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anteprima logo RID Consegnato all'EI il primo LUH

E’ stato consegnato oggi a Lamezia Terme (CZ), sede del Rgt. SIRIO, il primo dei 2 elicotteri  AW-169 (LUH, Light Utility Helicopter) in configurazione Addestramento Basico (A.BC. Addestratore Basico Comemrciale) o UH-169B, secondo la designazione dell'EI. La macchina, che fa parte di un più ampio programma che comprende anche 15 Leonardo LUH in configurazione Multiruolo Avanzato (MA), verrà utilizzata per scopi addestrativi. La consegna è avvenuta a Lamezia Terme perché l’area calabrese si presta molto bene all’addestramento antincendio, uno dei ruoli che saranno affidati a questo nuovo elicottero. E’ ragionevole pensare che il 2º Rgt. SIRIO, che attualmente impiega i vecchi (ma sempre validi) AB-205, possa essere il primo reparto a ricevere il nuovo LUH. Ulteriori dettagli su RID 8/2020 in edicola a fine luglio.

anteprima logo RID Prime operazioni per i J-15 sulla SHANDONG

Durante l’ultima settimana di giugno i caccia multiruolo imbarcati J-15 cinesi (copia dei Su-33 FLANKER russi) hanno effettuato operazioni di decollo ed appontaggio nell’ambito del primo rischieramento operativo della nuova portaerei cinese SHANDONG.

anteprima logo RID Accordo strategico tra Iran e Cina?

L’Iran sarebbe in procinto di siglare un accordo di partnership strategica venticinquennale con la Cina. Sebbene non esistano ancora conferme sui contenuti di tale partnership che, secondo il Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, verranno resi noti una volta che sarà ufficializzato l’accordo, varie fonti all’interno del Paese parlano della cessione di risorse naturali (gas e petrolio) alla Cina e della concessione d’uso alle Forze Armate di Pechino di basi aeree e navali situate a cavallo dello Stretto di Hormuz. Come detto, i dettagli non sono stati ancora resi noti, ma parrebbe che in cambio l’Iran dovrebbe ottenere tra un minimo di 120 ed un massimo di 400 miliardi di dollari. Nell’accordo rientrerebbero pure interventi strutturali di aggiornamento/allargamento delle basi aeree e navali Va detto, peraltro, che la voce di una possibile intesa strategica tra Iran e Cina risale al gennaio 2016, durante una visita ufficiale del Presidente cinese Xi Jingping a Teheran. Da allora, tuttavia, il discorso è stato congelato, anche alla luce del “semi-annullamento” dei negoziati tra i 5+1 e l’Iran riguardo al programma nucleare iraniano, dopo il ritiro unilaterale degli USA nel 2018. Da parte iraniana, oltre agli evidenti aspetti finanziari, l’accordo con la Cina potrebbe garantire un maggior sostegno in sede di Consiglio di Sicurezza ONU, in particolare alla luce dell’aspirazione iraniana alla rimozione dell’embargo sulle armi imposto dall’ONU a causa del programma nucleare di Teheran. Peraltro, un eventuale fine del regime di embargo gioverebbe non poco all’industria militare di Pechino. Da parte cinese l’Iran rappresenta un punto d’appoggio di grande valore strategico, tanto economicamente, quanto militarmente. Dal punto di vista economico, infatti, la suddetta ricchezza di idrocarburi, nonché la posizione geografica, rendono l’Iran fondamentale per la strategia commerciale della Belt Road Initiative e per l'approvvigionamento energetico cinese. Per quanto riguarda l’ambito militare, l’utilizzo di basi aeree e navali (come Jask e Konarak/Chabahar, quest’ultima non lontana da Gwadar in Pakistan, un altro porto con forte presenza cinese) consentirebbero di mantenere una presenza significativa in un’area dall’enorme interesse strategico, recentemente tornata anche ad essere piuttosto movimentata.

