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anteprima logo RID Nuovi dettagli sui futuri SSBN inglesi classe DREADNOUGHT

Il Ministero della Difesa britannico ha divulgato un rapporto aggiornato che riassume lo stato di avanzamento del progetto relativo ai futuri SSBN DREADNOUGHT, che rimpiazzeranno quelli della classe VANGUARD e dovranno impiegare i missili nucleari TRIDENT. Secondo quanto riportato, nonostante i pesanti effetti della crisi dovuta al Covid-19, il programma procede regolarmente, sia nello sviluppo che nel budget, con la previsione di far entrare in servizio il primo della classe, l’HMS DREADNOUGHT, all’inizio degli anni ’30. Come previsto dalla Strategic Defence and Security Review britannica del 2015, si stima un costo totale del progetto intorno ai 31 miliardi di sterline (circa 37 miliardi di euro) con un possibile incremento già pianificato di circa 10 miliardi di sterline. Allo stato attuale, sono già stati stanziati 10,4 miliardi di sterline, circa il 35% della spesa totale prevista. Parallelamente al nuovo SSBN, procede anche il progetto per lo sviluppo della nuova testata nucleare che dovrà essere compatibile con il missile TRIDENT II D5 (verrà aggiornato insieme agli USA per l’estensione della vita operativa) e sviluppata in parallelo con il programma della testata W93/Mk7 statunitense. Il rapporto della Difesa britannico sottolinea quanto sia importante e strategica la collaborazione con gli Stati Uniti, in particolare per quanto riguarda il sistema d’arma stesso e le tecnologie relative ai reattori nucleari, come previsto dal Mutual Defence Agreement del 1958 e dal successivo Accordo per la vendita dei POLARIS del 1963 tra Stati Uniti e Inghilterra. Al tempo stesso è stata sottolineata anche l’importanza della cooperazione con la Francia, sotto il Trattato di TEUTATES, firmato nel novembre 2010, focalizzata sulla condivisione delle conoscenze tecnologiche - relative allo stoccaggio delle risorse nucleari ed all'idrodinamica - in supporto delle rispettive capacità di deterrenza nucleari. Nel Rapporto in questione, sono 2 però i punti che non sono stati approfonditi: il primo è quello relativo alla capacità della nuova piattaforma di imbarcare anche armi ipersoniche, il secondo riguarda l'ipotesi che la tecnologia del DREADNOUGHT possa essere utilizzata anche per il futuri SSN australiani, nell’ambito della cooperazione AUKUS.

anteprima logo RID FVL, consegnato alla Difesa lo studio di Leonardo-Lockheed Martin

Come confermato dall’Amministratore Delegato Alessandro Profumo in audizione parlamentare, Leonardo ha consegnato al Ministero della Difesa lo studio, effettuato in collaborazione con Lockheed Martin, per valutare una cooperazione congiunta in materia di Future Vertical Lift. In particolare, lo studio ha riguardato requisiti, capacità e mercati di un potenziale elicottero medio multiruolo e multimissione basato sull’utilizzo della tecnologia compound. La Difesa italiana a questo punto valuterà i risultati e prenderà una decisione circa l’avvio di una cooperazione e di uno sviluppo congiunto con gli Stati Uniti relativo ad una nuova macchina per le FA italiane e per l’export, e pure per il mercato civile.

anteprima logo RID Gli EAU congelano la maxi commessa americana

L’Ambasciata degli Emirati Arabi Uniti a Washington DC ha comunicato ufficialmente al Governo americano che i famosi accordi relativi a 23 miliardi di dollari di forniture militari, F-35 incluso, sono da considerarsi sospesi a tempo indeterminato. Continuano invece, senza problemi, gli incontri bilaterali tra i vertici militari per rinnovare la collaborazione militare tra i 2 Paesi. Gli stessi rappresentanti dell’Ambasciata hanno inoltre aggiunto alla stampa internazionale che, nonostante gli Stati Uniti siano i fornitori privilegiati per quanto riguarda equipaggiamenti e sistemi militari avanzati, il Governo del Paese arabo ha deciso di prendersi più tempo per rivedere i requisiti tecnici, le restrizioni operative nazionali e le analisi costi-benefici dei precedenti accordi. Questi ultimi furono annunciati, con tutti gli onori del caso, da parte dell’Amministrazione Trump, non solo per l’incredibile iniezione di denaro nel comparto dell’industria della difesa americana, ma come conseguenza dei famosi “Abraham Accords”, con cui gli UAE, insieme a Bahrain, Marocco e Sudan, si impegnavano a normalizzare le relazioni internazionali con Israele. Gli accordi precedentemente annunciati, del valore di 23,37 miliardi di dollari americani, includevano 50 F-35A LIGHTING II, 18 UAV MQ-9B e un robusto pacchetto di munizioni e missili aria-aria e aria-suolo. L’Amministrazione Biden ha confermato la commessa, ma buona parte del Congresso vi si oppone, in considerazione della sensibilità delle tecnologie dell’F-35 e di una vicinanza giudicata eccessiva degli EAU alla Cina, tanto da metterne in discussione l’effettiva approvazione. È curioso, inoltre, il fatto che la comunicazione degli UAE arrivi qualche giorno dopo la firma dell’accordo con la Francia per l’acquisto di 80 caccia RAFALE.

anteprima logo RID L’evoluzione delle operazioni anfibie e le conseguenze in Italia

