LEONARDO
Viaggi RID
Argomento Selezionato: Forze Armate
anteprima logo RID Guerini, "Mar Mediterraneo sempre al centro, geopoliticamente strategico e rappresenta il principale collante tra Italia e Tunisia"

"I nostri due Paesi devono lavorare insieme per la sicurezza dell'area mediterranea, essenziale per il nostro benessere economico e soprattutto per raggiungere un'architettura di sicurezza condivisa".

 

a cura dello
anteprima logo RID Ucraina, il caso dei MiG-29 e il “rifiuto” americano, mentre si stringe la morsa su Kiev

Quasi un po' a sorpresa il Governo polacco ieri sera ha annunciato la propria disponibilità a trasferire caccia MiG-29 all’Ucraina, attraverso gli Americani – che per compensazione avrebbero fornito degli F-16 – e la base NATO di Ramstein. La risposta americana non si è fatta attendere: da Washington hanno prima fatto sapere di essere sorpresi per l’annuncio, evidentemente non concordato, e poi hanno aggiunto che l'operazione presenterebbe delle difficoltà logistiche e che sarebbe al momento non sostenibile. Una circostanza del genere, infatti, avrebbe ripercussioni rilevanti e costituirebbe un'ulteriore escalation nel confronto tra NATO e Russia: in pratica sarebbe solo un gradino sotto l’intervento diretto a fianco degli Ucraini. E poi ci sono tutte quelle difficoltà logistiche e pratiche che abbiamo già evidenziato. I piloti ucraini dovrebbero raggiungere Ramstein, familiarizzare ed addestrarsi con i velivoli, visto che l’avionica è in parte diversa da quella dei MiG-29 dell’Aeronautica Ucraina, e poi “rientrare” in Ucraina in volo, esponendosi ovviamente al rischio di abbattimento.

anteprima logo Stato Maggiore Difesa Guerini: "Putin fermi l'aggressione all'Ucraina

Guerini: "Putin fermi l'aggressione all'Ucraina. L'Italia contribuisce a rafforzare la deterrenza. Con Ungheria cooperazione militare eccellente. Unione Europea continui accoglienza dei rifugiati, facendosene carico responsabilmente"

a cura dello
anteprima logo Marina Italiana LA FREGATA RIZZO IN OPERAZIONE ANTIPIRATERIA NEL GOLFO DI GUINEA

L’unità assicurerà la sicurezza marittima in una zona del mondo a rischio per gli attacchi di pirateria e dove insistono rilevanti interessi economici per il Paese

a cura della
anteprima logo Stato Maggiore Difesa Guerini: "Putin cessi aggressione per trovare una soluzione negoziata"

"In questo momento l'obiettivo è fermare questa guerra senza senso e cercare ogni mezzo pacifico per arrivare alla soluzione della crisi"

a cura dello
anteprima logo RID Ucraina, le notizie delle ultime ore. Eli-assalto a Mikolaiv

