà inoltre configurabile con un ponte per l’elicottero, avrà un equipaggio di 40 persone e potrà operare con una Littoral Raid Force di 75 Marines. Tutti gli approfondimenti su RID 6/20.

anteprima logo RID Il CAVOUR rientra alla base

Nelle ore mattinali del 6 maggio, la portaerei CAVOUR ha attraversato il Canale Navigabile ed è tornata al suo posto d’ormeggio nella Nuova Stazione Mar Grande di Taranto. Svoltosi con l'ausilio di 2 rimorchiatori pronti a intervenire in caso di necessità, l’evento ha rappresentato il culmine di un periodo di lavori e interventi - a cura dell’Arsenale Militare Marittimo del capoluogo ionico - iniziati nell'estate del 2019 e anche propedeutici all’imbarco sull’unità dei velivoli a decollo corto e appontaggio verticale F-35B dell’Aviazione Navale italiana. I lavori d’adattamento hanno riguardato, in senso lato, il ponte di volo, l’hangar e una serie di locali interni: da ricordare inoltre l’incremento della dotazione di combustibile per tutti i modelli di aeromobili di futuro imbarco sul CAVOUR, mentre fra i sistemi di nuova installazione finalizzati all’impiego degli F-35B, vanno menzionati l’ALIS (Autonomic Logistics Information System) e il JPALS (Joint Precision Approach and Landing System). La prossima attività vedrà il CAVOUR solcare le onde dell’Atlantico per recarsi negli Stati Uniti, dove si procederà all’imbarco dei primi F-35B e alla condotta di alcune esercitazioni con unità dell’US Navy.

anteprima logo RID Pacifico, confermata l’esercitazione RIMPAC

Nonostante la crisi del COVID 19, la U.S. Navy ha annunciato la conferma dello svolgimento dell’esercitazione RIMPAC 20, la più grande esercitazione navale del mondo, nelle acque antistanti le isole Hawaii. La decisione americana può essere considerata un chiaro messaggio di risposta alla Cina, che in quest’ultimo periodo ha incrementato in maniera significativa la propria attività navale nel Pacifico, ed in particolare nel Mar Cinese Meridionale, e, contestualmente, un messaggio di rassicurazione e vicinanza agli alleati. È stato però aggiunto che le attività addestrative verranno limitate alla sola componente in mare, senza la complementare parte anfibia. Cancellati di conseguenza anche tutti gli, altrettanto importanti, eventi sociali sulle isole, che hanno sempre avuto la finalità di amalgamare il personale e rinsaldare i rapporti tra le nazioni alleate degli USA in Pacifico, e non solo. Le attività vedranno una riduzione anche nel periodo totale dedicato, dal 17 al 31 agosto, invece che le consuete 5 settimane da giugno ad agosto. Sconosciuto allo stato attuale il numero delle unità che parteciperanno a questa edizione, e la loro relativa provenienza, nonchè le misure cautelative che verranno messe in atto per proteggere gli equipaggi e garantire il raggiungimento degli alti standard addestrativi richiesti dall’esercitazione, sopratutto negli ambiti degli staff complessi. Alla sua ultima edizione di 2 anni fa, la Rim of the Pacific exercise (RIMPAC) registrò la partecipazione di 46 unità di superficie e 25000 uomini e donne provenienti da 25 differenti nazioni. Le comunità e le Autorità delle Isole Hawaii, nella persona del Governatore, David Ige, e del sindaco di Honolulu, Kirk Caldwell, hanno espresso vivo compiacimento per la decisione della Marina Americana, quale ulteriore passo verso la normalizzazione della situazione nell’arcipelago che ha registrato solo 613 casi di COVID-19 alla data odierna. La decisione americana di confermare l’esercitazione può essere considerata un chiaro messaggio di risposta alla Cina, che in quest’ultimo periodo ha incrementato in maniera significativa la propria attività navale nel Pacifico, ed in particolare nel Mar Cinese Meridionale, e, contestualmente, un messaggio di rassicurazione e vicinanza agli alleati.

  1 2 3 4 5 6 7 8 Next >>