LEONARDO
Viaggi RID
logo RIDa cura della Rivista Italiana Difesa
RID - Rivista Italiana Difesa 13-05-2021 Cresce la pressione militare israeliana su Gaza data: a cura di:

Israele sta aumentando notevolmente l’intensità della campagna aerea contro obbiettivi di Hmas e della Jihad Islamica Palestinese a Gaza. Secondo i Comandi israeliani sarebbero ormai quasi 1.000 i bersagli attaccati nella Striscia e diversi i Comandanti di Hamas e Jihad uccisi. Nelle operazioni sono coinvolti caccia F-16, cacciabombardieri F-15I e pure gli F-35A, questi ultimi impiegati oltre che per attaccare obbiettivi al suolo anche per svolgere la funzione di nodo sensoristico avanzato e di “battle manager” per il coordinamento delle oeprazioni aeree. In pratica, gli F-35A trovano i target e li smistano anche ad altre piattaforme.Tra l’altro nelle ultime ore sono state neutralizzate pure delle squadre anticarro palestinesi in movimento lungo le aree di confine. Segno che la copertura in termini d’intelligence, passata la sorpresa iniziale, è tornata ad essere buona e “actionable”. Ma Israele sta anche impiegando pure l’artiglieria e dispiegando unità meccanizzate e corazzate lungo il confine con Gaza. Un’azione di terra, seppur limitata (tradizionalmente gli Israeliani non si avventurano dentro Gaza per una battaglia casa per casa), potrebbe scattare da un momento all’altro. Sul fronte palestinese, invece, Hamas e Jihad Islamica sembrano aver rallentato il rateo di lanci di razzi contro il territorio dello Stato Ebraico, un’indicazione che la campagna aerea israeliana potrebbe aver già ottenuto i primi risultati, anche se sono da segnalare gli attacchi portati contro alcune aree nel Negev e nei pressi di Eilat, sul Mar Rosso. In particolare, secondo quanto dichiarato da un portavoce di Hamas, sarebbe stato impiegato per la prima volta un razzo da 250 km di portata, denominata AYASH, che sarebbe ricaduto in un’area nei pressi dell’aeroporto di Ramon (Eilat). A ciò bisogna aggiungere l’utilizzo di droni suicidi; protagonisti dei più recenti conflitti, dal Nagorno Karabah allo Yemen, i “droni bomba” potrebbero rappresentare una minaccia difficile da contrastare per un sistema come l’IRON DOME, che nasce per neutralizzare bersagli balistici e non bersagli che mantengono un profilo da crociera e circuitante. Da valutare, però, l’effettiva capacità di Hamas e Jihad Islamica in questo settore. Le IDF (Israel Defence Force) hanno tuttavia comunicato di averne abbattuti almeno un paio con la contraerea “convenzionale”.


Condividi su: