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anteprima logo RID La Corea del Sud entra nel club dei “sottomarini strategici”

Nei giorni scorsi la Marina Sudcoreana (ROKN) ha testato il lancio di un missile balistico a corto raggio, effettuato per la prima volta nella sua storia da un sottomarino – e un inedito anche nel settore dei battelli convenzionali AIP. 

anteprima logo RID GA-ASI dimostra un sistema portatile per il comando dei Loyal Wingman

Con il crescente interesse di varie aeronautiche maggiori per i Loyal Wingmen senza pilota, un tema fondamentale da affrontare è quello dell’interfaccia uomo-macchina. Con la gran maggioranza dei caccia condotti in battaglia da un singolo pilota, limitare il carico di lavoro e adottare un’interfaccia comoda ed intuitiva è indispensabile. General Atomics Aeronautical Systems, (GA-ASI) ha annunciato di aver completato con successo un’importante dimostrazione in cui un pilota, in volo in questo caso su un biturbina Beechcraft King Air usato come surrogato di un caccia, ha comandato un velivolo senza pilota AVENGER sfruttando una App installata su un tablet. Il test, annunciato il 3 settembre scorso, risale al 25 agosto ed ha avuto luogo sopra la California meridionale, con l’AVENGER decollato dalla base GA-ASI nel deserto del Mojave e il King Air dall’aeroporto “Montgomery-Gibbs” di San Diego. Il test ha avuto una durata di circa 2 ore. L’uso di un AVENGER, una variante a getto e stealth del REAPER, è indicativo delle capacità che si vogliono ottenere dai Loyal Wingman, che dovranno essere velivoli “Group 5”, ovvero i più grandi e capaci secondo la classificazione statunitense. Per essere efficaci, i wingmen senza pilota dovranno avere un’ampia autonomia per, ad esempio, mantenere la formazione senza intervento del pilota umano. Quest’ultimo però deve necessariamente mantenere il comando e controllo tattico, impartendo specifici comandi ai droni, e, nel caso, autorizzando l’uso di armamenti. Il tablet, che un pilota può indossare assicurato alla coscia, è una possibile soluzione al problema di come portare i droni “dentro” velivoli che non sono stati pensati come posti comando volanti. Modificare il cockpit avrebbe costi e implicazioni proibitive, mentre il tablet, equipaggiato con l’applicazione RCU-1000 Advanced Human Machine Interface, messa a punto da Autonodyne, rappresenta una soluzione plug and play. L’RCU-1000 offre un’interfaccia intuitiva che mostra al pilota le informazioni provenienti dai droni e consente di impartire loro ordini, sia singolarmente sia a gruppi, sfruttando i data link del caccia.

anteprima logo RID A breve F-35B sulle IZUMO giapponesi

Il piano giapponese per utilizzare le attuali cacciatorpediniere portaelicotteri classe IZUMO per l’utilizzo di velivoli STOVL procede spedito. 

