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RID - Rivista Italiana Difesa 22-06-2019 Cerimonia di avvicendamento del CSMM data: a cura di:

Si è svolta ieri, a Palazzo Marina a Roma, la cerimonia di avvicendamento tra l’Amm Valter Girardelli e il suo successore Amm. Giuseppe Cavo Dragone come nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina Militare.

Alla cerimonia erano presenti il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta e il Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. Enzo Vecciarelli

Nel suo discorso di commiato, l’Amm. Girardelli ha voluto sottolineare come “l’approccio interforze deve continuare a valorizzare lo strumento militare italiano, evitando approcci antistorici e contrari all’integrazione interforze. La Marina è per definizione a vocazione interforze e deve essere portatrice di tale vocazione”. Prima di congedarsi, Girardelli ci ha tenuto a ringraziare l’attuale Ministro della Difesa Trenta, ma anche tutti Ministri della Difesa con cui ha lavorato - Pinotti, Di Paola, Martino e La Russa - nella sua lunga carriera di comando ai vertici della Forza Armata “per l’attenzione che hanno sempre posto nei confronti della Marina”. Quest’ultima, ha proseguito, “resta una forza di primissimo livello ed in grado di operare in ogni zona del globo, Artico incluso, soprattutto per merito dei suoi uomini e delle sue donne, oltre che del rinnovamento dei mezzi in dotazione. In un momento in cui il Mediterraneo si conferma al centro della dimensione geopolitica globale, la Marina Militare ha assunto un ruolo di primo piano per la tutela degli interessi del Paese in una serie di importanti e gravose operazioni nazionali e internazionali. Che si tratti di sorvegliare ampi spazi marittimi, proteggere il traffico mercantile e i nostri pescatori o di addestrarsi in scenari operativamente complessi, la Marina ha sempre dato prova di eccellenza, di essere proiettata verso il futuro in un processo di costante trasformazione in sinergia con le altre Forze Armate”. Parole di stima anche nei confronti del suo successore, la cui nomina rappresenta una scelta intelligente e strategica”.Nell’anniversario dei 30 anni della capacità portaerei, il destino vuole che sia proprio un ammiraglio pilota a prendere la guida della Marina. L’Amm. di squadra Cavo Dragone,infatti, è stato tra i primi a far decollare e appontare dal ponte di volo di nave GARIBALDI gli AV-8B HARRIER II l’aereo a “decollo corto e atterraggio verticale” (STOVL nell’acronimo inglese) che nel 1991 fu ritirato negli Stati Uniti segnando così una svolta nel destino della Marina Militare e ampliandone le potenzialità al servizio del Paese. Anche il resto del curriculum del nuovo CSMM è di tutto rispetto.

L’Amm. Cavo Dragone è stato quindi il primo comandante del gruppo aerei imbarcati (Grupaer), successivamente Comandante dell’incrociatore portaeromobili GARIBALDI, delle Forze Aeree della Marina, dell’Accademia Navale di Livorno e quindi del raggruppamento Subacquei e Incursori.

Nel suo breve intervento, l’Amm. Cavo Dragone ha dedicato la sua nomina “ai 38 miei compagni del corso Invicti, che il 3 marzo del 1977 sono caduti insieme al loro ufficiale accompagnatore e ai 5 membri dell’equipaggio dell’aereo che li trasportava sul Monte Serra. Io li ho sentiti vicini durante tutta la mia carriera e sono sicuro che anche in questa mia nuova importante avventura mi indicheranno la via”

Infine, il Gen. Vecciarelli ha evidenziato come “la Marina sia una componente fondamentale alla difesa nazionale, guidata saggiamente ed in modo lungimirante dall’Amm. Girardelli nei suoi 3 anni di Comando, facendole raggiungere grandi traguardi.l e dando benefici a tutta la difesa grazie alla sua esperienza”. Il Capo di SMD ha poi indirizzato al neo Capo di Stato Maggiore, “L’auspicio di ogni successo per l’impegno che sta per assumere alla guida della Marina Militare con l’augurio di poter affrontare con determinazione ed efficacia – unitamente a tutto il personale – le sfide alla sicurezza che ci attendono sia in Patria sia all’estero”.

Il nuovo CSMM avrà l’arduo compito di proseguire l’ottimo lavoro svolto dall’Amm. Girardelli che, a sua volta, ha dato seguito, nonostante la pesante eredità, all’altrettanto ottimo lavoro di De Giorgi.

 

In bocca al lupo Ammiraglio!


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