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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID Un sottomarino non pilotato per la Royal Navy

La Royal Navy ha deciso di acquisire un dimostratore tecnologico di Extra Large Unmanned Underwater Vehicle (XLUUV). Il battello è prodotto dalla MSubs Ltd di Plymouth, un’azienda specializzata in mini-sommergibili, pilotati e non, con in portafoglio diverse soluzioni che spaziano da Dry Combat Submersibles sviluppati per le forze speciali, inclusi i SEAL americani, fino al sottomarino-bersaglio Mobile Anti-Submarine Training Target (MASTT) sviluppato per l’US Navy. Il programma XLUUV era stato avviato nella primavera del 2019 sotto gli auspici del Defence and Security Accelerator (DASA) del MOD britannico, che si occupa di progetti innovativi e sperimentazione. Il dimostratore verrà ottenuto a partire dall’S201, un sommergibile con equipaggio di MSubs Ltd, lungo circa 9 m e capace di operare a profondità di 300 m. MSubs Ltd ne ha sviluppato un derivato senza equipaggio, il MANTA. Per l’XLUUV si prevede però una lunghezza di 30 m, come detto dal 1st Sea Lord e riportato nelle note ufficiali di Ministero e Marina. Nella Fase 1, ora avviata e che dovrebbe durare circa un anno, MSubs Ltd dovrà dimostrare la capacità del suo XLUUV, ottenuto per conversione di una piattaforma già esistente, di navigare autonomamente ed operare e piazzare in acqua carichi di missione da 250 kg. Al battello è richiesto un payload di almeno 2 t, e spazi riconfigurabili superiori ai 2 m³. Se la prima fase avrà buon esito, una seconda seguirà per dimostrare la capacità di integrare payload di missione intercambiabili sviluppati da terze parti oltre che la capacità di impiegare vari sensori, comunicare in modo occulto con le forze amiche e piazzare e recuperare carichi sul fondale. Secondo i requisiti, alla fine della Fase 2, dovrà essere stata dimostrata la capacità di operare indipendentemente per un minimo di 3 mesi a distanze di fino a 3.000 miglia dalla base. Ulteriori approfondimenti su RID 4/2019. Per l’XLUUV si prevedono essenzialmente 3 tipi di missione. Nella prima, il payload sarebbe principalmente dedicato alla sorveglianza contro obiettivi di superficie / sulla costa, e il sommergibile opererebbe quindi a quota periscopio. La missione che sembra stare più a cuore alla Royal Navy è comunque quella di picchetto avanzato ASW, con pattugliamento in profondità con sonar per sorvegliare i movimenti dei sottomarini ostili. La terza missione prevede di piazzare, ed eventualmente recuperare in seguito, carichi sul fondale marino, come ad esempio sensori sonar. In seguito alla crescita esponenziale delle attività della flotta subacquea russa, il 1st Sea Lord ha già da tempo indicato che la capacità ASW e le operazioni nel Mare del Nord sono la principale priorità per la Royal Navy, ponendola addirittura davanti alla maturazione del Carrier Strike Group.

anteprima logo RID Varata la prima corvettona per il QATAR

Si è svolto oggi presso lo stabilimento di Muggiano (La Spezia) il varo tecnico della corvettona AL ZUBARAH, prima unità di una classe di 4, in precedenza conosciuta come DOHA, appartenente alla fornitura che Fincantieri ha in corso con il Paese del Golfo e comprendente pure 2 OPV ed una LPD. La AL ZUBARAH, che ha una lunghezza di 107 m ed un dislocamento superiore alle 3.000 t, verrà consegnata nel 2021. Tutti i dettagli su RID 4/20.

anteprima logo RID DYNAMIC MANTA 2020 al largo della Sicilia

Ha preso l’avvio nella mattinata del 24 febbraio scorso da Catania l’esercitazione NATO DYNAMIC MANTA 2020 (DYMA 2020) che si sta sviluppando nell’alto Ionio al largo della costa orientale della Sicilia, con conclusione prevista per il 6 marzo. Questa edizione della DYMA 2020 vede coinvolte 9 Nazioni della NATO (Canada, Francia, Germania, Grecia, Italia, Spagna, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti) che hanno schierato 7 unità di superficie, 5 sommergibili, 5 pattugliatori marittimi, 6 elicotteri imbarcati e 2 basati a terra. Stanno partecipando alle manovre i sommergibili ROMEI e TODARO (Italia), KATSONIS (Grecia), 18 MART (Turchia), CASABIANCA (Francia); le fregate CARABINIERE (Italia) unità “Flagship”, FREDERICTON (Canada), AEGEAN (Grecia), SALIHREIS (Turchia), PROVENCE (Francia), CRISTOBAL COLON (Spagna); GAZIANTEP (Turchia) chwe si aggregherà nel periodo 1-3 marzo. Presente in mare altresì la NRV ALLIANCE, unità polivalente di ricerca idro-oceanografica della NATO. La unità sono poste alle dipendenze del Comandante dello Standing NATO Maritime Group 2 (TG 1100.2) Contrammiraglio Paolo Fantoni (Marina Militare). Le prime 4 unità compongono attualmente la TU 1100.02.02 dello SNMG 2, impiegata per attività operativa in tutto il bacino del Mediterraneo, mentre l’altra Task Unit (TU 1100.02.01) su 5 unità è impegnata in Egeo in attività di monitoraggio e controllo dei flussi migratori. Gli assetti aerei dispiegati sono costituiti, uno per velivolo, da P-8A POSEIDON (Stati Uniti), CN-235 (Turchia), ATLANTIQUE 2 (Francia), CP-140 AURORA (Canada) e P-3C CUP+ (Germania). Sulle unità navali sono imbarcati, uno per ciascuna, elicotteri SH-90 (Italia), NH-90 (Francia), SH-60B SEAHAWK (Spagna), S70B SEAHAKW (Grecia e Turchia), CH-148 CYCLONE (Canada). Da terra partecipano alle manovre un EH-101 MERLIN Mk-2 (Regno Unito) ed un EH-101 ASW (Italia) del 3° Gruppo Elicotteri. La DYNAMIC MANTA costituisce un appuntamento addestrativo finalizzato ad assicurare l'interoperabilità tra le componenti di superficie, subacquee ed aeree nella lotta antisommergibile delle Marine NATO, validandone al contempo la prontezza ed affinandone il coordinamento operativo, consentendo altresì la valutazione di nuove tattiche di contrasto antisommergibile.