anteprima logo RID Presentato Seafuture 2021: un segnale di ripresa

E’ stata presentata a Roma presso il Circolo Sottufficiali della Marina militare la VII edizione della manifestazione fieristica Seafuture. Quest’anno l’evento assume particolare importanza poiché si inquadra nella cornice della cooperazione, evidenziando inoltre l’importanza di un settore produttivo di eccellenza. Dal 28 settembre al 1° ottobre avrà luogo un articolato percorso che sarà al contempo occasione di incontro, confronto e progettazione legato al mare e alla sua economia, evento che (al momento) risulta essere l’unico in presenza nel suo genere in Italia e, in una fase difficile come quella attuale, segnata dalla pandemia, rappresenta un’evidente indice di resilienza. Il mare è per natura parte essenziale del futuro del Paese, esso costituisce infatti per l’80% il confine nazionale, mentre la Blue Economy, nelle sue diverse espressioni (200.000 imprese, pari al 3,3% del totale), costituisce una rilevante parte del sistema produttivo complessivo. Proprio quest’ultima negli ultimi 5 anni ha registrato una crescita del 10,5%, spinta anche dai giovani imprenditori. L’evento spezzino rappresenta, dunque, una vetrina delle capacità tecnologiche e industriali che il Paese è in grado di esprimere ed un momento di esibizione delle capacità e di contestuale riflessione sulle possibili azioni di rilancio dell’industria, questo in un momento favorevole data la positiva considerazione dell’export italiano all’estero. Ma è necessario mantenere alta l’asticella del livello tecnologico nazionale, individuando le “chiavi” di un accesso ai fondi europei. La funzione di Seafuture 2021 sarà quindi anche quella di generare connessioni e sinergie tra le Istituzioni e il mondo accademico e della ricerca, i gruppi industriali (nazionale ed esteri), le piccole e medie imprese, le start up innovative e i cluster tecnologici che apportano sviluppo all’economia del mare. Nei 5 giorni della manifestazione gli spazi dell’area espositiva spezzina ospiteranno 220 imprese (+20%), molte delle quali estere, aspetto che consentirà a Seafuture di ottenere la certificazione di “fiera internazionale”. Il percorso si articolerà su 9.000 m² di superficie coperta e sul bacino navale all’aperto; 9.000 è parimenti il numero dei partecipanti previsti, che potranno usufruire di una piattaforma B2B, la cui apertura potrà dare luogo a proficui incontri pre-organizzati; 54, invece, le marine militari partecipanti, con la Forza armata italiana che fornirà il naturale supporto all’evento, oltre a diffondere all’estero un’immagine forte della tecnologia nazionale attraverso la presenza di alcune sue unità navali. È innegabile l’importanza della dimensione marittima nel complesso della Difesa del Paese e non è dunque casuale che il workshop sulla sicurezza nella regione del Mediterraneo Allargato si terrà il primo giorno della manifestazione, un seminario nel corso del quale verranno affrontate anche tematiche collegate, come quella dell’Artico e delle sue diverse urgenti problematiche. Attraverso la cantieristica e la tecnologia più avanzata anche il comparto industriale della Difesa rinviene in Seafuture un contributo al rilancio dell’economia del mare. Nel programma dell’edizione 2021, oltre alla rinnovata presenza delle numerose delegazioni estere e di aziende leader internazionali del settore, è prevista l’ulteriore implementazione delle tematiche relative a safety and security portuale, logistica e trasporto intermodale, start up e formazione. A essere approfondite saranno anche specifiche tematiche, trattate nelle sessioni dedicate all’energia e alla cosiddetta transizione green, alla gestione energetica e alle soluzioni innovative e sostenibili applicabili alle operazioni portuali, incluso l’Onshore Power Supply. Particolare attenzione verrà posta alle diverse opzioni di combustibili alternativi per lo shipping: dall’utilizzazione dell’idrogeno alla propulsione eolica, dal cold ironing alla supply chain digitalisation. Al pari di quanto avvenuto in precedenza, anche nel corso della VII edizione verranno assegnati i Seafuture Awards 2021. Si parlerà anche di finanziamento alle imprese con riferimento ai nuovi strumenti allo specifico scopo promossi dalla Commissione europea, con un focus su Horizon Europe e CEF2. È in questa cornice che si collocherà Circle Group, giornata di conferenze e workshop sui finanziamenti europei che verranno erogati dal 2021 al 2027 a beneficio dello shipping e della logistica.

