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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID La Cina vara la prima LHD Type 075 da 40.000 t

Presso i cantieri China State Shipbuilding Corp di Hudong-Zhonghua/Shangai è stata varata la prima unità multiruolo d’assalto anfibio Type 075 della Marina Popolare cinese (PLAN). La nave, sviluppata e costruita interamente dalla CSSC, dovrebbe completare la fase di allestimento a Shangai nei prossimi 3/4 mesi, per poi effettuare le prime prove in mare a partire dalla primavera del 2020, sebbene non esistano conferme della PLAN al riguardo. Il progetto di un’unità portaelicotteri con capacità di assalto anfibio da 40.000 t è partito ufficialmente nel 2011, ma la costruzione della prima unità è avvenuta in tempi record (meno di un anno dal taglio della chiglia al varo). Peraltro, una seconda LHD gemella risulta già in costruzione, mentre si vocifera di un’ulteriore nave di maggiori dimensioni (non è chiaro se si tratterà di una Type 075A/+, o di una nuova classe). Una volta operativa, la Type 075 andrà a rafforzare sensibilmente le capacità anfibie della Marina Cinese, attualmente basate unicamente su 5 LPD Type 071 classe YUZHAO (altre 3 sono in costruzione) da 25.000 t. In attesa di eventuali conferme ufficiali sulle specifiche, la LHD (ancora senza nome) dovrebbe dislocare tra le 36.000 e le 40.000 t a pieno carico ed essere in grado di ospitare 28/30 elicotteri (tra vecchi Z-8 da trasporto pesante, i loro successori Z-20 ed i più piccoli utility Z-9, numeri enormi rispetto agli appena 4 Z-8 imbarcabili sulle LPD Type 071), movimentabili con 4 elevatori che collegheranno il ponte di volo con l’hangar. La lunghezza dovrebbe attestarsi attorno ai 250 m, per circa 30 m di larghezza. Ulteriori dettagli su RID 11/19.

anteprima logo RID Marina, addio anche alle ultime MINERVA

Si chiude oggi 25 settembre la ultratrentennale storia delle corvette classe MINERVA, 8 relativamente potenti e sofisticate unità, costruite tra il 1984 e il 1991 per la Marina Italiana. Con la tradizionale cerimonia dell’ultimo ammaina bandiera ad Augusta, sede del COMFORPAT cui appartenevano, escono infatti di scena anche le ultime superstiti della classe, DRIADE e CHIMERA, consegnate rispettivamente nel 1990 e 1991, in posizione di RDT dal 1° aprile 2019. Entrambe appartengono al secondo lotto, seguito alle prime 4 unità ordinate nel 1982 e consegnate nel 1987-1988. Navi lunghe 87 m e da 1.285 t di dislocamento p.c., le MINERVA non si erano limitate a modernizzare la seconda linea della flotta, sostituendo altrettante vecchie corvette classi ALBATROS e DE CRISTOFARO, degli anni ’50-’60, ma imbarcavano sensori e sistemi d’arma di ultima generazione come il cannone COMPATTO da 76/62 mm, un impianto ottuplo per missili sup/aria ALBATROS/ASPIDE, 2 lanciasiluri ILAS-3 antisom trinati, mentre gli spazi disponibili erano utilizzabili per eventuali implementazioni, compresi missili antinave. Dagli anni 2000 l’armamento era stato ridotto per risparmiare contenere i costi, e le MINERVA si erano trasformate in pattugliatori armati col solo COMPATTO e 2 pezzi da 25 mm. Nel 2012 era iniziato il disarmo delle unità del primo lotto, ed entro il 2017 in 4 sono state convertite in OPV per la Guardia Costiera del Bangladesh, formando la classe LEADER. Anche le ulteriori 4 corvette radiate dal 2017 sono a disposizione per eventuale vendita sul mercato dell’usato navale.

