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RID - Rivista Italiana Difesa 07-03-2022 Ucraina, la situazione dopo 12 giorni di guerra Ucraina, la situazione dopo 12 giorni di guerra data: a cura di:

Giornata nera, quella di sabato, per l’Aeronautica Russa, che si ritiene abbia perso 1 Su-30SM FLANKER, 2 Su-34 FULLBACKS, 2 Su-25 FROGFOOTS, 2 Mi-24/Mi-35 HIND, 2 Mi-8 HIP e 1 UAV ORLAN. Questo materiale sarebbe stato perduto per mezzo di missili contraerei, principalmente della categoria MANPADS. La Russia, così, continuerebbe a faticare ad acquisire la superiorità aerea, situazione che potrebbe essere causata dal fatto che, negli ultimi giorni, si sarebbe registrato un minore ricorso a munizionamento guidato, forse per via di una ridotta disponibilità. Gli attacchi aerei, dunque, avverrebbero a quote medie o basse per ottimizzare l’impiego di bombe a caduta, ma ciò porrebbe gli aeromobili di fronte ad accresciuti rischi di ingaggio da parte delle difese aeree a corto-medio raggio ucraine.   Forse è dovuta a questo la differente tattica utilizzata domenica nel bombardamento dell’aeroporto di Vinnycja, colpita nel pomeriggio da ben 8 missili da crociera a lungo raggio Kh-101, lanciati da bombardieri strategici Tu-95. Ancora non è chiaro se l’azione sia stata finalizzata a qualche operazione più complessa, o forse, come riteniamo, a “ricambiare i favori” del giorno prima all’Aeronautica Ucraina, o anche alla “caccia” ai droni turchi BAYRAKTAR TB-2. Sul fronte terrestre, i Russi stanno riprovando a riprendere Irpin e Bucha, cittadine e nordovest di Kiev e teatro di violenti combattimenti. Se le truppe russe dovessero riuscire a prendere e consolidare il controllo di questi 2 obbiettivi, poi potrebbero spingersi più a sud per accerchiare la città e ricollegarsi con le truppe provenienti da est, ovvero dalla direttrici Nova Basan/Bobrovytsia. Scontri furibondi si sono avuti anche nelle aree di Obolon e Svyatoshyne, sempre nel nord-ovest della capitale, che continua inoltre ad essere bersagliata da attacchi missilistici e razzi. Questi, tuttavia, sembrerebbero essere in diminuzione, cosa che potrebbe nascondere un depauperamento delle scorte inizialmente assegnate all’operazione. Il morale però in città starebbe crollando, almeno fra la popolazione civile, e ci risulta che, difatti, da un paio di giorni a questa parte il numero di residenti e rifugiati che lasciano la città starebbe aumentando vertiginosamente. Nel sud, a Mariupol, nella giornata di sabato e di domenica il supposto corridoio umanitario che avrebbe dovuto consentire lo sgombero di civili è stato interrotto da pesanti bombardamenti cominciati non appena le operazioni di evacuazione stavano prendendo piede. Ci risulta che un piccolo convoglio, nella giornata di sabato, sia comunque riuscito a partire. Bloccato nella vicina Manghush dai russi, il convoglio avrebbe consentito il passaggio di soli anziani, donne e bambini (poi giunti a Dnipr), sequestrando i giovani in età di richiamata alle armi, invece che rimandarli indietro alle linee ucraine. Peraltro, stamattina sarebbe stato colpito l’ufficio dell’OSCE nella città. Da segnalare anche come sabato e domenica l’importante centro industriale di Kramatorsk abbia cominciato a ricevere i primi attacchi missilistici, con un ordigno abbattuto dalla contraerea. Qualora Kramatorsk e la vicina Sloviansk venissero attaccate e conquistate (entrambe caddero brevemente nelle mani dei separatisti nel 2014), la porta per la via di Poltava sarebbe sfondata. Sempre sul fronte sud stamattina il Capo dell’Amministrazione Regionale ucraina ha affermato che i Russi sarebbero entrati nell’aeroporto di Mykolaiv, città strategica per la sua posizione che di fatto aprirebbe alle forze russe le porte di Odessa (e della Transnistria). Da segnalare che in tutto il sud-est russofono in questi giorni si sono svolte manifestazioni spontanee contro l’invasione russa. Cosa che ha costretto gli stessi Russi a ricorrere massicciamente alla propria polizia militare.


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