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RID - Rivista Italiana Difesa 10-09-2021 I democratici americani snobbano la portaerei cinese Type 003 data: a cura di:

Alcuni ambienti Democratici “gettano acqua sul fuoco” riducendo le preoccupazioni del pubblico americano relative agli sviluppi dei cantieri navali cinesi, in particolare nell’ambito delle portaerei, e snobbando le nuove Type 003, di cui si prevede l’ingresso in servizio nel 2025. Secondo quanto dichiarato da alcuni rappresentanti della Foundation for Defence of Democracies, la nuova portaerei cinese, nonostante costituisca un’importante testimonianza dello sviluppo tecnologico raggiunto dalla Cina e le sue Forze Armate, non rappresenta una nuova minaccia, o un “game-changer”, per l’US Navy, nel delicato scacchiere del Pacifico. Non preoccupano quindi le tecnologie che verranno imbarcate sulla nuova portaerei cinese che, secondo quanto anticipato da molti servizi d’informazione asiatici, riguarderanno in particolare i sensori e i sistemi soft e hard kill di guerra elettronica e protezione della piattaforma. A questi si aggiungerà un moderno sistema di lancio dei velivoli imbarcati di tipo Catapult Assisted Takeoff But Arrested Recovery (CATOBAR) che, ad oggi, solo Francia e Stati Uniti posseggono. Come sottolineato dal Ministro della Difesa di Taiwan, queste nuove capacità permetteranno alla Marina Cinese di proiettare le sue forze ben oltre la “first island chain”, la zona dell’Oceano Pacifico che si estende dalla penisola di Kamchatka fino a quella della Malesia, includendo delicate aree che sono sotto la forte influenza statunitense come Taiwan, le Filippine e Singapore. Attualmente la Marina Cinese opera con 2 portaerei che utilizzano un sistema STOBAR, o Short Takeoff But Arrested Recovery, basato su uno skijump che garantisce il decollo dei velivoli senza la necessità di utilizzare catapulte, a vapore o magnetiche. Tale sistema però pone significative limitazioni relative al peso dei velivoli, con ripercussioni sia sul carico utile che sulla quantità di carburante imbarcabile, e quindi sull’autonomia operativa dei velivoli.


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