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RID - Rivista Italiana Difesa 10-11-2020 Capacità antisom per i Marines data: a cura di:

Il Generale David Berger, Comandante dei Marines americani, ha deciso che il Corpo dovrà dotarsi di capacità antisom nell'ottica del nuovo concetto delle operazioni marittime distribuite. In pratica, alla luce dei nuovi scenari peer-to-peer in Asia Pacifico e nell’Atlantico del Nord, i Marines dovranno dare un contributo tanto alla lotta anti-nave – da qui l'acquisizione del missile antinave NSM e del Maritime Strke TOMAHAWK – quanto alla lotta antisom. Il Generale ha poi precisato che tale capacità dovrà essere articolata a partire dalle EAB (Expeditionary Advanced Base), da dove i Marines potranno operare UAV equipaggiati con sensori ASW, e/o dispiegare reti di boe sonore acustiche attive o passive o, ancora, operare aeromobili equipaggiati con siluri leggeri. In aggiunta, sulle EAB potrebbero essere basati pure nuove tipologie di lanciatori per missili ASW. Questo nuovo concetto operativo, appunto rientrante nel più ampio concetto di DMO (Distributed Maritime Operations), potrebbe applicarsi tanto allo scenario Asia-Pacifico, con un focus specifico sui “mari regionali” cinesi e sull’aera delimitata dalla cosiddetta Prima Catena di Isole, quanto all’Atlantico del Nord, in supporto ad una potenziale barriera ASW, di “guerra fredda memoria”, attraverso il GIUK (Greenland–Iceland–United Kingdom) gap. Ulteriori dettagli su RID 12/20.


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