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Notizie a cura di RIDlogo RID
anteprima logo RID Leonardo acquista il 30% di GEM elettronica

Leonardo ha acquisito una quota di partecipazione, pari al 30%, del capitale sociale di GEM elettronica, società italiana specializzata nella produzione di radar 3D di piccole e medie dimensioni, sensori elettro-ottici e sistemi inerziali per il settore marittimo, avionico e terrestre. L’operazione contribuirà al rafforzamento competitivo nel business dell’elettronica navale, in particolare della sensoristica a corto e medio raggio, e consentirà a Leonardo di ampliare e diversificare la propria offerta, nonché di migliorare i processi di ingegneria, produzione e commercializzazione di prodotti di fascia diversa rispetto a quelli a portafoglio. Tra i prodotti più innovativi di GEM elettronica ricordiamo il radar 3D per la scoperta aerea e di superficie COLUMBUS, in precedenza nota come MFRAD. GEM opera su settori complementari a quelli di Leonardo, con sistemi competitivi quali radar di navigazione e monitoraggio delle coste, apparati elettro-ottici e sistemi di orientamento e navigazione inerziale di media e alta precisione basati su giroscopi in fibra ottica. L’azienda è inoltre attiva sul mercato della sorveglianza marittima e dei confini. GEM dispone di capacità per la produzione di componenti critiche per i prodotti di Leonardo, risorse ad alta specializzazione nella radaristica e nell’elettronica e di un centro di R&D avanzato nel quale vengono sperimentate nuove tecnologie quantistiche per la navigazione e la comunicazione. Contestualmente alla firma dell’operazione di acquisizione, Leonardo e GEM hanno sottoscritto un’intesa commerciale e industriale volta a sviluppare sinergie in alcune aree di competenza di GEM complementari al business di Leonardo, a proporre attività di promozione sui mercati e a definire e implementare progetti di ricerca e sviluppo congiunti. Tra gli ambiti di collaborazione, il dominio marittimo e navale, il controllo delle infrastrutture critiche e applicazioni per piattaforme terrestri. GEM conta circa 130 dipendenti ed è caratterizzata da una produzione realizzata quasi esclusivamente in house. Attiva sui mercati civile e militare, la società vanta una presenza sia in Italia che all’estero e importanti collaborazioni con player nazionali e internazionali. In qualità di fornitore, GEM collabora da anni con Leonardo su numerosi progetti, dalle FREMM ai PPA. In una fase successiva Leonardo potrà aumentare la propria quota nel capitale sociale acquisendo il controllo di GEM mediante un’opzione di acquisto, da esercitarsi nel 2024.

anteprima logo RID BAYRAKTAR per il Marocco

Al fine di rafforzare le proprie capacità aeree con particolare focus agli scenari di tipo COIN, il Marocco ha firmato un contratto per l’acquisizione di 13 UAV tattico-pesanti BAYRAKTAR TB2 turchi di ad un prezzo di circa 70 milioni di dollari.

anteprima logo RID Libia, 60 osservatori ONU per monitorare il cessate il fuoco

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU (UNSC) ha dato l’ok definitivo all’avvio della missione di monitoraggio del cessate il fuoco in Libia. 

anteprima logo RID EUROMALE: un UAV disarmato?

La Commissione Bilancio del Parlamento tedesco ha dato il via libera alla continuazione del programma per il nuovo UAV europeo EUROMALE, senza però che questo abbia la possibilità di impiegare armamento. Un UAV disarmato, in pratica, nonostante che lo stesso Ministro della Difesa tedesco Annegret Kramp-Karrenbauer abbia riaffermato il proprio impegno ad introdurre in servizio con le Forze Armate tedesche droni armati,. Ma tant’è, il caveat del Parlamento tedesco è un ulteriore ostacolo per un programma di cooperazione – al quale partecipano anche Italia, Francia e Spagna – il cui percorso è stato sin dall'inizio difficile e accidentato. Un progetto partito in ritardo, nel 2015, ed uno studio di fattibilità completato nel 2018; poi 2 anni di negoziazioni e, nel novembre 2020, un accordo riguardo allo sviluppo; sviluppo che però ancora oggi non è partito. Il programma prevede la produzione di 20 sistemi ed un primo volo nel 2025. La Germania ha imposto la configurazione bi-turboelica, e per quello che si è visto finora l’EUROMALE risponde ad un requisito abbastanza vecchio: aerodinamica “rilassata”, forme e formula classiche, e dimensioni “eccezionali”, quasi da HALE (High Altitude Long Endurance). Un prodotto, insomma, che mal si concilia con gli scenari di oggi, sempre più contestati e convenzionali. In più si vorrebbe adesso che il velivolo fosse pure disarmato, quando, come abbiamo visto dagli ultimi conflitti – dalla Siria, alla Libia, passando per il Nagorno Karabakh, il drone armato è sempre più rilevante sui campi di battaglia.