anteprima logo RID La US Navy testa il missile SM-6 da una nave unmanned

Piccole navi, tendenzialmente a pilotaggio remoto ed equipaggiate con lanciatori modulari in grado di utilizzare missili stand-off. Questa configurazione rappresenta il principale esempio di sistema d’arma desiderato dalla US Navy per l’esecuzione delle cosiddette operazioni navali distribuite (DMO). Proprio al fine di implementare tale concetto, lo scorso 2 settembre la Marina Americana ha eseguito un test di lancio di un missile SM-6 alloggiato in un lanciatore quadruplo containerizzato situato a bordo dell’unità di superficie a pilotaggio remoto (USV) sperimentale RANGER. La nave è una delle 2 unità che costituiscono la cosiddetta “Ghost Fleet” rientrante nell’ambito del programma OVERLORD volto a definire i concetti operativi e le capacità/caratteristiche delle USV nell’ottica delle già menzionate DMO. La scelta di utilizzare il missile SM-6 va letta tenendo conto della sempre maggior versatilità garantita dallo stesso, nato sì per il contrasto di minacce aeree e missilistiche (anche balistiche), ma che ha dimostrato secondarie ma eccellenti capacità di attacco stand-off contro bersagli navali e terrestri (in tale ottica, peraltro, verrò acquisito dall’US Army). Queste caratteristiche, in aggiunta all’elevata velocità ed alla modalità di attacco semi-balistico nella fase terminale che ne rendono estremamente complessa l’intercettazione, oltre alle capacità di comunicazione/networkizzazione del missile che gli consentono di ricevere informazioni sul targeting da sensori presenti su piattaforme diverse da quella di lancio (navi di superficie, velivoli, satelliti, secondo la cosiddetta capacità cooperativa di ingaggio), rendono l’SM-6 una componente fondamentale delle DMO. Lo stesso lanciatore modulare containerizzato, che dalle immagini appare molto simile se non identico a quello utilizzato per il recente lancio di prova del TOMAHAWK land-based, potrebbe essere integrato con armamenti compatibili con i sistemi di lancio verticale Mk41 (tra cui, appunto, i missili da crociera TOMAHAWK), ampliando la flessibilità operativa delle USV e di qualsiasi unità di superficie che ne imbarca uno. Ciò include navi di supporto/rifornimento, logistiche, anfibie, nonché navi commerciali o i futuri rompighiaccio della Guardia Costiera USA, che si troveranno ad operare nel sempre più contestato scenario Artico.

anteprima logo RID Colpo di Stato in Guinea, tra interessi cinesi e narcotraffico

Nelle prime ore del 5 settembre, unità delle Forze Armate della Guinea-Conakry, con in testa le Forze Speciali, hanno assaltato il palazzo presidenziale e posto agli arresti il Capo dello Stato Alpha Condè, al potere dal 2010. Soltanto lo scorso ottobre, il Presidente aveva ottenuto il suo terzo mandato consecutivo dopo una tornata elettorale molto contestata dalle opposizioni e caratterizzata da irregolarità ed intimidazioni ai danni di giornalisti, attivisti civili ed avversari del primo cittadino guineano. Infatti, per settimane le strade della capitale Conakry sono state invase da manifestanti inferociti e soltanto una brutale campagna di repressione aveva riportato l’ordine nel Paese. Nonostante il momentaneo successo di ottobre, il Presidente ed il suo establishment di potere non sono riusciti a neutralizzare le cause del dissenso ed a eliminare dalla scena politica e militare i leader delle forze antigovernative. In tal senso, il colpo di grazia al regime di Condè, caratterizzato da corruzione, nepotismo e continue e consistenti violazioni dei diritti umani, è arrivato dall’establishment militare e, in particolare, dalla figura del comandante delle Forze Speciali ed ex membro della Legione Straniera francese, Mamady Doumbouya. Apparentemente, prima dell’arresto del Capo dello Stato si sono verificati scontri tra i golpisti ed alcune migliaia di truppe lealiste che però hanno presto abbandonato il campo di battaglia a causa della superiorità numerica dei ribelli e dell’ampio supporto popolare nei loro confronti. Una volta insediatosi al vertice dello Stato, il Colonnello Mamady Doumbouya ha dichiarato abrogata la costituzione, ha imposto la legge marziale ed ha istituito un’autorità politica ad interim, il Comitato Nazionale per lo Sviluppo e la Riconciliazione (CNSR), avente lo scopo di guidare il Paese alla transizione democratica. Nonostante il CNSR abbia dichiarato di essere in controllo della Guinea, non è da escludere che i fedelissimi di Condè abbiano iniziato ad organizzare un movimento di resistenza nelle aree rurali. Infatti, la gestione del potere politico nel Paese rappresenta la condizione irrinunciabile per accedere alle sue vaste risorse economiche sia legali (giacimenti di bauxite) che illegali (traffico di cocaina lungo l’asse America Latina – Africa Occidentale). In questo contesto, proprio il ruolo delle imprese straniere impegnate nello sfruttamento delle miniere (soprattutto cinesi) e dei signori del narcotraffico potrebbe risultare decisivo per la stabilizzazione del Paese. Infatti, qualora il CNSR riuscisse a garantire la continuità nelle attività estrattive e nel transito di stupefacenti, tanto i partner economici occidentali quanto le reti criminali potrebbero supportare lo sforzo di normalizzazione intrapreso dal Colonnello Doumbouya.