anteprima logo RID NATO REPMUS 2019

Grazie ad un press tour organizzato dalla NATO, RID ha potuto seguire da vicino la campagna sperimentale Recognized Environmental Picture augmented by Maritime Unmanned Systems (REPMUS 2019), in corso nell’area esercitazioni di Troia, in Portogallo (11-27 settembre). La campagna coinvolge 800 uomini da 7 paesi NATO (Belgio, Italia, Polonia, Portogallo, Turchia, Gran Bretagna e Stati Uniti) dei 14 membri che, dalla riunione ministeriale dei ministri della Difesa del 3 ottobre 2018, si sono impegnati a cooperare nell’introduzione in servizio dei sistemi unmanned ad impiego marittimo (Maritime Unmanned Systems). A supporto dei partecipanti intervengono anche i centri specializzati della NATO: il Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) di La Spezia e il Centre of Excellence for Naval Mine Warfare (COE NMW) di Ostende (Belgio). Invitati pure centri di ricerca universitari e non (per esempio Università di Porto, Università delle Hawai, Office of Naval Research della U.S. Navy) e industrie (ad esempio BAE Systems, Qinetic, IAI, UAVision). Lo scopo dell’esercitazione è sviluppare e/o testare concetti operativi, requisiti ed avanzamenti tecnologici nel campo delle comunicazioni tra droni di ogni ambiente, tra di loro o con le piattaforme-madre. A tal proposito sono presenti numerosi mezzi unmanned di ogni ambiente operativo, aereo (UAV), terrestre (UGV), marino (USV) e sottomarino (UUV). Gli scenari principali delle esercitazioni comprendono la lotta alle mine (Mine Counter Measures, MCM), la guerra sottomarina, la raccolta di informazioni (ISR) e il soccorso il mare (SAR). Il cuore delle operazioni di contrasto alle mine è la nave idro-oceanografica portoghese DON CARLOS, che funge da base per i team belga, polacco, portoghese, italiano, turco e statunitense. I team si alternano nelle operazioni simulando la ricognizione delle aree marittime antistanti la località portoghese di Sesimbra alla ricerca di mine e oggetti sommersi. I materiali a disposizione includono Autonomous Underwater Vehicle (AUV) REMUS 100 (Belgio, Italia, Stati Uniti), Teledyne GAVIA (Polonia, Turchia) e alcuni mezzi autocostruiti da laboratori civili come l’istituto portoghese INESCTEC, che raggruppa un consorzio di 13 centri di ricerca in 6 località portoghesi. Una parte delle esercitazioni prevede anche la preparazione di uno sbarco anfibio a cura dei team italiano e statunitense. Lo sbarco include elementi e teleguidati aerei, navali e terrestri. Le operazioni sottomarine hanno come base principale la nave idro-oceanografica ALMIRANTE GAGO COUTINHO, gemella del DON CARLOS, che per l’occasione ospita il personale del CMRE, impegnato nei test del protocollo di comunicazione JANUS (peraltro nave ALLIANCE è ai lavori). Il nuovo protocollo mira a ridurre le comunicazioni in voce tra sottomarini e unità di superficie per via radio, preferendo invece l’invio di messaggi di testo criptati. Inoltre, JANUS permette di condividere con i sottomarini dati quali i rilevamenti AIS delle navi in zona o addirittura immagini delle stesse. L’ALMIRANTE GAGO COUTINHO è in contatto con il sommergibile portoghese TRIDENTE, classe U-214, che incrocia in zona, e che usa come relay comunicazioni il Boeing/Liquid Robotics WAVE GLIDER del CMRE, sperimentando al contempo interazioni con altri AUV. Le operazioni di superficie (navali e terrestri) sono invece condotte principalmente a partire da Panatroia, dove è stato installato un campo base, un centro comando e controllo (C2), una pista di decollo improvvisata per gli UAV e numerosi sensori (radar, elettro-ottici, elettronici). Naturalmente le operazioni di superficie si avvalgono della collaborazione delle 2 navi idrografiche, nonché della presenza della fregata portoghese ALVARES CABRAL, classe VASCO DE GAMA (tipo MEKO 200), e del cacciatorpediniere statunitense USS PORTER, classe ARLEIGH BURKE. A margine dell’esercitazione, il DDG statunitense è impegnato in alcune operazioni notturne in collaborazione con la Marina Portoghese. Secondo le indiscrezioni, si tratta di ulteriori studi sulle operazioni con AUV per la preparazione di sbarchi anfibi o operazioni speciali in ottica DMO (Distributed Maritime Operations). Nei pressi della base operano anche 2 USV della Royal Navy, il BAE Systems P950 e l’L3 Harris MAST-9, nonché numerosi gommoni di servizio ed RHIBs. Come quasi tutte le esercitazioni NATO, il risultato desiderabile è l’interoperabilità. L’esercitazione REPMUS 2019 e le edizioni successive tenteranno infatti di creare degli standard operativi che consentano di operare numeri significativi di teleguidati contestualmente ed in maniera coordinata sia in termini dottrinali che in termini tecnologici, a cominciare dalla possibilità di mettere in network droni diversi attraverso uno standard comune sulle comunicazioni. Importante anche il ruolo dell’intelligenza artificiale (AI), che permetterà di costruire sistemi di sistemi sempre più complessi ed autonomi. REPMUS 2019 non comprende ancora alcun elemento strutturale di questo genere, ma l’AI viene ripetutamente evocata come pilastro centrale dell’architettura dei sistemi futuri. Qualche elemento di AI potrebbe essere disponibile già per la prossima edizione.

