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RID - Rivista Italiana Difesa 02-09-2020 RAFALE per la Grecia? L'escalation nel Mediterraneo centro-orientale data: a cura di:

Sembrerebbero trovare conferma le indiscrezioni della stampa greca secondo le quali Francia e Grecia sarebbero in trattative avanzate per una commessa comprendente 18 caccia multiruolo RAFALE. Otto di questi velivoli verrebbero prelevati direttamente dalla linea dell’Aeronautica Francese, mentre 10 sarebbero nuovi. I RAFALE andrebbero eventualmente ad affiancare e sostituire i MIRAGE in servizio con l’Aeronautica Greca già a partire dalla fine degli anni Ottanta. Le voci su questa potenziale commessa si sono fatte via via più insistenti nel contesto dell’escalation di tensioni nel Mediterraneo centro-orientale che contrappongono Grecia e Turchia, e rispetto alle quali Parigi si è schierata decisamente dalla parte della Grecia. A metà agosto 2 caccia RAFALE sono stati rischierati per qualche giorno nella base Andreas Papandreou nella Cipro greca, dove hanno preso parte a manovre aeronavali congiunte tra le forze greche, francesi e italiane, prima di continuare poi le loro attività dalla base di Suda sull’Isola di Creta, dove nell’ultima settimana di agosto sono arrivati pure caccia emiratini. Più in generale, nella regione la situazione è appesa ad un filo e non si possono escludere nuovi incidenti che potrebbero provocare un’ulteriore escalation. La crisi è iniziata ormai diversi mesi fa con l’intervento turco in Libia, che ha ribaltato le sorti del conflitto, e con la firma di una serie di accordi tra Ankara ed il Governo di Tripoli sullo sfruttamento delle risorse energetiche e la delimitazione delle rispettive EEZ. Tali accordi hanno minato gli equilibri nella regione innescando una serie di reazioni politiche e militari e portando alla coagulazione di un blocco anti-turco attorno alla Grecia guidato dalla Francia. In questa sorta di coalizione dei volenterosi sono entrati subito gli EAU, nemico giurato della Turchia capofila di quella Fratellanza Musulmana che costituisce una minaccia esistenziale per il legittimismo degli Emiri di Abu Dhabi e Dubai, mentre la Germania e l’Italia mantengono una posizione più defilata che punta evidentemente a favorire la de-escalation ed il dialogo tra le parti. Non dimentichiamo, difatti, che in Germania vivono più o meno 3 milioni di Turchi e che tra i 2 Paesi esistono solide relazioni commerciali – l’intercambio tra Germania e Turchia vale 30 miliardi di euro - e militari. Per quanto riguarda l’Italia, il nostro interscambio commerciale con la Turchia è più del doppio di quello con la Grecia – 16 miliardi contro poco meno di 7 miliardi – e pure la cooperazione militare è tradizionalmente sviluppata. Ricordiamo l’elicottero d’attacco ATAK – cooperazione che potrebbe essere replicata con il progetto ATAK 2 – la commessa per gli ATR-72 TMPA, la fornitura del satellite GOGTURK e del sistema di monitoraggio VTMS (Virtual Traffic Management System), ma buone prospettive ci sono anche per l’addestratore avanzato M-346.


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