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RID - Rivista Italiana Difesa 13-05-2021 Hamas vs Israele, guerra data: a cura di:

Nelle ultime 24 ore sono proseguiti i lanci di razzi provenienti dalla Striscia di Gaza e diretti sulla parte centrale e meridionale di Israele e i successivi raid aerei di cacciabombardieri israeliani in risposta a tali lanci.

Durante le incursioni aeree, parte dell’operazione “Guardiani delle Mura”, Israele ha eliminato 300 obiettivi, tra cui 2 tunnel ed un centinaio batterie di lanciarazzi multipli situate nella Striscia. Nel corso dei raid, sono stati colpiti anche alcuni edifici residenziali (tra cui 4 condomini pluripiano Hanadi, Al-Jawhara, Al-Ghafri e Shorug), situati a Gaza ovest, all’interno dei quali pare fossero presenti uffici appartenenti ad Hamas ed al JIP (Jihad Islamica Palestinese), nonché depositi di razzi ed esplosivi ubicati nelle aree di parcheggio sotterranee. Colpiti anche i quartieri meridionali di Al-Hawa e di Khan Yunis.

Per evitare vittime tra i civili presenti negli edifici, gli israeliani hanno utilizzato la consolidata tattica del “roof knocking”, che prevede il bersagliamento dei tetti/lastrici solari degli edifici con munizionamento a bassa carica esplosiva – in questo caso, probabilmente, missili aria-sup NIMROD-SR sganciati da UAV HERMES-450 – come avvertimento di un imminente attacco contro tale edificio. I raid hanno visto il coinvolgimento degli F-15I RA’AM del 69° Squadrone di Hatzerim e degli F-16I SUFA del 119° Squadrone di Ramon armati con bombe a guida laser GBU-31V1/GBU-32 e JDAM.

In seguito a tali raid, Israele ha confermato l’eliminazione di Samah Abed Al-Mamluk, uno dei comandanti del JIP, e di altre figure di rilievo della catena di comando di Hamas, tra cui il comandante delle Brigate Al-Qassam, Iyad Sherir Abu Maysara, di Iyad Fathi Faik Sharir, comandante dell’unità razzi/anticarro del gruppo e, ancora, dei comandanti delle Brigate Gaza e Khan Yunis, rispettivamente Basa Misa e Rafah Salameh, nonché del capo dell’intelligence militare di Hamas, Muhammad Yizuri.

Al momento, le Forze di Difesa israeliane parlano di circa 1.080 razzi lanciati contro Israele nelle ultime 48 ore - costituiti da A-120, BADR-3 (con testata da 250 kg), GRAD, M-75/302 e QASSAM-2 di produzione iraniana e utilizzati tanto dalle brigate Al-Qassam di Hamas quanto dalle Seraya Al-Quds del PIJ - circa l’80% dei quali sono stati intercettati dai sistemi antimissile IRON DOME. Tuttavia, le diverse ondate hanno causato la saturazione di tali sistemi che non sono stati in grado di evitare l’impatto dei razzi in diversi centri abitati (Ashdod, Ashkelon, Holon, Sderot e Tel Aviv) dove si segnalano 3 vittime e circa 30 feriti tra i civili. Colpite anche una centrale elettrica ad Ashkelon, oltre ad una raffineria ad Ashdod e il porto di quest’ultima, mentre i razzi diretti verso la base aerea di Nevatim – sede degli squadroni di F-35I ADIR – sono stati tutti intercettati dalle 2 batterie di IRON DOME presenti a protezione della base. Si segnala anche l’impiego di UAV kamikaze da parte di Hamas – probabilmente “quadricotteri” armato con esplosivo - in almeno un paio d’occasioni e puntualmente centrati dai sistemi antiaerei israeliani. Nelle ultime ore sono stati lanciati 15 razzi nell’area del Negev/Beersheba, contro il sito nucleare di Dimona.

Oltre al ferimento di decine di civili, ed ai danni materiali ad edifici e strutture, la principale conseguenza operativa delle varie ondate di razzi lanciati dai palestinesi è la sensibile riduzione delle riserve disponibili di missili intercettori TAMIR dei sistemi IRON DOME (in media vengono lanciati 2 TAMIR per ogni razzo da intercettare). Ciò potrebbe portare gli israeliani ad ampliare la portata delle proprie operazioni incrementando le sortite aeree - con il coinvolgimento già in atto dei cacciabombardieri F-35I utilizzati sia in operazioni di combattimento dirette che come sensori avanzati - avviando, al contempo, un’offensiva terrestre su Gaza. In tale ottica vanno segnalati spostamenti di unità corazzate – comprendenti carri MERKAVA – nei pressi del confine con la Striscia e l’avvio di barrage di artiglieria. Inoltre, alcune fonti parlano di unità navali israeliane in rischieramento nei pressi della costa palestinese. A rafforzare le possibilità di un’escalation del conflitto, ci sono i primi 3 caduti tra le forze israeliane il cui veicolo è stato colpito da un missile anticarro KORNET nei pressi della rete di separazione tra Israele e la Striscia.

Al netto della situazione operativa descritta e del probabile innalzamento del livello di conflitto nelle prossime ore, un elemento che stupisce è la quasi totale impreparazione israeliana riguardo all’attacco operato da Hamas. Negli ultimi anni, infatti, Israele ha abituato ad attacchi preventivi contro infrastrutture e rifornimenti di armi nei confronti dei suoi nemici operanti sul territorio siriano-libanese, senza dimenticare le incursioni, anche recenti, ai danni di navi cargo/logistiche appartenenti ai Pasdaran, attacchi effettuati proprio per evitare situazioni paragonabili a quella attuale. Il barrage di razzi a cui è sottoposto il Paese ebraico da circa 48 ore, nonché l’enorme quantità (oltre 1.000 utilizzati e chissà quanti ancora a disposizione) e diversificazione di vettori utilizzati da Hamas e dal JIP, lascerebbe pensare ad una certa “trascuratezza” da parte della strutturata e, solitamente, efficiente intelligence israeliana, nei confronti dei propri nemici presenti sul fronte meridionale.


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