anteprima logo RID Cambio di comando a COMSUBIN

Si è svolta oggi, nella storica base del Varignano (Spezia) ed alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina, Amm. Giuseppe Cavo Dragone, la cerimonia di cambio di comando del Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei”. All’Amm. di Divisione i Divisione Paolo Pezzutti è subentrato il Contrammiraglio Massimiliano Rossi. L’Ammiraglio Pezzutti ha lasciato l’incarico di Comandante del  COMSUBIN, al termine di un intenso periodo durato quasi 4 anni, per andare a ricoprire il ruolo di Comandante della Seconda Divisione Navale con sede a Taranto. L’Ammiraglio Rossi ha assunto il comando del reparto dopo aver già ricoperto l’incarico di Comandante del Gruppo Operativo Incursori e quello di Capo di Stato Maggiore del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali. A margine della cerimonia, svoltasi nel consueto clima informale che contraddistingue tradizionalmente tali eventi in seno alla “famiglia” COMSUBIN, l’Amm. Cavo Dragone si è brevemente soffermato con i giornalisti presenti, tra cui anche lo Scrivente, tornando, dopo la sua audizione in Parlamento che ha preceduto la pausa estiva, sull’emergenza del personale e ribadendo il concetto che gli attuali numeri, e più ancora quelli previsti dalla Riforma Di Paola, sono insufficienti a garantire un’efficace gestione della Forza Armata, alla luce dei suoi innumerevoli impegni. Un fronte particolarmente critico è quello degli Arsenali dove in assenza di correttivi, ai quali la Difesa sta lavorando, si rischia di arrivare al 2024 “ad un punto di non ritorno”. Infine, il Capo di Stato Maggiore della Marina ha voluto rimarcare ancora una volta l’importanza e la strategicità del mare per un Paese come l’Italia assicurando che la Marina Militare farà di tutto per divulgare certi concetti e per far crescere una più attenta percezione da parte dell'opinione pubblica sui grandi temi della marittimità.

