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RID - Rivista Italiana Difesa 19-01-2022 Velivoli senza pilota per le portaerei, la Royal Navy accelera Il progetto VAMPIRE punta ad aprire la strada a droni sempre più prestanti e capaci data: a cura di:

La Royal Navy ha avviato l’acquisizione di un primo nucleo di droni ad ala fissa da usare a bordo delle sue portaerei, iniziando la Fase 1 del progetto VAMPIRE. Gli obiettivi sono 2: nel breve termine, acquisire un sistema di velivoli senza pilota che possano essere usati come Aggressor per simulare attacchi aerei e navali contro la flotta nelle esercitazioni. Questo requisito è reso urgente dall’ormai prossimo ritiro degli HAWK T1 del 736 Naval Air Squadron, ed è il più facile da soddisfare: nei mesi scorsi erano già stati testati a bordo della HMS PRINCE OF WALES dei droni Qinetiq BANSHEE Jet 80+. I requisiti minimi prevedono manovrabilità di 6G e velocità di 200 m/s ad altitudini comprese fra meno di 50 piedi (15 m sulla superficie del mare) e 25.000 (7.600 m di quota) con bassa osservabilità sia infrarossa sia radar fra le bande C e K. Il drone sarà lanciato con l’ausilio di una catapulta e il recupero avverrà tramite paracadute, in acqua o su terra ferma. I requisiti di base sono facilmente soddisfabili, così da permettere la consegna dei primi 4 droni, un lanciatore ed una stazione di controllo già entro fine marzo. Tuttavia, viene anche richiesto “un chiaro percorso di crescita” per far evolvere il sistema verso un ruolo più ampio e prestazioni più significative: altitudine meno di 20 e oltre 35.000 piedi, velocità transonica (250 m/s ed oltre) con manovrabilità elevata a 9G; carico di missione comprensivo di un radar AESA e di torretta EO/IR per assolvere a missioni ISR e di guerra elettronica e, soprattutto, recupero direttamente sul ponte della nave, tramite una qualche forma di cavo di arresto. Le prestazioni di altitudine, velocità e manovrabilità non rappresentano un particolare problema, con diversi droni bersaglio che potrebbero da subito garantire quel tipo di performance. Più complesso, ovviamente, è l’integrare un carico di missione con radar e torretta elettro-ottica e, soprattutto, sviluppare una modalità di recupero direttamente sul ponte della nave. Oltre ai primi 4 droni, la Royal Navy ne riceverà un altro nel 2023 e ancora nel 2024, con opzione per fino ad altri 10. Oltre al primo set lanciatore e control station, esistono opzioni per altri 2 set. Il progetto VAMPIRE è il “fratello minore” del più ambizioso VIXEN, che punta a velivoli senza pilota di dimensioni e pesi molto più elevati, con capacità di Strike, Airborne Early Warning, per sostituire gli elicotteri MERLIN CROWSNEST nel ruolo, e possibilmente persino tanker imbarcato. VAMPIRE è chiaramente un progetto apripista che la Royal Navy spera di sfruttare non solo per colmare il gap Aggressor ed acquisire in tempi brevi una soluzione unmanned ISR / EW imbarcata, ma proprio per cominciare a sviluppare le soluzioni tecniche per rendere possibile in futuro le operazioni con il sistema VIXEN. Da notare come entrambi i programmi adottino nomi che rimandano ad importanti caccia imbarcati del passato. In particolare il VAMPIRE fu il primo jet ad operare da portaerei, e l’uso di questo nome per questo particolare progetto non appare casuale.

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