LEONARDOFincantieri
Viaggi RID
logo RIDa cura della Rivista Italiana Difesa
RID - Rivista Italiana Difesa 01-09-2020 F-35 agli EAU, la volta buona? data: a cura di:

La normalizzazione dei rapporti diplomatici tra Israele ed Emirati Arabi Uniti potrebbe avere delle rilevanti conseguenze anche sul piano militare: una di queste potrebbe riguardare la vendita degli F-35 al Paese del Golfo. Gli EAU da anni, infatti, premono su Washington per avere il sofisticato velivolo della Lockheed Martin ed avevano per questo sempre posticipato l'acquisizione di un nuovo caccia bloccando tanto la commessa RAFALE quanto quella Eurofighter TYPHOON (in entrambi i casi date per concluse). L'opposizione israeliana aveva finora bloccato tutto, ma con l’Amministrazione Trump e con il crescere in tutta la regione della minaccia iraniana gli scenari sono cambiati. Gli Stati Uniti stanno cercando di creare attorno all’Iran una cintura di contenimento basata sulla “triangolazione” tra Arabia Saudita, EAU ed Israele favorendo una cooperazione sottobanco (ma non troppo) che si è sviluppata sempre di più nell’ultimo triennio, ma che soprattutto Israele ed Emirati coltivano già da tempo. Adesso l’avvio di relazione diplomatiche tra i 2 Paesi potrebbe far cadere definitivamente l'opposizione di Tel Aviv e aprire le porte ad una commessa funzionale ad un’operazione geopolitica che incontra il favore anche di buona parte dei Democratici americani. Certo, da Israele stanno già facendo fuoco e fiamme per scongiurare ancora il trasferimento dell’F-35 ad un Paese arabo come gli EAU, ma nella fattispecie i timori e le preoccupazioni israeliane potrebbero essere leniti tenendo in considerazione alcuni fattori. Il primo; un’eventuale versione emiratina dell’F-35 sarebbe senza dubbio depotenziata. Ricordiamo che ciò accadde inizialmente, e per molti anni a seguire, pure per gli F-15 sauditi. A maggior ragione ciò potrebbe accadere per un aereo più sofisticato come l’F-35 rispetto al quale un Paese non NATO, privo di una vera industria militare, come gli EAU non avrebbe nessun tipo di accesso, a differenza, invece, degli Israeliani che hanno già “messo abbondantemente le mani” sul velivolo. Il secondo fattore riguarda il sistema logistico completamente informatizzato che governa il supporto del velivolo e che è rigorosamente nelle mani di Lockheed Martin e del Pentagono. In caso di impiego del velivolo da parte degli Emiratini in scenari “non graditi” agli Israeliani, dall’America non avrebbero nessun problema a limitare/ridurre l’operatività dell’aereo garantendo così la soddisfazione dell’interesse di sicurezza dell'alleato israeliano. Insomma, forse questa volta ci siamo davvero e la vendita dell’F-35 agli EAU potrebbe concretizzarsi.


Condividi su: