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RID - Rivista Italiana Difesa 04-03-2022 Ucraina, la situazione sui fronti settentrionale e meridionale data: a cura di:

Cominciamo dalla famosa colonna meccanizzata del nord. Formazione fino a ieri impantanata in problemi logistici (e comunque, a quanto ci risulta, totalmente russa, senza l'ausilio di truppe biellorusse come era parso in un primo momento), pare oggi si sia rimessa in moto anche dispiegandosi in più appropriate formazioni tattiche nel tentativo, da noi previsto, di aggirare Kiev da ovest. Abbiamo notizia di circa una quindicina di battaglioni rinforzati ucraini ad attenderli, taluni dei quali hanno già distrutto l'aliquota di truppe aviotrasportate (ma probabilmente giunte vie terra) che un paio di giorni fa era stata inviata alla costruzione/messa in sicurezza di uno e più ponti sul fiume Irpin. Quest'ultimo evento è di per sé sufficiente a lasciarci immaginare che la formazione andrà incontro a ulteriori rallentamenti nell'esecuzione della sua manovra. È forse per questo motivo che, ad assisterla indirettamente, sarebbe stata inviata l'altra colonna a est della Capitale, quella che, si ricorderà, aveva aggirato Chernihiv, e che ieri sembrava essere impegnata a chiudere in una sacca l'angolo nordest del Paese mediante il suo ricongiungimento con un'analoga formazione che le andava incontro dopo avere aggirato Sumi. Da quest'ultima città sarebbe però partita ieri pomeriggio una piccola offensiva verso la coda tale formazione, che, messa in crisi, avrebbe dunque rallentato il suo corso.

Sul fronte sud, pare che, dopo la conquista di Kherson, l'avanzata di alcune aliquote di truppe russe verso Nova Odessa evitando Mykolaiv sia stata interrotta, per motivi che ancora non riusciamo chiaramente a decifrare. Senz'altro su tale decisione stanno pesando avvenimenti che stanno prendendo corso sin dalla notte scorsa a Kherson.

Sappiamo che certo che da ieri notte un viavai di bus dalla Crimea, riportanti la lettera "Z" sulle fiancate, e fortemente scortati da veicoli della polizia russa, stanno portando civili equipaggiati con bandiere russe. Nel frattempo, altoparlanti stanno diffondendo inviti alla popolazione autoctona a restare a casa. Non vi sono notizie di violenza di alcun tipo verso di essa, e sembra che qualche negozio abbia anche riaperto (segno che non tutti obbediscano a questa sorta di coprifuoco). Ci pare che presto si avrà qualche forma di dimostrazione "spontanea" di "cittadini" grati ai "liberatori" e richiedenti l'annessione con la Russia.

Attenzione: proprio nel momento in cui scriviamo ci è giunta notizia che Kherson è stata completamente disconnessa da tutte le comunicazioni telefoniche, satellitari, mobili, e internet. Riteniamo che la manifestazione potrebbe essere registrata senza intoppi... e se necessario provata e riprovata... Nel frattempo, giungono notizie di un altro tentativo di forzamento di Mykolaiv, condotto di nuovo da truppe eliportate coadiuvate da un'offensiva terrestre proveniente da Kherson. Attacchi aerei starebbero garantendo appoggio al suolo. Città militare che nei giorni passati ha già respinto altri attacchi di una certa complessità, e nota per il forte coinvolgimento della popolazione civile armata nei preparativi alla sua difesa, riteniamo che Mykolaiv possa rivelarsi un altro caposaldo difficile da spezzare al pari di Kharkhiv e Mariupol. Di quest'ultima, nella difficilissima situazione di unica città ucraina veramente circondata dai russi, possiamo dire che ci giungono notizie di una popolazione che ha cominciato a bere acqua piovana e a nutrirsi di cibo per cani. Non ci risulta però che i corridoi umanitari discussi nel recente round di negoziazioni fra le due parti in conflitto abbiano menzionato questo centro di circa 500.000 abitanti, di cui urge al più presto l'apertura di un green corridor.  


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