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RID - Rivista Italiana Difesa 21-02-2022 Struttura ed equipaggiamenti delle milizie filorusse del Donbass data: a cura di:

Nelle ultime 48 ore, il conflitto nel Donbass, fondamentalmente congelato negli ultimi 7 anni, sembra essere ufficialmente ripreso, con diversi scontri a fuoco tra le forze ucraine e le milizie separatiste filorusse delle autoproclamate – e prive di qualsiasi riconoscimento internazionale – “Repubbliche Popolari di Donetsk e Luhansk”. Si tratta di milizie composte da oltre 35.000 uomini – dei quali 20.000 appartenenti alla RPD e 15.000 alla RPL - a cui vanno aggiunti i circa 4.000 regolari russi presenti, più o meno ufficialmente, in Ucraina Orientale con compiti di addestramento, mentoring – soprattutto a favore delle unità Spetsnaz - e supporto organizzativo e generale alle operazioni dei separatisti ma che, probabilmente, assumono un ruolo maggiormente “attivo” in caso di un innalzamento del livello del conflitto. Dal punto di vista organizzativo, le suddette milizie hanno un organigramma piuttosto strutturato e un’ampia quantità di mezzi ed equipaggiamenti. In primis, i separatisti dispongono di 2 unità di Forze Speciali Spetsnaz: la cosiddetta brigata Vostok (1.200/.1.500 uomini, inclusi volontari russi e provenienti dall’Ossezia del Nord) e il battaglione Leshiy “inquadrate”, rispettivamente, nella RPD e nella RPL. Ad esse vanno aggiunte 2 unità di manovra, una per ognuna delle “Repubbliche”, strutturate in 2 battaglioni da ricognizione su blindati BRDM-2, altrettanti battaglioni di corazzati, basati con un centinaio di carri armati tra T-64B/BM/BV e T-72B1/BA, e su 10 brigate di fanteria motorizzata dotata di circa 150 veicoli da combattimento BMP-1/2, BTR-4 e di un centinaio di trasporto truppe BTR-D, MT-LB, BTR-60/70/80. I 2 reparti di supporto sono composti da 2 brigate d’artiglieria, 2 compagnie del genio ed altrettante dedicate alla EW e al supporto logistico. Le unità di artiglieria sono equipaggiate con un mix di semoventi 2S1 GVOZDIKA da 122 mm (10/12 unità), 2S3 AKATSIYA e 2S19 MSTA-S da 152 mm e 2S7 PION da 203mm e da pezzi trainati D-30 da 122 mm (circa 40) e 2A65 MSTA-B da 152 mm (una ventina), integrati da cannoni 2S9 NONA-S/2B16 NONA-K da 120 mm, 20 lanciarazzi multipli BM-21 GRAD da 122 mm e mortai 2B14 e 2B11 rispettivamente da 80 e 120 mm. Per quanto concerne le unità dedicate alla guerra elettronica, i separatisti dispongono delle suddette 2 compagnie che, assieme al personale russo, gestiscono tra i 10 e i 12 sistemi EW tra ZHITEL- destinato allo jamming di comunicazioni cellulari e satellitari - LEER-3 -sistema per jamming GSM, integrato con UAV ORLAN-10 - KRASUKHA-2 – per il jamming antiaereo – e REPELLENT-1, per il disturbo dei sistemi di guida di UAV. Le milizie dispongono anche di reparti dedicati alla difesa aerea e basati su 2 battaglioni equipaggiati con una decina di sistemi missilistici a corto raggio tra OSA, STRELA-10 e TUNGUSKA, ma è possibile che, recentemente, i russi abbiano fornito i più moderni sistemi PANTSIR-S1/SM e TOR-M2. Per la difesa di punto, presenti i cannoni antiaerei ZU-23-2 e MANPADS STRELA-2M, IGLA e GROM. Le varie unità sono coordinate da un centro di comando operativo costituito nel 2016 a Donetsk   con l’aiuto russo. Da tale disamina si evince l’elevato livello organizzativo raggiunto dalle milizie, nonché la disponibilità di diversi sistemi avanzati – soprattutto nel settore difesa aerea ed EW – che, verosimilmente, nelle prossime ore saranno integrati dall’arrivo di mezzi e sistemi delle forze regolari russe.

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