anteprima logo RID In disarmo la fregata SCIROCCO

Ultimo ammaina bandiera per la fregata SCIROCCO, oggi, giovedì 20 febbraio.

anteprima logo RID USMC: primo test operativo per l’ACV

Nel primo test operativo del nuovo 8x8 anfibio, i Marines statunitensi hanno verificato con successo le sue prestazioni effettuando lanci e recuperi dall’LPD-25. Alla fine di gennaio 5 SUPERAV sono stati infatti trasportati a bordo dell’unità da assalto anfibio a bacino allagabile SOMERSET (LPD-25) in navigazione al largo di Camp Pendleton simulando un’operazione reale di sbarco. Nel corso dei test, che sono durati 3 giorni (per 50 ore di moto complessive) si sono volute verificare proprio la capacità di lancio e recupero da nave come previsto dall’ACV 1.2 (step previsto dal programma ACV come fase successiva all’ACV 1.1). I mezzi si sono comportati benissimo riuscendo a svolgere quanto stabilito nonostante le condizioni meteo molto variabili, con mare che ha superato lo stato 4 (ed è stato indicato come “stato 4,1”), cioè le condizioni molto mosse. Ricordiamo che il requisito (indicato nell’ACV 1.2) prevede che l’anfibio mantenga tale capacità (cioè quella di scendere in acqua ed essere recuperato dalla LPD) fino a stato 3. E’ evidente, quindi, che tali prestazioni - ben oltre il previsto - abbiano “fatto colpo” sulla “comunità anfibia” dell’USMC presente numerosa a queste prove, convincendo anche gli ultimi scettici sul fatto che un ruotato come il SUPERAV possa fare ciò che l’USMC ha sempre fatto solo con cingolati (per la verità il SUPERAV ha fatto molto meglio del AAV che andrà a sostituire). In parallelo prosegue anche il programma italiano VBA (Veicolo Blindato Anfibio) per un mezzo anfibio, anche se con alcuni cambiamenti molto significativi. Congiuntamente gli Stati Maggiori dell’Esercito e della Marina hanno infatti rivisto l’Esigenza Operativa destinata alla Joint Landing Force anfibia (su framework della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare, CNPM) tenendo ampiamente conto proprio dell’attività di sperimentazione effettuata dai Marines americani con il SUPERAV realizzato per gli USA. Il SUPERAV destinato all’Italia per il programma VBA non è più il veicolo “originario” presentato anni or sono poiché recepisce gran parte delle migliorie introdotte da Iveco DV per il programma ACV. L’idea sarebbe quella di ridurre al minimo (se non azzerare del tutto) l’attività di sperimentazione e certificazione del VBA facendo tesoro di tutto il lavoro svolto dall’USMC. Il VBA destinato ad EI ed MM sarebbe quindi di fatto un SUPERAV con minime modifiche rispetto alla versione ACV dei Marines, se non per la componente dell’armamento e delle dotazioni di comunicazioni e comando e controllo (realizzate interamente nel nostro Paese, ovviamente). Ulteriori dettagli su RID 3/2020, prossimamente in edicola.

anteprima logo RID L’US Navy vuole ritirare le prime 4 LCS

Adesso è anche ufficiale. L’US Navy ha deciso di ritirare (molto) anzitempo le prime 4 LCS – 2 della classe FREEDOM e 2 della classe INDEPENDENCE - unità entrate in servizio tra 6 e 12 anni fa. La decisione dell’US Navy ha a che fare con i mutamenti di scenario, sempre più convenzionali, e con le relative limitazioni in termini di capacità combat delle LCS, nate essenzialmente per operare in contesti asimmetrici a bassa intensità. Non a caso, l’US Navy ha già da tempo lanciato un programma di potenziamento delle unità, che a questo punto resteranno in linea, per dotarle di missili antinave NSM e di missili leggeri HELLFIRE lanciabili da un modulo verticale - Surface-to-Surface Missile Module (SSMM) - da 24 pozzetti.

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