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RID - Rivista Italiana Difesa 28-06-2019 CAPABLE LOGISTICIAN 2019 data: a cura di:

Dal 3 al 13 giugno si è svolta l’esercitazione NATO Capable Logistician 2019, organizzata dal Multinational Coordination Centre (MLCC) di Praga ed a cui RID ha preso parte con lo Scrivente. La CL19 è stata ospitata dalla Polonia (Host Nation, HN), che ha messo a disposizione l’area addestrativa di Drawsko Pomorskie (DPTA). La NATO denomina queste esercitazioni Standardization and Interoperability Field Testing Exercises, ovvero attività che servono ad abituare i reparti logistici dei Paesi membri ad operare congiuntamente con equipaggiamenti diversi. In particolare, CL19 si proponeva di migliorare la pianificazione e l’esecuzione di tutte le attività di supporto logistico per un contingente NATO impegnato nella difesa del territorio di un membro dell’Alleanza (dunque a livello di teatro). Concretamente, l’esercitazione ha visto la partecipazione di circa 3.450 militari provenienti da 30 Paesi con al seguito circa 1.000 “pezzi” di materiale ed equipaggiamenti. Sotto il comando del Joint Logistics Support Group (JLSG) a guida polacca sono state create 11 Multinational Integrated Logistic Unit (MILU), ciascuna responsabile di una Functional Area (per esempio munizioni, acqua, carburanti, manutenzione, trasporti, ecc.) e composta da una lead nation (Paese guida) e da 3-5 contributi di altrettanti Paesi. Grazie ad un tour organizzato dalla NATO, RID ha avuto modo di visitare l’area dell’esercitazione ed assistere ai lavori di alcune MILU, soprattutto di quella Smart Energy (SE), guidata dalla Emerging Security Challenges Division (ESCD) della NATO e con un ruolo di primo piano giocato dal 3° Stormo dell’Aeronautica Militare di Verona Villafranca. La MILU SE si componeva di 43 militari e civili provenienti, oltre che dall’Italia, da Canada, Francia, Lituania e Stati Uniti, e schierava circa 30 componenti diverse. La missione della MILU SE è stata l’integrazione sul campo di fonti multiple per l’approvvigionamento di energia elettrica e acqua e la loro gestione. Oggi quasi tutta l’energia elettrica necessaria alle forze sul campo viene generata da gruppi elettrogeni alimentati a diesel. Le esperienze operative accumulate dalla NATO, soprattutto in Afghanistan, mostrano che l’approvvigionamento di carburante è una delle attività logistiche più onerose. Affinché tutte le unità sul terreno ricevano i loro rifornimenti, è necessario organizzare appositi convogli, spesso il bersaglio preferito del nemico sul terreno (chiaramente è un bersaglio più facile di un’unità combattente e ridonda di materiali infiammabili). I convogli vanno dunque scortati e nonostante ciò le perdite umane più elevate si sono registrate proprio in queste attività tipicamente considerate di seconda linea. Nel periodo 2004-2007, ben 3.000 soldati statunitensi sono morti in seguito ad attacchi a convogli. Attualmente, la NATO stima che ci sia un soldato morto ogni 24 convogli. Dal punto di vista economico, trasportare carburante in aree calde costa circa 150 dollari al litro. Per questo motivo, la NATO esplora già da qualche anno la possibilità di impiegare fonti alternative quali pannelli solari ed energia eolica per ridurre la dipendenza dal diesel. Come spiegato dalla Dott.ssa Susanne Michaelis, leader della MILU SE, il problema principale in tal senso è conoscere l’output di ciascuna fonte e gestirla, tenendo presente che le tensioni e le potenze variano secondo il tipo di macchina e, nel caso delle fonti rinnovabili, delle condizioni ambientali. L’accampamento montato sul campo di volo di Ziemsko comprendeva 6 tende Defshell 6x6 italiane equipaggiate con 192 pannelli solari (32 per ogni tenda) capaci di provvedere un picco di energia elettrica di 4kW (128W per ogni tenda) e 2 generatori diesel L3 MEP-815 statunitensi (da 30kW ciascuno), con la prospettiva di poter integrare, in futuro, anche un complesso solare/eolico di produzione tedesca ed attualmente sperimentato dall’Esercito Lituano. L’energia raccolta viene processata dalla Defshell POWERBOX messa a disposizione dal 3° Stormo – un accumulatore in grado di erogare circa 40kW/h – per poi essere redistribuita all’impianto di illuminazione delle tende, ai condizionatori e all’innovativo generatore di acqua dall’atmosfera VERAGON V12 (anch’esso dell’AM). Quest’ultimo è in grado di provvedere fino a 1.050 l di acqua potabile al giorno in condizioni ottimali (30°C e umidità oltre l’80%). L’intera MILU è stata gestita grazie ad un sistema di monitoraggio inventato da ricercatori canadesi per conto del governo ed inserito nel programma NATO Science for Peace and Security (SPS). Il sistema (chiamato genericamente “mobile energy monitoring kit”) comprende un case dedicato ed un software proprietario. Oltre alle funzioni di gestione, il kit raccoglie anche i dati delle varie fonti. La stratificazione dei dati nel tempo è e sarà fondamentale, in quanto prima dell’esistenza del kit canadese, nessuno si è mai occupato di razionalizzare la distribuzione di energia di un campo. Il fabbisogno energetico viene calcolato a spanne e spesso sovradimensionato, con i generatori sempre attivi a pieno regime anche quando la domanda di energia è minima (con ciò che consegue in termini di spreco di prezioso carburante). Il Canada è stato il primo Paese a porsi il problema, ed un accampamento tipo canadese monta 4 kit, così come il campo base sperimentale costruito in Polonia. Il sistema canadese rappresenta il cervello dell’intera MILU SE e consente di misurare le performance delle singole componenti, bilanciandole secondo le necessità energetiche del momento. Per esempio, due giorni prima della nostra visita, le condizioni ambientali avevano consentito di alimentare il campo soltanto con l’energia solare e di stiparne una parte nella POWERBOX. Nelle giornate poco soleggiate i pannelli solari sono ugualmente operativi, ma sono in grado di accumulare meno energia. In questo caso, quando il livello di carica della POWERBOX scende sensibilmente, entra in funzione uno dei due gruppi elettrogeni statunitensi alimentati con il diesel e, se necessario, anche il secondo. Lo stesso accade nel caso di un picco improvviso nella domanda di energia elettrica. Nel corso dell’esercitazione abbiamo visitato anche le MILU a guida francese Water, che provvedeva il grosso della fornitura d’acqua necessaria all’intera forza (prelevandola dal lago vicino Jelenie), e Modular Combine Petroleum Unit (MCPU) per i carburanti, oltreché la MILU a guida norvegese Maintenance & Recovery (M&R) e Battle Damage Repair (BDR). Le attività previste per la stampa hanno incluso anche una visita al Multinational Corps North East (MNC-NE) di Szczecin (Stettino), dove il Brigadier Generale tedesco Wolf-Jürgen Stahl, Chief of Staff del MNC-NE, ha fatto il punto sullo stato di approntamento delle forze NATO che si occupano della deterrenza convenzionale nei Paesi baltici e in Polonia.


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