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anteprima logo RID Bagarre sul nuovo caccia giapponese

Sul progetto del futuro caccia giapponese – noto come F-3 e destinato a rimpiazzare l’F-2 attualmente in servizio (nella foto) – si è accesa una vera e propria battaglia tra Stati Uniti e Regno Unito. L’obbiettivo di Tokyo è sviluppare il velivolo su base nazionale, ma coinvolgendo un’azienda esterna per fornire assistenza e supporto alla progettazione. Un po' come accaduto per il KF-X sudcoreano per il quale Seul ha fatto ricorso all’assistenza di Lockheed Martin, ma non solo, visto il ruolo di Leonardo, per esempio, nell’IRST. Il Giappone sta sondando, dunque, l’ipotesi di una collaborazione con gli Americani, in particolare con Lockheed Martin, ma sta guardando anche ad ipotesi di diversificazione allacciando contatti con Londra e BAE Systems. In questo secondo caso, più di un ingresso di Tokyo nel TEMPEST, si dovrebbe parlare adesso di un’assistenza britannica al progetto giapponese a partire dall’esperienza del TEMPEST. Negli ultimi tempi, sulla questione è entrata prepotentemente in scena l’Amministrazione Trump che sta esercitando fortissime pressioni sul Giappone per scegliere l’assistenza statunitense.

anteprima logo RID Operativo il RAFALE F3-R

L’Aeronautica Francese ha dichiarato la capacità operativa iniziale dello standard F3-R del caccia RAFALE. Tale standard è caratterizzato dall’adozione del missile aria-aria lungo raggio MBDA METEOR e del pod Thales TALIOS. Quest’ultimo riunisce la funzioni di targeting e ricognizione (Non-Traditional Information, Surveillance and Reconnaissance, NTISR) in un unico pod e, grazie alla tecnologia brevettata Permanent Vision™ , consente di incorporare l’imagery in real time raccolta in mappatura 3D a colori. L’integrazione del missile METEOR, in combinazione con il radar AESA RBE2 consentirà, invece, di sfruttare appieno tutto l’inviluppo dell’arma elevando notevolmente le capacità del RAFALE nel combattimento aereo (dove il velivolo sconta l’adozione di un motore non certo esuberante, a fronte di un significativo “ingrassamento”).

anteprima logo RID Nuovo test balistico da Israele

Israele ha effettuato il test di un razzo motore dalla base aerea di Palmachim, a sud di Tel Aviv. E’ presumibile che il test sia parte dello sviluppo di una nuova variante della famiglia di missili balistici tipo JERICHO. Attualmente Israele ha in servizio il JERICHO II a medio raggio ed il JERICHO III a raggio intermedio/lungo raggio, entrambi equipaggiabili con testate atomiche. Al test avrebbero partecipato anche un velivolo specializzato nelle rilevazione telemetriche, 2 G550 – uno in configurazione AEW e l’altro in configurazione SIGINT – e velivoli da trasporto C-130. Da tempo, si parla di una nuova variante del JERICHO – designata come JERICHO IIIA o JERICHO IV – con una gittata a tutti gli effetti equiparabile alla gittata classica dei missili balistici intercontinentali, ICBM (laddove sulla gittata effettiva del JERICHO III non c’è accordo tra le fonti).

anteprima logo RID AW-249, prosegue lo sviluppo verso la CDR

Lo sviluppo dell'elicottero d’attacco AW-249 sta procedendo. La macchina ha superato la Preliminary Design Review e si avvia verso la Critical Design Review (CDR), attesa tra la fine di quest'anno ed il prossimo, mentre la Difesa ha stanziato altri 380 milioni di euro per finanziare progettazione, certificazione, qualificazione e supporto logistico della configurazione FOC (Final Operational Capability) con il relativo retrofit delle prime 3 macchine di preserie. Questa seconda tranche di finanziamento segue la prima, contrattualizzata nel 2017 e del valore di 487 milioni di euro, per lo sviluppo e la qualifica delle succitate prime 3 macchine di preserie in configurazione IOC (Initial Operational Capability). Ricordiamo che il l fabbisogno complessivo del programma, che riguarda lo sviluppo e l'acquisizione di 48 macchine, è pari a 2,7 miliardi di euro (fondi MiSE).

anteprima logo RID Droni persi in Libia, la mano dei Russi

Un portavoce dell’AFRICOM ha confermato all’Agenzia Reuters che la perdita del drone americano a fine novembre in Libia sarebbe stata causata da sistemi antiaerei impiegati da personale di una compagnia privata russa. Nella fattispecie si tratterebbe di personale della Wagner che avrebbe impiegato per l’occasione un apparato per il jamming. A questo punto, il sospetto è che anche il PREDATOR/REAPER italiano perduto in Libia nello stesso periodo possa aver subito la medesima sorta.

anteprima logo RID La Francia ordina 6 OPV per la ZEE

Non solo portaerei, sottomarini e fregate di nuova generazione. La scorsa settimana infatti il Presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato, nel corso del Maritime Economy Congress di Montpellier, l’ordine ai cantieri Socarenam, di Boulogne-sur-Mer, per la costruzione di 6 nuovi OPV da 70 m, tipo POM (Patrouilleurs Outre-Mer), destinati alla sorveglianza della ZEE, e alla difesa delle zone di pesca nazionali, al fine di fronteggiare – ha sottolineato il Capo dello Stato – “un contesto di minacce crescenti alle nostre risorse di pesca, biodiversità e norme marittime internazionali”. La ZEE francese è tra l’altro, anche a causa dei resti del suo impero coloniale, la più vasta del mondo, pari a 4,5 milioni di km², superando di misura quella statunitense. Le nuove unità potranno raggiungere una velocità massima di 22 nodi, Ed avranno un’autonomia di 5.500 miglia, per missioni della durata di un mese. Saranno armate probabilmente con una mitragliatrice da 20 mm a comando remoto più armi leggere a puntamento manuale, e nella sezione centro-poppiera dispongono di baie di missione per RHIB, e un ponte di volo con un hangar destinato a droni ad ala fissa e rotante da 700 kg. I 6 OPV saranno consegnati tra 2022 e 2025, e andranno a sostituire i rimanenti pattugliatori degli anni ’80 classe P-400, LE MALIN, e ARAGO. Saranno così suddivise: 2 unità nel Pacifico, in Nuova Caledonia, nella base di Noumea; 2 navi nella base insulare di Port Réunion (Oceano Indiano); una a Papete, in Polinesia, e la sesta a disposizione in Francia per le turnazioni legate alla manutenzione.

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