LEONARDO
Viaggi RID
Argomento Selezionato: Forze Armate
anteprima logo Marina Italiana EVENTO COMMEMORATIVO IN OCCASIONE DEL 12° ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO DI HAITI E DELL’INTERVENTO DI NAVE CAVOUR A SUPPORTO DELLA POPOLAZIONE

La Marina Militare e la Fondazione Francesca Rava NPH Italia Onlus ancora insieme per ricordare e per presentare i nuovi progetti

a cura della
anteprima logo RID Crisi ucraina, la Russia invia caccia MiG-31 con missili ipersonici a Kaliningrad

Nelle ultime ore va registrato un’ulteriore escalation nel confronto tra NATO e Russia sull’Ucraina. Mosca, per la prima volta, ha inviato 4 caccia MiG-31 equipaggiati con missili ipersonici KHINZAL nell'enclave russa sul Baltico di Kalingrad. E’ la prima volta che un sistema del genere viene dispiegato a Kaliningrad, a testimonianza del livello che il confronto tra NATO e Russia ha raggiunto nelle ultime ore. Un confronto giocato lungo il binario delle manovre e dei movimenti militari utilizzati a fini di dissuasione e diplomatico-coercitivi. Il KHINZAL è un missile quasi balistico aviolanciabile, derivato dal missile balistico tattico ISKANDER, con una gittata di 1500-2000 km e capace di colpire bersagli navali – a cominciare dalle portaerei – e terrestri, quali centri di comando e controllo, siti della difesa missilistica/antibalistica, ecc., grazie ad un seeker a guida radar e/o un sistema di riconoscimento del bersaglio. In generale, sulla guida terminale del missile non sono emersi finora maggiori dettagli da fonte aperta. A differenza di un missile balistico lanciato da terra, il KHINZAL segue una traiettoria “piatta”; viene rilasciato ad alta quota a velocità supersonica dal MiG-31 ed accelerato da un motore propellente solido. E’ in grado di manovrare, in particolare durante la fase terminale in modo tale da rendere più complicata l’intercettazione, e di colpire un bersaglio ad una velocità di Mach 10. Il KHINZAL può essere dotato sia di una testa convenzionale che nucleare.

anteprima logo RID Svelate capacità (limitate) anti-ipersonico del missile sup-aria SM-6

Il Vice Ammiraglio Jon Hill, US Navy, Comandante della Missile Defense Agency (MDA), ha affermato che l’unico missile attualmente in servizio che offre reali, anocrchè limitate, capacità di ingaggiare ed abbattere minacce ipersoniche è lo Standard SM-6. Lo ha spiegato durante il Combat Systems Symposium dell’American Society of Naval Engineers, rivelando in proposito una vera novità. Proprio le capacità anti-ipersoniche dell’SM-6, ulteriormente maturate, saranno messe alla prova in un test contro un glider ipersonico manovrante nel 2024. Si tratta di una soluzione ponte prima dello schieramento di nuovi missili e sensori spaziali pensati appositamente per contrastare la minaccia ipersonica. Al momento sono in servizio le varianti SM-6 ed SM-6 Block 1A, che, mediante migliorie al sistema di guida, hanno espanso le capacità di questo missile a lungo raggio fino ad includere anche l’ingaggio di bersagli di superficie. Finora il programma è stato un grande successo, specie se si considera che l’SM-6 è originariamente frutto del riutilizzo di componenti già disponibili: il seeker radar attivo è stato preso dall’AMRAAM, mentre il corpo missile è sostanzialmente quello dell’SM-2ER Block IV. Dal 2013, anno d’ingresso in servizio, ad oggi, l’SM-6 ha continuato ad evolversi ed ha visto il suo ruolo espandersi. In sviluppo c’è una versione radicalmente nuova, la Block 1B, che sfrutterà un nuovo e più grande corpo missile ed un motore razzo del diametro di 21 pollici, ovvero il massimo diametro consentito dalle celle MK41, e che si presuppone avrà una maggiore capacità contro le minacce ipersoniche. Questo renderà l’SM-6 un missile ipersonico a sua volta migliorandone le doti di ingaggi di missili ipersonici. In realtà le capacità dell’SM-6 di intercettare bersagli ipersonici manovranti sono probabilmente molto limitate. Si tratta sicuramente di una difesa in fase terminale, nella bassa atmosfera. Il glider ipersonico a questo punto della traiettoria non vola più alle velocità massime toccate in precedenza, ma in compenso può compiere manovre più imprevedibili. Non sorprende quindi che una delle maggiori priorità americane al momento sia il progetto Glide Phase Interceptor (GPI), per cui nel novembre scorso sono stati assegnati contratti per sviluppare 3 diversi sistemi, proposti da Raytheon, Lockheed Martin e Northrop Grumman rispettivamente. E molto è necessario fare sul fronte dei sensori, per consentire l’individuazione precoce e l’ingaggio dei glider a distanze maggiori. In particolare si guarda ad una apposita costellazione di satelliti-sensore, l’Hypersonic and Ballistic Tracking Space Sensor (HBTSS), con 2 dimostratori, uno sviluppato da L3 Harris e uno da Northrop Grumman, da lanciare nel 2023.

anteprima logo Stato Maggiore Difesa L'ITALIA SUPPORTA LE FORZE ARMATE LIBANESI.

Guerini: "Questi primi mezzi sono il segno tangibile della vicinanza dell'Italia e della Difesa italiana al Libano, al suo popolo e alle Forze Armate Libanesi"

a cura dello
anteprima logo Stato Maggiore Difesa Marò: Guerini, soddisfatto per la bella notizia di Massimiliano e Salvatore

"Sono soddisfatto per l'archiviazione dell'inchiesta riguardante i due fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone" così il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, nell'apprendere la notizia dell'archiviazione da parte del GIP di Roma dell'inchiesta riguardante i due fucilieri di Marina.

a cura dello
anteprima logo RID La FOLGORE si addestra con il JPADS

Nei giorni scorsi, la Compagnia aviorifornimenti della Brigata paracadutisti FOLGORE, sotto il controllo del Comando Forze Operative Nord, si è addestrata insieme alla 46a Brigata Aerea di Pisa in attività di aviolancio. L’esercitazione è stata effettuata tramite il sistema JPADS (Joint Precision Airdrop System), il quale consente di aviolanciare carichi di materiale da quote comprese fra i 1500 e i 7500 m, raggiungendo zone fino a 25 km dal punto di lancio con un margine di errore inferiore ai 150 m. Questa tipologia di addestramento risulta fondamentale per le operazioni interforze e quelle terrestri, per il fatto che, in uno scenario combat o dopo un disastro naturale, l’aviorifornimento rappresenta l’unica via di approvvigionamento. In Afghanistan, ad esempio, alcune basi isolate venivano rifornite soltanto in questo modo, tramite operazioni dove veniva impiegato il JPADS.

Seguiteci sul nostro Canale Telegram.