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RID - Rivista Italiana Difesa 30-01-2020 Il nuovo concetto strategico del CSMD Il Generale Vecciarelli punta sull'efficienza sistemica per una maggior rilevanza complessiva data: a cura di:

Oggi al Centro Alti Studi della Difesa il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Enzo Vecciarelli, ha presentato il nuovo concetto strategico per la Difesa. Il documento analizza l’attuale contesto di sicurezza - con particolare attenzione sullo sviluppo da parte di attori statuali di nuove e performanti capacità anti-access/areadenial (A2/AD), ma anche sulla disponibilità di preoccupanti capacità missilistiche anche da parte di attori non statuali - e fornisce gli indirizzi generali del CSMD riguardo ai modelli organizzativi e agli sviluppi capacitivi necessari per il prossimo futuro, delineando al contempo un rinnovato concetto di impiego dello strumento militare più efficace e di maggiore utilità e di ritorno anche politico per il nostro Paese. Scopo del documento è, in primis, quello di condividere la valutazione strategico-militare del contesto di sicurezza attuale e delle sue tendenze future. Inoltre, vengono indicate le linee guida e gli orientamenti generali per il processo evolutivo dello strumento militare in una prospettiva di medio-termine (10 anni), e delineato il concetto di impiego delle FFAA per l’assolvimento dei compiti istituzionali. Tutto ciò con l’obiettivo di raggiungere “efficienza sistemica ed una più elevata rilevanza complessiva del sistema Difesa e dell’Italia quale produttore e contributore di difesa, sicurezza e stabilità internazionale. In tale ambito trova nuova attualità il concetto di “deterrenza” che obbligherà le nostre FFAA a mantenere e rafforzare capacità militari maggiormente attinenti alle funzioni di difesa, ampliandone lo spettro d’azione in maniera progressiva ed elevandone contestualmente la specializzazione capacitiva e tecnologica, al fine di poter essere credibili ed in grado di assolvere con efficacia gli impegni futuri. Allo stesso tempo, anche alla luce della razionalizzazione del modello organizzativo (con una riduzione a 150 mila unità) che porterà la Difesa ad essere “sottodimensionata rispetto alle sfide che attendono il Paese e la Comunità Internazionale, emerge la necessità di rendere più efficiente l’architettura organizzativa delle Forze Armate, identificando ed eliminando ridondanze e duplicazioni, tagliando ciò che non produce più effetti rilevanti, creando virtuose osmosi di personale tra mondo civile e mondo militare e separando le attività operative e gestionali da quelle prettamente “politiche” che dovranno essere più accentrate per contribuire a conseguire uno sviluppo coerente ed efficace dello strumento militare, sia nel breve che nel lungo periodo”. Strettamente legato a tale concetto, uno dei 3 punti cardine del documento presentato dal Generale Vecciarelli: quello riguardante la coesione trasversale tra tutti i domini (aereo, marittimo, terrestre, spaziale e cibernetico) e l’operatività unitaria. Secondo il CSMD è tempo che i personalismi e gli interessi di settore nell’ambito delle FFAA lascino definitivamente spazio a competenze e ad obiettivi comuni; le specificità vanno salvaguardate ma sviluppate in senso armonico nel più ampio contesto organizzativo ed operativo interforze. In virtù di ciò, Vecciarelli auspica un approccio operativo “joint by design” che si concentri sugli effetti, più che sulle piattaforme/mezzi da impiegare, e sui risultati complessivi, piuttosto che su quelli limitati di settore. Ciò, ovviamente, non implica un disinteresse nello sviluppo e nell’acquisizione di sistemi d’arma in grado di essere al passo con le minacce attuali e future. A tal proposito, ad esempio, il CSMD ha ricordato come, attualmente, l’Italia non disponga di sistemi in grado di contrastare adeguatamente le minacce balistiche di nuova generazione basate su vettori manovranti ed ipersonici e “deve attrezzarsi di conseguenza con altri Paesi”. Altro punto fondamentale del documento è rappresentato dai concetti di innovazione e digitalizzazione come principali elementi di accelerazione evolutiva e collante dell’intera organizzazione Difesa, che deve essere più “snella”, sinergica ed efficientata da metodologie di lavoro “a rete” che consentano processi decisionali più agili, concreti ed orientati al conseguimento degli obiettivi in base alla cosiddetta “speed of relevance”. I prioritari settori di potenziamento sono rappresentati in primis dai 2 nuovi domini (cyber e spazio), ma anche dallo sviluppo di Tactical Cloud, di sistemi abilitanti di Comando e Controllo, di Intelligenza Artificiale, di Robotica ed analisi dei Big Data. Infine, Vecciarelli sottolinea come uno dei punti cardine sia rappresentato da una maggior rilevanza del Sistema Difesa come produttore/contributore di sicurezza, difesa e stabilità internazionale. A tal fine, il CSMD auspica una più elevata e qualificante partecipazione italiana a selezionate operazioni internazionali (Iraq, Libia) nell’ambito delle varie alleanze NATO, UE e ONU, ma anche lo sviluppo parallelo di operazioni bilaterali/multilaterali (le cosiddette coalizioni di volenterosi) più articolate, a carattere interministeriale e interagenzia tese ad una maggior salvaguardia dell’interesse nazionale nelle aree di primaria importanza per il nostro Paese.

Ulteriori approfondimenti su RID 3/20


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