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RID - Rivista Italiana Difesa 24-07-2020 La Russia mette in cantiere 40 navi nel 2020 e non solo data: a cura di:

Il Comandante in Capo della Marina Russa, l’Ammiraglio Nikolai Yevmenov, ha dichiarato alla rivista militare russa Krasnaya Zvezda (Red Star) che, per il solo anno 2020, sono state autorizzate commesse per la costruzione di 40 unità navali. Sempre secondo l’Ammiraglio Yevmenov, tutte e 4 le Flotte Russe riceveranno nuove unità di superficie, mentre i sottomarini verranno assegnati solo alla Flotta del Nord e quella del Pacifico. Tra le unità in costruzione figurano fregate Project 22350, corvette Project 20380, 20385, 20386 e 21631, corvette lanciamissili Project 22800 e 22160 ed, infine, cacciamine Project 12700. Tali piattaforme di superficie dovrebbero dare nuova linfa alla componente blue e shallow water russa, fornendo alla stessa il meglio, in termini di costruzioni navali e sistemi d’arma, che può offrire l’industria nazionale. Nella componente subacquea sono state annunciate le costruzioni di sottomarini per il lancio di missili balistici Project 955A, sottomarini nucleari d’attacco Project 885M e sottomarini diesel-elettrici Project 636.3 e 677. Notizie rilanciate dalla stampa militare russa hanno, inoltre, anticipato che il famoso Project 08951, relativo al un nuovo sottomarino nucleare d’attacco KHABAROVSK, potrebbe vedere il mare già quest’anno. Il temibile KHABAROVSK presenta una incredibile novità rispetto ai predecessori, può essere armato con 6 enormi siluri UUV nucleari POSEIDON capaci, oltre che di costituire una nuova minaccia tattica per i gruppi da battaglia aeronavali, anche di agire come minaccia strategica nei confronti di città costiere.  

La Marina Russa si muoverebb, quindi, per ristabilire il suo ruolo nelle migliori flotte militari del mondo, non solo con l’enorme investimento annunciato - tutto da verificare nei fatti, considerando le precarie condizioni finanziarie del Paese - ma anche con un netto incremento - questo sì reale e tangibile - delle attività addestrative. Nella prima metà del 2020 è stata, infatti, registrata un attività totale in mare pari a 5.300 giorni per le unità di superficie, più di 1.000 giorni per la componente subacquea e fino a 13.000 ore di volo per l’Aviazione Navale.


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