anteprima logo RID Londra rimuove l’embargo contro Riad

La Gran Bretagna ha rimosso l’embargo temporaneo sull’esportazione di armi verso l’Arabia Saudita. Nel giugno 2019 la Corte d’Appello britannica, infatti, deliberando su una causa intentata dall’organizzazione Campaign Against Arms Trade (CAAT), aveva imposto uno stop sulle nuove esportazioni di sistemi d’arma verso Riad obbligando il Governo a condurre una valutazione sugli episodi di violazioni dei diritti umani, in particolare bombardamenti con perdite civili, da parte saudita con l’eventuale utilizzo di armi di fornitura britannica. Nell’anno trascorso, il Governo britannico ha rivalutato i precedenti e tutta la questione e, malgrado siano confermati senza dubbio diversi casi di violazioni dei diritti umani nel conflitto In Yemen, è stato concluso che i casi non siano sufficienti a ritenere che l’Arabia Saudita costituisca un pericolo sistematico per il rispetto dei diritti umani. Da adesso in avanti, dunque, potranno essere perfezionati nuovi contratti. Durante questo periodo sono state comunque mantenute tutte le forniture già avviate in precedenza e il supporto sulle licenze già approvate. Il ban ha riguardato soltanto nuove richieste, che sono state dunque tutte sospese durante questi mesi. L’Arabia Saudita è un partner fondamentale per il Regno Unito ed anche il maggiore fra i clienti “fissi” delle industrie belliche britanniche. Riad come noto ha acquistato ed impiega Panavia TORNADO, Eurofighter TYPHOON, BAE Systems HAWK e relative armi fra cui PAVEWAY IV (Raytheon UK), BRIMSTONE e STORM SHADOW (MBDA).

anteprima logo RID Mozambico, minaccia jihadista agli interessi italiani

La situazione della sicurezza nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, in Mozambico, si sta aggravando sempre di più. Sono centinaia i morti ed oltre 200.000 gli sfollati in fuga dalle violenze degli jihadisti di Ansar al-Sunna. Il gruppo, affiliato allo Stato Islamico, ha legami con la branche/provincie dell’IS dell’Africa Centrale e dell’Africa Orientale ed in più occasioni è stato capace di occupare città e villaggi della zona, compresi edifici governativi ed amministrativi. La situazione è resa ancor più grave dalle divisioni tra Polizia ed Esercito mozambicani tanto è vero che l’assalto da parte di Ansar al-Sunna all’importante città portuale di Mocimboa da Praia del 27-29 giugno è stato respinto solo grazie all’intervento di 3 elicotteri della società militare privata sudafricana Dyck Advisory Group. La provincia di Cabo Delgado è strategica perché ricca di risorse gasifere di recente sviluppo, con al centro il grande bacino offshore di Rovuma. ENI è operatore al 34% del blocco Coral South, appartenente al citato bacino, ed è coinvolta in maniera rilevante nel piano di sviluppo del complesso Mamba, facente sempre parte del medesimo bacino. Insomma, gli interessi dell’Italia nell’area sono significativi. Per questa ragione, il nostro Paese dovrebbe prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di rafforzare la propria presenza militare nell’area valutando tanto l’opzione del dispiegamento di una task force navale in funzione di deterrenza, pronta ad intervenire all’occorrenza in caso di escalation, e/o di una missione bilaterale di assistenza alle forze di sicurezza locali sul modello di quelle presenti in Libano, Somalia, ecc. Il tutto, ovviamente, in accordo con il Governo di Maputo. Ma l’Italia potrebbe anche favorire l’estensione del mandato dell’Operazione dell’UE ATALANTA – al momento limitato al contrasto della pirateria nelle acque del Corno d’Africa – o l’attivazione di una nuova missione europea ad hoc, visto che nell’area insistono importanti interessi pure di altri Paesi europei, a cominciare dalla Francia.

anteprima logo RID Tre nuovi HAWKEYE per la Francia

Nel pacchetto di vendite ufficializzate dal Dipartimento di Stato Americano nel giorno dell’Indipendence Day, risulta approvata anche la fornitura alla Francia di 3 velivoli E-2D ADVANCED HAWKEYE per un costo stimato di circa 2 miliardi di dollari. I nuovi velivoli andranno a rimpiazzare l’ormai logora flotta di E-2C HAWKEYE ancora in servizio nella Marine Nationale. In aggiunta al velivolo, la commessa prevede la fornitura di un certo numero di sistemi tra cui 10 motori T-56-427A, 3 radar AN/APY-9, 4 sistemi ESM del modello AN/ALQ-217 e un Joint Mission Planning System. Come dichiarato dalla Defence Security Cooperation Agency, i nuovi E-2D continueranno ad espandere le capacità dell’Aviazione Navale Francese che manterrà inoltre la perfetta interoperabilità con la US Navy. L’utilizzo corrente dell’E-2C inoltre, garantisce che il nuovo velivolo e i nuovi sistemi verranno rapidamente integrati nell’organizzazione navale e joint francese. L’ultima vendita statunitense di sistemi militari alla Francia risaliva al settembre 2017 data la permanente e ferrea volontà del Sistema Paese francese di investire in prodotti militari di produzione domestica; questa commessa invece verrà quasi totalmente gestita negli USA e precisamente negli stabilimenti della Northrop Grumman di Melbourne in Florida (USA).

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