anteprima logo RID Biodifesa e pandemia

La pandemia innescata dalla diffusione del SARS-CoV-2 ha acceso i riflettori sui crescenti rischi alla salute pubblica posti dalle zoonosi emergenti. Non solo, ma l'Unione Europea dovrà far tesoro delle “lezioni” dell’emergenza pandemica attuale per mettersi nelle condizioni di disporre di dati in tempo reale e affidabili relativi ad outbreak significativi in Paesi terzi, anche nell’eventualità in cui non siano immediatamente fruibili indicazioni dall’OMS (almeno finché questa non si doterà di meccanismi appropriati e dell’autorità per portare avanti indagini in modo indipendente all’interno dei Paesi membri). Un esempio è l’informazione tardiva riguardante la trasmissione interumana del nuovo coronavirus, un precedente che dovrebbe spingere verso nuovi approcci che tengano conto del potenziale di minaccia alla continuità delle attività produttive e alla sicurezza nazionale di patogeni nuovi o emergenti. La necessità di transitare in questa fase storica verso un modello di Biodifesa si spiega anche con l’espansione del know-how disponibile e con l’incremento del numero di laboratori e dei relativi equipaggiamenti che verosimilmente comporterà lo sforzo globale volto a produrre trattamenti e vaccini contro il SARS-CoV-2, con il rischio conseguente che tecnologie a duplice uso possano diventare maggiormente accessibili ad una platea più ampia di attori, compresi coloro che possono essere mossi da progettualità ostili. La centralità della resilienza a shock strategici, di entità tale come quella dell’evento pandemico attuale, è stata peraltro confermata dal ruolo di primo piano delle forze armate nella risposta dei singoli Paesi alla crisi. Contributo che non è rimasto circoscritto al supporto in termini di comando e controllo, rimpatrio di cittadini dall’estero, logistica, fornitura di capacità della sanità militare ai servizi sanitari nazionali sovraccarichi e disinfezione di spazi pubblici, ma si è esteso fino alla direzione e gestione della campagna di immunizzazione. Appare quindi imprescindibile l’apporto strategico che potrebbe assicurare la Difesa nell’ambito di un’architettura nazionale di sorveglianza integrata e prevenzione delle future minacce biologiche emergenti, siano esse di origine naturale oppure il risultato di atti incidentali o intenzionali. Il progresso tecnologico e il fenomeno della convergenza fra tecnologie disruptive permettono oggi di raggiungere tale ambizioso obiettivo. Attraverso l’utilizzo di algoritmi di machine learning, deep learning e reti neurali, a partire dai dati ricavati da una piattaforma nano-biosensoristica, unitamente ad un sistema sensoristico capace di apprendimento, sarebbe possibile ottenere un sistema efficace di previsione e prevenzione di future pandemie causate da agenti zoonotici, nonché di atti di bioterrorismo che possono impattare sulla salute pubblica ma anche sulla filiera agroalimentare (per quanto concerne minacce di tipo fitosanitario). Nello specifico, il ricorso a tecniche di nuova generazione (ad esempio, del tipo CRISPR), oltre che a nano-biosensori, faciliterà in modo realistico la realizzazione di dispositivi utili ad innovare i sistemi di sorveglianza fino allo sviluppo di sensori indossabili (wearable), anche di interesse per un impiego nell’ambito della Difesa. L’azienda RAIT88, Hub strategico e sistemico per la Difesa e la NATO, sta avviando diversi progetti per permettere al Sistema Paese di dotarsi di un dispositivo tecnologico di biodifesa tale da metterlo nelle condizioni ottimali per raccogliere tale sfida. A questo scopo, la RAIT88 ha concluso di recente accordi di collaborazione nel campo della biosicurezza sia con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise di Teramo.

Massimo Amorosi è Scientific Secretariat e CBRN Biothreats Specialist presso RAIT88

anteprima logo RID L’SM-6 contro i missili ipersonici

US Navy e Missile Defense Agency collaboreranno per dimostrare, più tardi quest’anno, la capacità del missile STANDARD SM-6 (anche noto come RIM-174 Standard Extended Range Active Missile) di intercettare bersagli ipersonici manovranti. L’annuncio viene dal rapporto del Sottosegretario della Difesa alla Ricerca e Sviluppo, Barbara McQuiston, sottoposto il 13 aprile scorso al Congresso. I glider ipersonici (hypersonic boost-glide) vengono lanciati ad altissima quota ed accelerati a velocità ipersoniche dal razzo propulsore, da cui poi si distaccano per iniziare la loro discesa planata, a velocità pari o superiori a Mach 5. Rispetto ai veicoli di rientro di un normale missile balistico, la differenza chiave è la maneggevolezza, che consente loro cambiamenti di rotta importanti e manovre che rendono l’intercettazione più complessa. Rientrano in questa categoria di armamenti il cinese DF-17 e il russo AVANGARD, quest’ultimo un’arma strategica con testata nucleare. Altri sistemi di questo tipo sono in sviluppo: si sospetta in particolare che un missile aerolanciato con glider ipersonico sia destinato ai nuovi bombardieri H-6N cinesi, che hanno un recesso ventrale chiaramente destinato a payload di grandi dimensioni. Inoltre sono in sviluppo armi balistiche con veicoli di rientro manovranti (ad esempio il russo KINZHAL) e missili cruise con propulsione scramjet capaci di velocità ipersoniche, per cui dimostrare la capacità d’intercettare queste minacce sfuggenti è particolarmente urgente. Va ricordato che l’SM-6 stesso è un’arma a doppio scopo, capace anche di strike contro obiettivi di superficie, e che la sua prossima incarnazione, la versione B1, userà lo stesso corpo missile a diametro incrementato dell’SM-3 Block IIA, per contenere un nuovo motore razzo che garantirà velocità ipersoniche. Il test anti-boost glide con l’SM-6 è parte dell’iniziativa Sea-Based Terminal Defense, che vedrà ulteriori esperimenti per arrivare a dimostrare una capacità operativa entro il 2024. Accanto a questo sviluppo, la MDA ha lanciato anche l'iniziativa Glide Phase Interceptor (GPI) che punta ad accelerare gli sforzi in campo anti-ipersonico ed a schierare una prima capacità già a metà di questa decade.

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