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RID - Rivista Italiana Difesa 15-04-2020 COVID, 19 si muove il fronte in Libia Avanzano le forze di Serraj data: a cura di:

In piena crisi da COVID 19, ci sono stati diversi ed importanti cambiamenti sul terreno in Libia. Nelle ultime 48 ore il Governo di Serraj ha lanciato una decisa controffensiva lungo il fronte occidentale - da Tripoli e Zauia verso ovest - conquistando il pieno controllo di Agelat, Aljmail, Ragdelin, Sabrata, Sorman, Tawela e Zelten. Tale avanzata, lungo un’area che copre l’intera fascia costiera che va dalla capitale libica al confine con la Tunisia, rappresenta un primo vero e significativo movimento del fronte da mesi. Peraltro, nel corso dell’offensiva, supportata da 16 raid di UAV turchi BAYRAKTAR TB2, le forze di Serraj hanno catturato diversi mezzi ed armamenti appartenenti alle milizie fedeli ad Haftar, tra cui 6 carri T-55, 10 blindati AFV, lanciarazzi multipli BM-21 e Type 63, casse di razzi RPG, proiettili per mortai da 120 mm e una ventina di missili anticarro di varie tipologie (KORNET/METIS). A seguito dell’offensiva, le forze di Haftar sono state costrette a ripiegare a sud, verso la base aerea di Al-Watiya. Nell’area a sud della capitale libica, invece, proseguono gli scontri nella periferia (Abu Salim, Sawani e Suk El Giuma, controllate dal GNA, ed Ain Zara, controllata dal LNA), intensificatisi dopo l’avanzata del GNA ad ovest della capitale, ma senza particolari progressi da parte delle forze comandate da Haftar e con posizioni sul terreno che restano fondamentalmente cristallizzate. Da segnalare ripetuti attacchi di razzi, ad opera del LNA, contro l’Aeroporto di Mitiga che, tuttavia, non ha subito danni tali da interromperne l’attività. Altro fronte caldo continua ad essere quello a sud di Misurata. Se fino ad un mese fa la situazione sembrava pendere in favore di Haftar, con le sue truppe che parevano prossime all’avanzata finale da Abugrein e Bani Walid verso la città costiera, gli avvenimenti degli ultimi giorni dimostrano non soltanto che l’avanzata non c’è stata, ma che, anzi, le forze del LNA stanno subendo diverse perdite in termini di mezzi e terreno e sono state costrette ad un arretramento di una decina di chilometri a sud (tra Al-Qaddahiyah e Al-Waska). Proprio nell’area di Abugrein, peraltro, un elicottero d’attacco Mi-35 e 2 UAV WING LOONG II del LNA sono stati abbattuti nelle ultime 48 ore, pare da unità turcomanne/siriane, che combattono assieme ai Misuratini, armate con sistemi missilistici antiaerei HISAR di fabbricazione turca. Sempre sul fronte Abugrein, va evidenziata la comparsa - ed un diffuso utilizzo negli ultimi giorni – di droni circuitanti/spendibili ORBITER 1K KINGFISHER di fabbricazione israeliana, la cui appartenenza non è ancora chiara. Fase difficile, dunque, per le truppe di Haftar. Le uniche “vittorie” recenti del LNA, infatti, sono quelle relative ad abbattimenti di un paio di droni turchi. La mattina dell’11 aprile le forze di Haftar hanno abbattuto un UCAV TB2 BAYRAKTAR con un sistema antiaereo PANTSIR-S1E nei pressi di Tarhuna (60 km a sudest di Tripoli). Il velivolo, armato con micro-munizioni laser guidate MAM, stava per colpire nuovamente l’area dopo che, nei giorni precedenti, erano stati effettuati diversi raid contro obiettivi LNA, tra cui quello ai danni di una strada adibita a pista di atterraggio 12 km a sud della città dove, lo scorso 6 aprile, un altro TB2 aveva distrutto un cargo An-26. Precedentemente, il GNA aveva perso un altro BAYRAKTAR, abbattuto il 31 marzo con le stesse modalità ad Asbiah (40 km a sud della capitale). In quel caso, il velivolo sarebbe stato abbattuto dopo aver effettuato un raid contro la base aerea di Al-Watiya durante il quale avrebbe danneggiato un hangar e un paio di vecchi cacciabombardieri Su-22M2 in disuso. Nelle ultime ore, peraltro, la base e l’area circostante – dove hanno ripiegato, come detto, le unità LNA sopravvissute all’offensiva costiera - sono state oggetto di diversi raid aerei e non è da escludere un’offensiva terrestre da parte delle unità del GNA che hanno partecipato alla conquista della fascia costiera della Tripolitania occidentale contro quello che rappresenta l’unico hub per le operazioni aeree, nonché logistico, per le truppe di Haftar in Tripolitania. Passando, infine, alla situazione riguardante il supporto fornito dagli alleati di GNA ed LNA, va evidenziato che nelle ultime 3 settimane sono ripresi, con una certa regolarità, i voli di trasferimento di mezzi/equipaggiamenti e personale tra la Libia e i rispettivi paesi sostenitori delle 2 fazioni in guerra. Per quanto riguarda il GNA, tra il 20 ed il 31 marzo un Airbus A320 matricola 5A-LAP della Libyan Airlines ha effettuato 5 voli sulla rotta Tripoli/Mitiga-Istanbul per il trasferimento di circa 300 miliziani provenienti dalla Siria e trasportati ad Istanbul da Idlib, via Gaziantep, tramite A-400M dell’Aeronautica Turca. Al trasferimento di miliziani, che dovrebbero essere in tutto 5.000, si è accompagnato, tra il 23 marzo ed il 13 aprile, un ponte aereo quasi giornaliero effettuato da un aereo cargo IL-76TD matricola 5A-POL appartenente al GNA, che ha trasferito mezzi ed equipaggiamenti da Istanbul a Tripoli/Mitiga e Misurata. Quasi di pari passo si sono intensificati i voli di 2 IL-76TD, matricole UP-I7651/7652, che hanno fatto la spola tra EAU (Sharjah e Sweihan) - via Giordania ed Egitto (Sidi Barrani) - e gli aeroporti del LNA di Haftar in Cirenaica (Bengasi, Labraq/Derna ed Al-Khadim). Ad essi va aggiunto un IL-76MD dell’Aeronautica Russa, matricola RA-78850, che ha effettuato un volo tra la base siriana di Jableh/Hmeimeem e la Libia orientale lo scorso 9 aprile. Secondo alcune informazioni, oltre a rifornimenti di materiali ed equipaggiamenti, è possibile che a bordo ci fossero un centinaio di miliziani siriani filogovernativi provenienti dall’area di Quneitra (Jaba, Mamtinah e Mashara), inviati dai Russi a sostegno di Haftar. Altri rifornimenti, come noto, giungono alle fazioni libiche via mare. L’ultimo caso riguarda l’arrivo a Tobruk, lo scorso 7 aprile, di una nave container con 40 t di rifornimenti e di non ben specificate armi ed equipaggiamenti militari, provenienti dall’Egitto.


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