La situazione delle ultime ore sta mostrando come gli iniziali successi ucraini comincino a fare i conti con un’indubbia capacità russa di adattarsi alle nuove circostanze, peraltro caratterizzata più da elementi di cinismo e finanche spietatezza che da genialità tattiche. A Kharkiv sono stati condotti pesanti bombardamenti di artiglieria, ma anche con missili balistici tattici ISKANDER, che hanno colpito centri di comando e comunicazione, una fabbrica per carri armati, ma anche aree residenziali. In nottata è stata poi lanciato un avio-sbarco di cui al momento non si hanno notizie. A sud, la grande cittadina portuale sul Mar d’Azov di Mariupol è sotto assedio e le forze russe provenienti dalla Crimea si stanno ricongiungendo con le milizie separatiste del Donbass. Altra importante notizia che ha caratterizzato soprattutto la mattinata di ieri è stata la lunga colonna meccanizzata avvistata mentre “scendeva” lentamente dalla Biellorussia in direzione di Kiev. È possibile che i negoziati tenutisi in una località segreta ma “securizzata” ai confini con la Bielorussia siano contestualmente serviti a far entrare, in relativa sicurezza, tale formazione (le paludi del Prypiat altrimenti male si prestano a manovre di tale mole). Si ritiene che al suo interno vi siano anche reparti bielorussi e ceceni. Ovviamente a una tale minaccia Kiev si sta preparando, fors’anche più che nei giorni passati, al fine di sostenere un assedio o anche un assalto diretto. Riteniamo, tuttavia, che il concetto operativo russo punti invece al suo aggiramento, probabilmente dalla parte ad ovest della città. A supporto di questa ipotesi, sono state riportate aliquote limitate di reparti russi impegnati in tentativi di allestimento di un ponte sul fiume Irpin, località oggetto non a caso di un epsante bombardamento di artiglieria, non a caso protagonista della famosa battaglia con cui nel 1321 il Granduca di Lituania Gediminas acquisì il controllo delle estese pianure dell’Ucraina centrale). Questo del resto farebbe il paio con recenti similari decisioni di aggirare sia Sumy che Chernhiv, da cui si è difatti dilungata la puntata offensiva che probabilmente mira a ad aggirare Kiev da est. Insomma, i Russi in tal modo preferirebbero aggirare le città piuttosto che investirle direttamente, a meno che ciò non sia assolutamente necessario, martellando a sicura distanza con artiglieria e armi stand-off dall’elevato potere distruttivo popolazioni urbane che si speri cedano dal punto di vista psicologico. Ma quali città, in una tale ottica, risulterebbero dunque strettamente necessarie? Senz’altro Kherson, che è stata presa tra ieri e stamattina, anche se scontri sarebbero segnalati ancora in alcuni quartieri. Una definitiva conquista di Kherson consentirebbe a forze provenienti dal fronte sud di risalire verso nord tagliando sostanzialmente in 2 l’Ucraina, tanto che a quel punto gli aiuti militari occidentali farebbero fatica ad affluire nei centri urbani rimasti cosi isolati. Si potrebbe obiettare che vi sono centinaia e centinaia di chilometri da percorre per spingersi in profondità verso nord da Kharkhiv, e che le capacità logistiche di sostegno russe non si siano dimostrate idonee a uno scopo del genere. É tutto vero, ma è altresì prevedibile che mentre le capacità degli invasori in tal senso andranno via via migliorando, quella dei difensori sarà sempre più degradata; in ogni caso, già adesso non vi sono indicatori della possibilità ucraina di organizzare e sostenere una vera e propria grande battaglia manovrata campale che, al limite, potrebbe prevenire l’esecuzione di un tale piano. Anche le capacità di una guerra partigiana operante sui fianchi di formazioni russe impegnate in tali manovre non sarebbero da sopravvalutare. La guerriglia odierna è temibile in ambito urbano, mentre in terreni rurali la moderna sensoristica di ogni tipo (IR, termica, radar, ecc., installata su UAV, elicotteri, persino palloni aerostatici, ecc.) annulla molti dei vantaggi delle orografie tradizionalmente facilitanti bande partigiane (boschi, campagne, paludi, ecc.); anzi, forse le rende persino controproducenti (es. il calore di un corpo umano in un bosco rivela a distanza ciò che ad occhio nudo non si sarebbe avvistato se non finendoci addosso...). Solo cattive notizie dunque per gli ucraini? Forse no, dal momento che sembra che la cittadina di Bedyansk, il secondo porto del Mar d’Azov caduto quasi senza colpo ferire (ma comunque a seguito di una dura ma breve battaglia nella vicina Tokmak), sia stato protagonista sin dalla giornata di ieri di numerosi micro-scontri di guerriglia urbana che hanno visto l’impiego di azioni di cecchinaggio e lanci di bottiglie molotov sugli occupanti. Difficile però dire se queste volenterose azioni possano davvero alleggerire la pressione su Mariupol.