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RID - Rivista Italiana Difesa 16-04-2021 L’SM-6 contro i missili ipersonici data: a cura di:

US Navy e Missile Defense Agency collaboreranno per dimostrare, più tardi quest’anno, la capacità del missile STANDARD SM-6 (anche noto come RIM-174 Standard Extended Range Active Missile) di intercettare bersagli ipersonici manovranti. L’annuncio viene dal rapporto del Sottosegretario della Difesa alla Ricerca e Sviluppo, Barbara McQuiston, sottoposto il 13 aprile scorso al Congresso. I glider ipersonici (hypersonic boost-glide) vengono lanciati ad altissima quota ed accelerati a velocità ipersoniche dal razzo propulsore, da cui poi si distaccano per iniziare la loro discesa planata, a velocità pari o superiori a Mach 5. Rispetto ai veicoli di rientro di un normale missile balistico, la differenza chiave è la maneggevolezza, che consente loro cambiamenti di rotta importanti e manovre che rendono l’intercettazione più complessa. Rientrano in questa categoria di armamenti il cinese DF-17 e il russo AVANGARD, quest’ultimo un’arma strategica con testata nucleare. Altri sistemi di questo tipo sono in sviluppo: si sospetta in particolare che un missile aerolanciato con glider ipersonico sia destinato ai nuovi bombardieri H-6N cinesi, che hanno un recesso ventrale chiaramente destinato a payload di grandi dimensioni. Inoltre sono in sviluppo armi balistiche con veicoli di rientro manovranti (ad esempio il russo KINZHAL) e missili cruise con propulsione scramjet capaci di velocità ipersoniche, per cui dimostrare la capacità d’intercettare queste minacce sfuggenti è particolarmente urgente. Va ricordato che l’SM-6 stesso è un’arma a doppio scopo, capace anche di strike contro obiettivi di superficie, e che la sua prossima incarnazione, la versione B1, userà lo stesso corpo missile a diametro incrementato dell’SM-3 Block IIA, per contenere un nuovo motore razzo che garantirà velocità ipersoniche. Il test anti-boost glide con l’SM-6 è parte dell’iniziativa Sea-Based Terminal Defense, che vedrà ulteriori esperimenti per arrivare a dimostrare una capacità operativa entro il 2024. Accanto a questo sviluppo, la MDA ha lanciato anche l'iniziativa Glide Phase Interceptor (GPI) che punta ad accelerare gli sforzi in campo anti-ipersonico ed a schierare una prima capacità già a metà di questa decade.


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