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Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo RID La Germania aumenta del 10% le spese militari

La Germania ha annunciato per il 2019 un aumento delle spese militari del 10%. Rispetto al 2018 si tratta di un aumento di 5 miliardi di euro per un budget della Difesa che complessivamente raggiunge i 47,32 miliardi di euro. Nel 2020 è previsto un ulteriore aumento a 49,67 miliardi di euro, pari all’1,35% del PIL. Nonostante questo, però, l’obbiettivo indicato dalla NATO (da raggiungere entro il 2024) del 2% del PIL dedicato alle spese militari resta ancora lontano. Allo stesso tempo, come documentato da diversi report, la situazione delle FA tedesche continua a non essere ottimale e gli aumenti in questione risolverebbero solo in parte e solo alcune delle problematiche a livello di procurement e supporto emerse in questi anni. Non è un caso che il Ministro della Difesa Ursula von der Leyen spingesse per un aumento più sostanzioso; ipotesi, però, che si è scontrata con l’indisponibilità in questo senso del Ministro delle Finanze Olaf Scholz.

anteprima logo RID Missioni internazionali: le scelte dell’Italia

E’ giunta finalmente in Parlamento la deliberazione del Governo sulle missioni internazionali per l’anno 2019. Rispetto all’anno scorso non ci sono grandi novità, a cominciare dal finanziamento complessivo che resta attorno ad 1,1 miliardi di euro. Riguardo agli impegni, è confermata la chiusura della missione per la protezione della diga di Mosul in Iraq, missione terminata ufficialmente il 31 marzo, ma prosegue regolarmente la missione per l’addestramento ed il mentoring delle forze irachene e viene mantenuta la componente aerea in Kuwait per il supporto alle operazioni della colazione internazionale contro ISIS in Iraq nell’ambito dell’Operazione INHERENT RESOLVE. In totale l’Italia mantiene in questo dispositivo circa 1.100 effettivi (per uno stanziamento di 235 milioni di euro), a cui bisogna aggiungere 12 unità operanti nell'ambito della missione addestrativa NATO (NATO Mission in Iraq). In Afghanistan invece, il contingente italiano verrà ridotto a 700 unità entro la fine di luglio, mentre entro l’anno verrà ritirata anche la batteria di missili superficie-aria SAMP-T dalla Turchia. La principale novità riguarda la Tunisia, dove si è deciso di lanciare una missione bilaterale di assistenza e training supportando il Governo locale nella costituzione di 3 comandi, a guida Esercito, per operazioni di contrasto al terrorismo: un comando dislocato a nord (a Jendouba), uno al centro (a Kasserine) e uno a sud (in località ancora da definire). Qualche aggiustamento è stato deciso anche per la missione bilaterale di assistenza in Niger. La forza autorizzata massima è stata ridotta da 470 unità a 290, ma la missione quest’anno andrà a regime, con la realizzazione di una base nazionale in loco e l’impiego di UAV PREDATOR per sorveglianza e ricognizione, e di elicotteri per il training delle forze speciali nigerine ad Agadez. In Europa, vengono confermate tutte le missioni, dall’Air Policing NATO alla partecipazione al dispositivo NATO di deterrenza nell’est in funzione anti-russa (Enhanced Forward Presence). Per quanto riguarda quest’ultimo impegno, 166 uomini sono inseriti nel Battle Group a guida canadese in Lettonia. Il dispositivo italiano è composto da una compagna di fanteria meccanizzata, che si alterna con una compagnia Alpini, dotata di mezzi blindati, mortai, team controcarro, ecc. Di recente si è parlato anche dell’invio di un’aliquota corazzata con 6 carri ARIETE, ma la Difesa non conferma.

anteprima logo RID Escalation nel Golfo

Gli Stati Uniti hanno deciso di rafforzare ancora la loro presenza militare nel Golfo dispiegando nell’area anche una nave anfibia LPD classe SAN ANTONIO, la USS ARLINGTON, ed un’ulteriore batteria di sistemi antiaerei/anti-missile PATRIOT. La decisione segue il dispiegamento nella medesima regione della portaerei LINCOLN e dei bombardieri B-52, questi ultimi già arrivati nella base di Al Udeid in Qatar. Questa escalation segue il recente innalzamento delle tensioni tra Iran e USA dovuto al ritiro americano dal trattato sul nucleare con Teheran ed all'inclusione dei Guardiani della Rivoluzione nella lista delle organizzazioni terroristiche del Dipartimento di Stato americano.

anteprima logo RID Libia, abbattuto MIRAGE dell'Aviazione di Serraj

Le forze fedeli ad Haftar hanno abbattuto un MIRAGE .1ED, il secondo ed ultimo disponibile,  appartenente all’Aviazione Misuratina fedele a Serraj ed hanno mostrato un video del pilota catturato, un contractor portoghese. A questo punto, all’Aviazione filo-Serraj restano solo 7-8 L-39 ALBATROS operativi ed un paio di MiG-23, questi ultimi, però, dall'incerto status (probabilmente non in grado di volare). Il MIRAGE era impegnato in un azione nell'area di Al Hira, a sud di Tripoli. Sul terreno, intanto, la situazione sembra stabilizzarsi in una battaglia di posizione nel sud della capitale. La controffensiva del GNA (Government Of National Accord) contro Gharyan è stata respinta dalle forze filo-Haftar, anche grazie all'intervento degli UAV emiratini di fabbricazione cinese WING LOONG che avrebbero impiegato missili controcarro BLUE ARROW 7. Tale circostanza ha indotto l’ONU ad aprire un’inchiesta per accertarne l’effettivo utilizzo, che sarebbe in violazione all’embargo imposto sulla Libia, ed ha costretto Tripoli a cercare delle contromisure. Non è un caso che la settimana scorsa il Ministro degli Interni del GNA ed il Capo delle Tripoli Protection Forces fossero in visita al salone della difesa turco di IDEF, come documentato dallo Scrivente. Turchia grande sponsor di Serraj assieme al Qatar.

anteprima logo RID Inaugurato l'ultimo dei nuovi FADR

Il Fixed Air Defence Radar di Lampedusa è il dodicesimo e ultimo nuovo radar fisso della rete di Difesa Aerea. 

anteprima logo RID La Difesa cancella i CHINOOK ER

La Difesa ha cancellato l'acquisizione dei 4 elicotteri Boeing  CH-47F CHINOOK in variante ER (Extended Range) per il supporto alle operazioni speciali. Le macchine avrebbero dovuto equipaggiare il 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali (REOS) ALDEBARAN dell’EI. Il programma era già finanziato e dopo aver ricevuto 8,3 milioni di euro nel 2018, quest’anno ne avrebbe ricevuti 60, per una spesa complessiva di 528 milioni di euro, sostenuta dal cosiddetto “fondone”. La decisione è stata presa sulla base della rimodulazione della spesa militare attutata a partire dalla legge di Bilancio 2019 e di un cambiamento di alcune priorità da parte degli Stati Maggiori di Difesa ed Esercito. A quanto risulta a RID, l’esigenza in questione resta, ma verrà assolta con assetti esistenti ed in modalità differenti.

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