I nuovi scenari operativi stanno cambiando, e lo faranno ancor di più in futuro, molto delle modalità con le quali vengono pensate, pianificate e implementate le operazioni militari. Abbiamo visto in questo senso l’emergere del concetto delle operazioni multidominio, dapprima negli USA, in ambito Army, ormai qualche anno fa, e poi la sua progressiva diffusione anche presso la gran parte degli Stati Maggiori occidentali. E pure nel nuovo concetto strategico italiano c’è posto per il multidominio, ma molto si dovrà fare per consolidare una dottrina che nasce sulla base di un presupposto piuttosto semplice: il vantaggio militare che tradizionalmente l'Occidente ha detenuto nei confronti di avversari o potenzialmente tali è in via di progressiva erosione. L'affermazione della Cina, il ritorno della Russia, l'emergere di medie potenze maggiormente preparate militarmente, così come la diffusione di alcune tecnologie presso gruppi irregolari, hanno difatti fatto crescere il livello e la cifra qualitativa della minaccia, rispetto ad un ventennio, e più, in cui il dato empirico della superiorità militare occidentale - e con essa i 2 cardini dell’air dominance e del sea control - era la premessa “costitutiva” di ogni conflitto. Per 20 anni in Afghanistan gli USA e la NATO hanno goduto della più totale air dominance, nel conflitto in Libia del 2011 le difese antiaeree di Gheddafi sono durate lo spazio di un mattino, e poco di più nel 2003 in Iraq. Oggi non è già più così, e domani forse sarà anche peggio. Le avvisaglie più chiare le abbiamo viste nel Donbass o nel Nagorno Karabah, senza dimenticare lo Yemen. Conflitti in cui c’è stato un po' di tutto: attacchi cyber, guerra di droni, impiego di missili da crociera sup-sup e così via. E poi c’è il consolidamento in alcuni scacchieri estremamente delicati delle cosiddette bolle A2/AD, ovvero di quelle aree di difesa pluristratificate il cui scopo è interdire - o rendere estremamente difficile/costoso - l’accesso e lo schieramento di forze militari nemiche e/o la loro libertà di movimento. Si contano, tra le altre, quelle russe in Siria e Crimea, piuttosto che quelle cinesi nei mari che Pechino considera regionali - ovvero il Mar Cinese Meridionale e il Mar Cinese Orientale - senza dimenticare quella iraniana nel Golfo. Insomma, si tratta di aree dove, in casi di conflitto, è da mettere in conto la possibilità di farsi “molto male” per via di un alto contrasto militare e dove, giusto per iniziare ad introdurre il tema di questo articolo, operazioni di sbarco tradizionali sono impensabili. Ulteriori dettagli su RID 01/2022.

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anteprima logo RID L’Aeronautica di Singapore

L’Aeronautica di Singapore dispone di una flotta costituita da velivoli moderni e con elevate capacità. Per un Paese di appena 729 km², una città/stato con zero profondità strategica e situata su una delle più importanti linee di comunicazione marittime al mondo, una politica di difesa pragmatica e senza compromessi appare irrinunciabile. E proprio su questa linea si è mossa Singapore a partire dagli anni ’90, con l’avvio della cosiddetta Rivoluzione degli Affari Militari che, in un breve lasso di tempo, ha consentito alle 3 Forze Armate di acquisire sistemi d’arma e sensori avanzati, progressivamente integrati in una solida ed avanzata struttura C4. Chiaramente, tale approccio ha implicato un costante flusso di stanziamenti per la Difesa che, dal 1990 al 2021, hanno mantenuto quasi sempre un rapporto superiore al 3% del PIL nazionale - ad eccezione dell’ultimo biennio influenzato pesantemente dalla pandemia - con una media del 3,93%. Nonostante gli stanziamenti previsti nel budget del febbraio 2020 siano calati del 3,7% rispetto a quelli del 2019 (1), infatti, Singapore è riuscita a mantenere intatti i finanziamenti per diversi e importanti programmi d’acquisizione per tutte e 3 le FFAA. Rimanendo nell’ambito dell’Aeronautica, basti ricordare l’ordine per 12 F-35B effettuato nel 2019, o l’avvio dei programmi di aggiornamento della flotta di caccia. L’elevata spesa militare, oltre ad essere accompagnata da una solida disponibilità finanziaria, è motivata dalla volontà della città-stato di giocare un ruolo progressivamente più attivo nella politica estera e militare dell’area indo-pacifica. Scelta comprensibile e motivata, non solo, dalle citate caratteristiche geografiche del Paese, ma anche dalle recenti dinamiche geopolitiche dell’area “modellate”, in primis, dall’assertività della Cina, senza dimenticare i rapporti non certo idilliaci di Singapore con i vicini, a cominciare dalla Malesia, e le tensioni dovute all’eterna crisi coreana. Ulteriori dettagli su RID 01/2022.

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anteprima logo RID Altri elicotteri TH-73A di Leonardo per l’US NAVY

Il Dipartimento della Difesa americano ha esercitato l’opzione di acquisto, dal valore di 159,4 milioni di dollari, per altri 36 elicotteri TH-73A di Leonardo, variante dell’AW-119 KOALA, destinati all’US Navy. Si tratta della terza opzione, che fa arrivare così a 104 il numero complessivo di elicotteri ordinati, su un requisito totale di 130, all’interno del programma per la realizzazione del nuovo sistema di addestramento avanzato per l’U.S. NAVY, assegnato a AgustaWestland Philadelphia Corp.

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