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RID - Rivista Italiana Difesa 29-03-2019 Navi, in Brasile vincono i Tedeschi data: a cura di:

Una sconfitta per Fincantieri e Leonardo. Una sconfitta per l’Italia. Dolorosa. Visti gli eccellenti rapporti, che a questo punto dovremmo forse ritenere solo presunti, tra il Vicepremier Salvini ed il Presidente Bolsonaro, c’era da aspettarsi un esito diverso – anche perché l’offerta Fincantieri era quella più aderente al requisito – ma evidentemente ci sbagliavamo. Le priorità sono altre e, forse, la “restituzione” di Battisti aveva in qualche modo già soddisfatto l’Italia... ma questa è una mera congettura. La realtà è però che sarà Thyssenkrupp Marine Systems a realizzare le nuove 4 corvettone (in effetti fregate leggere da quasi 3.500 t) destinate ad avviare l’ammodernamento della flotta di superficie brasiliana, ad oggi comprendente 10 unità di scorta con una media di 30-40 anni di vita, e la sola corvetta BARROSO di costruzione recente. Il colosso tedesco, pezzo forte del consorzio AGUAS AZUIS, che comprende anche Atech Negocios em Tecnologias SA, Embraer SA, Atlas Elektronik, Alliance SA Shipyard e L3 MAPPS, si è infatti aggiudicato il contratto da 1,6 miliardi di dollari con una versione ampiamente customizzata della MEKO A-100 (peraltro con dimensioni quasi da MEKO-200), adattato al progetto elaborato nel 2013-2014 dal Centro Progetti della Marinha Do Brasil, con il coinvolgimento già allora di Vard Niteroi e Fincantieri. Un passaggio che, assieme a considerazioni di ordine politico e industriale, aveva fatto ben sperare Fincantieri nell’esito finale della gara, cui partecipava con il Consorzio FLV, e comprendente appunto il polo cantieristico locale Vard-Promar, Leonardo, Fondazione Ezute e ARES Aerospacial e Defesa, già selezionato nella short list redatta nel 2018. Un anno fa, infatti, le 9 proposte inizialmente presentate erano state scremate a 4, con quelle tedesca e italiana affiancate dalla francese Naval Group in associazione con Ensenada, con una versione potenziata della GOWIND, e l’olandese Damen più Saab-Tamandaré, con la SIGMA-10514. Le nuove unità, da realizzare localmente creando sino a 8.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti, e da consegnarsi tra 2024 e 2028, si presentano come corvette/fregate leggere stealth lunghe 107,2 metri e larghe quasi 16, con un dislocamento p.c. stimato in 3.455 t, apparato propulsivo tuttodiesel capace di garantire ampia autonomia a 14 nodi (mancano indicazioni sulla velocità massima – i paletti fissati dalla Marina Brasiliana parlavano di 25 nodi, e 4.000 miglia), e una sofisticata panoplia di armi e sensori, che dovrebbe comprendere cannone da 76/62 mm di Leonardo, sistemi missilistici MBDA antinave EXOCET MM-40 Block-3 nella variante più avanzata, con almeno 2 lanciatori binati, e superficie/aria SEA CEPTOR con modulo VLS a 12 o 16 celle, armi per la difesa ravvicinata da 40 mm Bofors Mk-4 e 2 FN Herstal SEA DEFENDER da 12.7 mm in postazioni remotizzate, mentre la lotta antisom è assicurata da 2 impianti trinati lanciasiluri Sea TLS-TT, 2 sistemi di contromisure TERMA-C GUARD, e a poppa hangar e ponte di volo per elicottero medio. Le unità avranno configurazione modulare di missione, e imbarcheranno un radar di scoperta e sorveglianza 3D BAE Systems ARTISAN, un radar di ricerca di superficie in banda S e uno di navigazione in banda X, entrambi marca Raytheon, un impianto di tiro Thales Nederland STIR 1.2EO Mk-2, e 2 optronici Safran PASEO XLR, oltre alla suite di guerra elettronica RIGEL di Indra, e un sonar a scafo Atlas Elektronik ASO-173. Restano comunque aperte, per Fincantieri, le partite relative alle nuove fregate “pesanti”, e alla nave di supporto logistico, cui il gruppo italiano partecipa con FREMM e VULCANO, ma si tratta di progetti più in là nel tempo, sopratutto le fregate.


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