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RID - Rivista Italiana Difesa 11-03-2022 Ucraina, gli ultimi sviluppi sul campo di battaglia Ucraina, gli ultimi sviluppi sul campo di battaglia data: a cura di:

Per molti analisti la sorta di stasi operativa che sembra le Forze Russe stiano attraversando precluderebbe a un assalto in grande stile, in procinto di essere lanciato su Kiev e, forse anche su Kharkhiv, una volta che la riorganizzazione logistica che abbiamo illustrato negli scorsi giorni sarà completata. Sia come sia, alcuni interessanti sviluppi si stanno verificando, per il momento, su altri fronti. Cominciamo da quello sud. Dopo aver rinunciato a ulteriori pressioni su Mykolaiv (a parte le usuali salve di fuoco indiretto, soprattutto MRLS), da una paio di giorni scontri di una certa entità si stanno verificando Voznesensk. Sembra così che i Russi si siano finalmente decisi di bypassare Kherson dalla parte opposta, come ripetevamo da tempo. Nel caso questa cittadina cada, ai Russi si aprirebbero 3 opzioni: piegare la manovra in direzione sud/sud-ovest in modo da prendere alla spalle l’ostinata Mykolaiv, oppure Odessa; limitare la manovra alla sola direzione ovest, in modo da giungere in Transnistria, chiudendo in una sacca l’intero angolo sud-ovest del Paese; continuare a marciare verso nord, allo scopo di ricongiungersi con le forze attorno Kiev. Circa l’ultimo punto, è fondamentale però che le forze che con molta fatica hanno conquistato Irpin (e che oramai sembrano avere avuto finalmente ragione delle aree, più o meno limitrofe, di Poliske, Kukhari, Borodyanka, Andriyivka, Motyzhyn, Horenychi, Bucha, Demydiv) ne ricostruiscano i ponti. Sul fronte nord-est, recentemente chiuso in una sacca, Chernihiv ancora non accenna ad arrendersi e, a dir la varità, non appare nemmeno circondata in un assedio. Ciononostante, comincia già a mostrare i prodromi di ciò che da oltre 2 settimane sta soffrendo Mariupol: 1/3della città risulta privo di gas, mentre 2/3 senza elettricità. Sul fronte est, se, da una parte, come già detto, Kharkhiv sembra ricevere una relativa minore pressione, dall’altra, si è osservato un tentativo di avanzata da quell’area in direzione sud-est, in modo da aggirare Sloviansk e Kramatorsk da tergo, probabilmente in concorso con un assalto che, forse, in futuro le forze separatiste della DPR fronteggianti queste città svilupperanno. La manovra però ha incontrato giorni di forte opposizione nel centro nevralgico di Izyum, che da ieri viene riportata completamente distrutta dai combattimenti: 2000 abitanti sarebbero risuciti ad evacuare molto fortunosamente. Per quanto riguarda, invece, le forze separatiste dell’LPR, la loro avanzata si sta facendo sempre più minacciosa su Severodonetsk, anche se, da 3 giorni, l’ostacolo rappresentato dalla vicina cittadina di Rubizhne sta richiedendo martellamenti di artiglieria sempre più costanti, con relativa pausa nell’avanzata. La situazione meno chiara risulta nell’oblast di Zaporizha. La città di per sè non pare ancora in procinto di essere assaltata, mentre le cittadine, localizzate al suo sud-est, di Orikhiv, Huliaipolie, Komyshuvakha, e Stepnogorsk, da qualche giorno appaiono interessate da combattimenti confusi ma senz’altro molto volenti. Si tratta di zone piuttosto isolate e disconnesse anche in tempo di pace, caratterizzate dalle peggiori reti viarie ucraine, in così cattivo stato che, in alcuni punti, gli abitanti preferivano abbandonare le strade e guidare direttamente per i campi. L’interesse delle Forze Russe per l’area è probabilmente dovuto alla necessità di non lasciare scoperto il modesto corridoio che, dai primi giorni dell’inizio della guerra, è riuscito a collegare, con la nota eccezione di Mariupol,  la Crimea con i “confini” sud del DPR. Dalle cittadine menzionate, difatti, un contrattacco ucraino che si sviluppasse su Melitopol e quindi Berdyansk potrebbe chiudere in una sacca parte degli assedianti di Mariupol.   Due parole infine su Odessa. Sembra che la flotta di navi da sbarco che per giorni ha stazionato minacciosamente di fronte alle sue coste stia  in gran parte rientrando nei porti della Crimea. Da esse però sarebbero parimenti partite qualche salva di fuoco (ancora non è chiaro se in forma di cannoneggiamento ordinario o missili e razzi) che avrebbe investito la città, provocando pochi danni.

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