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RID - Rivista Italiana Difesa 18-11-2020 Nagorno-Karabakh, si dispiegano i Russi data: a cura di:

Secondo quanto dichiarato dal Ministero della Difesa russo, continua senza sosta il dispiegamento del contingente di peacekeeping di Mosca nel territorio del Nagorno-Karabakh e nel corridoio di Lachin. La missione principale del contingente è, secondo quanto dichiarato dallo stesso MoD russo, il controllo del rispetto del cessate il fuoco secondo quanto previsto nell’accordo firmato dal Presidente russo Putin, il Presidente azero Ilham Aliyev ed il Primo Ministro armeno Pashinyan. La leadership di Yerevan ha deciso di accettare l’accordo, anche se sicuramente non vantaggioso per l’Armenia, dopo la caduta della seconda più grande città della regione, Shusha (Shushi, in armeno). Con tale accordo l’Azerbaijan manterrà il controllo delle aree del Nagorno-Karabakh conquistate durante il conflitto mentre l’Armenia si impegna a ritirare le proprie truppe in molte aree della stessa regione nelle prossime settimane. Viene inoltre stabilito il corridoio di Lachin tra la capitale del Karabakh, Stepanakert, e l’Armenia, in modo da permettere ai rifugiati armeni di ritirarsi nella Madre Patria e permettere la libera circolazione degli aiuti umanitari sotto gli occhi degli uomini del Cremlino. La 15ª Brigata Autonoma per Operazioni di peacekeeping russa continua nel frattempo a rischierare il proprio personale in teatro tramite convogli terrestri che muovono dall’area logistica avanzata della cittá di Goris fino alla cittá di Stapanakert, percorrendo una distanza di circa 100 km. I convogli sono costituiti da mezzi trasporto truppe BTR-82A, veicoli blindati TIGR e TYPHOON e mezzi di logistica di aderenza che vengono trasportati via aerea, con velivoli Il-76, fino all’aeroporto di Erebuni per poi muovere via terra fino all’area di operazione. Il tutto si svolge sotto la direzione della Polizia Militare di Mosca che, quale parte integrante del contingente, svolge anche incarichi di pattugliamento e scorta ai convogli. Le operazioni per completare l’ambiziosa operazione di pace verranno condotte da un contingente di 1.960 uomini e donne delle Forze Armate della Federazione Russa, dotati di 90 veicoli blindati trasporto truppe e 380 mezzi ed equipaggiamenti speciali. Nel comunicato rilasciato dal MoD russo è stato inoltre specificato che tutto il personale militare facente parte del contingente è in servizio permanente, e quindi professionista, ed ha svolto una particolare preparazione per operare in uno scenario di peacekeeping, focalizzato sullo studio e la completa osservanza delle norme e le regole del diritto internazionale umanitario nei conflitti armati. Come anticipato dal Presidente dell’Azerbaijan, anche la Turchia farà parte delle operazioni di peacekeeping ma, allo stato attuale, non se ne conoscono l’entità e le modalità.


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