anteprima logo RID La Thailandia ordina una LPD in Cina

Prosegue il rafforzamento della Marina Thailandese nel settore anfibio, con un occhio alla gestione delle catastrofi: il 7 settembre è infatti stato siglato un contratto da 200 milioni di dollari (130, secondo altre fonti) con la China Shipbuilding Industry Corporation per la costruzione di una grande LPD da 25.000 tonnellate Type-071E. Dopo il devastante tsunami del 2004, infatti, gli ammiragli di Bangkok hanno avviato un graduale potenziamento degli assetti destinati non solo a operare in missioni combat anfibie, ma anche a portare soccorso dal mare alle popolazioni colpite da calamità naturali. Missioni cui già è stata demandata la piccola portaerei VSTOL CHAKRI NARUEBET, in servizio dal 1997 (ma priva di componente ad ala fissa dal 2006), dal 2012 affiancata da una prima unità acquistata per fronteggiare le nuove emergenze: la piccola LPD ANGTHONG, tipo ENDURANCE da 7.600 t, ordinata nel 2008 a Singapore Technologies Engineering con un contratto da 132 milioni di dollari, mentre in contemporanea venivano realizzati localmente 2 LCU da 450 t classe MATTAPON (2010). Con la Type-071E, versione export delle grandi e moderne LPD classe KUNLUNSHAN in costruzione per la PLAN dal 2006 (6 unità consegnate tra 2007 e 2019, e altre 2 in costruzione), la Marina Thailandese compirà un notevole salto di qualità. Si tratta difatti di moderne navi anfibie multimissione lunghe 210 m e da 25.000 t a pieno carico (una volta in servizio, nel 2022, sarà l’unità più grande mai gestita dagli ammiragli thailandesi), capaci di trasportare fino a un massimo di 800 soldati, carri armati, blindati, e 4-6 mezzi anfibi, anche nel bacino allagabile. Le dotazioni aeronautiche permettono di accogliere sino a 4 elicotteri nell’hangar, con 2 spot di decollo sul ponte di 50x30 metri. L’apparato motore tuttodiesel consente una velocità massima di 20 nodi, e una autonomia di 6.000 miglia. Non sono stati forniti dettagli sulle dotazioni sensoristiche e sui sistemi d’arma dell’unità in versione “E” (gli esemplari cinesi imbarcano un cannone da 76/59 mm, impianti CIWS e una suite di contromisure abbastanza spartana), e questo probabilmente influenza le diverse stime fatte sui costi della nuova LPD, che variano, come ricordato, da 130 a 200,7 milioni di dollari, ipotizzando che parte delle armi e dei sensori sia frutto di una successiva customizzazione e integrazione da effettuarsi localmente.

anteprima logo RID Le Type 31E al team Babcock

Il Primo Ministro Boris Johnson ha ufficializzato la selezione del design “Arrowhead 140” presentato dal team Babcock – OMT per le nuove fregate Type 31E, destinate, insieme alle Type 26, a rimpiazzare le attuali 13 Type 23 della Royal Navy. L’annuncio era atteso fin dall’inizio del salone DSEI a Londra, e mette fine ad una gara a 3 in cui BAE Systems e Cammel Laird hanno preso parte con il design “Leander”, derivato dalle corvette da 99 m classe KHAREEF in servizio nella Marina Omanita, e Atlas Elektronik UK in team con Thyssenkrupp Marine con un progetto basato sulla MEKO A200. Il design Arrowhead 140, da circa 140 m di lunghezza, 20 di larghezza e oltre 5.000 t di dislocamento, è basato sulle fregate danesi classe IVER HUITFELDT, a loro volta evoluzione delle navi multi-funzione della classe ABSALOM, sempre di OMT. Il team vincitore, guidato da Babcock, comprende, oltre a OMT, anche Thales, responsabile del radar e del sistema di combattimento TACTICOS, BMT e i cantieri navali Harland and Wolff e Ferguson Marine. Questi ultimi sono entrambi in cattive acque per mancanza di lavoro: Ferguson Marine è stato nazionalizzato dal governo devoluto scozzese a causa dei debiti contratti mentre Harland and Wolff è in amministrazione e rischia la chiusura definitiva. Fra gli scopi del programma Type 31E (dove la E sta per “Export”) c’è proprio quello di rivitalizzare i cantieri navali del Regno Unito. Il programma prevede la realizzazione di “almeno” 5 navi da costruirsi in blocchi in diversi cantieri. L’assemblaggio finale dovrebbe avere luogo a Rosyth, cantiere che sta ultimando la portaerei HMS PRINCE OF WALES, ultima della classe QUEEN ELIZABETH e prossima alla prima uscita in mare. Harland and Wolff e Ferguson Marine dovrebbero costruire i blocchi, ma il condizionale è d’obbligo vista la loro particolare situazione. Nell’operazione potrebbe rientrare Cammel Laird, che ha già reso noto di essere pronta a cambiare team, con il benestare di BAE Systems. Ulteriori dettagli su RID 10/19.

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