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RID - Rivista Italiana Difesa 07-08-2020 Il Senato USA frena sui Large USV data: a cura di:

Il Comitato per la Difesa del Senato Americano, il Senate Armed Service Commitee, ha negato l’autorizzazione a procedere alla richiesta dell’US Navy di destinare 464 milioni di dollari allo sviluppo di piattaforme navali unmanned, tra cui figurano anche i fondi per il finanziamento dei due prototipi del OVERLORD Large Unmanned Surface Vehicle (LUSV) per cui era previsto l’avvio intensivo dei test in mare. In compenso, la House Armed Services Commitee del Congresso ha invece confermato un finanziamento di 270 milioni di dollari che, da fonti trapelate sulla stampa Americana, serviranno per lo sviluppo di progetti minori e la conversione di due unità classe SPEARHEAD (Expeditionary Fast Transport Ship) quali piattaforme LUSV. Cancellato per il momento quindi, il progetto OVERLORD LUSV. La motivazione ufficiale avanzata dal Comitato del Senato è stata quella che la US Navy è già in possesso di sufficienti piattaforme navali per avviare i suoi test senza il bisogno di sviluppare piattaforme completamente nuove. La reale motivazione invece, vede un nutrito gruppo di Senatori ed analisti non ancora convinti che lo sviluppo degli LUSVs sia ormai maturo, e necessario, per giustificare un significativo investimento come quello richiesto. Molti i dubbi sul concetto d’impiego, il requisito operativo e l’effettiva necessità di tali piattaforme considerando le attuali missioni assegnate alla Marina Americana. Inoltre, a rinforzare tali dubbi,  permangono i deludenti risultati ottenuti fino ad oggi nei numerosi test in mare in cui, nonostante l’esistenza di un requisito che vede la necessità di svolgere operazioni continuamente in mare per almeno 30 giorni, i prototipi hanno dimostrato solo due o tre giorni di reale impiego operativo autonomo. Nonostante le forti proteste del Association for Unmanned Vehicle Systems International, il Senato Americano ha espressamente fatto trapelare che non verranno stanziati nuovi fondi, fino a quando la US Navy non sarà in grado di qualificare i due motori principali e i generatori elettrici necessari per garantire, ad una piattaforma USV, una permanenza continua in operazioni in mare di almeno 30 giorni, come originariamente stabilito.


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